DNA Play-Off, Assigeco-Torino: dal Campus per stupire, i giallo-blù per un sogno atteso un anno

DNA Play-Off, Assigeco-Torino: dal Campus per stupire, i giallo-blù per un sogno atteso un anno

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QUI TORINO: Manital, il gioco si fa duro: inizia la scalata alla Legadue (a cura di Matteo Viberti)

TORINO – Dentro o fuori, senza appello. La prima serie che assegnerà un posto per la finale con destinazione Legadue è uno di quegli appuntamenti cruciali che valgono una stagione, anche perché i play off non hanno memoria e chi perde è spacciato. La gara di domenica alle 21 inaugurerà la serie tra la Manital Torino e Casalpusterlengo, che si preannuncia equilibrata ed appassionante, entriamo nel vivo della sfida.

 
L’ATMOSFERA TORINESE Le iniziative societarie promosse di recente, quali ad esempio il Socio Day, la campagna abbonamento play off “Scommetti su di noi” ed i numerosi allenamenti a porte aperte hanno solleticato una piazza che da un po’ di tempo ha mostrato una gran voglia di tornare ai vertici della pallacanestro. Nello stesso tempo, nonostante l’ottima regular season ed i favori del pronostico, c’è una certa sobrietà (vista forse anche l’esperienza dello scorso anno) nell’approccio ai play off, Pillastrini per primo rimane giustamente molto “abbottonato”, non si lascia andare a facili, ma comprensibili entusiasmi :” Casalpusterlengo è particolarmente forte, è arrivata “solo” quarta perché ha pagato un inizio traballante a cui ha risposto con un girone di ritorno di altissimo profilo. Ha tutte le qualità per giocarsi i playoff e per noi è un avversario difficile: ma non pensavamo di arrivare a questo punto e trovare avversari abbordabili”. Ci si aspetta quindi una Manital concentrata e per niente appagata, consapevole che di qui in poi “si riparte da zero”. Anche le condizioni fisiche dei gialloblù sono in netto miglioramento: la Pms ha completamente svuotato l’infermeria, recuperando anche capitan Parente, la formazione che inizierà la serie sarà al completo. In campionato le vittorie contro Matera, Latina e Recanati hanno allontanato i fantasmi di una crisi di risultato, aggravata anche dalle assenze,è stato però l’unico periodo un po’ più delicato di una stagione sin qui senza particolari patemi.
 
I PRECEDENTI Fa bene Pillastrini a mantenere alta la soglia di attenzione : Casalpusterlengo è tradizionalmente ostica, i precedenti lo dimostrano chiaramente. Il fattore campo è nelle ultime due stagioni stato determinante : il bilancio è di una vittoria a testa, nessuna delle due squadre è riuscita ad imporsi lontana dalle mura amiche. In particolare nell’ultima, ci fu il successo (75-69) per i lombardi nel lunch match della terza giornata al Campus di Codogno, condito da un basket frizzante con numerosi uomini in doppia cifra : Chiumenti 15 (25 val), Ricci 12, Fiorito 11, Marino 15,  Prandin 12. La Pms sfoggiò un Wojciechoski in grande spolvero (20 punti e 13 rimbalzi), un punto di riferimento importante per una squadra ancora in via di definizione. I gialloblù riuscirono tuttavia ampiamente a riscattarsi nella gara di ritorno (72-59) caratterizzata da una straordinaria intensità difensiva e dal punteggio basso. Fu sempre Kuba a dettare legge nel pitturato (15 punti ), suo il break decisivo che spezzò il match (in settimana divenne Man of the week Basketinside),molto positivo anche Evangelisti (18 punti) oltre a Sandri e Baldi Rossi (13 punti a testa).

LE STATS Partiamo dal protagonista delle due partite gialloblù Kuba Wojciechoski questa stagione tira con oltre il 60% da 2 punti, una media invidiabile di 15 punti a partita e 9.3 rimbalzi abile stoppatore, mentre il suo compagno d’area Baldi Rossi viaggia anche lui in doppia cifra (10.5 punti e 8.3 rimbalzi complessivi di media). Hanno spesso influito  gli esterni per Torino : Sandri (7.4 punti e quasi 2 recuperi di media) , Gergati (10,8 di media a partita e 1.3 assist per lui), ma soprattutto la “punta di diamante” dell’attacco gialloblù Marco Evangelisti, temibilissimo dalla lunga distanza (43% da oltre i 6e75, 13.1 punti di media a partita).Viglianisi  è stato un po’ limitato dagli infortuni ma può comunque risultare decisivo,in cabina di regia Tommasini assicura uno score medio di 10.7 punti a partita ed 1.5 assist, l’esperienza di Parente frutta 2 assist di media per i gialloblù. Conti ha avuto un minutaggio limitato, ma quando è entrato ha sempre saputo farsi spazio. Si preannuncia una serie interessante e la parola ora passa al parquet.

