DNA Play-Off, Matera-Agrigento, il Sud che vince a pochi passi dal sogno

DNA Play-Off, Matera-Agrigento, il Sud che vince a pochi passi dal sogno

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QUI MATERA (a cura di Emanuele Di Lecce)

I lucani di Giovanni Benedetto, dopo una stagione a tutta, strepitosa, chiusa al secondo posto con 44 punti frutto di 22 vittorie (dietro soltanto la corazzata Torino), si apprestano a vivere la resa dei conti. L’obiettivo minimo della Legadue Silver è stato raggiunto, l’altro ieri festeggiato con squadra e staff., e con tutte le pressioni che il coach calabrese, alla prima, esigente chiamata in bianco-celeste, doveva affrontare. Perchè non si è trattato soltanto del ritorno in panchina dopo le più recenti e vincenti esperienze vissute a Latina e Trapani, quest’ultima chiusa in modo infame per gli sforzi e le capacità del collettivo granata, fermato solo da Brescia sulla via dello Scudetto.

Non solo una sfida con sè stesso, come uomo, ma anche tecnica. Perché construire un gruppo nuovo, praticamente da zero, e senza storici pretoriani come Guarino e Bisconti, per poi assemblare giocatori di peso, e che desiderano i loro spazi, non è facile. Tanto più in una piazza che dopo una stagione deludente, si riprometteva un sano riscatto sportivo, dopo i mediocri play-out dello scorso anno. Risultato? Le prime cifre che vi abbiamo sparato, e che con un grande timoniere in grado di portare i suoi ragazzi oltre le doti tecniche, ci offre oggi un mix affidabile, fatto di veterani come capitan Grappassoni, bomber Rezzano e Andrea Vitale, accanto a giovani in crescendo come Samoggia e Cozzoli: ognuno è stato protagonista, a modo suo, pregi e difetti connessi, per un risultato che comunque vada, scrive una nuova pagina della storia sportiva della città.

Ora però è tempo di post-season, in cui nulla si dà per scontato, ed è del resto la stessa Matera la prima a volerlo. Magari sfidando quella Torino che PalaSassi non è passata, e che sì si rifarà, ma in una sfida amena, un semi-scrimmage di poche settimane fa, che tutto aveva fuorchè le emozioni tipiche di una partita in senso stretto.

Quelle emozioni però adesso tornano. Infatti tempo 48 ore, e nell’impianto di Viale delle Nazioni Unite andrà in scena il primo atto di una di quelle sfide che, forte di quel colore e di quella giusta tensione che solo in squadre del Sud si può trovare, vedrà di fronte i sassesi con la matricola terribile di questo torneo, Agrigento. Gli uomini di Ciani, per il titolo di sorpresa dell’anno, hanno fiaccato Lucca alla distanza (che pure aveva elementi di pregio come Banti, Santarossa e Negri), e anche se solo negli ultimi 40′, complici anche l’Assigeco (che ha battuto Castelletto) e Chieti (corsara ad Omegna), ha acciuffato un terzo posto che davvero in pochi avrebbero potuto pronosticare, incassa il giusto premio per una stagione vissuta sempre in alto, dall’inizio, nonostante qualche inghippo iniziale, dato dall’addio amaro di Paolo Mossi molto prima del giro di boia, e l’infortunio di Chiarastella. Ma se c’è tutta la forza di un ggruppo confermato, a cominciare da Vincenzo Di Viccaro, poi puntellato con le giuste operazioni di mercato al momento giusto (l’arrivo a tempo di Castelli in primis), pian pianino alla sorpresa si è sostituita la consapevolezza che grandi non esistono in partenza…e che quindi grandi non si nasce, ma si diventa. E lo si diventa di sicuro, se ragazzi come Mian, ma soprattutto Rino De Laurentiis, ripagano ogni minuto con un gran bel valore aggiunto; lo si diventa se tante risorse insospettabili (Anello, De Simone su tutti), non fanno rimpiangere i grandi quando sono in defaiance, e assicurano una profondità che ha permesso alla Moncada di disporre in corsa di molte armi in più.

Quelle che del resto i siciliani hanno già mostrato, e Matera lo sa bene: infatti con l’avvio della serie che avrà la formula Matera-Matera-Agrigento-Agrigento-Matera, per la Moncanda e la Bawer questa è la quarta sfida stagionale; infatti otre essersi incontrate in campionato (bilancio 1-1, senza vittorie esterne), fortitudini e sassesi si sono sfidati nella Smeifinale di Coppa a Cecina, dando vita ad un bellissimo testa a testa risolto negli ultimi secondi. Per la formazione di casa, ad oggi, tutti disponibili ed arruolabili, anche se il turno di riposo, osservato nell’ultima giornata, può essere un arma a doppio taglio. Si recuperano vero gli acciacchi, la carrozzeria riprende fiato, ma rimettersi in cammino a freddo, soprattutto se davanti ci sarà un competitor non da poco, potrebbe creare qualache problema.

