A2 Playoff, Quarti: Scafati-Imola, la preview di Basketinside.com

A2 Playoff, Quarti: Scafati-Imola, la preview di Basketinside.com

Ultime, statistiche e analisi su Scafati e Imola, chiamate a disputare i quarti di finale promozione: in palio la possibilità di proseguire nel sogno chiamato Serie A.

Commenta per primo!

QUI SCAFATI (A cura di Giuseppe Giordano)

Per la Givova Scafati Basket è giunto il momento dei quarti di finale che la vedranno affrontare l’Aget Costa Imola, che ha avuto la meglio sulla Mens Sana Basket Siena Solo dopo una battaglia lunga 5 gare. La squadra di coach Perdichizzi dopo lo sweep (3-0) inflitto a Verona ha avuto il tempo di riposare e di ricaricare le pile per preparare al meglio una serie importante come quella con Imola. La forza degli uomini Perdichizzi è stata , oltre alla solita intensità difensiva , quella di trovare in ogni partita bocche da fuoco diverse in grado di spiazzare gli avversari e di far svoltare la partita. In gara 1 strepitoso l’apporto di Marco Portannese con 18 punti, 6 rimbalzi e 4 Assist e del monumentale Jeremy Simmons 14 punti, 6 rimbalzi e 4 assist ed il canestro che ha deciso la partita è indirizzato la serie. In gara 2 la partita è stata ancora più tosta, decisa all’overtime dai padroni di casa, che oltre ai principali attori di gara 1 che si sono divisi equamente 30 punti, ha trovato prestazioni confortanti da Josh Mayo (14 punti e 4 Assist) e Federico Loschi (12 punti con 4/6 da 3 punti). Favoloso l’approccio alla gara in quel di Verona dove Scafati dopo un primo quarto punto a punto ha messo la testa avanti e non si è fatta più riprendere dagli scaligeri. Favolosa la prestazione del folletto americano ex Roma e Sutor (17 punti con 4/5 da 3 punti, 7 Assist e 4 rimbalzi) e ottima la prova di Crow (11 punti e 6 rimbalzi). Sarà importante dunque per partire forte nella serie avere la concentrazione dimostrata negli ottavi, la voglia di lottare su ogni pallone e per ogni minuto in campo come hanno fatto Baldassarre e Rezzano che sono sempre in grado di dare un contributo fondamentale alla causa, con un arresto e tiro letale o con una giocata da leader difensivo. Da elogiare anche le prove di Ammannato e Spizzichini, difensore perfetto nella serie il primo senza mai commettere una sbavatura e “rubando” palloni sporchi e sfondamenti; il secondo autore di una fantastica gara 2 da 10 punti, 11 rimbalzi e 5 assist e che difficilmente sbaglia una scelta nei momenti chiave in cui è chiamato in causa sul parquet. Ci si aspetta il pubblico delle grandi occasioni al PalaMangano per le due gara interne per aiutare i gialloblè a mantenere il fattore campo per andare in trasferta, come con Verona, con l’obiettivo di vincerne una per non tornare a giocarsi la bella in casa.

26216802913_b573d292e7_z

QUI IMOLA (A cura di Federico Sgatti)

Dopodomani la Givova Scafati ospiterà al PalaMangano l’Andrea Costa Imola per la prima partita del secondo turno di playoff di Serie A2. Scafati si è sbarazzata in 3 gare di Verona, Imola invece ha dovuto faticare molto di più contro Siena, chiudendo la serie solo in gara 5. Le teste di serie parlano chiaro, la Givova ha concluso il campionato al primo posto con un record di 20-10, l’ Andrea Costa invece è arrivata dietro a ben 3 squadre, ma con un record di 19-11. Dopo la vittoria contro la Mens Sana, coach Ticchi si è espresso sulla futura serie affermando che secondo lui Scafati teme Imola, a cominciare dalle giocate offensive di Anderson (come precedentemente era presente Borsato); d’altro canto anche Imola si accoppia male difensivamente con Scafati. I fattori che possono fare la differenza per l’Andrea Costa sono: 1) Karvel Anderson: la guardia nata in Michigan è sicuramente il giocatore fondamentale di Imola; su di lui si basa tutto il triangolo offensivo (di cui parleremo dopo) riadattato da Giampiero Ticchi per il campionato italiano. Anderson ha dimostrato di poter segnare con continuità in stagione, di essere un ottimo realizzatore, ma anche tiratore, e passatore sfruttando gli spazi aperti dai raddoppi su di lui. Sarà importante che si senta in partita fin dall’inizio perché contro la Mens Sana se non entrava subito in ritmo soffriva alla lunga; 2) Michele Maggioli: il centro ex Jesi ed Avellino è sicuramente, scusate il gioco di parole irresistibile, il centro dell’attacco di Imola (anche perché il termine pivot viene proprio dal fatto che il numero 5 fosse il giocatore intorno al quale si muovevano gli altri). Bisogna dire che non è stato così per tutta la stagione, infatti le prestazioni di Mickey sono cresciute avvicinandosi ai playoff: la fine della stagione lo ha visto trascinatore dei suoi con alcune partite sopra ai 20 punti, la stessa cosa vale per la serie appena terminata; 3) Patricio Prato e Leonard Washington: si è voluto rispettare il formato lanciato la scorsa volta (3 giocatori e l’allenatore) che ha portato fortuna. Prato è un giocatore pulito, che guida i suoi compagni con la leadership mostrata sul campo, non solo a parole. Ogni volta che Anderson o Maggioli non hanno deciso la partita è stato l’ex Avellino e Fortitudo a caricarsi la squadra sulle spalle da capitano quale è. Washington dal canto suo è offensivamente completo (nel senso che è in grado di completare sia un buon passaggio, sia una tripla, sia un movimento in post-basso). Grande rimbalzista, grandissimo atleta verticale quindi intimidatore, ma tutte queste qualità escono a tratti, lo si vede solo raramente prendere in mano la squadra con un rimbalzo e un post basso di prepotenza, inoltre non si fida ancora al 100% del suo tiro da 3 punti. Nonostante questo è un giocatore fondamentale, che non può essere sostituito per una squadra che basa i suoi successi sulle letture offensive; 5) Giampiero Ticchi: l’allenatore dell’Andrea Costa è probabilmente il motivo principale per cui Imola è ai playoff. Un percorso iniziato nel 2014 insieme ad Anderson, Hassan, Preti, De Nicolao e Prato, unici superstiti del gruppo che l’anno scorso ha conquistato la salvezza. Ticchi ha impostato la difesa su un grande lavoro in uno contro uno, preparando le partite e variando le soluzioni in base agli avversari. Il vantaggio che Imola riesce a ottenere in alcuni momenti dal punto di vista difensivo è incredibile, e quando arriva il momento i biancorossi sono in grado di annullare qualsiasi avversario per 2 o 3 minuti. Offensivamente invece l’allenatore ha portato anche a Imola il suo triangolo offensivo. Il triangolo è un insieme di movimenti  che prevedono tagli dal lato forte sul lato debole per generare un isolamento, nel caso questo non porti a un vantaggio si ribalta e sul lato opposto tramite altrettanti tagli si esplorano altre soluzioni. Bisogna notare che il sistema ha avuto successo quando una grande guardia è stata in grado di segnare gli isolamenti previsti, e quando gli altri 4 erano buoni passatori: infatti basarsi solamente sugli isolamenti alla lunga non paga. Detto tutto questo, ci sentiamo di dare Scafati come favorita, ma attenzione alla gara 2: se Imola dovesse vincerla potrebbe giocarsi in casa due partite di fila per chiudere la serie con una doppia vittoria.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy