Abruzzesi in A2. Paoletti lascia Chieti che punta su Galli, Borra e Jackson. Titolo di Roseto verso Teramo?

Abruzzesi in A2. Paoletti lascia Chieti che punta su Galli, Borra e Jackson. Titolo di Roseto verso Teramo?

Commenta per primo!

Giorni importanti per il futuro del Roseto Sharks.

Il titolo di Serie A2 2015/2016 potrebbe essere messo in vendita nel giro di un mese, per stessa ammissione del patron Di Sante che vuole continuare a dare una mano, ma non può accollarsi quasi integralmente gli oneri di gestione.

Questo significa, per ammissione dell’imprenditore, continuare ad essere un punto di riferimento da 200mila euro a stagione con una sponsorizzazione, ma non tirare fuori il doppio.

Di Sante, tornato in Italia dopo un lungo periodo in estremo Oriente e poi in Polonia per motivi di lavoro, dovrebbe aver parlato giovedì scorso del futuro della pallacanestro rosetana con il sindaco Pavone e l’assessore allo sport Vannucci.

Circa l’eventuale supporto istituzionale, al momento nulla si sa oltre alla generica disponibilità di primo cittadino e assessore al ramo a coinvolgere le forze imprenditoriali cittadine.

Intanto, il presidente Cianchetti sta aspettando risposte sia dalla Modus FM, sponsor della stagione 2013/2014, sia da un gruppo imprenditoriale che molto probabilmente potrebbe essere del settore farmaceutico.

L’obiettivo è quello di rinforzare la compagine societaria, sgravando la famiglia Di Sante e garantendo un futuro al Roseto in A2. Purtroppo però, la solita indeterminatezza che ogni fine campionato attanaglia il Roseto non può portare che danni al sodalizio cestistico locale, visto che si rischia, come lo scorso anno, di radere al suolo tutto ricominciando ogni volta da zero.

Un esempio? Pare che il Chieti, che sta già pianificando la prossima stagione, sia interessato sia a Josh Jackson sia a Jacopo Borra, rispettivamente esterno e centro che hanno appena finito il campionato con gli Sharks.

Le Furie ripartiranno da coach Galli, al quale saranno riconosciute gratifiche economiche e dovrebbe essere allungato il contratto. Non resterà in città invece il general manager Paoletti, che molto bene ha fatto nelle sue due stagioni teatine.

Michele, se è vero che il Chieti ha fatto benissimo nelle ultime due stagioni, è altrettanto vero che il tuo addio appare inspiegabile. Perché vai via dalle Furie?
«Ti rispondo con una metafora: quando una persona è invitata a cena a casa altrui, se non gradisce più il menù, i commensali, il dress-code, l’altezza delle sedie, il materiale delle posate, è lui che deve prima ringraziare, poi declinare educatamente l’invito, perché ognuno è libero di fare come vuole a casa propria e chi è ospite o si adegua o se ne sta a casa. Io ho fatto questo. In sostanza non mi trovo più a mio agio in determinate circostanze createsi ed penso che debba essere io a farmi da parte. Resta intatta l’immensa gratitudine nei confronti della Pallacanestro Teate per l’opportunità che l’ing. Di Cosmo e l’avv. Brandimarte mi hanno dato a luglio 2013».

Un bilancio, partendo da quando sei arrivato, in un pensiero: che Società lasci – sia a livello tecnico sia a livello amministrativo – dopo due stagioni da direttore generale e non solo, visto che ricoprivi anche le mansioni di addetto stampa e segretario?
«Lascio innanzi tutto una Società che ha una grande fortuna: avere incorporata in casa una figura competente come l’avv. Brandimarte, che ricopre egregiamente un ruolo delicato come quello del direttore sportivo. Inoltre, con la conferma di Galli, uno dei migliori tecnici con cui ho avuto la fortuna di lavorare in 14 anni di basket imparando molto da lui, credo che la Proger possa legittimamente vantare ambizioni in crescendo. Per quanto mi riguarda, a livello societario credo di aver contribuito alla crescita della Pallacanestro Teate a livello professionale. Ho cercato di fare del mio meglio per far passare determinate dinamiche organizzative. Forse non ci sono riuscito in pieno e questo mi spiace. Ma ripeto: ognuno decide come meglio crede a casa propria e quando tu non sei più in sintonia con certe scelte, sei tu che devi alzarti, ringraziare ed andartene. Venendo alla seconda parte della tua domanda, guardandomi intorno vedo che, come avviene per i giocatori, figure professionali che possano ricoprire più ruoli non sono tantissime e questa è una mia grande fortuna perché puoi far risparmiare al tuo club 2 euro chiedendone 1 in più per te. Chiaro che il dono dell’ubiquità non è di questo mondo ed un supporto pratico bisogna averlo perché nessuno è onnipotente. D’altro canto, come hanno sostenuto diversi relatori (molto più bravi e preparati di me) al recente convegno organizzato dalla LNP a Rimini in occasione delle Final Six, se non hai una struttura competente e solida, prima che una squadra forte, sei destinato a regredire. Quindi c’è bisogno della giusta alchimia».

Cedro Galli, restando per la seconda stagione consecutiva, stabilisce quasi un record di lunga permanenza fra i coach del Chieti (Sorgentone c’è stato 3 stagioni). Siccome i “casalinghi” Brandimarte e Del Conte direi che non contano, essendo parte integrante della famiglia chietina, anche tu da “straniero” sei restato “molto”, considerando le due stagioni. E allora ti chiedo: è così difficile andare d’accordo con il presidente Di Cosmo?
«Credo sia innanzi tutto giusto riferire che quest’anno, in due occasioni nelle quali la scadenza del pagamento degli accordi contrattuali cadeva sabato o domenica, Di Cosmo ha stabilito che questi dovessero essere liquidati il venerdì precedente. Ciò per dire che a livello di correttezza sugli accordi presi non credo ci sia molta gente simile in giro per l’Italia. Chiaro che ognuno di noi ha il suo carattere e va preso per come è. Il presidente è una persona sanguigna: come lo vedete al palasport è anche tutti i giorni in ufficio. Io nei suoi confronti ho un grande sentimento di gratitudine per l’opportunità datami. Gli scambi di opinione e le divergenze di vedute ci sono nelle migliori famiglie. Probabile che anch’io, con il mio carattere, non sia stato persona facile con cui rapportarsi. Per gli altri che mi hanno preceduto non posso dire».

La più bella soddisfazione sportiva vissuta in queste due stagioni?
«A Firenze, la conquista dei playoff dopo una stagione piena di avvenimenti non facili, che magari all’esterno non sono stati colti a pieno. L’invasione di campo festosa e pacifica dei nostri tifosi al Mandela Forum, l’abbraccio a tre con due persone che stimo enormemente come Maurizio Bartocci e Max Del Conte a fine gara. Il nodo in gola per il riscatto che stavo assaporando, dopo i bocconi amari mandati giù a forza (ed in silenzio) 12 mesi prima a Jesi».

La più bella soddisfazione umana vissuta in queste due stagioni?
«Le tantissime telefonate, sms e whatsapp arrivatemi dopo che Roseto.com ha ventilato per primo l’eventualità che potessi terminare il mio rapporto professionale con Chieti. Davvero non pensavo mai potessero essere tante. Sono una persona introversa, non molto facile a fare amicizia, dispensare sorrisi a 32 denti e saluti a tutti. Perciò significa che quello che ho fatto, all’esterno è stato apprezzato e questo mi inorgoglisce».

La più cocente delusione sportiva vissuta in queste due stagioni?
«Forse la sconfitta indecorosa a Reggio Calabria a gennaio 2014, dopo che mi ero speso in prima persona con la Proprietà per rendere la trasferta più agevole alla squadra andando in aereo anziché in bus. Ero davvero arrabbiato quella sera e dopo la partita in hotel non feci molto per nasconderlo. Così come la mattina dopo in pullman quando qualcuno sembrava aver già scordato quanto capitato la sera prima».

La più cocente delusione umana vissuta in queste due stagioni?
«La tengo per me, ben stampata nella mente. Con la consapevolezza che, prima o poi, i boomerang tornano indietro».

Una iniziativa di carattere tecnico della quale sei particolarmente fiero?
«Aver detto un bel “sì” quando Guido Brandimarte mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’ipotesi Galli in panchina».

Una iniziativa di carattere amministrativo-gestionale della quale sei particolarmente fiero?
«Aver coinvolto con grande successo le scuole elementari e medie della città, in cui prima eravamo molto deboli, quasi impalpabili. Si può fare ancora molto per la verità. Magari ci riuscirà chi verrà dopo di me».