E dall’altra parte, in effetti, gli stimoli non mancheranno, per provare a strappare un break in questo set a cinque giochi.. A cominciare da Daniele Demartini , classe “84, formazione varesina, con 6 punti di media in 23 minuti e 19° nella categoria assist; pronto dalla panchina troviamo Giuseppe Anello “88, seconda stagione in terra siciliana, che viaggia sui 5 punti in 17 minuti di gioco, 33° nella classifica palle recuperate. Tra gli esterni massima attenzione alla guardia (e funambolo) Vincenzo Di Viccaro, del 1984, seconda stagione alla Moncanda, per lui 11 punti in 28 minuti ma vero collante della squadra in campo; nel ruolo di tre invece troviamo Fabio Mian, nato nel 1989, anche lui come il Dema di formazione bianco-rossa, per lui 11 punti in 22 minuti di utilizzo; come chioccia l’esperto Alfredo Moruzzi “80 ,da Ostuni, ex Omegna la scorsa stagione a Trieste, 11 punti in quasi 30 minuti di utilizzo. Nel ruolo di 4-5 troviamo Giancarlo Di Simone “87, l’alttro veterano del roster Albano Chiarastella classe “85, 10 punti in 30 minuti,, a chiudere il roster troviamo il ’92 rivelazione Quirino Delaurentis, Andrea Portanesse “93, Riccardo Rotolo “93. Punta di diamante e oggetto misterioso Roberto Chiacig: 210 cm, classe “74 con 14 punti in 37 minuti di gioco, “Ghiaccione”si era tenuto in allenamento per un paio di mesi in DNB nel Costone Siena, dopo aver iniziato la stagione con Biella, ma naturalmente il suo nome è legato ai successi in maglia Mens Sana, le innumerevoli stagioni in Serie A, il bronzo europeo del 2003 e lo storico argento olimpico del 2004 con la maglia della nazionale italiana.

Come detto nuova sfida tra questi due team, ben alla quarta in questa stagione che vede in vantaggio i lucani per 2-1, quindi si parte domenica con questa sfida che seguirà anche martedì alle 21.00 sempre al PalaSassi per poi andare alla terza ad Agrigento.

Dove coach Ciani, con il nostro Michele Castronovo, ha fatto pochi giorni fa il suo personalissimo, utilissimo punto della stagione. In esclusiva.

Se per il campionato di Dna fosse prevista l’assegnazione del premio “Migliore allenatore dell’anno”, il coach della Fortitudo Moncada Agrigento Franco Ciani sarebbe tra i più seri pretendenti per aggiudicarselo. Dopo la cavalcata della passata stagione con la meritata conquista della promozione, i risultati ottenuti dal coach di Udine nella regular season del difficile torneo di Dna, concluso domenica scorsa con la conquista dei play off, considerata la qualità delle avversarie, senza dubbio sono stati più che sorprendenti.

Salvarsi era l’obiettivo di inizio stagione e la squadra del Presidente Salvatore Moncada l’ha centrato alla grande con sette giornate di anticipo. A fari spenti, dopo l’euforia di domenica scorsa, coach Ciani traccia per basketinside.com un bilancio della stagione.

Campionato Dnb dominato, partecipazione per due anni consecutivi alla final four di Coppa Italia, vincendo il trofeo nell’edizione del 2012, Silver raggiunta con diverse giornate di anticipo e, ciliegina finale, conquista dei play off per la promozione nel girone Gold della LegaDue. Coach Ciani, un biennio da incorniciare?

Assolutamente si! Non è facile inanellare due stagioni così positive ad un livello competitivo molto alto come quello di queste ultime due stagioni e di questo siamo profondamente soddisfatti. La serietà della Società, le grandi qualità di Cristian Mayer e la capacità di ogni singolo componente dello staff di lavorare in sinergia con gli altri ci hanno consentito di mettere i giocatori nelle migliori condizioni per lavorare e loro hanno fatto alla grande quanto ci aspettavamo.

Conquistati 40 punti, frutto di 20 vittorie, 7 ottenute in campo esterno. Era ciò che si aspettava?

Forse ci aspettavamo qualche cosa di meno, almeno all’inizio della stagione, ma ben presto abbiamo capito che nel gruppo di testa giocando sempre al massimo avremmo potuto rimanerci a lungo. Passaggi a vuoto ne abbiamo avuti anche noi, ma il risultato finale, credo sia lo specchio della nostra costanza di rendimento nell’annata.

Quali di queste vittorie l’ha reso più soddisfatto. E quale partita avrebbe voluto vincere?

