Inside the A2: la preview dei Play-Off a cura di Basketinside.com

Inside the A2: la preview dei Play-Off a cura di Basketinside.com

Sono partite in 32 ne sono rimaste solo 16 che si contenderanno, da maggio a giugno, l’unica promozione in serie A1. I nostri inviati hanno raccolto ed analizzato i dati su stato di forma, numeri, precedenti ed infermeria.

di Marco Novello

Finita una regular season davvero esaltate, ora è il momento di fare sul serio. Sono rimaste solo 16 squadre che nei prossimi due mesi si contenderanno l’unica promozione al paradiso della serie A1. Le situazioni che stanno attraversando, il mercato con gli ultimi botti, i numeri, i precedenti ed l’infermeria delle “sweet sixteen” analizzate dai nostri inviati.

1° ovest vs 8° est
ANGELICO BIELLA vs TEZENIS VERONA

QUI BIELLA (a cura di Giuseppe Rasolo)

LA SITUAZIONE: Angelico Biella ha raggiunto i play off dalla porta principale con il primo posto in regular season. Una stagione da incorniciare per gli uomini di Carrea frutto di un percorso completo positivo in casa con 15 vittorie su altrettanti incontri e ben nove successi esterni, frutto questo di un equilibrio di gioco in cui il coach ha trovato la giusto amalgama tra l’esperienza di un duo americano imbattibile, per quantità e qualità, e una pattuglia di giovani di belle speranze. Stato di forma buono e possibilità di arrivare fino alle semifinali, li sarà decisivo il confronto con Ramagli che ha sempre battuto l’Angelico, sarà ancora così? La piazza crede nella promozione e la squadra farà di tutto per accontentarli.
I NUMERI: Il rendimento di Ferguson è stata la chiave di lettura di molte vittorie, Jazzmarr ama tirare dalla lunga distanza e sa fare una regia accorta, inoltre dispensa assist a ripetizione in grado di mettere i compagni nella condizione ideale sotto canestro. A lui si aggiunge Hall dominatore incontrastato dell’area sia in difesa che anche in attacco. Udom e Tessitori garantiscono invece continuità a rimbalzo e una costanza al tiro, commettono però sempre troppi falli. Alla lunga questo potrebbe pesare nell’economia delle partite. La regia del gioco con Venuto è una sicurezza, mentre capitan De Vico garantisce quel pizzico di esperienza e genio utile per sbloccare le difese più chiuse. I giovani poi sono l’asso nella manica di questa Angelico: Wheatle, Pollone e in misura minore Massone e Rattalino garantiscono qualità, freschezza e velocità Punti di forza: l’esperienza maturata sul campo, Hall a rimbalzo e Ferguson come marcatore, la velocità, la difesa aggressiva in casa, la capacità di reagire e di recuperare anche parziali importanti agli avversari Punti di debolezza: la tenuta sui falli di Udom, Tessitori, Rattalino, l’incognita di giocare ogni tre giorni (unico passaggio a vuoto a gennaio in concomitanza di cinque partite in due settimane)
PRECEDENTI: i precedenti sono sei, di cui due giocati nella massima serie che si perdono nel lontano 2001 con due vittorie per Biella. Più recentemente in due stagioni in Lega Gold con Ramagli in panchina per la Scaligera ci sono state tre vittorie per i veneti (due volte al Forum) e una vittoria in trasferta per Biella
INFERMERIA: negli ultimi giorni è stato tenuto precauzionalmente a riposo Hall, e anche De Vico ha marcato visita nell’ultima partita di campionato. Tutti regolarmente in campo però alla prima dei play off.

QUI VERONA (a cura di Jacopo Burati)

LA SITUAZIONE: Sotto la guida di coach Luca Dalmonte, Verona ha un record di 14 vittorie e 8 sconfitte (9-1 in casa e 5-7 in trasferta). La Tezenis approccia i Playoff con la leggerezza mentale di chi ha a lungo rischiato di non parteciparvi, specie dopo una prima parte di stagione – con Frates a guidare il gruppo – molto difficoltosa (3-5 il record, sia pur con la netta affermazione in casa della Fortitudo). La società ha messo una pezza con gli innesti di Amato e Brkic (giunto per sostituire l’infortunato Pini e poi confermato), ha “bocciato” Basile e Fall e ha trovato amalgama di squadra e soprattutto un rendimento difensivo eccellente che le ha fatto recuperare posizioni. Solo a causa di una sfortunata classifica avulsa, i gialloblu hanno conquistato un modesto ottavo posto. Il “regalo” è stato affrontare la corazzata Biella. Ma Verona, e due anni fa lei stessa lo ha dimostrato, sa cosa vuol dire partire con i favori del pronostico: si rischia di scottarsi. Stavolta la squadra gialloblu è dalla parte meno nobile del confronto e ha voglia di provare lo sgambetto.
Verona è squadra talentuosa ma non del tutto solida, dove rimangono zone d’ombra. L’orchestra deve essere ben affiatata per produrre un buon rendimento, altrimenti rischia capitomboli fragorosi, come avvenuto recentemente soprattutto in trasferta (Recanati e Forlì su tutte), dove il bilancio rimane negativo. Per avere speranze di passaggio del turno, và violato almeno una volta il palazzetto di Biella: impresa proibitiva.
I NUMERI: A un attaccante con sprazzi micidiali e con discreta continuità di rendimento come Michael Frazier (17.6 punti, 53% da due, nono realizzatore del campionato), Verona può affiancare uno dei migliori italiani di categoria: Marco Portannese (11.8 punti di media) ha avuto un inizio complicato ma è esploso in tutta la sua versatilità e completezza. Sono loro i giocatori che devono trascinare il resto del gruppo, sotto la regia a volte un po’ confusionaria ma comunque tutto sommato qualitativa di Dawan Robinson (10.8 punti, 3.5 assist). Sotto canestro, una coppia che spesso in stagione ha fatto discutere: Leonardo Totè (4.7 punti, 2.7 rimbalzi) è esplosivo ma manca di esperienza e a volte si estranea dalla partita; Dane Di Liegro (7.3 punti, 55% da due) è un buon finalizzatore sul pick and roll, ma manca di centimetri e non ha le spalle abbastanza larghe per “reggere” il reparto difensivo. La presenza di due giocatori solidi sotto canestro che possono entrare in campo e dare un apporto significativo è uno dei segreti dell’eccellente livello raggiunto dalla Tezenis, squadra comunque non da ottavo posto. David Brkic (8.7 punti, 45% da tre) in attacco e Giovanni Pini (5.4 punti, 4.7 rimbalzi) in difesa sono due lussi che integrano una coppia di titolari, per motivi diversi, non del tutto affidabile. Giorgio Boscagin (7.3 punti di media) e Andrea Amato (4.7 punti, 2.1 assist) completano la panchina, con alcuni sbalzi di rendimento ma con l’affidabilità necessaria richiesta per far rifiatare gli esterni titolari. La difesa è l’arma principale per assistere un attacco di buon potenziale ma a volte un po’ discontinuo: l’aggressività di Portannese (1.4 palle recuperate), la capacità di proteggere il ferro con Pini e l’esperienza di Brkic, Robinson e Boscagin supportano il resto del roster, piuttosto giovane e potenzialmente esplosivo. Verona concede poco più di 70 punti a gara, seconda nel girone Est dopo Treviso. Per rosicchiare un po’ di terreno dello sfavore del pronostico, la squadra di Dalmonte partirà da lì.
I PRECEDENTI: I precedenti tra veneti e piemontesi sono ben 6; quelli più recenti risalgono alla stagione di A2 Gold in cui, la squadra allora allenata da Ramagli, fece bottino pieno vincendo entrambe le gare stagionali.
INFERMERIA: Tutti a disposizione di coach Dalmonte

4° est vs 5° ovest
ORASI’ RAVENNA vs VIRTUS ROMA

QUI RAVENNA (a cura di Giuseppe Mele)

LA SITUAZIONE: La squadra rivelazione del campionato è finalmente al debutto nella fase dei play-off della serie A-2, dopo averli sfiorati all’ultima gara nella stagione scorsa: Ravenna si trova ora a dover dimostrare quanto di buono ha messo in campo durante tutta la durata del campionato. La squadra di Martino arriva a questo appuntamento carica di entusiasmo, ma con due partite perse consecutivamente, segnale del grande dispendio di energie messo in campo per mantenere la quarta posizione.
I NUMERI: Sarà sicuramente una partita dal sapore speciale per l’ex Matteo Tambone, che quest’anno è stato un elemento fondamentale per la squadra giallorossa, con i suoi 10.83 pt di media; insieme a lui gli americani Smith 14.5 ppg, 7.0 rpg, 24.0 val (inserito nel quintetto dei migliori del campionato) e Marks 16.83 pt di media, quest’ultimo visto in ottima forma negli ultimi match disputati(sempre sopra i 20 punti nelle ultime tre sfide di campionato). Coach Martino pretenderà sicuramente di più dal giovane Sgorbati, i 3.96 punti di media a partita non sono certo quello che si aspettava dal numero 4 ravennate; stesso discorso per Masciadri che quest’anno, con medie inferiori rispetto allo scorso (10.57 pt nel 2016;8,17 nel 2017), dovrà dimostrare di potersi prendere quelle responsabilità che tutta la squadra gli riconosce.
I PRECEDENTI: Le due squadre non si sono mai affrontate in partite ufficiali, ma Antimo Martino, per quasi dieci anni dentro all’ambiente romano, sa che non dovrà sottovalutare i ragazzi allenati da Fabio Corbani.
INFERMERIA: Il gruppo si presenta la completo.

QUI ROMA (a cura di Martina De Angelis)

LA SITUAZIONE: Sorprendente stagione per la Virtus Roma di coach Corbani, che si è qualificata ai playoff dimostrando di avere qualcosa da dire. La squadra capitolina ha iniziato qualche passo lungo la via della progettazione a lungo termine, e i risultati si vedono: qualificarsi non era nei piani di inizio stagione, soprattutto dopo un anno difficile dove si erano sfiorati i playout, e invece la Virtus ha chiuso la stagione regolare al quinto posto in classifica con 34 punti realizzati al netto di 17 vittorie e 13 sconfitte. Inoltre, è la prima per punti realizzati (2.659) per una media stagionale di 88,6 e l’ultima in quella dei punti subiti (2.588) per una media stagionale di 86,3. Quest’anno c’è una personalità forte a guidare la squadra, e la differenza si vede: i ragazzi in maglia romana sono cresciuti sotto gli occhi di tutti, e il grande merito da riconoscergli, oltre ovviamente quello sportivo sul campo, è quello di essere riusciti a riaccendere una fiammella di entusiasmo in un ambiente difficile e demoralizzato.
I NUMERI: Il punto di forza dei romani è indubbiamente John Brown, un giocatore dalle doti spaziali e davvero di un livello impressionante. Non per niente, è stato eletto miglior giocatore del girone Ovest sia di Marzo che di Aprile: nelle sole quattro gare finali di stagione regolare ha realizzato 22.0 punti con 8.3 rimbalzi e 2.3 assist a gara, tirando con il 58% dal campo e il 73% ai liberi, dei numeri ancora più impressionanti se si pensa che è solo al suo primo anno da professionista. Intorno a lui, pochi ma validi compagni, tutti in grado di dare un apporto decisivo: Chessa è la punta offensiva con una mano da cecchino, Raffa rappresenta sia i chiari che gli scuri della stagione romana, a tratti geniale, a tratti ancora acerbo, Sandri in campo mette muscoli e cervello, più fatica per Maresca, che è riuscito a brillare a tratti anche per colpa di problemi di salute non da poco che lo hanno tormentato tutto l’anno. Una sorpresa davvero piacevole i più giovani romani: Baldasso ha saputo dimostrare di poter contribuire in maniera reale, Vedovato ha saputo gestire egregiamente lo spazio che gli è stato dato un po’ forzatamente, a causa dello sciagurato infortunio di Benetti (che ha tenuto fuori per tutta la stagione un ottimo elemento), e Landi, partito in sordina, ha rivelato una grinta e una personalità cestistica davvero notevoli.
I PRECEDENTI: E’ la prima volta che le due società si incontrano in campo, ma la sfida riporterà a Roma un volto storico della Virtus, ovvero il coach di Ravenna Antimo Martino, per anni sulla panchina romana come assistente.
L’INFERMERIA: La squadra è in buone condizioni, e ormai ha messo una pietra sopra l’infortunio di Benetti, sfortunatamente assente per tutta la stagione. Quello che Roma potrebbe pagare, soprattutto su una lunga serie da cinque gare, è proprio la panchina molto corta: non essendo scesa sul mercato, i giocatori di coach Corbani si contano sulle dita, e a lungo andare la stanchezza potrebbe pesare. Anche l’inesperienza dei pi giovani di fronte ad appuntamenti così importanti potrebbe creare qualche problema, ma Brown e compagni hanno dimostrato di saper tirare fuori energie e motivazioni anche nei momenti peggiori, una delle caratteristiche più entusiasmanti di questa Virtus Roma 2016-2017.

3° ovest vs 6° est
T.W.S. LEGNANO vs VISITROSETO.IT ROSETO

QUI LEGNANO (a cura di Giovanni Colombo)

LA SITUAZIONE: La Tws Legnano (che aveva come obiettivo a inizio stagione la salvezza) è arrivata ai playoff promozione per la A1, e questa di per sè è già una notizia importante. Mai infatti nella loro cinquantennale storia, i Knights erano stati così in alto. Merito di una società che basa tutto sulla serietà,la programmazione e la continuità, e che sta compiendo ogni anno un piccolo passo avanti per diventare più grande. Questa stagione è l’esempio più chiaro: in estate è stato confermato quasi tutto il roster che prima di essere falcidiato dagli infortuni stava disputando un grandissimo 2015-2016, e i fatti hanno dato ragione al presidente Tajana,il gm Basilico e coach Ferrari,trio delle meraviglie di Legnano. L’innesto del fenomenale Mosley e di Ihedioha sono bastati per lanciare Legnano nell’elite dell’A2 e rendere quasi indolore la perdita dello sfortunatissimo Frassineti,infortunatosi gravemente alla ventiduesima giornata. Dopo un inizio di stagione fenomenale, i Knights hanno avuto un calo tra gennaio e febbraio,ma hanno chiuso la regular season in crescendo,ritrovando gioco e risultati con un Raivio in versione monstre,un Mosley ospite fisso della top ten delle migliori giocate, e tanto sacrificio da parte di tutti i singoli. Legnano ha chiuso il girone con 4 vittorie nelle ultime 5 gare,perdendo solo a Casale Monferrato dove Mosley è stato tenuto a riposo per problemi a una caviglia. Le indicazioni positive di questo finale di stagione sono state tante. Oltre ai già citati Raivio e Mosley, oltre allo spirito di squadra straordinario di Palermo e Maiocco e ai punti dalla panchina di Martini, oltre a una difesa a tratti solidissima, va segnalato il clima di serenità totale che c’è in casa Knights. Con le riconferme già annunciate per la prossima stagione di coach Ferrari, Raivio, Mosley e Martini, è percepibile una volta di più la serietà del progetto. Inoltre Legnano in vista dei playoff potrà giocare con la serenità di chi ha già fatto tanto e non ha l’obbligo di dimostrare qualcosa di più. Certo, passare un turno playoff sarebbe straordinario per l’ambiente e la città. Coach Ferrari ha dichiarato prudentemente che il fattore campo a favore di Legnano porta al 50% le possibilità dei Knights di passare il turno contro Roseto. Il PalaBorsani è stato un vero fortino in questa stagione (solo due sconfitte casalinghe per i Knights) ma non mancano in effetti le incognite per Legnano. Con Frassineti out da oltre due mesi e Navarini che ha ripreso ad allenarsi ma non gioca da un mese e mezzo, le rotazioni non sono corte solo perchè Ferrari ha lanciato nella mischia durante la regular season diversi giovani (Berra,Battilana,Roveda) concedendogli minuti importanti. Questi ragazzi hanno ben figurato ma non hanno alcun tipo di esperienza a livello di partite playoff,e il loro rendimento al momento è impronosticabile. E il resto del roster ha dovuto fare gli straordinari,con Raivio spesso in campo quasi 40 minuti a partita e tutti gli altri che hanno dovuto stringere i denti. Coi ritmi playoff, con quattro partite in otto giorni, la condizione fisica sarà fondamentale e Legnano potrebbe pagare dazio dopo una regular season comunque molto faticosa.
I NUMERI: Nik Raivio ha chiuso la regular season con 18.4 punti (team leader),7.6 rimbalzi e 4 assist (team leader). Giocatore fenomenale,all around, di poche parole e tanta sostanza, ha siglato una favolosa tripla doppia in stagione, contro la capolista Biella, sfiorandone altre più volte. Sarà lui il faro dei Knights nella sfida contro Roseto. Ad affiancarlo il re delle schiacciate e delle stoppate William Mosley. Miglior rimbalzista della squadra con 9.5 di media, arrivato a inizio stagione con l’incognita delle sue condizioni fisiche dopo un 2015-2016 conclusosi anzitempo, ha giocato con continuità totale,regalando una serie infinita di giocate da top ten e soprattutto una solidità difensiva che i Knights non avevano. E ha tirato con un gran 63% da due,frutto soprattutto di un numero immenso di schiacciate e alley oop spettacolari. Matteo Martini, sesto uomo da 27.1 minuti a partita, garantisce 13.5 punti (col 49% da due e il 39% da tre) e un dinamismo infinito. Un vero valore aggiunto per la squadra. Matteo Palermo e l’infinito capitan Maiocco con la loro capacità di sacrificarsi e la loro leadership sono il simbolo dello spirito di squadra che regna a Legnano. E nelle ultime partite si è distinto molto bene anche Michael Sacchettini,in ombra per tutta la stagione ma ora capace di regalare punti pesanti e far rifiatare Mosley per qualche minuto a partita. Quello che convince meno per i Knights è il roster nel suo complesso. Le assenze di Frassineti e di Navarini (prossimo al rientro ma ovviamente in debito di condizione dopo quasi due mesi di assenza,ma soprattutto apparso spesso inadatto a questi livelli in stagione,con 2.7 punti,0.7 assist e tante decisioni sbagliate in 11.0 minuti) hanno costretto e costringeranno ancora Ferrari a dare spazio ai giovanissimi,con tutte le incognite del caso. Al di là di come potranno reggere le pressioni dei playoff, le statistiche sono chiare: Battilana e Roveda in 8.5 minuti a testa di impiego prendono mediamente poco più di un tiro a testa, e lo stesso fa Berra nei suoi 6.1 minuti. Segnale che i ragazzi sono promettenti ma non ancora totalmente pronti a giocare partite di questo livello. Questa,oltre alla tenuta fisica di chi ha già giocato tantissimi minuti intensi in stagione,è la principale incognita per i Knights in vista della sfida contro Roseto.
I PRECEDENTI: Legnano-Roseto non è una “classica”,ma nelle due stagioni precedenti a questa le squadre si erano incontrate nella regular season,con risultati alterni. L’ultimo match,disputato il 18 febbraio 2016 al PalaBorsani,ha visto prevalere Roseto 95-84.
L’INFERMERIA: Come detto Legnano per questa serie non potrà disporre di Frassineti visto il grave infortunio al gomito rimediato all’ultimo secondo di gara contro Siena il 17 febbraio che gli ha fatto chiudere molto anzitempo la stagione. Navarini ha appena ripreso ad allenarsi ma potrebbe raggiungere una condizione fisica adeguata solo in un eventuale quarto di finale. Gli altri Knights stanno fisicamente molto bene. Palermo,Raivio,Ihedioha e Martini non hanno avuto infortuni per tutta la stagione,mentre Maiocco non ha saltato partite stringendo i denti e giocando con una protezione a un pollice, e Mosley ha saltato solo la penultima partita di regular season e ha già totalmente recuperato. Nell’ultima di campionato,contro Reggio Calabria, la condizione fisica generale è parsa buona,ma non si può prevedere quanto il logorio e la fatica della stagione regolare potranno influire sulle sfide ravvicinate contro Roseto.

QUI ROSETO (a cura di Piergiorgio Stacchiotti)

LA SITUAZIONE: La Visitoroseto.it ha chiuso la stagione in evidente debito d’ossigeno, perdendo quattro degli ultimi cinque impegni. L’unico, faticoso, successo è stato ottenuto davanti al pubblico amico contro un’Assigeco Piacenza che ormai aveva ben poco da chiedere al campionato. L’auspicio dei tifosi biancazzurri è quello di vedere i ragazzi di Di Paolantonio reagire a questo periodo di flessione psico-fisica, ritrovando il miglior Smith e soprattutto quella coralità di squadra che tanto è stata apprezzata dagli addetti ai lavori. Fuori dal campo il gruppo sembrerebbe essere unito come non mai, ma ora sarebbe opportuno tornare a mostrare questa unità di intenti anche all’interno del parquet, sotto la sapiente regia di capitan Fultz, anche lui appannato nelle ultime uscite. Così come il fromboliere Smith, che pur continuando a mitragliare i canestri avversari con una certa regolarità recentemente è parso in certi frangenti un oggetto estraneo alla squadra, giocando troppo per se stesso. Ci si attende tanto anche da Valerio Amoroso, abituato a farsi apprezzare molto più quando il gioco si fa duro.
I NUMERI: Nelle ultime settimane gli Sharks hanno incontrato una certa difficoltà a trovare la via del canestro, a differenza di quanto verificatosi nel resto della stagione. Non è certo un caso che il miglior realizzatore del campionato sia proprio un biancazzurro, Adam Smith, con 24.7 punti di media a partita, meglio della jesino Davis, che ha segnato qualche punto in più giocando però 30 partite contro le 29 del numero 2 della Visitroseto.it. Ad aiutare il cecchino di Atlanta sono Amoroso con 11.7 e l’altro statunitense Sherrod con 13.2. Quest’ultimo è anche uno dei migliori rimbalzisti(8.5 a gara) del torneo, esaltandosi soprattutto in fase offensiva, dove oltre a farsi rispettare sotto le plance è anche uno dei migliori tiratori da distanza ravvicinata. Fultz è il quarto assistman del Girone Est ma anche il quinto giocatore ad aver perso più palloni. Anche Smith in questo dovrebbe migliorare, evitando in certe occasioni di forzare oltremisura.
I PRECEDENTI: 04/01/2015 LEGNANO- IndustrialeSud ROSETO 82-74 18/04/2015 IndustrialeSud-LEGNANO: 69-82 12/11/2015 Mec Energy ROSETO – Europromotion LEGNANO 100-85 18/02/2016 Europromotion LEGNANO – Mec Energy ROSETO 84-95
INFERMERIA: Nell’ultima uscita ai box, Riccardo Casagrande dovrebbe tornare a disposizione di Di Paolantonio già a partire da sabato. Al di là di qualche piccolo acciacco, gli altri componenti del roster sono tutti arruolabili, fatta eccezione per il giovane Mariani che con ogni probabilità ha concluso anzitempo il proprio campionato. Dopo il finale di stagione regolare tutt’altro che esaltante, sono in tanti a doversi ritrovare sotto il piano psico-fisico. Su tutti Todor Radonjic, che dopo un girone di andata positivo, si è via via perso a causa prima di problemi fisici e poi burocratici (con la telenovela del suo tesseramento), senza mai ritrovarsi fino in fondo.

2°est vs 7° ovest
VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA vs NOVIPIU’ CASALE MONFERRATO

QUI BOLOGNA (a cura di Matteo Capelli)

LA SITUAZIONE: Il girone di ritorno della Virtus non è certo stato al livello di quello di andata: si passa da un eccellente record di 13 / 2 ad uno ben più ridimensionato di 8 / 7. Le principali cause sono i problemi fisici che hanno condizionato il rendimento di alcuni giocatori fondamentali (Lawson, Ndoja e Spissu) e lo sbilanciamento del calendario che ha proposto alle Vunere tutte le trasferte più difficili nella seconda parte di stagione – Mantova, Ravenna, Treviso, Verona, Trieste e Fortitudo, tutte perse. Proprio le trasferte sono state il principale tallone d’achille dei bianconeri, in particolare nelle ultime settimane con i KO a Trieste e nel derby 105 che hanno evidenziato problemi di approccio alla partita. Al contrario, tra le mura amiche dell’Unipol Arena gli uomini di Ramagli non hanno avuto difficoltà e hanno chiuso con un record di 13 / 2, ma potranno avere problemi di adattamento alla loro nuova casa, il Paladozza.
I NUMERI: Il quintetto bianconero è indubbiamente tra i migliori del campionato: 4 giocatori in doppia cifra (Lawson, Umeh, Spissu e Rosselli) e uno sopra i 9 punti di media (Ndoja). Il migliore marcatore è stato Lawson con 18,5 punti a partita e il 58 % al tiro (47 % da 3), seguito dall’altro americano Umeh (17,3 punti con il 42 % da 3). Lawson è anche il leader della squadra nei rimbalzi con 7,7. I principali creatori di gioco sono invece Spissu e Rosselli che smazzano rispettivamente 3,1 e 4,3 assist di media. Nel complesso, la Virtus è il miglior attacco del girone Est e l’unico sopra gli 80 punti segnati (81,7). Le note dolenti sono la panchina, che combina in media per il 15/18 % dei punti totali e per questo forse verrà rinforzata in vista dei playoff, e la difesa, apparsa in calo soprattutto in trasferta.
I PRECEDENTI: Nessun precedente in questa stagione tra Virtus e Casale Monferrato. Gli ultimi precedenti, tutti vinti dai bianconeri, risalgono alla stagione 2011/12 quando entrambi i club militavano in serie A.
L’INFERMERIA: La condizione fisica globale della Virtus sembra in miglioramento: Ndoja e Lawson stanno recuperando dai loro infortuni e la squadra comunque non ha evidenziato problemi di stanchezza nelle fasi finali delle ultime partite. Saranno comunque da verificare le condizioni di Spissu, Umeh e Rosselli che sono stati i giocatori più utilizzati e spremuti da Ramagli negli ultimi mesi, che sono stati caratterizzati dalla Coppa Italia, un evento che, nonostante sia stato vinto dalle Vunere, ha portato ulteriore logoramento fisico.

QUI CASALE MONFERRATO (a cura di Nicolò Foto)

Se qualcuno volesse provare a trovare un aggettivo per descrivere la stagione della Novipiù Casale potrebbe agevolmente trovare conforto tra le vocali e le consonanti della parola “assurda”. Non ci sono altri modi per raccontare l’operato di Capitan Martinoni e compagni, capaci di ribaltare una partenza shock fatta di soli 12 punti messi in cascina del girone d’andata, ma di raggiungere comunque la settima piazza della classifica in regular season. Piazzamento che avrebbe potuto migliorare ulteriormente se Tortona, afflitta dalla “sindrome da pancia piena”, non avesse giocato con leggerezza gli ultimi istanti di campionato contro Treviglio, sciupando una vittoria praticamente già in tasca e consentendo ai lombardi di scavalcare in classifica proprio i rossoblù. Pazienza, dicono i tifosi casalesi a cui fa eco la società presieduta da Giancarlo Cerutti: con le 10 vittorie ottenute in 15 partite disputate nel girone di ritorno, la Novipiù ha comunque centrato l’obiettivo stagionale, il playoff, ormai diventato un appuntamento fisso nella Capitale del Monferrato. Il sesto posto, accarezzato per trentanove minuti e qualche secondo effettivo nell’ultimo appuntamento stagionale, con la Junior vittoriosa sul parquet di Ferentino, avrebbe consentito ai ragazzi allenati da Ramondino di affrontare Triste: un avversario forse più agevole, ma sicuramente meno esaltante della Virtus Bologna, arrivata seconda nel girone Est e quindi affibbiata agli juniorini. Riuscirà la freschezza della Novipiù a sbaragliare le carte dei quindici volte campioni d’Italia? La ragione direbbe di no, ma in casa Junior il claim creato ad hoc per il playoff parla chiaro: It’s Possible. Al campo l’ardua sentenza.
LA SITUAZIONE: Inutile sottolinearlo ancora una volta. La Novipiù arriva a gara 1 contro la Virtus con la consapevolezza di averne di meno ma, allo stesso tempo, con lo spirito della matricola. Certo, per Casale il playoff era l’obiettivo stagionale, ma affrontare un avversario così ricco, in senso economico e di talento, considerati anche i nuovi innesti a disposizione di Ramagli, farebbe pensare ad un verdetto già scontato. Invece i rossoblù ci credono per davvero, forti del girone di ritorno esaltante e di una spensieratezza rara in queste categorie. Il plus dei casalesi? Paradossalmente ciò che ad inizio stagione poteva sembrare il minus, vale a dire la panchina lunga fatta di tantissimi giovani, tutti pronti a buttarsi nel fuoco per la maglia e capaci di lasciare il segno, come ricordano in maniera dirompente i 20 punti messi a referto da Severini in quel di Ferentino. L’altra faccia della stessa medaglia è, guarda caso, l’esperienza. Basterà per far fuori una grande del nostro basket?
I NUMERI: Inutile sciorinare parole sulle statistiche della Novipiù. Bastano due semplicissimi dati: la Junior ha chiuso la regular season con il terzo peggiore attacco del girone Ovest (2163 pt) ma si è guadagnata la palma di miglior difesa del proprio campionato, con 2068 punti subiti. Per intenderci, in tutta la Serie A, soltanto Treviso e Trento (A1) hanno saputo far meglio. Ramondino pensa a chiudere le trame offensive e a ripartire, sfruttando le abilità dal perimetro dei suoi e, da qualche mese a questa parte, provando a dominare anche sotto canestro grazie alla maturazione del rookie Tolbert, centro da 10 punti a partita in grado di tirare col 61% da 2 e col 45% dalla lunga, il tutto abbinato al 60% dalla linea della carità e raccogliendo quasi 8 rimbalzi a partita. Numeri importanti, come detto, abbinati alle sapienti mani dei soliti noti Tomassini, Blizzard, Martinoni e Di Bella.
I PRECEDENTI: Junior e Virtus si sono incrociate soltanto due volte nella propria storia, entrambe nella stagione 11/12, l’unica nella storia piemontese disputata in massima serie: in entrambi i confronti la spuntarono i bolognesi, per 70-62 all’ombra della Torre degli Asinelli e per 77-80 sotto la Torre di Santo Stefano.
L’INFERMERIA: Recuperato Fabio Di Bella dai fastidi alla caviglia che lo attanagliavano, complice una distorsione mal curata per motivi strettamente tecnici, vale a dire “serviva sul parquet”, l’unico a dare forfait sarà Mitja Nikolic, ex fortitudino arrivato a stagione in corso e operato ad inizio aprile per una disinserzione distale del tendine estensore del terzo dito della mano sinistra. Qualcuno nello staff pensava di averlo già a disposizione per gara 1, ma certamente lo sloveno proverà ad esserci almeno per gara 3.

1° est vs 8° ovest
DE’ LONGHI TREVISO vs LIGHTHOUSE TRAPANI

QUI TREVISO (a cura di Gianmarco Tonetto)

Dopo aver chiuso la regular season con la vittoria contro Piacenza di fronte, la De’ Longhi si è subito concentrata sugli ottavi di finale di questi lunghissimi playoff che la vedono contrapposta all’ottava forza del girone Ovest, la Lighthouse Trapani.
Treviso Basket arriva alla post-season da primatista del girone Est con il suo record di 21 vittorie e soltanto 9 sconfitte, soltanto una sconfitta in più della passata stagione al fronte di un girone Est estremamente competitivo, e come già detto dovrà affrontare Trapani che con le sue 15 vittorie e altrettante sconfitte si è guadagnata l’ottava piazza all’Ovest. Una sfida del tutto nuova per entrambe le formazioni che non si sono mai incontrate né in coppa e nemmeno in precampionato.
LA SITUAZIONE: dopo una fase di calo, più o meno fisiologico, che ha visto il suo inizio con le festività natalizie e durata fino a primavera, Treviso nell’ultimo mese sembra aver ritrovato continuità e solidità di gioco. Nelle ultime 5 giornate, e quindi nel mese caldo della preparazione ai playoff, è arrivata una sola sconfitta, quella in casa contro Udine che però ha fatto tornare in auge fantasmi di ostacoli che tutti davano per superati. Certo è che al fronte di quattro vittorie, alcune di peso specifico elevato come quella contro la Tezenis, la cosa migliore da fare è prendere quanto di buono sta producendo il lavoro in palestra e portarlo al massimo del livello possibile. È da agosto dello scorso anno che Pillastrini, Vazzoler e Gracis ripetono come un mantra un’unica frase “Vogliamo essere al nostro massimo per i playoff” e infatti tutta la preparazione e la stagione sono state programmate con questo obiettivo, è per questo che la vittoria della regular season, che a conti fatti dà solo il fattore campo, è giunta un po’ inaspettatamente. Vittoria dal peso specifico elevato se consideriamo che ad Est, tra corazzate e sorprese, Troviamo Virtus, Fortitudo, trieste e Verona, giusto per citarne quattro. Guardando più specificamente al roster, anche lì giungono notizie molto buone in quanto l’innesto di Zoltan Perl, giunto da Capo d’Orlando per sostituire DeCosey, è avvenuto nel migliore dei modi e tutto sommato anche in modo celere e indolore. Perl non ci ha messo molto a ritagliarsi il suo spazio negli schemi trevigiani e la speranza è che i 25 punti con cui ha chiuso il girone di ritorno siano di buon auspicio per questi playoff. Infine notizia dell’ultim’ora è che anche a Sant’Antonino è arrivato un rinforzo di mercato, si tratta di Tomislav Gabric, un’ala croata di 204 cm proveniente dal campionato rumeno dove ha fatturato per una media di 12.4 punti e 5.3 rimbalzi. L’unico problema è che Gabric, essendo extracomunitario, andrebbe ogni volta in turnover con Perl o Perry, ma dovrebbe garantire una sorta di assicurazione in caso di infortunio soprattutto del numero 3 che ha chiuso la stagione con qualche acciacco.
I NUMERI: così com’è stata studiata TVB non fa delle individualità la sua arma tattica, bensì il contrario in quanto coach Pillastrini in questi tre anni ha sempre cercato di costruire un’amalgama di squadra in modo che il pericolo provenisse da chiunque fosse in campo. In questa annata ciò è stato sviluppato all’ennesima potenza, a turno tutti si sono erti a protagonisti, ma l’aspetto fondamentale è che tutti portino il proprio mattoncino alla causa. A evidenziare tutto ciò è la difesa, maggiore specchio del gioco di squadra insieme agli assist, la De’ Longhi è infatti la migliore difesa di tutte e trenta le formazioni di A2 con soli 66.2 punti subiti di media. A fare da controparte, però, troviamo un attacco non molto produttivo e che ha rappresentato un problema nel periodo dicembre-febbraio, Treviso infatti segna in media 70.1 punti (peggiore ad Est) con percentuali da oltre l’arco inaspettatamente basse visto che nel roster troviamo tiratori come Moretti e Saccaggi (34%). Altro neo sul quale sicuramente coach Pillastrini ha lavorato e tutt’ora si sta spendendo molto è rappresentato dalle palle perse, infatti Fantinelli e compagni ne producono ben 15 a partita (peggio fa solo Ferrara), tuttavia è vero che vengono controbilanciate da 15.3 assist di media. Aspetto invece estremamente positivo e inaspettato è la leadership a rimbalzo con quasi 40 carambole catturate a partita (39.6) di cui oltre 12 offensivi. Andando ad analizzare le statistiche individuali troviamo tre giocatori oltre la doppia cifra di media punti: Perry (12.3), Moretti (12.2) e Perl (11.1); Jesse Perry inoltre garantisce quasi una doppia doppia di media, perché oltre ai 12.3 punti aggiunge anche 9.2 rimbalzi (migliore della squadra). Davide Moretti, classe 1998 e non ci stancheremo mai di ripeterlo, ha avuto un’evoluzione tecnica strepitosa e quest’anno è stato utilizzato maggiormente da guardia, scelta ripagata da un bel 38% da 3. Tuttavia la De’ Longhi dipende soprattutto da due giocatori: Andrea Ancellotti e Matteo Fantinelli. Il centro produce 7.5 punti e 7.2 rimbalzi, ma l’aspetto mentale gioca ancora troppi scherzi per un ragazzo di quasi trent’anni. Il playmaker in tutta la stagione ha dato l’impressione di volersi gestire e ogni tanto sembrava aver il freno a mano tirato per come eravamo abituati a vederlo, resta il fatto che garantisce 8.9 punti, 5.8 rimbalzi e 5.7 assist, ma soprattutto tanta imprevedibilità ed estro.
I PRECEDENTI: Gli unici precedenti fra la De’ Longhi e la Lighthouse risalgono alla stagione ’91-92, quando l’allora Benetton sconfisse i siciliani sia nella partita d’andata (79-90) in terra sicula, sia al ritorno (97-72) al PalaVerde.
L’INFERMERIA: tasto dolente della stagione, ma in fondo non è una novità, sono stati gli infortuni che hanno caratterizzato tutto il roster. Se dovessimo elencarli non basterebbe un libro, quindi diciamo i più salienti: infortunio alla spalla destra per Matteo Negro, ancora una volta molto sfortunato dopo aver preparato al meglio la stagione, e infortunio al bicipite femorale pe Andrea Saccaggi. Entrambi hanno saltato due mesi di gare, fortunatamente per la squadra in momenti diversi, ma poi tanti altri piccoli e grandi acciacchi che hanno impedito di vedere la squadra al completo per tutta la stagione. Ora il pericolo sembra scampato e l’allarme rientrato e per i playoff finalmente Pillastrini si troverà a poter (e dover scegliere) tra tutti i suoi, con l’aggiunta anche di Gabric.

QUI TRAPANI (a cura di Fabrizio Cultrera)

LA SITUAZIONE:La Lighthouse Trapani è pronta per cominciare la serie di playoff contro la De Longhi Treviso. La squadra allenata da coach Ducarello ha conquistato la post season per il rotto della cuffia, grazie alla vittoria di Biella sul campo dell’ Eurobasket Roma. I trapanesi però non hanno nessuna intenzione di fare le vittime sacrificali, certamente Treviso parte ampiamente favorita, non solo per il vantaggio del fattore campo, ma Tavernelli e compagni avranno voglia di ribaltare le gerarchie. L’obiettivo minimo della Lighthouse sarà quello di riuscire a strappare una vittoria fra domenica e martedì al PalaVerde di Treviso, per poi giocarsi tutto davanti alla propria gente a cominciare da venerdì 5 maggio.
I NUMERI: Trapani come al solito si poggerà sull’asse play-pivot, Mays (17,8 punti ad allacciata di scarpe) e Renzi (16,9 e 7 rimbalzi di media) come hanno fatto per tutta l’intera stagione regolare, avranno il compito di trascinare i propri compagni verso una qualificazione al prossimo turno. Mentre sarà tutta da verificare la condizione di Ganeto, rientrato in gruppo dopo circa 2 mesi di assenza e quindi un punto interrogativo molto grande per coach Ducarello.
I PRECEDENTI: Gli unici precedenti fra Trapani e Treviso risalgono alla stagione 1991-92, quando, l’allora corazzata veneta, con Del Negro e Kukoc , alla fine Campione d’Italia, sconfisse la neopromossa Pall. Trapani sia in casa che al PalaGranata di Trapani.
INFERMERIA: La Lighthouse domenica sarà quasi al completo, mancherà il solo Tommasini, fuori per tutta stagione. Non ci resta che aspettare l’insindacabile verdetto del campo.

4° ovest vs 5° est
MONCADA AGRIGENTO vs FORTITUDO KONTATTO BOLOGNA

QUI AGRIGENTO (a cura di Salvo Trifirò)

Passato un anno più o meno dall’ultimo confronto fra Agrigento e Bologna, le due Fortitudo si ritrovano per un’altra battaglia. Ancora una volta, il destino le ha messe di fronte con una posta in palio luminosa. Per quel che si possa dire di una stagione regolare contraddistinta da alti e bassi per entrambe le squadre, questo potrebbe essere considerato uno degli ottavi di finale più combattuti. Sia Ciani che Boniciolli hanno lottato per tutto un anno al fine di trovare una quadratura alla propria squadra che possa lanciarli verso una post season ben più costante a livello di risultati.
LA SITUAZIONE: Agrigento vive storicamente dell’amore della propria piazza, giovane e con l’entusiasmo di una società che non smette mai di sognare in grande. I problemi esistono, le prestazioni di basso livello di Bucci e Bell-Holter hanno suscitato dubbi sulla loro attitudine al giocare una post-season di così alto livello di tecnica e di così pesante dispendio di energie. Erano cominciate a circolare voci su possibili ricambi provenienti da altri campionati. Voci smentite dal mancato intervento della società che, di comune accordo con lo staff , ha deciso di mantenere integro il gruppo evitando stravolgimenti che, storicamente, si sono dimostrati armi a doppio taglio.
I NUMERI: Perrin Buford e Alessandro Piazza i migliori della Regular Season, l’americano è stato inserito nel miglior quintetto dalla nostra redazione. Scelta condivisa anche da Coach Boniciolli che, parlando dei suoi prossimi avversari, ha citato Buford definendolo un giocatore strutturalmente da Eurolega. Piazza giocherà ancora una volta contro il suo passato. Discorso a parte per Marco Evangelisti, talento cristallino che dovrà dimenticare le prestazioni sotto luci ed ombre della stagione regolare, sfoderando le sue armi migliori come nei playoff scorsi.
I PRECEDENTI: Le due squadre si sono affrontate solo nei playoff scorsi dove la Fortitudo Bologna, con il fattore campo a sfavore, ha chiuso la serie con un netto 3-0, dimostrando grande maturità nelle prime due gare ad Agrigento e compiendo un’impresa in rimonta in gara 3 al PalaDozza.
INFERMERIA: Nessun infortunato per la squadra siciliana

QUI BOLOGNA (a cura di Matteo Airoldi)

LA SITUAZIONE: L’innesto di primissimo livello di Daniele Cinciarini completa un roster che durante questa stagione ha subito diversi aggiustamenti: sono partiti prima Roberts e poi Nikolic e sono arrivati in corso d’opera Marchetti, Legion e appunto Cinciarini. La squadra durante l’anno ha mostrato qualche lacuna in termini di continuità, esperienza e leadership che con l’arrivo dell’esterno ex Caserta può essere colmata. Così come lo scorso anno le gare giocate lontano dal PalaDozza sono state un po’ il tallone d’Achille dei biancoblu che però nel girone di ritorno sono notevolmente cresciuti anche sotto questo aspetto portando a casa vittorie preziose come quella di Ravenna. Il punto di forza resta la difesa grintosa che, nonostante qualche calo di tensione in più durante il match rispetto alla stagione passata, è ciò su cui i felsinei dovranno giocoforza puntare per arrivare fino in fondo e centrare il grande obbiettivo stagionale della promozione cercando di non soffrire della pressione di una piazza che freme per rivedere i biancoblu ai piani altissimi della pallacanestro italiana. Il potenziale offensivo, infine, è degno di una squadra addirittura da piano superiore ma la cosa fondamentale – per evitare debacle clamorose – è che tutto dovrà girare sempre o quasi ad altissimi giri per nascondere le già menzionate lacune che come tutte le squadre – anche le più forti – la Fortitudo ha e per non rendere l’Aquila eccessivamente vulnerabile. L’esperienza ad alto livello di Cinciarini, Ruzzier e Mancinelli potrà infine essere l’arma in più per arrivare sino in fondo.
I NUMERI: La punta di diamante, in attesa di capire l’impatto che avrà un giocatore di grande qualità come Cinciarini, è Alex Legion con i suoi 16.3 punti di media con il 42%. Sotto canestro sono decisamente importanti invece i centimetri di Knox (14.4 punti e 7.2 rimbalzi di media) da cui ci si aspetta un po’ più di grinta in certe situazioni. La sua ottima prestazione nel derby, unita alle indiscusse qualità tecniche che possiede, fa però ben sperare in questo senso. Infine l’apporto di Candi, Ruzzier e Montano sarà fondamentale per tenere sempre alto il ritmo e permettere a Boniciolli di ruotare come di consueto tutti i suoi uomini in modo da sfiancare gli avversari.
I PRECEDENTI: L’unico precedente tra le due squadre risale ai quarti di finale dello scorso anno. A vincere furono i felsinei – che però persero Jonte Flowers in gara 1 per la rottura del tendine d’Achille che lo tenne ai box fino a fine stagione – con un secco 3-0
INFERMERIA: Tutti abili ed arruolabili per coach Boniciolli

3° est vs 6° ovest
ALMA TRIESTE vs REMER TREVIGLIO

QUI TRIESTE (a cura di Marco Novello)

LA SITUAZIONE: Alzi la mano chi avrebbe pronosticato Trieste in vetta al proprio girone a fine campionato? Probabilmente nessuno visto i proclami di inizio stagione fatti da coach e società, eppure ora, dopo 7 mesi, i ragazzi terribili di Dalmasson sono pronosticati tra i papabili alla promozione in A1. I triestini giungono ai Play-Off con una serie aperta di 5 vittorie consecutive dopo un fisiologico calo accusato verso l’inizio di marzo post finali di Coppa Italia, ma la squadra ha finito il campionato in crescendo, battendo tra le altre Virtus e Mantova. Ora, in vista dell’inizio della serie contro Treviglio, potrà contare anche su un Daniele Cavaliero in più nel motore; arma che, indubbiamente, tornerà utile all’allenatore veneto. Il team giuliano, se vorrà ambire realmente alla promozione, dovrà essere più costante nei rendimenti esterni vero tallone d’Achille di questa annata. Se da una parte, infatti, l’Alma Arena è un fortino quasi inespugnabile (record assoluto di vittorie casalinghe nel girone Est con 14 W di fila), lontani dalle mura amiche i triestini hanno raccolto solo 7 affermazioni su 15 incontri totali prendendo anche sonore bastonate come, per esempio, nel derby. Altra nota dolente della formazione guidata dal coach veneto è l’attacco alla zona, pari o dispari che sia, che spesso ha rallentato l’impeto di Coronica & soci in fase offensiva. Tutte le rivali, per l’appunto, che sono riuscite a portare gli alabardati ad un finale in volata spesso hanno fatto ricorso a questa arma tattica difensiva. Trovare perciò il giusto equilibrio completerà il processo di crescita della formazione giuliana rendendola vera mina vagante di questa post season.
NUMERI: Tirando le somme della stagione agonistica dei biancorossi non si può che giungere alla conclusione che sia stata un’annata davvero positiva. Quattordici vittorie casalinghe su quindici incontri disputati, quinto attacco (78,5 pfpg) e terza miglior difesa (71,3 pspg) del girone Est completano il quadro della regular season 2016/2017 giocata dall’Alma, facendone una compagine temibile sia per il suo attacco sia per la sua arcigna difesa. Javonte Green, pur essendo nel suo anno da rookie in Italia, chiude la sua stagione con cifre di tutto rispetto portando alla causa alabardata 16 punti, 6 rimbalzi e 2.7 recuperi a partita. Dietro di lui troviamo la stagione della definitiva conferma ,sempre che ce ne sia davvero bisogno, dell’altro americano Jordan Parks che fa registrare 14.3 ppg, 7.6 rimbalzi ed 1.3 stoppate ad allacciata di scarpe. A completare il podio dei migliori troviamo la rinascita di Matteo Da Ros che, dopo l’anno sottotono di Verona, si riscatta in tutte le voci statistiche; 11.2 ppg, 6.5 rpg, ma soprattutto 3.9 apg che candidano il lungo milanese come play aggiunto della formazione di Dalmasson e vera spina nel fianco per i team avversari.
I PRECEDENTI: Sono due i precedenti risalenti alla stagione scorsa con il bilancio di una vittoria ed una sconfitta. All’andata al PalaRubini si impose la Remer col punteggio di 64-68, al ritorno in terra lombarda si imposero i giuliani, dopo un tempo supplementare, per 101-93.
INFORTUNI: Quella che è stata una grossa grana per lo staff tecnico giuliano durante tutta la stagione sembra ormai definitivamente alle spalle, nessun acciaccato e nessun problema di natura fisica per questo inizio di serie dei Play-Off.

QUI TREVIGLIO (a cura di Adriano Zucchetti)

LA SITUAZIONE: Treviglio arriva ai playoff caricata dagli importanti successi conquistati nelle ultime due partite della regular season contro due concorrenti dirette come Latina (in casa) e Tortona (in trasferta). Importante è soprattutto il fatto di aver invertito un trend di quattro sconfitte consecutive che ne aveva messo in pericolo l’ingresso alla pool promozione, accesso che i ragazzi allenati da Adriano Vertemati si sono meritati ampiamente dopo una stagione che li ha visti mettere sul parquet un gioco spumeggiante fatto di ritmi altissimi e di grande intensità su entrambi i lati del campo.
I NUMERI: Treviglio dispone di un roster molto vario, dove forse manca il vero e proprio big man in area ma dispone di un gruppo di esterni intercambiabili che permettono a Vertemati di variare l’assetto del quintetto molto frequentemente nel corso della stessa partita. Dati alla mano, gli uomini chiave della squadra biancoblu sono tre: il primo Adam Sollazzo che, dopo un inizio di stagione in sordina, ha preso per mano i suoi compagni risultando un vero uomo ovunque, un serial killer che sornione osserva gli avversari per poi colpire in qualsiasi momento e in qualsiasi ambito del gioco biancoblu, come dimostrano le cifre sommate nella regular season (15.8 punti, 4.4 rimbalzi, 4.1 assist, 1.3 palle recuperate 43% da 3 punti); il secondo è Tommaso Marino, il cervello dei biancoblu, la scarica elettrica che con il suo talento è in grado di ribaltare completamente le sorti di un match (vedi la vittoria a Tortona), ritrovato in chiusura di regular season dopo qualche turno sottotono, sarà fondamentale la sua gestione dei ritmi e, soprattutto, dei momenti grigi nei quali il gioco dei biancoblu avrà qualche flessione (15.4 punti, 4.2 assist); last but not least il lituano Paulius Sorokas, la chiave del grande girone d’andata della Remer, un giocatore che unisce grande atletismo a delle mani delicatissime, in grado di dare quell’energia e quell’intensità spesso decisiva ai fini del risultato finale (14 punti, 8.8 rimbalzi). Da non dimenticare il contributo fondamentale del capitano Lele Rossi (spesso partito dalla panchina, il romano biancoblu porta esperienza e forza nella lotta sotto le plance, 9.4 punti e 6.2 rimbalzi) e, soprattutto, una panchina la cui importanza nel gioco della Remer è cresciuta di partita in partita vedendo fiorire giovani in grado di essere molto pericolosi e spesso decisivi per il risultato finale. Le ultime due vittorie hanno visto Treviglio ritrovare fiducia nel tiro dalla lunga distanza, un’arma che spesso ha consentito alla Remer di risolvere partite contro avversari che le erano superiori dal punto di vista fisico; i biancoblu dovranno essere abili a far fronte ai momenti nei quali il tiro non entrerà e a non ricadere nel rischio di incaponirsi su questa soluzione abbassando i ritmi, situazione che spesso ha inciso negativamente sul risultato finale del match. La lotta sotto canestro potrà essere un altro fattore: Treviglio dispone di lunghi con ottime mani (Sorokas, Rossi, Nwohuocha) e che sfruttano quest’abilità per avere la meglio di avversari con una forza fisica maggiore; in caso di inferiorità in questo senso, i lunghi dovranno essere abili nel variare il gioco, qualità che finora non è mai mancata.
I PRECEDENTI: Gli ultimi precedenti tra queste due formazioni risalgono alla scorsa stagione in cui entrambe espugnarono il parquet avversario (64-68 per i biancoblu a Trieste, 101-93 dopo un tempo supplementare per i biancorossi a Treviglio).
L’INFERMERIA: Nessun problema fisico per i biancoblu.

2° ovest vs 7° est
ORSI TORTONA vs DINAMICA GENERALE MANTOVA

QUI TORTONA (a cura di Matteo Armana)

Grande fermento ed aria gioiosa si respira a casa della Orsi Tortona che si accinge ad iniziare, per il secondo anno consecutivo, il suo cammino nei play off di serie A2. Visti sin dall’inizio del campionato come la Cenerentola del girone, i ragazzi di coach Cavina hanno dimostrato sul campo di essere una squadra sempre ostica da affrontare e, soprattutto, solida e continua nei risultati, sia tra le mura amiche che lontano dal pala Oltrepò. I bianconeri, dopo un inizio di campionato giocato in “esilio” sul campo di Casale Monferrato, hanno ritrovato in pieno il calore ed il sostegno del proprio pubblico che, finalmente, può sostenere i propri beniamini dai rinnovati spalti del Pala Oltrepò di Voghera, ristrutturato ed adeguato alle esigenze di capienza richieste dai play off di categoria. Garri e compagnia scenderanno in campo lunedì 1 maggio ospitando i forti Stings di Mantova, classificatisi settimi nel girone Est.
LA SITUAZIONE: Malgrado abbia perso l’ultima gara casalinga contro Treviglio, il Derthona ha vissuto una stagione di primissimo livello, non si è mai staccata dalle posizioni di vertice della classifica benchè nel periodo di novembre e dicembre, siano occorse alcune sconfitte. Durante tutto il girone di ritorno i ragazzi di Cavina hanno marciato come un rullo compressore vincendo, regolarmente, le gare in casa e stabilendo il record di categoria di vittorie in trasferta (10 vittorie in trasferta su 15 gare disputate). La squadra ha dimostrato, in moltissime occasioni, di fare del collettivo e della unione del gruppo il proprio punto di forza. Caratteristiche che gli hanno permesso, in molte gare dell’anno, di uscire da situazioni difficili talvolta di svantaggio, ma che hanno permesso ai bianconeri di vincere 21 delle gare sino ad ora disputate, attestandosi come la seconda realtà del girone Ovest. Sin dai primi giorni di lavoro estivo coach Cavina aveva sempre predicato di voler costruire un Derthona non fondato su singoli giocatori ma su una squadra completa, coesa che fa del lavoro e della mentalità vincente il proprio punto forte. Fino ad ora pare proprio che il coach dei bianconeri abbia pienamente centrato ogni suo desiderio, creando una squadra nella quale oltre agli americani, emergono ad ogni partita attori diversi e nella quale tutti quelli che scendono in campo lottano difensivamente su ogni pallone.
NUMERI: Lo stato di salute e di classifica del Derthona affonda le radici nelle statistiche della squadra, trainata offensivamente dalla pericolosità delle due guardie americane Cosey e Greene che producono, in due, 34 punti ad allacciata di scarpe (18.6 Cosey – 15.8 Greene), ma che trova anche in Garri, Ricci e Cucci sostanza e solidità sotto i tabelloni che si traduce, spesso e volentieri, anche in punti (10.5 pt. Per Ricci e 11.0 pt. per Garri), oltre che in rimbalzi e giocate di sostanza difensiva. Da non dimenticare che anche i più giovani come Mascherpa ed Alviti si sono sempre fatti trovare pronti ad ogni chiamata del coach bolognese diventando, in molte gare, veri e propri fattori di vittoria. La Orsi fa del gioco in rapidità e della pericolosità perimetrale la sua arma vincente (37% da tre punti di squadra) a cui va ad aggiungersi la difesa aggressiva, vera e propria arma dei bianconeri.
PRECEDENTI: La Orsi Tortona e gli Stings di Mantova non hanno mai incrociato le armi, questi due anni di serie A2. I gironi Ovest ed Est non hanno mai dato la possibilità alle due compagini di affrontarsi sul campo, tuttavia sarà stimolante per tutto l’ambiente bianconero, poter vedere i propri giocatori fronteggiare califfi della categoria come Giacchetti, Gergati, Amici e Corbett.
INFERMERIA: Tutti a disposizione di coach Cavina

QUI MANTOVA (a cura di Alberto Carmone)

LA SITUAZIONE: Con una regular season archiviata con tre vittorie nelle ultime tre partite, la truppa di coach Martelossi si presenta con entusiasmo ai secondi playoff di A2 della sua storia da settima dell’A2 Est e da possibile outsider. L’ultima gara con Ravenna, in particolare, ha rappresentato un segnale importante che i biancorossi hanno voluto lanciare a Tortona e a tutte le altre contendenti. Mantova non vuole essere la cenerentola del post-season, ma è al tempo stesso consapevole di non essere una delle favorite assolute alla promozione, come invece fu l’anno scorso.
I NUMERI: Le ultime tre partite hanno sensibilmente migliorato i dati statistici riferiti all’attacco e alla difesa coi biancorossi che hanno chiuso la regular season come terza forza offensiva dell’Est (79.6 punti ogni 40’) e soli 63 punti di media subiti nelle ultime gare contro Forlì, Recanati e Ravenna. I virgiliani sono stati trascinati in questa stagione da Alessandro Amici (23 volte in doppia cifra nelle ultime 25 partite), Lamarshall Corbett (sempre oltre i 10 punti eccetto le gare di Roseto e Ravenna) e DeAndre Daniels. Soprattutto quest’ultimo appare rigenerato dopo una fase centrale di campionato decisamente deludente. Per l’ex giocatore di UConn sono arrivati 15 punti nella partita con l’Orasì dopo il 44 di valutazione del match con Recanati (27 punti, 15 rimbalzi, 5 falli subiti e 3 stoppate).
I PRECEDENTI: Nessun precedente tra Tortona e Mantova.
L’INFERMERIA: La trasferta di Ravenna ha avuto notevole su Corbett e Bryan. Il primo è caduto rovinosamente su schiena, spalla e mignolo della mano destra, in un tentativo di schiacciata acrobatica, mentre il secondo ha rimediato un trauma discorsivo al ginocchio. I seguenti esami hanno confermato uno stop di circa una settimana per l’ex giocatore di Roseto che potrebbe quindi saltare le prime due gare al PalaOltrePo.

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