UFFICIALE: Recanati riabbraccia Andrea Traini, “Caccu” è di nuovo gialloblù

UFFICIALE: Recanati riabbraccia Andrea Traini, “Caccu” è di nuovo gialloblù

Il “ritorno a casa” tanto atteso si è concretizzato, la concorrenza di Ferrara alla lunga si è fiaccata tramutandosi in resa, Recanati finalmente può riabbracciare Andrea Traini. Il giocatore classe ’92 – nativo di Loreto e residente a Porto Recanati -, firma un contratto che sa di rilancio, con un Traini pronto e consapevole. Pronto ad archiviare l’ennesima annata storta, consapevole di poter bissare sensazioni e soddisfazioni della sua prima, magica volta in maglia leopardiana: quel suo battesimo a gennaio 2012 diede una scossa all’allora La Fortezza , capace di eliminare Capo d’Orlando ai quarti playoff di DNA, per poi giocarsi l’accesso alle finali playoff contro Trieste (10,5 pts + 3,5 rimbalzi e 3,8 assist con il 40% da 3 e l’84% dalla lunetta). Prima però di raggiungere l’allora brigata di coach Piero Coen, Traini aveva già due buon motivi per rendere appetibile il suo nome: un’ottima reputazione nelle nazionali giovanili (nel 2008 gli Europei Under 16 a 5.4 punti di media, poi l’Under 18 e infine l’under 20 con cui in Spagna, nel 2011, ottiene la medaglia d’argento agli Europei), ma soprattutto un’ottima scuola come quella della Scavolini. La VL è talmente fiduciosa nel suo gioiellino da farlo esordire in serie A fresco maggiorenne: era il 31 ottobre 2010, e il play non si smentisce, contribuendo alla vittoria esterna sulla Juve Caserta mettendo a segno 6 punti senza commettere alcun errore al tiro. Concluderà quella sua prima stagione in A con 30 presenze e 2.4 punti di media: prima, già, perchè “Caccu” resta a Pesaro anche nelle due stagioni successive raccogliendo 15 presenze in quella 2011/12 e, a causa di un infortunio che ne ha condizionato il rendimento, solo 10 in quella 2012/13 dove comunque ha totalizzato 6.4 punti e 2 rimbalzi di media.

Da allora è trascorsa parecchia acqua sotto i ponti, con qualche luce ma anche tanta sfortuna: resta il punto di forza in cabina di regia della Nazionale Under 20 nel 2013 (10° posto in Slovenia), il rientro alla casa madre della Scavolini parte con ottimi auspici: 8 punti di media nelle prime 5 gare, 13 e 11 nelle prime due contro Roma e Biella), l’avvio è tanto brillante da sconvolgere i piani tecnici dello staff (che lascerà andare Marigney, cannoniere della Legadue l’anno prima a Scafati). Poi però ecco la foto più buia, che fa ancora male a guardarla: 28 ottobre 2012, Traini esce dal campo abbracciato al dottor Benelli e al fisioterapista Tamburini. E’ una mazzata devastante, che gli costa la bellezza di cinque mesi di stop. A volte però per crescere bisogna anche superare delle difficoltà, stringere i denti. E dopo un’operazione con riabilitazione annessa e connessa, prima e dopo l’intervento, il ragazzo ci ha messo impegno, costanza e tigna. Quella tigna che gli ha permesso di tornare dopo appena cinque mesi, giusto in tempo per il rush finale, mostrando una reazione che non ha lasciato indifferente un certo Ario Costa, caro a tutti noi, tanto da metterlo al centro del nuovo progetto VL, messo su con pochi euro. Niente play americano e regia affidata all’accoppiata Pecile-Traini: tutto stupendo, ma a fine agosto un’altra tegola. Un movimento falso in allenamento, la caduta, basta un secondo per rivedere un film lungo un anno: quello dell’operazione, della riabilitazione e di tutta la fatica fatta. Stavolta infatti è il menisco a dire di no: proprio come a settembre scorso, quando con la nuova maglia di Napoli che punta sul suo recupero, la pre-season si trasforma in un’altra dura prova d’affrontare, in un ennesimo intervento con annesso recupero, foriero di una stagione difficile, anche e soprattutto per ragioni esterne al campo causa problemi societari, ma che qualche lampo lo regala: su tutti il successo casalingo contro Verona, a novembre, in cui il play mette la museruola ad Andrea De Nicolao e guida Jackson e co. verso il successo. Da allora poco altro, se non quel minimo di stabilità fisica a dir poco latitante negli ultimi anni: mgara consolazione si dirà, invece è un grande traguardao per “Caccu”, la premessa necessaria per un futuro finalmente diverso, per la gioia di Recanati.

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