Dentro il caso Drucker- Fortitudo: gli sviluppi possibili di un paradosso

Dentro il caso Drucker- Fortitudo: gli sviluppi possibili di un paradosso

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Che lo chiamiate caso o caos invertendo le lettere, sta di fatto che la situazione in casa Fortitudo è di quelle paradossali.

Prima di tutto il fatto di ieri, che ha quantomeno scioccato piazza e società: la federazione internazionale (o meglio il BAT, il Basketball Arbitral Tribunal) ha accolto un’istanza di Sharon Drucker, allenatore israeliano che era stato messo sotto contratto triennale dalla squadra bolognese nel 2008 che però non allenò mai, il quale chiede il pagamento di 350.000 euro pattuiti da quel contratto all’attuale proprietà, ma che con gli interessi maturati e le successive spese correlate, potrebbe sfiorare i 500mila (stima fonte Stadio). E’ stato di conseguenza confermato il blocco del mercato di giocatori stranieri (o provenienti da federazioni straniere, in questo caso il provvedimento non riguarda Ed Daniel ma solo Jonte Flowers): insomma il provvedimento a cui era soggetta la Fortitudo Pallacanestro srl di Gilberto Sacrati per le inadempienze con tesserati relative alla stagione 2008-09, una sanzione che la Fiba ha trasferito all’attuale Fortitudo Pallacanestro Bologna 103.

La tesi opposta è che questa società non può essere ritenuta riconducibile né alla Fortitudo di Sacrati – che è stata prima radiata dalla Fip e poi dichiarata fallita-, né agli Eagles Basket Bologna, anch’essi radiati e poi chiusi come società in sede fiscale. Ci sono inoltre nome e partita IVA diversi, oltre che un differente codice di affiliazione federale. Infine, la normativa su cui la FIBA fonderebbe le proprie decisioni è del 2014, disciplinando un caso che risale a quattro anni prima.

Di contro però l’attuale Fortitudo si trova nella condizione paradossale di dovere affrontare una situazione giuridica che non avrebbe nulla a che fare con la propria gestione, ma che nascerebbe secondo la FIBA da alcuni “punti in comune”: lo stesso pubblico, gli stessi colori sociali, lo stesso campo di gioco, logo o marchio, oppure il nome come anche parte di quello, fino al legame con la SG Fortitudo Casa Madre.

I prossimi passi? L’impugnazione davanti al Tribunale di Appello della FIBA (entro il 10 settembre, la Fortitudo sarà rappresentata dall’ avv. Mattia Grassani) e, se necessario, davanti al TAS di Losanna. Ma il rischio è che, se la sanzione fosse confermata, creerebbe un precedente a doppio taglio. Da una parte, infatti, altri giocatori come Strawberry, Papadopoulos e Bagaric potrebbero farsi avanti, in forza di un accordo del 2011, e che prevederebbe esborsi di centinaia di migliaia di euro, senza contare altri ex giocatori italiani. Dall’altra, però, la nuova Effe, una volta considerata “vecchia”, potrebbe richiedere alla FIP tutti i premi NAS di formazione dei giocatori non versati e che a questo punto le spetterebbero, per una cifra dagli 800mila al milione di euro (stima fonte Repubblica ed. Bologna – Il Resto del Carlino). Staremo a vedere, intanto la pre-season incalza, e forse c’è un mercato da riaprire. Incredibilmente.

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