Fortitudo, Ruzzier si presenta: “Quel numero 10 è un’eredità pesante”

Dopo una trattativa serrata con la Reyer Venezia – società che detiene il suo cartellino fino alla prossima stagione – la Fortitudo Bologna è riuscita ad assicurarsi le prestazioni di Michele Ruzzier, playmaker classe 1993.

Dopo una trattativa serrata con la Reyer Venezia – società che detiene il suo cartellino fino alla prossima stagione – la Fortitudo Bologna è riuscita ad assicurarsi le prestazioni di Michele Ruzzier, playmaker classe 1993.

A fare gli onori di casa nel giorno della presentazione del regista triestino, il DS Davide Lamma che rivela con un curioso aneddoto, di averlo “scoutizzato” ai tempi del corso di allenatore quando il ragazzo vestiva la casacca della Pallacanestro Trieste. “Sono orgoglioso di poter vestire questa maglia – spiega un’emozionato Ruzzier – e avere questi tifosi. Sin da bambino tifo Fortitudo e sono davvero felice. La motivazione principale che mi ha sinto ad arrivare qua è proprio la Fortitudo. E’ un sogno far parte di questa squadra. Ho voglia di giocare e tornare a sentirmi importante in un progetto”. Con Leo Candi si prospetta una coppia di playmaker giovani ma dal grande talento: “ho visto Leo nelle finali playoff. E’ un bravissimo ragazzo e mi piace molto il suo modo di giocare e non avremo alcun tipo di problema nell’integrazione tra di noi. Dobbiamo soltanto pensare a giocare e ad allenarci bene per migliorare”. Sulla carta d’identità gli anni sono soltanto 23 ma Ruzzier si porta dietro già un bagaglio d’esperienza europea, vista l’Eurocup disputata con Venezia, importante: “è stata un’esperienza bellissima che mi ha dato l’opportunità di conoscere culture differenti e giocare in palazzetti di primo livello, anche migliori di quelli italiani”.

A Bologna però c’è un palazzetto speciale che nelle partite casalinghe si trasforma in un fortino inespugnabile grazie alla spinta del tifo: “credo che giocare al PalaDozza dia una carica in più. L’ho potuto vedere anche in stagione. Il mio amico Stefano Tonut poi mi ha mandato dei video di quando è venuto qui con la nazionale. Mi sento già molto carico”. A Bologna Ruzzier trova anche coach Boniciolli che conosce benissimo – è lo zio – che può essere un alleato in più per la sua crescita personale: “la voglia che mi ha trasmesso e quello che mi ha prospettato hanno molto influito nella mia scelta”.

Sulle spalle la maglia numero 10, un’eredità pesante visti i predecessori fortitudini che l’hanno indossata, su tutti Carlton Myers, ma le sue spalle sono larghe e le sue intenzioni di onorarla ci sono tutte: “è la maglia che vesto sin da bambino e all’inizio non ho nemmeno pensato fosse quella che indossava Myers. Sono onorato di poterla indossare e voglio onorarla al meglio.” Nella sua valigia tanta voglia di migliorarsi e fare qualcosa di positivo per la squadra del cuore: “ non si finisce mai di imparare e crescere. La difesa prima di andare in A era un po’ un mio problema ma negli ultimi due anni ci ho lavorato molto”. Per adesso arriva a Bologna soltanto in prestito ma in futuro mai dire mai: “sono ancora sotto contratto con loro anche il prossimo anno e quindi per ora è difficile fare previsioni. Intanto io penso a fare bene qui in Fortitudo e poi si vedrà”. L’avventura di Michele Ruzzier in Fortitudo è ufficialmente partita, adesso non gli resta che confermare l’etichetta di grande talento che porta con se, cercando di emulare gli idoli Jasikievicius e Pozzecco, giocatore dal passato biancoblù.

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