Inside A2 Play-off. Ottavi…fuori i secondi! : Agrigento – Treviso

Inside A2 Play-off. Ottavi…fuori i secondi! : Agrigento – Treviso

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QUI AGRIGENTO (A cura di Daniele Settembrino) Il primo anno della Fortitudo Agrigento nell’A2 Gold… ed è subito playoff. La sconfitta subita domenica scorsa a Jesi, e la contemporanea debacle di Ferentino in casa contro Trieste, ha relegato la franchigia agrigentina all’ottavo posto. Ad attenderla adesso nel post season c’è Treviso, che è la squadra che ha vinto il campionato di Silver. Questa sfida è un inedito in quanto non ci sono precedenti tra le due squadre. I bianco-azzurri innanzitutto devono dimenticare velocemente la sconfitta di Jesi e tirare fuori la giusta grinta che solitamente al PalaMoncada si vede. La squadra è in ottima forma, e le motivazioni, per i giganti di Agrigento, sicuramente non mancheranno. Coach Franco Ciani, al suo quarto anno nella città della Valle dei Templi, ha ogni anno centrato la qualificazione ai playoff; solitamente affida le chiavi del gioco al play ‘tascabile’ Alessandro Piazza che anche quest’anno, nonostante sia una categoria superiore rispetto a quella dello scorso, ha guidato magistralmente la squadra, mantenendo inalterate le sue medie (8.9 pts + 4.1 rb); dispensando assist (5.8) per i compagni, e si è ulteriormente confermato come un ottimo steel-man, grazie alle sue 3.1 palle recuperate. Sugli esterni lo statunitense di Philadelphia Pendarvis Williams si è ben comportato al suo primo anno in Italia, confermando anch’egli le buone cifre del college (Norfolk State University) e mettendo a referto 15.4 punti a serata (miglior marcatore della squadra), impreziositi da 4.1 palloni vaganti catturati e 15 di valutazione. I destini del coach Pillastrini e di Marco Evangelisti si incrociano nuovamente, dopo che i due, in estate, si erano salutati sotto la Mole Antonelliana, ognuno verso la destinazione opposta dell’altro. Anche se il coach ha tentato di portarselo al PalaVerde, il montevarchino ha scelto di ritornare in Sicilia. Evangelisti è il giocatore con più esperienza del roster bianco-azzurro; fondamentale in alcune vittorie come quella al PalaIlio di Trapani, dove ha preso per mano la squadra e l’ha condotta alla vittoria; contribuisce alla causa agrigentina con 10.8 punti ad allacciata di scarpe. Servirà tutta la grinta del capitano Albano Chiarastella, che in questi quattro anni non è mai mancata. Anche lui ha confermato le cifre dello scorso anno, con 8.2 punti e 5.6 rimbalzi a serata. A fargli compagnia sotto canestro c’è Dave Dudzinski, altro rookie americano, che ben si è comportato durante la regolar season, registrando 10.6 punti e 5.2 rimbalzi. La più bella sorpresa è stato Andrea Saccaggi, che quando è stato chiamato in causa ha dato un cambio di ritmo alla squadra; spesso è risultato decisivo, grazie ai suoi 9.2 punti di media con il 36% dall’arco. Ottima anche la stagione dell’under scuola Mens Sana Mattia Udom, (7.2 pts + 4.2 rb in 17’) che ha permesso a coach Ciani di proporre soluzioni differenti, alzando o abbassando il quintetto, in base al suo impiego. Importantissimo è anche il contributo di Rino De Laurentiis, che dalla panchina si è conquistato minuti e punti fondamentali nello scacchiere bianco-azzurro; ha migliorato ulteriormente le sue medie rispetto a quelle della scorsa stagione in Silver, con 4.5 punti arricchiti da 3.4 rimbalzi. Chiudono il roster due giovanissimi che hanno avuto la possibilità di crescere professionalmente: Andrea Portannese e Federico Vai. I ragazzi di coach Franco Ciani sono dei specialisti nei recuperi, grazie ad un buon livello difensivo, capace di creare grosse difficoltà nella circolazione palla avversario. Mentre in fase offensiva optano per una circolazione veloce e prediligono il gioco interno, dove colpiscono con il 51%, mentre dall’arco sono poco brillanti con solamente il 32%…ma come inquadra l’avversario il tecnico della Fortitudo? “La prima cosa da sottolineare di Treviso è che ha vinto la Silver, un campionato con trenta giornate, vincendo ventuno partite; significa che è stata quella che ha fatto le cose migliori. Bisogna avere quindi grande rispetto per una squadra che riesce a vincere un campionato. Come tipologia di squadra, assembla, a mio avviso, tre caratteristiche fondamentali: il grande mestiere e di esperienza come Pinton e Rinaldi, che sono due giocatori molto esperti; il grande talento e la qualità tecnica di tre giocatori principali sotto il profilo realizzativo che sono Williams, Powell e Fabi; e l’esuberanza, la freschezza e l’atletismo di giovani interessanti come Fantinelli, Negri, Cefarelli e Vedovato. Riesce ad avere queste tre anime unite con buon equilibrio in un risultato finale positivo. L’altra componente è la tradizione di Treviso che li spinge; non c’entra niente con la Benetton di allora, ma spiritualmente, tecnicamente, sono quelli che hanno raccolto l’eredità di quella società. Gli scudetti e tutte le bandiere appese al PalaVerde non sono di cose di questa società, però credo che questo aspetto sia emotivamente molto importante, soprattutto il giorno in cui giocheremo al PalaVerde davanti a sei mila persone. Una piazza che è ripartita per andare nel più breve tempo possibile in A1 e quindi è chiaro che andiamo a scontrarci contro uno dei progetti cestistici italiani di alto livello. Noi ci arriviamo con grande entusiasmo, perché giocare i playoff ti deve dare entusiasmo. Perché è innegabile che, quando arrivi a giocarti le partite fra le migliori di un campionato, in questo caso fra due campionati interi, non puoi non avere entusiasmo. Ce lo abbiamo perché da quattro anni facciamo i playoff, e ogni anno in una categoria superiore rispetto a quella precedente, e credo siano poche le società che hanno fatto questo cammino. All’inizio dell’anno era il nostro sogno, facevamo fatica anche a pronunciarlo, oggi a meno di quarantotto ore si alza la prima palla due dei playoff, e noi ci siamo. Chiaramente abbiamo speso molto per arrivarci, sicuramente è stata una stagione molto faticosa, però quando iniziano i playoff tutto quello che hai dentro lo tiri fuori; poi se sarà sufficiente per andare avanti e per quanto andare avanti lo vedremo sul campo. Però non sono le partite in cui puoi tirarti indietro dal dare tutto quello che hai”. QUI TREVISO (A cura di Jacopo Bressan) E’ iniziato tutto il 30 settembre 2012 alla palestra di Agordo, campionato di Promozione, Treviso Basket in campo con l’under 19 allenata da Goran Bjedov e sul parquet con Paolo Busetto, Jacopo vedovato e compagni. Il risultato fu una larga vittoria dei trevigiani per 101-39 ma fu una partita storica, la prima della neonata Treviso Basket 2012. Parliamo di poco più di due anni fa, oggi Treviso si appresta a giocare i playoff per la promozione in Serie A dopo aver meritatamente vinto il campionato di A2 Silver, praticamente dominandolo dalla prima all’ultima giornata. A quella famosa partita i tifosi trevigiani erano circa 200, questa stagione la media al PalaVerde è stata di 4317 spettatori con picchi di 5208 contro Chieti e 5269 contro Ravenna. E’ stato forse questo il risultato più grande di questa stagione: un’unione tra pubblico e squadra che nemmeno coach Pilllastrini aveva mai visto. Alla vigilia del campionato Treviso non era certamente la favorita, altre squadre sulla carta erano superiori, ma il titolo di favorita se l’è guadagnato dopo quelle otto vittorie consecutive nelle prime otto gare di campionato. La Dè Longhi ha subito infortuni di ogni genere che hanno colpito quasi tutta la rosa e che hanno rallentato non poco il processo di crescita. Treviso arriva a questa post season da due convincenti vittorie consecutive anche se nell’ultima gara sia Powell che Negri sono scesi in campo stringendo i denti. Questi giorni che precedono la prima gara serviranno non solo a preparare la partita tatticamente e psicologicamente ma anche per recuperare gli acciaccati e presentarsi a questo appuntamento nelle condizioni migliori. La Dè Longhi non è certamente nella favorita in questo turno, le avversarie sono di categoria superiore anche se, già alle Finali di Coppa Italia Treviso ha dimostrato che il divario non è poi così ampio e tenendo conto che nella partita di Ferentino, Treviso si era presentata con diversi acciaccati, Powell e Fabi su tutti, e con la pesantissima assenza di Coron Williams. Se tutti i giocatori saranno al top Treviso non avrà nulla da invidiare alle squadre di Gold, certamente servirà quella continuità sui 40 minuti che va e viene, più va che viene, e che sarà sicuramente su cui coach Pilla e il suo staff lavoreranno. IL ROSTER Matteo Fantinelli: forse il giocatore più importante della formazione trevigiana è un playmaker atipico dotato di una grande fisicità e braccia molto lunghe che gli consentono di marcare tre ruoli se non quattro. Offensivamente è il vero cervello della Dè Longhi da cui partono tutte le azioni sia a metà campo sia in contropiede e in transizione. Un giocatore molto rapido a cui piace spingere la palla: quando è rientrato dall’infortunio la squadra ha cambiato ritmo giocando una pallacanestro più veloce e spettacolare, Mauro Pinton: playmaker esperto che solitamente part dalla panchina; buonissimo tiratore se in serata anche se in questa stagione le percentuali non sono state ottime. E’ stato spremuto nella prima parte di campionato causa l’assenza del suo collega di reparto e nella seconda parte della stagione è sembrato stanco e poco lucido. Se becca la serata può essere letale e se le condizioni fisiche saranno perlomeno accettabili sarà un sesto uomo di lusso. Coron Williams: prima stagione in Italia per il prodotto di Wake Forest anch’egli tormentato da un problema al piede che ne ha rallentato l’inserimento in squadra, E’ cresciuto moltissimo durante la stagione specialmente difensivamente e sulle letture offensive; raramente forza e ha sempre una buonissima selezione di tiri ed è molto abile nel passare la palla tanto che qualche volta il playmaker lo fa lui. Paolo Busetto: play-guardia classe 1996 pupillo del pubblico è un giocatore che non ha molti minuti ma i pochi che ha a disposizione li sfrutta benissimo. Grande difensore che è cresciuto moltissimo se pensiamo che lo scorso anno in DNB non ha praticamente mai giocato. Grande merito a coach Pillastrini che lo ha anche lanciato in quintetto quando Pinton e Fantinelli non erano a disposizione. Agustin Fabi: capitano mio capitano, giocatore che dà sempre l’anima in campo nonostante i problemi alla schiena che lo tormentano da inizio stagione. Non si fa notare nelle cifre ma la sua presenza in campo è fondamentale. Può giocare quattro ruoli, è un ottimo difensore e rappresenta, insieme ai giovani Vedovato e Busetto, una continuità del settore giovanile trevigiano. Matteo Negri: guardia, ala piccola, playmaker, fate voi. Il classico giocatore senza un ruolo specifico ma che ogni allenatore vorrebbe avere. Ottimo difensore, buon tiratore, ottimo penetratore e discreto passatore. Spesso si alterna con l’altro Matteo, Fantinelli, nella marcatura dell’esterno avversario più pericoloso. Nell’ultima partita di regular season è stato limitato da un attacco febbrile ma contiamo di vederlo al meglio nella post season. Dorde Malbasa: altro prodotto del settore giovanile è un’ala tuttofare del ’95 che viene utilizzato raramente ma che ha sempre dimostrato di poter offrire minuti di qualità e solidità. Marshawn Powell: ala forte titolare, e ci mancherebbe, è il leader statistico della Dè Longhi con una quasi doppia doppia di media. Grande fisico, ottima mano da fuori, grande pescata del Ds Gracis. Idolo del pubblico per la sua grinta e la sua tenacia. Deve sicuramente migliorare nelle letture sia in attacco che in difesa e sul tiro che è apparso un po’ troppo discontinuo. Dario Cefarelli: campione d’Europa con la nazionale under 20 di coach Sacripanti è arrivato a Treviso dopo un’annata in Gold spesa tra Capo D’Orlando e Napoli. In precampionato ha fatto veder ottime cose poi gli infortuni lo hanno limitato non poso. Schiena e ginocchio lo hanno tenuto lontano dai campi per un po’ ma se al meglio costituisce un’ottima alternativa nel reparto lunghi. Tommaso Rinaldi: secondo “vecchio” del gruppo con un passato in categorie superiore è il centro titolare. Spesso è stato frenato dai problemi di falli ma con la sua esperienza è il leader difensivo e corale della squadra. La sua prestazione non va valutata con le cifre ma con le piccole cose che fa in campo: blocchi, aiuti difensivi, salvataggio di un pallone, difesa in post. Jacopo Vedovato: secondo giovane reduce da quella famosa partita di Agordo è cresciuto tantissimo rispetto allo scorso anno e il merito va a coach Pillastrini che lo coinvolge costantemente nelle sue rotazioni. Grande solidità difensiva e a rimbalzo, deve sicuramente migliorare le sue soluzioni offensive ma i passi avanti sono notevoli e sotto gli occhi di tutti. Stefano Pillastrini: arrivato dopo un biennio a Torino ha fatto un lavoro incredibile con una squadra totalmente nuova. E’ riuscito a dare un’identità forte alla squadra e una filosofia di gioco che si adatta perfettamente alle caratteristiche degli uomini a disposizione. Sempre lucido, molto chiaro, alza raramente la voce. Grande esperienza e grande capacità nel leggere le partite e nel trasmettere la giusta tranquillità ai sui ragazzi. Sarà ricordato come l’allenatore della rinascita e i tifosi vorrebbero tenerselo stretto cantando “Pillastrini portaci in Europa”. Tatticamente la Dè Longhi è una squadra molto equilibrata che prepara benissimo le partite sia offensivamente che difensivamente. Fantinelli grazie alle sue doti fisiche va spesso spalle a canestro contro gli avversari più piccoli. Fabi può essere schierato anche da quattro tattico per allargare il campo e lasciare spazio alle penetrazioni di Fantinelli o Negri che aprono i varchi per i tiratori. Difensivamente i trevigiani cambiano molto spesso nei pick and roll grazie anche alla rapidità dei piedi dei lunghi e alle doti fisiche degli esterni. Apparentemente non esiste un vero punto debole difensivo ma una difesa solidissima e un attacco che non dipende dai due americani ma che possiede una vasta gamma di soluzioni.

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