DNA, Finale PlayOff – Torino per soddisfare le attese, Matera per stupire

DNA, Finale PlayOff – Torino per soddisfare le attese, Matera per stupire

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INFORMAZIONE DI SERVIZIO:  l’Olimpia Basket Matera si è accordata con l’emittente televisiva Trm – Radio Televisione del Mezzogiorno per la trasmissione in diretta sul proprio bouquet multimediale, attraverso i canali 11 e 111 (Trm e Trm h24) e sulla propria piattaforma web, in streaming, di entrambe le gare che si disputeranno in terra piemontese, domenica dalle ore 18 e martedì dalle ore 20,30 – per poi riabbracciare i beniamini biancazzurri al PalaSassi da venerdì 7 giugno.

QUI TORINO (a cura di Matteo Viberti)

 

TORINO Una partita iniziata vent’anni fa e ancora tutta da giocarsi, un incrocio pericoloso che vale una stagione, la sfida che può voltare pagina : potremmo accostare a queste molte altre connotazioni ed immagini, per il progetto Pms è sufficiente aggiungere che sarà la serie che deciderà il futuro di una piazza intera.
 
Correva l’anno 1994, quando la prima realtà cittadina l’Auxilium Torino per i costi diventati ormai insostenibili, si trovava costretta a salutare la Serie A2, traguardo mai più raggiunto da nessuna squadra torinese. Eppure i vertici gialloblù di allora, avevano saputo ben amministrare i bilanci societari, riuscendo sempre ad allestire squadre competitive ed a garantirsi ottime scelte anche tra gli stranieri (quando ancora si giocava con due soli americani). Basti pensare a Dawkins, che tutti credevano ormai finito ed a Torino riuscì a rivivere una seconda giovinezza, agli americani Howard, Bella e Magee,anche per i  “giovani” Abbio, Pessina e Pellacani l’Auxilium  costituì un valido trampolino di lancio, per una carriera di tutto rispetto nella massima serie.
 
Nell’ultima stagione in cui Torino riuscì a raggiungere agevolmente i play off nel 1991-92 furono determinanti, il play maker Carlo Della Valle, e un americano con passaporto polacco che giocava da ala grande e aveva saputo conquistare il Ruffini a suon di schiacciate e giocate spettacolari : Joe Kopicki.
 
Son passati più di vent’anni ed ora, per una strana coincidenza ritroviamo al timone della Manital Wojciechoski, un altro giovane polacco di nascita, italiano di formazione autentico trascinatore in campo, anche lui con le sue schiacciate ha fatto la fortuna dei gialloblù e dei suoi tifosi e probabilmente sarà il sorvegliato numero uno dei lunghi di Matera. Il lungo gialloblù staziona ormai stabilmente al 9° per punti segnati, al 3° per i rimbalzi e al 10° per le stoppate nelle classifiche di DNA e dati alla mano,  anche nella fase ad eliminazione diretta ha dato il contributo più importante (13.3 punti di media, 70% da 2 punti, oltre 5 rimbalzi di media). In gara 2 contro l’Assigeco in particolare è stato letale per i lodigiani, nell’ultimo quarto ha fatto il vuoto che ha creato i presupposti per chiudere la serie.In grande ascesa troviamo anche Gergati (10 punti di media in regular season oltre 14 nella fase ad eliminazione diretta),Evangelisti (13.3 e oltre il 50% dal campo)e Tommasini (circa 10 punti di media, 1.3 assist).  Le soste per le mancate gara 4 e gara 5 hanno garantito un contributo essenziale per il pieno recupero di Baldi Rossi, un terminale offensivo da non sottovalutare (oltre i 10 a partita in questi play off). Sandri ha giocato a sprazzi ma ha saputo incidere, mentre nei momenti di difficoltà bene ha giovato l’esperienza di Conti e Parente (1.3 assist).
 
Le sfide contro Matera hanno mostrato due volti differenti della Manital : quella timorosa del Pala Sassi e quella più spavalda e sicura del Ruffini che ha saputo riscattarsi ampiamente, il fattore campo quindi sarà sicuramente determinante.C’ è da aggiungere, quindi la legge del Ruffini, tra le mura amiche Torino ha fatto man bassa, ma la Bawer che ha saputo invertire il fattore campo nella serie contro Agrigento è una realtà da non sottovalutare.

 

QUI MATERA (a cura di Antonio Esposito)

Sono trascorsi 3 giorni dalla vittoria entusiasmante nella semifinale di gara 5 dei play off fra la Bawer Matera e la Moncada Agrigento, eppure l’attesa per la finale contro Torino sembra interminabile sia per i tifosi, al settimo cielo (anche grazie al rinnovo di coach Giovanni Benedetto fino al 2015), e che adesso sognano davvero ad occhi aperti. Sia per i giocatori che già scalpitano, moralmente galvanizzati e carichi ancora dell’adrenalina post gara 5 del turno precedente, teatro di una pagina di storia importante per la Bawer che ha ancora voglia di scrivere e stupire, per tornare in campo adesso che il traguardo è davvero a 2 passi. Al PalaRuffini il pubblico delle grandi occasioni provera’ a trascinare i propri beniamini nel doppio scontro interno di domenica e martedi’. Nel caso in cui i piemontesi dovessero portare a casa entrambi i match casalinghi, si troverebbero letteralmente lanciati alla promozione in A2. Dal versante opposto pero’, Benedetto non le manda certo a dire e promette battaglia:”Ce la giocheremo, come abbiamo sempre fatto con tutti, in ogni campo, senza paura. Venderemo cara la pelle, vogliamo vincere” dichiara ai microfoni del Tg locale dopo la grande vittoria di domenica, che ha visto i biancoazzurri mai domi, reagire anche dopo i parziali importanti inflitti da Agrigenta. Un Matera caparbio non solo in gara 5 ma in tutta la serie dimostrando forza e personalita’. E’ proprio il cuore e l’orgoglio la forza motrice di questo roster oltre che all’indiscusso valore tecnico. Torino parte con i vantaggi del pronostico, forte anche del fattore campo, che ha sorriso ai lucani nelle semifinali e che vedrebbe stavolta i piemontesi giocare 3 gare su 5 sul parquet amico, in virtu’ del primo post in classifica dopo la regular season.

