Assigeco, si chiederà il ripescaggio in L2 Gold?

Assigeco, si chiederà il ripescaggio in L2 Gold?

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Si parla poco, in casa Assigeco. Ma da sempre in terra rosso-blù hanno contato i fatti, le scelte, le decisioni. E dopo la conferma “a furor di popolo” che ha convinto coach Zanchi a restare, forte di un bellissimo quarto posto finale in recupero, e con tanto di biennale in calce, adesso si lavora, in silenzio. E l’obiettivo, premesso che la Silver è lì, e non si farà nessun passo più lungo della gamba, potrebbe essere ambizioso: provare a tornare in Legadue, oggi versione Gold.

Una categoria tutt’altro che estranea ai lodigiani visto che nel 2009, sulla scia di un campionato che fu vissuto da protagonisti – conquistando anche la (seconda) Coppa Italia nella Final Four (2009) di Forlì – arriva l’ammissione al campionato cadetto a seguito della rinuncia del Basket Livorno. La categoria, che fu difesa al primo anno con una salvezza matematica a tre giornate dalla fine della regular season, fu bissata anche nel 2010-2011, sconfiggendo Ferrara per 85-72. Tuttavia l’estate fu turbolenta: lo stesso Club bianco-nero, Rimini ed Udine falliscono; stessa musica per la neo-promossa Trapani. E in questo bailam di eventuali ripescaggi dal dilettantismo, la franchigia della Pusterìa godeva di un pieno diritto alla permanenza in Legadue: ciononostante prevalse il realismo dettato dal contesyo, e il 30 Giugno 2011, dopo aver annunciato il ritorno al Campus di Codogno, che da ora in avanti sarà sede, tempio e cattedrale di tutte le imprese della prima squadra (oltre che dell’ambizioso Progetto Giovani Assigeco) diventa ufficiale anche la rinuncia al diritto di giocare nella vecchia A2, e si decide di partecipare all’allora “nuova” Divisione Nazionale A.

Due stagioni onorate al meglio, con due qualificazioni ai play-off (Quarti il primo anno contro i futuri campioni di Trento, quest’anno semi contro la vincitrice Torino), oggi il Presidente, patron e fondatore Franco Curioni non è del tutto indifferente ad un’ipotesi di ripescaggio, fatti salvi i diritti di Matera, più avanti in graduatoria.

A rivelare questa intenzione è la Gazzetta dello Sport lombarda, in cui il n.1 della UCC sottolinea i due nodi da sbrogliare per una rottura del ghiaccio vera e propria: «Attualmente la capienza è di 1.000 posti, abbiamo uno studio secondo il quale si potrebbe arrivare a 1.600 posti, con lavori a carico nostro, che comportano un esborso economico non da poco. ». Quindi il PalaCampus: è questa la prima priorità da soddisfare, se davvero si cercherà il girone “nobile” della prossima seconda serie. Ma con effetto domino si dovrà parlare anche di budget, visto che i lavori di ampliamento del PalaCampus avranno una serie di costi annessi e connessi (secondo le stime del quotidiano rosa pari a 100mila euro), tutti sulle spalle della società.

Che se da un lato non ha alcuna intenzione di spostarsi da Codogno, dall’altra parte chiederà sensibilità da parte della N-LNP, ancora in via di costituzione: «Il palazzetto non è confacente con le regole della Legadue Gold (che parlano di capienza minima a quota 2000, ndr). Valuteremo quindi nei prossimi giorni se partecipare alla Legadue Silver o chiedere il ripescaggio per la Gold».

Insomma nulla di confermato, ma neanche di smentito, in vista del 30 giugno, data ultima per la consegna delle domande (già trasmesse da Matera e Reggio Calabria); pochi giorni dopo (9 luglio) l’ora x per le cadette aventi diritto nella consegna di tutti gli incartamenti pro iscrizione.

L’unica certezza, in puro stile Assigeco, saranno i giovani: «Vogliamo lanciare in prima squadra i prodotti del nostro settore giovanile perché riteniamo abbiano la maturità per giocare a questo livello». Spazio quindi a nomi come Donzelli, Rossato e Sant Roos, con tutta probabilità. Le scelte di chi vede (e vuole vedere) lontano.

 

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