Imola festeggia la permanenza in A2 ma guarda al futuro con incertezza

Imola festeggia la permanenza in A2 ma guarda al futuro con incertezza

Non si può certo dire che la stagione 2016/17 sia stata un successo per l’Andrea Costa, ma aver raggiunto la salvezza alla fine della stagione regolare rappresenta un risultato non di poco conto.

di Gianluca Dalmonte

Non si può certo dire che la stagione 2016/17 sia stata un successo per l’Andrea Costa ma, considerate le numerose difficoltà incontrate durante il campionato, e ricordando che sul finire di terzo quarto della partita decisiva contro Forlì nella penultima giornata, i biancorossi erano in ritardo di 12 lunghezze ed erano a un passo dalla certezza matematica dei play out, aver raggiunto la salvezza alla fine della stagione regolare rappresenta un risultato non di poco conto.

La squadra di Ticchi, così come nel derby contro Forlì, in cui ha sempre sofferto ma è poi stata in grado di rimontare il passivo e vincere la partita nell’ultimo minuto, ha condotto una stagione ben al di sotto delle aspettative maturate nell’estate 2016 e colma di difficoltà (tecniche, fisiche, mentali, economiche), ma è stata in grado di incassare i colpi avversi con tenacia, e di risollevarsi proprio all’ultimo, quando le speranze scarseggiavano e il margine di errore era minimo.

Un inizio shock. Dopo aver costruito una squadra ibrida, un incrocio di certezze e di scommesse, di giovani e veterani, l’Andrea Costa ha disputato una discreta pre-season, salvo poi dover fare i conti con un avvio di campionato shock caratterizzato da quattro sconfitte consecutive.

La vittoria casalinga contro Verona sembrava poter rappresentare una svolta, ma Imola si è ben presto resa conto che era impossibile ignorare le difficoltà di Norfleet (chi sa se legate ad oggettivi limiti tecnici o a un problema di ambientamento e inesperienza), gli acciacchi di Borra, l’inconsistenza di Tassinari e l’involuzione di Hassan e condurre una stagione tranquilla senza ritoccare nulla.

Hubalek e il periodo felice. Così la società di Via Valeriani ha rimesso mani al portafoglio (che da quel momento a fine stagione si sarebbe visto privato di 130,000 € extra rispetto al budget preventivato) e richiamato in Italia Jiri Hubalek, che oltre a un look discutibile e una curiosa propensione al fallo tecnico ha portato a Imola forse il periodo più felice della stagione, quello che va da fine novembre a fine dicembre 2016, e che ha visto i biancorossi vincere 3 delle 6 partite giocate (due scalpi casalinghi importanti contro Fortitudo e Ravenna, più la vittoria esterna nel derby contro Forlì, sciaguratamente mandata in diretta nazionale dalle telecamere Sky).

Altri rinforzi. Ma la squadra di Ticchi non ha mai trovato quella continuità necessaria per inanellare una serie vincente e lasciarsi la zona retrocessione alle spalle, complice l’incredibile turnover che ha caratterizzato il roster biancorosso: in seguito alla notizia della perdita di Borra fino a fine stagione, da Roseto è arrivato il lungo Paolo Paci, mentre l’infortunio di Patricio Prato ha spinto la società ad acquistare Filiberto Dri, prima in forza a Oleggio (Serie B); nel frattempo avevano lasciato la Romagna Hubalek e Norfleet, lasciando così libero lo slot per un secondo straniero, prontamente riempito con l’acquisto del croato Roko Rogic.

Inutile dire che questo via vai non ha giovato, in primis, alla qualità del gioco espresso, ma anche e soprattutto ai risultati ottenuti, dal momento che Imola non è più stata in grado di inanellare due vittorie di fila per troppo tempo, ritrovandosi a quattro giornate dalla fine del campionato con una salvezza ancora tutta da conquistare.

La salvezza ‘in extremis’. “Per fortuna” Maggioli e compagni hanno registrato a Ravenna una delle partite più brutte dell’intera annata, spingendo l’intero ambiente a prendere coscienza della situazione e a darsi uno scossone per ripartire (emblematiche le dimissioni del gm Foschi e le pesanti proteste del tifo organizzato). Le due W consecutive a Piacenza e contro Forlì hanno quindi regalato a Imola la salvezza matematica, evitando ai biancorossi di passare attraverso l’inferno dei play-out e permettendo loro di andare a prenderne 50 a Trieste con il sorriso sulla faccia.

I Top e i (troppi) flop. Tra i protagonisti della salvezza, condividono il podio Michele Maggioli (10.7 ppg, 4.9 rpg, 53% dal campo), Travis Cohn (16.4 ppg, 5.1 rpg, 2.9 apg, 41% da 3) e Alex Ranuzzi (10.9 ppg, 6.4 rpg), con una menzione speciale per capitan Prato, la cui assenza si è fatta decisamente sentire nella parte finale di stagione, mentre preferiamo liquidare con un ‘no comment’ la sezione relativa ai flop, che richiederebbe da sola un’analisi ben più approfondita.

Il futuro dell’Andrea Costa. Guardando, invece, al futuro, l’amministratore unico Domenicali ha recentemente rilasciato una dichiarazione in cui si legge che, al momento, l’Andrea Costa non sta guardando al futuro, dovendo prima risolvere le questioni e le pratiche burocratiche rimaste in sospeso con la Federazione, e che si penserà alla costruzione della nuova squadra a partire da giugno. Impossibile, tuttavia, frenare le voci di mercato, soprattutto relative alla panchina, dal momento che la riconferma di Ticchi è tutt’altro che scontata: tra i possibili successori si parla di Federico Fucà, Giancarlo Sacco e, perché no, il vice Lorenzo Dalmonte.

“L’ottimismo è il sapore della vita”. Per concludere in bellezza e con una punta di ottimismo, riportiamo le profetiche parole di Domenicali:

“Personalmente ritengo sia necessario cominciare a prendere in esame eventuali interventi finanziari esterni da Imola, tesi a rafforzare la compagine sociale della società, questo perché ad Imola non ci sono le condizioni economiche per fare più di quello che abbiamo fatto fino ad oggi.

Noi siamo agli ultimi posti nella seria A2, come potenziali budget, per allestire i team sportivi, e prima o poi capiterà a noi quello che è successo a Recanati (leggi: retrocessione, ndr)”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy