De’ Longhi – Andrea Costa, la sala stampa

De’ Longhi – Andrea Costa, la sala stampa

un’ottimo primo tempo non basta ai ragazzi di coach Ticchi per avere la meglio di una Treviso più quadrata e paziente.

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DE’ LONGHI TREVISO BASKET – ANDREA COSTA IMOLA 77-56 (14-19, 30-34, 54-51)

L’anticipo infrasettimanale dell’undicesimo turno (Palaverde indisponibile per l’8 dicembre) vede vittoriosa la De’ Longhi Treviso sull’Andrea Costa Imola per 77 a 65. I biancorossi di coach Ticchi impostano molto bene la gara giocando venti minuti di ottimo basket, ma il rientro dalla pausa lunga vede Fantinelli e compagni dotati di tutt’altra determinazione e con un parziale di 47 a 31 riescono a fare proprio il match. Il controllo dei rimbalzi (42 a 31) e una maggiore energia proveniente dalla panchina (21 punti a 9) sono le chiavi di questa ottava vittoria trevigiana.

Ecco le parole dei protagonisti nel post partita.

Matteo Fantinelli, playmaker di Treviso, MVP di serata con 14 punti 12 rimbalzi e 10 assist: “Secondo me eravamo un po’ assopiti dal fatto che era da un mese che non giocavamo in casa e con i primi due quarti giocati così molli è difficile entrare in partita, soprattutto contro una squadra agguerrita come Imola. Abbiamo svoltato tra secondo e terzo periodo e questa è una cosa positiva che dimostra la crescita rispetto allo scorso anno. Loro facevano una difesa molto particolare che noi non siamo abituati ad attaccare, partivano a zona ma poi erano tutti accoppiati, quindi all’inizio ci siamo intestarditi a fare un attacco alla zona statico che non ha portato nulla. Quando poi siamo passati ad attaccarli come una uomo la circolazione di palla è migliorata. Il tiro da 3? Sappiamo tutti che può entrare come no, nei primi due quarti siamo rimasti in partita pur non segnando mai dall’arco e questo è segno di solidità. Penso che in casa nostra non abbiamo mai giocato due quarti così, mi è sembrato di rivedere un po’ la partita contro la Virtus ma oggi siamo stati bravi a rientrare.”

Andrea La Torre, ala di Treviso, 7 punti e 1 rimbalzo: “In attacco, a parte alcune situazioni in cui ho commesso degli errori sciocchi, mi sento di aver fatto abbastanza bene. Sto cercando di fare quello che serve alla squadra, sono nuovo e mi sto ancora abituando. Il pubblico qui è fantastico e come ha detto Fantinelli siamo noi a dover trascinare il pubblico a cantare e poi sono loro a ridarcela indietro.”

Gianpiero Ticchi, coach di Imola: “Cosa è successo nel secondo tempo? Partiamo dalle ultime due azioni del primo tempo, Fantinelli ha fatto un canestro importante allo scadere e questo sicuramente provoca un cambio di atteggiamento. Sapevamo e ci aspettavamo che Treviso avrebbe cambiato ritmo nel secondo tempo, abbiamo subito un break decisivo ad inizio terzo quarto con i canestri di Moretti, poi abbiamo provato ad abbassare il ritmo ma Treviso ci è stata superiore. L’innesto di Hubalek? Sicuramente positivo nella parte difensiva, in attacco non c’è ancora fluidità ma è normale. “

Stefano Pillastrini, coach di Treviso: “Un agonismo iniziale non al nostro solito e delle letture in attacco sbagliate hanno portato ad un primo tempo molto complicato. Per fortuna la difesa reggeva e quindi Imola si è dovuta guadagnare tutti i canestri, ma ci punivano ad ogni distrazione. Però lo ripeto: il nostro livello agonistico era veramente basso. Nel secondo tempo abbiamo alzato moltissimo la tensione, l’agonismo, l’anticipo, la presenza a rimbalzo su entrambi i lati e per questo la partita è girata. Gli americani? Oggi DeCosey era davvero dentro alla partita pur non avendo fatto una prestazione eccezionale, era pronto in difesa e sugli scarichi e mi sono sentito di tenerlo in campo. Anche Perry ci ha dato molto a rimbalzo e in energia. Capiterà ancora che magari preferirò qualcun altro, così come capiterà che andrò con loro nei minuti decisivi. Analogie con Bologna? Secondo me sono state situazioni molto diverse perché Bologna ci è stata addosso con l’aggressività, loro invece ci hanno inibito con il tatticismo. Però da un punto di vista di energia potrebbe essere state due partite molto simili, forse dobbiamo ancora imparare a gestire al meglio il doppio turno.”

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