Casalpusterlengo e Lucca in trasferta, lo scontro diretto con Matera in casa, perché hanno rappresentato momenti fondamentali nella crescita della squadra. Direi Torino davanti al nostro pubblico, oltre naturalmente la semifinale di Coppa Italia per provare a fare un’altra finale, sono questi i due successi che avrei voluto festeggiare.

Con il ds Cristian Mayer, nella costruzione del roster nella scorsa estate, avete sposato la filosofia del gruppo. La scommessa è stata senza dubbio vinta.

Così come nella scorsa stagione abbiamo ritenuto importante costruire una squadra con giocatori intercambiabili tra loro senza che questo significasse non avere gerarchie e ordine tecnico, inoltre le qualità umane di chi questo gruppo avrebbe dovuto comporlo e crearlo hanno avuto un peso determinante nelle scelte. Molti giocatori sono stati protagonisti del biennio e da loro tutti hanno assimilato un modo di essere e di pensare che alla Fortitudo Agrigento è ritenuto indispensabile. Sotto il profilo squisitamente tecnico poi l’avere una panchina lunga ed un gruppo di dieci giocatori in grado di tenere il campo ci ha consentito di tenere ritmi, soprattutto difensivi, molto alti per tutto l’anno. Hanno spesso parlato di noi utilizzando la definizione di “platoon system” e in questo forse siamo stati un pizzico controcorrente.

Quale aspetto della squadra Lo ha soddisfatto di più e quale è stato inferiore alle Sue attese?

Impegno quotidiano, serietà, voglia, qualità tecniche, capacità di rialzarsi dopo le sconfitte o le brutte prestazioni, ma anche la capacità di cambiare per ben sei volte assetto nella stagione a causa di infortuni e aver sempre saputo ritrovare la propria identità ritengo possano essere considerati aspetti positivi; sull’altro piatto della bilancia sicuramente il fatto di aver a volte fallito l’appuntamento con la vittoria che poteva farci fare un salto di qualità in quel momento e doveri ricominciare il percorso.

La Sua squadra ha ulteriormente dimostrato che le previsioni fatte sulla carta ad inizio di stagione lasciano il tempo che trovano. Cosa pensa in merito?

Come si suol dire i pronostici sono fatti per essere smentiti! Capita e va bene così. L’importante è smentire le previsioni della vigilia facendo meglio di quanto era stato ipotizzato, nel nostro lavoro rispondere sul campo senza polemica ma con serietà professionale è l’unica cosa che ha un valore aggiunto importante.

Domenica prossima inizia l’avventura play off. la Fortitudo Moncada Agrigento ritroverà l’avversaria della semifinale della Final four di Cecina: la Bawer Matera. Quale i propositi e cosa teme degli avversari.

Abbiamo un’idea precisa, non dovevamo esserci ed invece ce li giochiamo questi play-off per cui pressione poca e stimoli tanti. I favori del pronostico come è giusto che sia dicono Bawer, ma forse giocare con questa leggerezza può farci bene. Senza dubbio avremo dentro l’energia per provare a fare lo sgambetto alle migliori squadre di questo torneo ad iniziare da Matera. In stagione ci siamo già affrontati tre volte, tre battaglie, punteggi bassi, scarti minimi, mi aspetto lo stesso tipo di andamento in tutta la serie con grande dispendio di energie fisiche e nervose, aggravato dai disagi di un accoppiamento che logisticamente è complesso per entrambe le squadre.

La PMS Manital Torino è la indiscussa favorita?

Credo di si, continuità di rendimento, qualità tecnica, valore dell’allenatore, programmi e ambizioni societarie tutto dice Torino ed è segno di rispetto riconoscerlo. Detto questo però sono certo che ognuna della altre tre squadre proverà a smentire anche questo pronostico e in fondo nelle final four di Coppa Italia Castelletto ci ha fatto capire che è possibile.

In riferimento alle indiscrezioni pubblicate di recente sul Suo futuro, alla fine dell’intervista non posso non chiederLe: la prossima stagione coach Ciani continuerà a guidare la Fortitudo Moncada Agrigento?

L’attuale stagione non è ancora finita e ogni energia mentale e nervosa ora va incanalata in questo senso; oggi il mio futuro è la serie con Matera. Per il resto stiamo entrando nel periodo delle illazioni e dei rumors ed è giusto che sia così, per cui prendo ogni illazione come espressione di stima nei miei confronti da parte di chi il mio nome lo fa come potenziale obiettivo per la futura guida tecnica, ma tutto si ferma qui. Agrigento è un posto fantastico dove lavorare, siamo cresciuti tanto, sento di aver dato molto e ricevuto moltissimo in questi due anni che sono stati straordinari, per ora diciamo che ci sono tante cose importanti che mi legano ad Agrigento ed alla Fortitudo, poi si vedrà.

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