Qui Assigeco: play off DNA, a Torino per stupire (a cura di Gianmario Calzari)

Codogno (LO) – …e lo spettacolo continua. Bene, molto bene. Ora arriva il bello e il difficile. Ma non l’impossibile. Dopo la chiusura della stagione regolare che vede gare, situazioni e risultati rimanere in bilico fino all’ultimo respiro, anche l’Assigeco trova una sua collocazione nella ristretta griglia dei play off. Acido lattico da smaltire, adrenalina da godere e tanta, tanta soddisfazione per il risultato raggiunto.

Il mercoledì mattina al ritrovo al Campus per la preparazione della serie di semifinale, ancora ci si dà spallate di saluto, manate di congratulazione; tutto vuole esprimere l’immensa gioia di esserci. La smisurata gratitudine al gruppo: poterci essere da protagonisti. Meritati protagonisti. L’epilogo della sfida con Castelletto ancora tiene banco. L’ultima tripla, l’ultimo centro, l’ultimo secondo e mezzo, Venuto e Simoncelli… si commenta e ci si crogiola nel ricordo dell’ultima sirena, del tabellone con i numeri giusti e della correttezza di Chieti che distribuisce dispiaceri equamente.

Ma intanto incombe Torino. Al PalaCampus l’Assigeco incontra i piemontesi in stagione regolare ben sette mesi fa. C’è di mezzo tutto un campionato e un cambio di guida tecnica, passata da coach Cesare Riva a coach Andrea Zanchi. Ad ottobre senza apparenti difficoltà, la squadra di Pillastrini è superata con una prova gagliarda. La squadra di casa mette in mostra la capacità di applicare una difesa che solo i 2,14 di Wojciechowski e il tiro dalla distanza di Evangelisti, spesso riescono a mettere in difficoltà.

Siamo solo alla seconda giornata di campionato, ma la vittoria su quella che è considerata una corazzata, allestita per centrare il salto di categoria, esalta i tifosi e li convince che i propri beniamini sapranno essere protagonisti, come nelle previsioni d’inizio stagione. A Torino, per il ritorno, non c’è storia. Ma dalla domenica successiva parte una rimonta, una serie di prestazioni pregevolissime che, con i picchi delle vittorie a Reggio Calabria e, soprattutto a Matera, porta l’Assigeco a giocarsi i play off con Castelleto in casa, all’ultimo turno del torneo.

Un’entusiasmante galoppata che esalta società, protagonisti e, soprattutto, tifosi. Il PalaCampus, si è trasformato di domenica in domenica in una bolgia sempre più calorosa, sempre più colorata, sempre più infernale. Un pubblico pronto a supportare la squadra, da sesto giocatore, contro qualsiasi avversario.

A Torino, dove quest’anno non ha mai vinto nessuno, sarà importante uscire dalle prime due gare almeno in parità: in casa, nella tana rossoblu, con il tifo a favore, tutto è possibile. I tifosi aiutano, ma sul parquet sono gli atleti a giocarsela: sono pronti, carichi e vogliosi di dimostrare che il traguardo raggiunto non è arrivato casualmente. Dietro c’è lavoro, preparazione e capacità; ognuno ha saputo sostenere e far correre un progetto sbocciato e fiorito nel migliore dei modi. E ora si godono i frutti. La squadra è nelle condizioni psico-fisiche ottimali per affrontare la nuova avventura. L’energia incalcolabile che dà il raggiungimento di un traguardo così prestigioso e fino a qualche mese fa nemmeno pensabile, spinge il corpo e la mente ad affrontare gli impegni con la serenità di chi ha poco da perdere. Il guadagno è assicurato.

Così, alla stessa maniera, coach Zanchi può contare su un roster fisicamente a posto. Grazie al lavoro dello staff medico, con il preparatore atletico Andrea Annoni in prima linea, per la squadra sono state sicuramente seguite delle tabelle consone ed adeguate, che permettono di non segnalare gravi danni fisici durante il campionato e di arrivare ad una forma eccellente per questo importante momento della stagione.

Punto di forza della squadra è la graffiante energia difensiva, tradotta in esplosività nelle ripartenze. Punto debole può essere solo il calo di tensione, la mancanza di intensità, che qualche volta ha punito oltremisura la ambizioni dei rossoblu.

E’ un quintetto compatto quello che va ad affrontare la serie di semifinale. Capitan Alberto Chiumenti, in gran spolvero per tutta la stagione, vuole delle conferme, per lui e per la squadra. Sul parquet, lavorando in post basso, porta alla causa 14 punti e 7 rimbalzi di media. Vero trascinatore del gruppo, instancabile nell’incitare i compagni, è il portabandiera ufficiale. Il play della squadra, gioca col numero 11 e risponde al nome di Tommaso Marino. Genio e sregolatezza, sa apportare imprevedibilità al gioco, ma anche linearità e micidiali accelerazioni; la concretezza al punteggio (12 punti) e l’assistenza ai compagni (4,6 assist), fanno di Tommy un punto fermo e inamovibile del quintetto. Marco Planezio è un under di lusso. Buttato nella mischia fin da inizio stagione, ha sempre risposto in modo egregio. Ala solida e agile, cresciuto nelle giovanili di Treviglio, sa essere un importante perno di difesa, per trasformarsi all’occorrenza in cecchino dall’angolo. Ha giocato un’ottima stagione, sempre in quintetto, meritandosi l’incondizionato rispetto di compagni e tifosi. Pupillo della tifoseria, è il veneziano Roberto “Bobo” Prandin. Guardia con i polpastrelli sempre caldi (più di 15 punti/partita), sa essere efficacemente ingegnoso anche nella posizione di play. In formissima per tutta la stagione, vuole riuscire a divertire e divertirsi anche nelle prossime settimane, mettendo a disposizione velocità, precisione, acrobazia e concretezza, per continuare ad allungare la via verso il traguardo. Solo per ordine alfabetico, rimane ultimo dei cinque Giampaolo “Pippo” Ricci, altro under che ha saputo ritagliarsi un posto privilegiato nella categoria-fiducia del coach, dei compagni e, soprattutto, nel cuore dei tifosi. Ala forte, sempre in giro dalle parti di un ferro. La fredda statistica, i suoi numeri, parlano di 10 punti abbondanti e 8,2 rimbalzi per giocata, ma se esistesse la formula per tracciare un grafico dell’energia, della grinta e del cuore buttati nella mischia, sicuramente avrebbe tutti i rivali molto distanziati.

Dalla panca sanno uscire con vigore tutti. Federico Bellina dall’alto della sua esperienza sa tenere occupato il pitturato e non disdegna il tiro dalla distanza, come sanno bene a Matera dove, con sette bombe, ha scardinato le difese della seconda forza del campionato. Nel corso del torneo ha raggiunto quota cento presenze con i colori di Casalpusterlengo; la canotta ricordo con il numero a tre cifre fa bella mostra di sé non solo nella stanza dei trofei del lungo di Gemona. Anche l’altro friulano del gruppo, Marco Venuto, può vantare lo stesso record, lo stesso attaccamento ai colori, lo stesso affetto corrisposto dai tifosi che si aspettano sempre molto dall’entrata in gioco dell’asciutto biondino dal crestino ingellato. Play esperto, sa manovrare in sicurezza e sa gestire al meglio il vizietto del tiro da tre, devastante e spesso decisivo. Altro esponente di spicco tra i tiratori dalla distanza è Simone Fiorito che, con le sue fiondate da tre punti, in molte occasioni sa cambiare l’inerzia di una gara e regalare momenti di assoluto entusiasmo ad un pubblico che ha imparato a conoscerlo e ad apprezzarne le doti. Due baby (1995) a chiudere il roster: Luca Vencato, play di sicuro avvenire, con solide prestazioni nella nazionale di categoria, solca volentieri il parquet entrando nelle rotazioni degli esterni e meritandosi gli elogi della stampa di settore. Giga Janelidze, ala forte di provenienza georgiana, vive un anno carico di nuove ed importanti esperienze; trova poco spazio, ma quando ne ha la possibilità, sa mettere in campo sprazzi di puro atletismo, gesti di inimitabile, potente elasticità. Una familiarità cestistica che non può che portarlo lontano.

Così, con entusiasmo alle stelle e con giustificato ottimismo, Casalpusterlengo si accinge a dare il via all’avventura play off. La società ha le carte in regola. La squadra ha le dovute capacità, i tifosi non mancheranno di starle vicini, di farsi sentire. Aspettando di godere, vivendo un finale scoppiettante, colorato, pirotecnico. Divertente.

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