Archiviata la prima stagione in A2, la Gsa Udine pensa al futuro

Archiviata la prima stagione in A2, la Gsa Udine pensa al futuro

Ripartire dalle ultime sei vittorie consecutive per costruire un futuro nel segno dei due stranieri Okoye e Veideman: questi sono gli obiettivi di un’Apu Gsa che, classificandosi nona, ha dovuto sì rinunciare alla post season, ma che guarda con soddisfazione al percorso fatto. Spiccano le vittorie di spessore con le migliori squadre del campionato: Trieste, Treviso, Fortitudo, Mantova, Verona, Roseto.

di Michela Trotta, @mikytrotta

È tempo di bilanci in casa Gsa Udine. La stagione è finita, forse troppo presto rispetto a quanto visto in campo e rispetto alla condizione ottimale finalmente raggiunta dal team di Lino Lardo. L’ultima vittoria casalinga contro la Fortitudo (82-68) non è bastata per strappare un pass per i play-off, ma il nono posto conquistato rimane comunque oro per la società udinese. Da neopromossa, l’Apu aveva come obiettivo dichiarato quello di consolidarsi in A2, vincendo magari anche il derby. Detto, fatto: 32 punti collezionati, con 14 sconfitte e 16 vittorie, di cui 6 negli ultimi 6 incontri (compreso il netto successo sui cugini triestini) che hanno garantito a coach Lardo la qualifica di miglior allenatore del mese di aprile.

Qualcosa da recriminare, però, sicuramente c’è, incominciando dagli acquisti estivi degli americani Laser e Delegal che si sono dimostrati, già nelle amichevoli preseason, inadatti a ricoprire i ruoli richiesti, e che hanno costretto la Gsa a partire con un solo straniero in campo, Okoye, arrivato tre giorni prima dell’esordio, e con l’aggiunta di un playmaker come Traini, inserito in extremis. Poi il grande colpaccio: firmato Allan Ray, un giocatore d’altra categoria arrivato in Friuli per dar lustro al progetto societario. Ma a conti fatti, forse anche in questo caso la scelta non ha dato i frutti sperati. L’americano ex boston Celtics, pur rappresentando il punto di riferimento offensivo della squadra, non è riuscito a diventare un vero leader trascinatore e questo ha pregiudicato l’alchimia collettiva.
Udine, dopo una partenza tutto sommato buona, ha cominciato ad avere delle parecchie difficoltà, soprattutto a livello di infortuni: con Vanuzzo, Castelli e Truccolo fermi ai box, il roster si è ridotto notevolmente, tanto che le giovani leve sono state prese in causa in ogni partita a rimpiazzare quei ruoli rimasti vuoti. A febbraio si è riaperto il mercato e la squadra ha avuto un’ulteriore evoluzione: via Cuccarolo e Castelli, presi Fall e Mastrangelo. Nel frattempo, con Ray infortunato e inutilizzabile per più di tre settimane, Udine ha raggiunto il punto più basso della stagione: quattro sconfitte consecutive, una crisi da cui era difficile uscire. Eppure l’Apu Gsa ha saputo reagire, lanciandosi nuovamente alla ricerca e pescando un vero asso dalla manica con il nome di Rain Veideman. L’estone, arrivato in Italia per rimpiazzare la stella americana, si è fatto subito amare per la grinta e l’impegno profusi in campo, e di conseguenza per i risultati che i friulani hanno poi raggiunto insieme a lui. Perché non bisogna dimenticare che dal derby contro Trieste del 19 marzo, Udine non ha più perso, salvandosi in anticipo e sfiorando anche l’accesso ai quei play-off che alla fine non sono stati conquistati per un nonnulla.

E oltre alle esaltanti vittorie giunte a coronamento della regular season – tra cui ci sono i successi con Mantova, Treviso e Foritudo – quello che bisogna davvero sottolineare è l’entusiasmo e la partecipazione che si è creata intorno alla squadra, al clima di festa che si è respirato al termine dell’ultimo incontro, a testimonianza di un movimento sempre in crescita.
Ora, con questi solidi presupposti, è necessario guardare al futuro: quali sono i nuovi obiettivi? Dalle iniziali dichiarazioni del presidente Pedone e del general manager Micalich si evince che la prima intenzione societaria sia quella di confermare i due stranieri, Okoye e Veideman (con cui sono già aperte le trattative), per poi costruire un roster che possa competere ai piani alti della classifica, magari con l’innesto di qualche giocatore italiano talentuoso e d’esperienza, ora che Vanuzzo ha deciso di tornare in Sardegna.
Il campionato è appena terminato, è ancora presto per delineare con chiarezza quali saranno le linee guida del mercato estivo, eppure si percepisce già il desiderio, da parte dell’Apu, di cominciare a lavorare fin da subito per ampliare quel progetto iniziato ormai due anni fa e che finora ha portato al capoluogo friulano numerose soddisfazioni.

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