L’Olimpia quindi, seconda classificata, oltre che a mantenere inviolato il proprio palazzetto, come ha gia’ dimostrato di saper fare durante la stagione trasformandolo in una solida fortezza anche grazie al calore dei tifosi, assiduo sesto uomo in campo, dovrà tentare l’impresa in quel di Torino. Ma i ragazzi di Benedetto hanno dimostrato piu’ volte di essere veri corsari in terre oltreconfine, portando a casa fortini di blitz importanti. Novita’ del campionato, poi diventata una solida certezza e una realta’ portante della DNA, Matera in avvio di stagione parte con ambizioni ridotte rispetto a Torino, che fin da subito aveva dichiarato di voler puntare al salto di categoria, forte anche di investimenti societari di un certo valore nel plasmare un forte roster e una solida dirigenza. Adesso pero’ come detto prima Matera sogna, le ambizioni sono cresciute e si punta al traguardo piu’ ambito, senza paura e con la tranquillita’ di giocarsela senza aver nulla da perdere rispetto a Torino, che sentira’ invece la pressione dello scontro. I ragazzi hanno ancora fame di vittorie e si sa, l’appetito vien mangiando.

Nei 2 scontri precedenti abbiamo assistito a due vittorie casalinghe per parte e per giunta nette. All’andata Grappasonni e compagni stordiscono i torinesi con una forza devastante dal primo quarto, la partita si conclude con Torino che cerca di limitare i danni di uno svantaggio che aveva toccato i 30 punti: 81-69. Nel ritorno pero’ e’ Torino ad avere in pugno la partitta sin dall’avvio, incrementando il vantaggio di parziale in parziale. Matera mai in partita. Partita fissata sul tabellone col punteggio di 78-56. Squadre inoltre che, in virtu’ del primo e secondo posto in classifica, ad Aprile hanno goduto dell’importante partecipazione alla sempre piu’ prestigiosa Coppa Italia, giocata a Cecina, ma che, a svantaggio del divertimento e dello spattacolo, giusto antipasto per la finale che ci apprestiamo ad assistere, non hanno potuto scontrarsi. Gergati e compagni infatti vengono sorprendentemente eliminati per mano di Castelletto, allora 3 in classifica, complice anche uno stato di forma non ottimale che ha influito e non poco sul brusco calo di Torino, che fra campionato e coppa nel mese di Aprile ha collezionato 5 sconfitte consecutive riaprendo a Matera addirittura spiragli per un incredibile aggancio al primato nel fotofinish. Ci aspettiamo dunque una serie equilibrata e combattuta. I roster alla fin fine si equivalgono e le differenze con Torino qualora ce ne fossero, sono davvero minime. Matera se la va a giocare con l’entusiasmo e la convinzione di poter portare a casa la serie, che incornicerebbe una stagione fino ad adesso perfetta entrando di diritto nella storia, senza farsi intimorire dal devastante 3-0 che Torino ha inflitto a Casalpusterlengo in semifinale.

L’Olimpia in perfetta forma fisica e mentale si presenta con Vico, talento argentino indiscusso, capace di decidere anche da solo, come ha già dimostrato, le sorti del match. Giocatore completo e immarcabile che viaggia costantemente oltre i 15 punti a partita e un buon numero di assist offerti ai compagni, capace anche con la sua agilita’ di smorzare le manovre d’accacco degli avversari grazie ai suoi provvidenziali recuperi di palla. Iannuzzi anch’egli con una ottima media-punti e’ una delle novita’ di questo campionato e promessa del basket nazionale. Giocatore destinato a palcoscenici prestigiosi fa sentire i suoi centimetri ed è infallibile sia sotto canestro, sia nei rimbalzi che spesse volte addirittura nei rimbalzi. Altro giocatore fondamentale è Max Rezzano distintosi soprattuto nei rimbalzi difensivi, capace anche di stordire le difese avversarie con le bombe da 3. Da non dimenticare e’ Andrea Vitale, perno fondamentale sia in campo che nello spogliatoio. Partecipa attivamente all’economia del gioco fornendo assist preziosi e con alle spalle una buone media punti. Non meno importante e’ Carlo Cantone, assist man puro di classe pregevole, rapido e imprevedibile, una vera spina nel fianco per ogni roster si trovi di fronte. Samoggia, Cozzoli e Capitan Grappasonni inoltre si fanno trovare sempre pronti per dare il loro preziosissimo contributo, dando a coach Benedetto fortissime e indiscusse garanzie.
Dall’altra parte Torino sembra insuperabile anche solo guardando i nomi. Squadra lunghissima e di valore si presenta con Parente, completo in ogni caratteristica , per non contare i numerosi assist e le palle recuperate. Evangelisti, vecchia conoscenza di Matera pericolosissimo soprattutto quando è in una buona condizione fisica, Baldi Rossi impeccabile nei rimbalzi e spesso autore di pesanti tiri da 3, Gergati specialista negli assist ed ex Varese, Biella e Brescia, quindi Kuba Wojciechowski, giocatore formidabile capace di andare facilmente a canestro da ogni parte del campo, dalla stoppata facile e forte anche nei rimbalzi, è fra i migliori 5 giocatori della DNA. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per assistere a una serie davvero entusiasmante. Buona finale a tutti.

 

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