Imola, biancorossi a Jesi per riprendere il volo

Imola, biancorossi a Jesi per riprendere il volo

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Domani elle 18 Aurora basket Jesi e Andrea Costa Imola si affronteranno in una sfida che vede la penultima in classifica ospitare la quarta forza del campionato: la palla però è rotonda, e gli dei del basket si sa, sono i più avvezzi a scherzare di tutti.

La scorsa domenica è stata un giornata da dimenticare per entrambe, due brutte sconfitte che costringeranno sia i padroni di casa che gli ospiti a dare il cento per cento nella prossima partita, si prospetta quindi un incontro molto interessante, tra due roster che hanno voglia di riscattarsi e ritornare alla vittoria.

L’Andrea Costa, come già detto poc’anzi, viene da una brutta sconfitta casalinga contro La Centrale del Latte Brescia per 58 a 72:  Patricio Prato è stato migliore in campo totalizzando 14 punti, buona prova anche di Michele Maggioli, Norman Hassan invece, alla sua seconda stagione ad Imola, ha ancora una volta deluso le aspettative. L’ala italo-egiziana conferma i problemi già visti nelle scorse partite: poca incisività e molti errori dall’arco.

Serata negativa anche per i due americani. Karvel Anderson, per la prima volta in stagione, non è decisivo come al solito e mette solo 4 punti a referto. La botta rimediata in uno scontro di gioco ad inizio match però può essere l’attenuante che giustifica la guardia imolese. Male anche Washington, per lui invece non ci sono giustificazioni, grazie alla sua fisicità dovrebbe dominare sugli avversari invece molto spesso commette errori anche banali che costano caro a tutta la squadra.

Quanto a Jesi, la formazione marchigiana arriva alla sfida di domenica con il morale sotto i piedi vista la recente delusione vissuta sul campo di Mantova (90 a 61 per la Dinamica): quaranta minuti di sofferenza nella quale i ragazzi di coach Maurizio Lasi hanno faticato a contenere gli attacchi e il gioco mantovano. Il migliore in campo della formazione ospite è stato Paci, autore di 15 punti. L’americano Hunter,  invece, ha totalizzato soltanto due punti deludendo le aspettative dei tifosi (consideriamo che in 32 minuti ad allacciata di scarpe totalizza 11 punti e 8.8 rimbalzi, tirando anche da 3 punti, con circa il 33% su 40 tentativi).

Jesi è una squadra che fino ad ora ha totalizzato solo 3 vittorie a fronte di 5 sconfitte, avendo vinto 2 gare sulle 3 affrontate tra le mura amiche. Non è una squadra molto compatta, infatti il quintetto gioca quasi la totalità dei minuti disponibili, la rotazione è a 9, ma chi esce dalla panchina non gioca di media più di 13 minuti.

Imola nella sfida di domenica dovrà prestare particolare attenzione al play marchigiano Josh Green (15.6 punti, 52% da 3 punti, 3,3 rimbalzi e 2.8 assists in 34 minuti di media): la scorsa stagione, nel suo primo anno da rookie al di fuori degli Stati Uniti, ha vestito la maglia della Bawer Matera in A2 Silver, disputando un ottimo campionato come dimostrano le cifre: in 29 partite, i punti segnati di media sono 18.1, tirando con il 45% da 2, il 36% da 3 e l’80% ai liberi, catturando 3.8 rimbalzi e smazzando 3.1 assist per i suoi compagni.

Il duello più atteso di questa partita è sicuramente quello italiano tra i due centri, da una parte Paolo Paci e dall’altra Michele Maggioli.  Il “Maggiolone” ex della partita, nonostante l’età sembra ancora un ragazzino e anche in questa stagione a Imola sta dimostrando di essere un signor giocatore. Per lui si tratta di un incontro molto particolare in quanto per dieci stagioni ha vestito la maglia di Jesi.

Il centro, classe ’77, mette in mostra le sue qualità sui parquet italiani da quasi vent’anni. La scorsa stagione di A2 Gold 2014-2015, a Jesi,  ha chiuso con cifre da assoluto protagonista: 14.7 punti, 7.1 rimbalzi e 2.5 assist di media, con percentuali altissime quali il 57% da due, il 43% da tre e il 91% nei tiri liberi. Il centro trevigiano Paci invece, cresciuto nel quotato settore giovanile della Junior Casale Monferrato, ha disputato il suo primo campionato in Serie B con la maglia del Valenza Basket nella stagione 2009/2010, per poi passare al Basket Cecina nella stagione successiva. Dall’annata 2011/2012 a quella 2013/2014 ha vestito la casacca della Fulgor Omegna, disputando tre importanti stagioni in DNA e A2 Silver. Il lungo piemontese é reduce da una stagione a Siena con la Mens Sana 1871 culminata con la promozione dalla Serie B alla Serie A2.

Tra i leoncelli tuttavia attenzione a Marco Santiangeli, che in 35 minuti segna 19 punti, raccoglie 3.3 rimbalzi e smazza 2.4 assists, peccato che la quantità di tiri che prende renda la media non confrontabile con gli altri, essendo d’altronde perennemente in campo. Rimanendo in quintetto troviamo anche l’intramontabile Gueye ( guardia tiratrice da 10.6 punti, 18/47 da 3 punti e poco altro)

Domenica vedremo se prevarrà la voglia di Imola di restare nella zone alte della classifica o la necessità di Jesi di uscire da una zona rischiosa allontanandosi così dall’ultimo posto.

Questo era il quintetto, ora una rapida analisi, questi 5 giocano un totale di 158 minuti (35+34+32+26+31) su 200 disponibili; è chiaro dunque che per gli altri 4 giocatori giocatori ci sia poco spazio, circa 10 di media. E proprio quello che avviene in questo caso, dove Janelidze, Leggio, Battisti e Picarelli giocano non più di 13 minuti di media al massimo come accennato prima, producendo dunque cifre irrisorie al confronto dei titolari.

Imola invece ha un sistema diverso di minutaggio, dove la rotazione a 9 concede al solo Anderson di giocare più di 30 minuti, d’altronde, il numero 15 biancorosso è il miglior marcatore del campionato. Proprio Anderson è il punto centrale per analizzare la Andrea Costa, infatti quando Anderson va in panchina la squadra brancola nel buio, come si è visto domenica scorsa contro Brescia, dove a causa di un infortunio occorso a rimbalzo Anderson è dovuto uscire giocando solo 20 minuti in tutto, e Imola ha totalizzato 52 punti. Cinquantadue. In 40 minuti. Il gioco di Ticchi presuppone una guardia in grado di finalizzare, ma anche un centro dominante, e Maggioli sta finalmente, dopo il lento inizio, tornando sui suoi livelli; il centro classe ’77 sta totalizzando 9 punti di media, ma comunque con una certa tranquillità nel segnare, senza forzare. I rimbalzi invece sono pochi, perché quando gioca la Andrea Costa sono tutti di Leonard Washington ( 9 punti e 8 rimbalzi in 24 minuti di media, che rapporti su 32 minuti che sarebbe un minutaggio onesto per un titolare, farebbero 12+11. La cosa incredibile, è che Washington sta giocando male). Fortuna che c’è Prato, questo il leitmotiv delle ultime partite.

Il capitano realizza 9.3 punti, secondo miglior marcatore di squadra in 16 minuti di media, dispensando esperienza e classe in ogni sua giocata. Se Prato parte dalla panchina, in quintetto è concluso da Sabatini/ De Nicolao, in base alle necessità: offensive per il primo, mentre più difensive-gestionali per il secondo; e Norman Hassan 3&D che tanto va di moda nella NBA, quindi perché non in A2? Ad esempio perché le triple non stanno entrando, solo 17/56 da 3 punti per lui fino ad ora. Completano la rotazione un disastroso, fino ad ora, Amoni; Preti e Sgorbati che finalmente sta trovando qualche minuto come 2/3 tattico quando Ticchi schiera 2 play e una guardia o addirittura 3 playmaker, come domenica, anche se con Brescia era fuori Anderson. La favorita è la Andrea Costa, ma attenzione agli dei del basket.

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