Treviso, il saluto di Davide Moretti ai tifosi

Treviso, il saluto di Davide Moretti ai tifosi

In giornata sono arrivate le parole dell’ormai ex giocatore di Treviso.

di Lucia Montanari, @LuciMonta15

Nella giornata di oggi, sulla pagina Facebook di Treviso Basket sono state pubblicate le parole con cui Davide Moretti ha voluto salutare i suoi ormai ex tifosi trevigiani. Le riportiamo qui di seguito

“Ho scritto tutto quello che mi sentivo di dire è che veramente pensavo riguardo questi due anni. Spero vi faccia piacere:

E’ proprio vero che quando ti affezioni ad una cosa, stai bene con qualcuno e ti diverti, tutto contemporaneamente, il tempo sembra passare troppo velocemente. Tutti i ricordi si riuniscono insieme e passano proprio tutti uno dopo l’altro come se fossero accaduti ieri.

Ancora una volta sono qui a dire grazie a quella società, quei tifosi, quella città, che per due anni non mi ha mai e dico mai fatto mancare nulla, che mi ha trattato come non mi aspettavo. Lo sognavo, si perchè molti bambini che praticano lo sport che amano, sognano di diventare l’idolo di qualcuno, di far emozionare qualcuno.
Lo sognavo, tanto da spingermi ogni giorno a dare di più, a motivarmi, perchè come dire, mi sentivo più responsabile, ed ogni giorno che passava lo diventavo sempre di più. Sono cresciuto tantissimo in questi due anni e adesso che mi sento alla fine di questo percorso mi rendo ancora più conto di quanto sono stato fortunato.

Capisco perfettamente che in questi ultimi anni, si preferisce vedere giocare un americano piuttosto che un ragazzo giovanissimo come me, capisco anche quanto voi tifosi siate stati pazienti nei miei confronti, quei mesi in cui avevo delle difficoltà e più di una volta non ho giocato bene, (spero di avervi ripagato a pieno in seguito) perchè “troppo piccolo”, “troppo poco play”, “troppo poco tiratore”, “poca esperienza”, tutte critiche che mi hanno rafforzato e fatto crescere. Vi ringrazio anche di questo. Ma soprattutto vi ringrazio per tutta la carica che mi avete dato da quando entravo per il riscaldamento a quando segnavo o andavo sotto la curva a prandermi delle gran pacche, mi avete spinto la dove le energie per il più delle volte non sono riuscite e questo non è da tutti. Sognavo anche di giocare davanti ad un “sold out”, segnare due/tre canestri di fila e sentire certe sensazioni, i brividi sulla mia pelle di tutte le 5344 persone!
Grazie di cuore per tutto questo.

Posso capire anche quanto sia difficile allo stesso modo per una società, per un allenatore/staff e anche per dei compagni, fare affidamento su un ragazzo giovane come me, essere disponibili e sempre pronti con dei consigli, invece che con delle lamentele o dei “vaf*”, come si dice in questi casi. Sono cose che magari passano inosservate, ma che per un ragazzo di 17 anni contano e non poco, ve lo assicuro. Questo non esclude il fatto che le urla da parte del coach per motivarmi e delle volte insegnarmi ne ho ricevute tante e credo di ricordarmele tutte o quasi.
Lo stesso vale per i confronti (perchè non mi piace parlare di litigi all’interno di una squadra) con i miei compagni, ci sono stati e fanno parte della vita di squadra. La fiducia che ho ricevuto nel giocare minuti importanti, nel ricevere un passaggio per un tiro all’ultimo secondo, fanno adesso parte della stima e del rispetto che sono riuscito a guadagnarmi, ma soprattutto dell’esperienza accumulata in questi anni che fa di me un giocatore migliore e più responsabile, grazie!

Penso di essere migliorato notevolmente in questi due anni, Treviso come già detto, mi ha dato tutto quello che poteva darmi e penso di averlo colto nel migliore dei modi, ma ho bisogno di compiere altri passi importanti per continuare a crescere come giocatore, provare a realizzare i miei sogni e a raggiungere gli obbiettivi che ogni giorno continuo a pormi.

In infine, ma assolutamente non per ultimo, vorrei ringraziare coloro i quali, nonostante fossero al di fuori della squadra o dello staff, per me erano una parte fondamentale, senza i quali sarebbe stato tutto molto più difficile, mi riferisco in particolare a Ciccio e a Lele, ogni volta che avevo bisogno di qualcosa, erano sempre disponibili e pronti ad aiutarmi, piccole cose che mi hanno aiutato nella vita di tutti i giorni.
Da Pippo Guida fino alla mia ragazza per essermi stati sempre vicini;
Da Carraro fino ad Arman, per avermi fatto viaggiare con delle macchine bellissime fino a sfinirmi di cibo,
e potrei continuare all’infinito, spero di non aver dimenticato nessuno.

Porterò per sempre Treviso nel mio cuore, perchè certi sogni, come per esempio giocare per una piazza così storica, non capitano tutti giorni, ed aver lasciato il segno in questo posto, per me è motivo di orgoglio.
Vi seguirò da lontano, ma sarò comunque vicino a tutti voi, perchè ho lasciato un pezzo di me in quel posto che ormai chiamo casa.
A presto!”

Moro #7

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