Una cosa che rifaresti meglio?
«Diverse, sono ipercritico con me stesso. Se devo citarne una, forse l’insistere maggiormente nel rinforzare la struttura dirigenziale con figure competenti, facendo comprendere alla Società l’importanza di investire qualche risorsa in più su questo aspetto».

Un errore che non ti perdoni?
«L’espulsione a Mantova a gara-2 dei playoff dello scorso anno: non è un comportamento che mi appartiene. Non feci niente di eclatante né dissi nulla di scurrile, semplicemente quando un arbitro mi invitò a sedermi, dopo essere scattato in piedi a braccia aperte per un fallo antisportivo fischiato a Deloach secondo me non condivisibile, risposi: “No, lei non rispetta la mia squadra, mi spieghi per quale motivo io dovrei rispettare lei”. Mi invitò ad accomodarmi fuori. Fu più che altro un gesto di frustrazione per le scoppole che continuavamo a rimediare contro quella squadra. A fine gara mi scusai con la terna recandomi nel loro spogliatoio e dicendo che avrei accettato ogni loro decisione conseguente al mio gesto fuori luogo. Il giorno dopo non solo non fui squalificato, ma la cosa nemmeno era contemplata nel comunicato ufficiale dei Giudice. Loro sono stati di buon senso. Io, anche non facendo cose particolarmente sguaiate, avrei dovuto evitare quella cosa».

Dove può arrivare il Chieti, visto che la Società ha detto di voler ancora crescere a livello di risultati?
«Chieti ha grandi potenzialità, anche se la crisi oggi morde forte dappertutto. Il presidente Di Cosmo ha fatto già miracoli e continua a farli ogni giorno per mandare in onda uno spettacolo di così alto livello. Anche con uno sponsor prestigioso (e munifico) come la Proger alle spalle, da solo non può farcela in eterno. Se si parla di staccare un biglietto per i playoff, possono anche riuscirci confermando le pedine giuste da mettere nelle mani di un coach bravo come Galli, ma la A1, visto che è a quello che ti riferisci nella domanda, è un’altra cosa. La strada l’hanno già segnata in parecchie altre realtà che erano in difficoltà e che, grazie al frazionamento del capitale societario ed ai consorzi, sono sopravvissute ed anche decollate (vedi Varese, Pesaro e, anni fa, la stessa Jesi). Chiaro che per farlo bisogna aprire le porte della Società per consentire a nuovi Soci di entrare».

Dove sarai la prossima stagione agonistica?
«E chi lo sa? Spero tra gli avversari della Proger. Altrimenti dovrò inventarmi qualcosa».

Un tuo ultimo pensiero, in libertà…
«La domanda più difficile, dato che sono decine le persone che mi hanno aiutato in questi due anni e che dovrei ringraziare. Preferisco farlo separatamente con ognuno. Sfrutto lo spazio che mi dai per un auspicio. Spero che Chieti non faccia come Jesi ha fatto con me: coltivare in casa un dirigente capace di guidare una struttura di questo livello e, quando è pronto, farlo andare via. Capisco che “nemo propheta in patria”, ma Max Del Conte è un professionista pronto per dirigere società in questa categoria e sarebbe un errore averlo preparato per farlo sfruttare da qualcun altro…».

Uno sportivissimo “in bocca al lupo” a Michele Paoletti.
Tornando a Roseto e alla vendita del titolo, una voce articolata, oggettivamente fantasiosa ma di certo tonitruante, serpeggia da qualche giorno.

Sembra infatti che a Teramo un gruppo di imprenditori abbia già contattato il presidente della FIP Abruzzo, Di Girolamo, per ripartire col basket dalla Serie B. Gli imprenditori vorrebbero garanzie sulla categoria cadetta, che però al momento non ci sarebbero.

Possibili quindi due scenari: il primo che prevede l’acquisizione del titolo di B del Giulianova, il secondo che prevede addirittura di rilevare la A2 del Roseto, al quale verrebbe girato il titolo di B giuliese.

Fantasie? Forse, ma nel 2007 il Chieti rilevò il titolo di B del Roseto, che lo aveva rilevato dal Silvi, il quale lo aveva rilevato dal Campli. Si tratta dell’attuale titolo di A2 dei teatini.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy