Assigeco, continua così e riparti da qui

Assigeco, continua così e riparti da qui

Le ultime due brillanti prestazioni esterne rilanciano le aspirazioni dell’Assigeco, che vuole confermarsi, migliorarsi e regalare ai tifosi due sorrisi nelle prossime gare interne con Forlì e Jesi

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Il lunedì serve per smaltire l’acido lattico e godere, a bocce ferme, delle grandi emozioni di una vittoria lontani da casa. Il lunedì si riordinano i pensieri, scombussolati da un rientro segnato dalla vivace eccitazione che circola nelle vene quando si espugna un parquet esterno. Il lunedì stempera le tensioni del pomeriggio festivo e prepara il ritorno al lavoro del martedì. Recanati, con Loschi e coach Calvani ex rossoblu, sono alle spalle. Forlì è alle porte. Non è mai troppo presto per preoccuparsi; il tempo per prepararsi, però, c’è. Intanto, ritagliamoci quel po’ di spazio che potrà servire a ripassare quel che è stato, ma soprattutto a imbastire quel che sarà.

Dopo uno zoppicante avvio, segnato da due inopinati, ma senza dubbio propedeutici passi falsi, al Campus rimbalza una severa eco indagatrice: ‘Assigeco, se ci sei, batti un colpo’. Da Verona e da Recanati, arrivano subito due sferzate secche e decise; due superbe, arroganti e prepotenti frustate, che riportano i ragazzi di coach Andreazza al livello di visibilità, di credibilità e di fiducia, che ci si aspetta da un gruppo creato per scrivere belle storie da applaudire. Quello che nelle due prime sfortunate uscite non era scaturito dai singoli e non aveva aiutato il gruppo a raggiungere l’obiettivo della vittoria, a Verona come per incanto fiorisce, colora e profuma la prestazione, riportando quella serenità che, sebbene mai del tutto assente, solo una vittoria riesce maggiormente ad evidenziare: disponibilità al confronto e sorrisi, assumono un contorno diverso; un profilo meno spigoloso. La preparazione alla gara successiva porta fatica, ma il sudore negli occhi brucia di meno; lo sguardo spazia curioso e voglioso alla ricerca dell’avversario. La consapevolezza dei propri mezzi aiuta, dà sicurezza.

La palla a due, contesa a Recanati sul parquet del PalaPrometeo Estra di Ancona, scatena un ciclone di emozioni biancorossoblu, prima che una gragnuola di preziosi centri da tutte le distanze, annichilisca le impreparate difese degli sconcertati leopardiani. Fin dalle prime battute gli americani Hasbrouck e Jones, ben spalleggiati da un più che sorprendente Borsato, tengono saldamente in mano le redini di una gara che, fino all’ultima sirena, avrà un solo indiscusso padrone.

Sembra essere la strada giusta quella imboccata. Quattro partite, due di rodaggio e poi subito la marcia migliore. Molti dei protagonisti, come da previsione, sanno calare pesantemente il piedone sul parquet e lasciare un’indelebile impronta. Già dalle cronache emerge l’evidente superiorità di qualcuno (…ma cosa ci fa Jones in A2!?!?). Già il gruppo trova e riconosce in Infante il leader capace di guidare giovani e meno giovani. Già ci si scontra con pesanti infortuni, che creano non lievi problemi, ma permettono a Borsato di intervenire, subentrare e meritare, raccogliendo calorosi applausi; con la ‘garra’, la competenza tecnica e l’apporto alla causa, che non lasciano dubbi sulla sua voglia di far bene, sembra voler contraccambiare al meglio la morbida, spugnosa accoglienza riservatagli dall’ambiente Assigeco.

È facile dire che siamo solo all’inizio e di lavoro da fare ce n’è tanto, ma il cambio di passo che nelle due ultime domeniche ha caratterizzato il cammino, il gioco e i risultati dei ragazzi di coach Andreazza, deve essere l’inizio, il punto di partenza per confermare che, sono sempre le cronache a raccontarlo, i colori di Piacenza sono sicuramente da ‘parte alta della classifica di Serie A2’.

Da ogni dove, in Società, si sente predicare umiltà e lavoro. E allora avanti ‘umili sempre, modesti mai’. L’inverno è lungo e ci saranno anche scivoloni, momenti bui e scorci poco propizi, ma perché nascondersi; gli ultimi due brillanti turni in trasferta, non sono che la prima tappa di un lungo, laborioso e complicato percorso. Godiamo ora. Certi che il bello debba ancora venire.

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