Inside the A2 Playoff – La preview dei quarti a cura di Basketinside.com

Inside the A2 Playoff – La preview dei quarti a cura di Basketinside.com

Domenica è già tempo di quarti di finale, tutte le ultime su stato di forma delle 8 squadre che si contendono l’ambita promozione in A1

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Dopo degli ottavi davvero entusiasmanti e ricchi di colpi di scena è già tempo di quarti di finale per la serie A2. Si comincia già domenica con Ravenna-Verona e Virtus-Roseto; mentre lunedì gli altri due quarti Treviso-Fortitudo e Tortona-Trieste. Come al solito vi forniamo le anticipazioni su stato di forma, numeri e precedenti tra le varie squadre per non arrivare impreparati a questo appuntamento!

4° est vs 8° est

ORASI’ RAVENNA-TEZENIS VERONA

QUI RAVENNA (a cura di Giuseppe Mele)

LA SITUAZIONE: Arrivata a questo punto la vera e unica sorpresa dei due gironi di Serie A2, l’OraSì si appresta ad affrontare i quarti di finale con non poche difficoltà. Prima fra tutte l’impossibilità da parte dei ragazzi di Martino di giocare fra le mura amiche del Pala de Andrè, e dover trovare un palazzetto disponibile e in regola per ospitare un play-off della seconda serie di basket nazionale. Un handicap non da poco in quanto nelle partite giocate in casa Ravenna ha perso solo 3 delle quindici gare disputate, contro Piacenza, Fortitudo e l’ultima della stagione conto Mantova. Gara 1 si disputerà al Pala Cattani di Faenza, un impianto che dista 40 km dalla città bizantina e in cui la squadra ravennate si allenerà solamente due volte prima della partita di domenica. Ma l’entusiasmo che ha generato il passaggio del turno potrà sicuramente sopperire a questo inconveniente: dalla serie contro Virtus esce una squadra ancora più consapevole dei propri mezzi, e l’assenza di Marks ha responsabilizzato ancora di più ogni singolo giocatore.
I NUMERI: Grandissimo protagonista della vittoriosa trasferta romana è senza dubbio Gherardo Sabatini, capace di migliorare in modo esponenziale le medie tenute in stagione: il numero #43 di Ravenna sta viaggiando a 15,75 punti e 5 rimbalzi a partita. Ma tutto il roster a disposizione di coach Martino sta migliorando le medie tenute in stagione: Masciadri, con 14,25 punti, e Tambone con 13,75, senza scordare Smith, stanno cercando di sopperire all’assenza di Derrick Marks, che anche nella prima gara di questa serie non sarà disponibile.
PRECEDENTI: I romagnoli e i veneti targati Verona si sono scontrati due volte durante la stagione regolare di quest’anno, la prima volta il 08/12/2016 in casa Raschi & Co. sono riusciti a battere i giallo-blu 78 a 70, diversamente è andata nel match di ritorno dove si è vista una delle più brutte OraSì di stagione, uscita battuta dal AGSM Forum con il punteggio di 72 a 54.
INFERMERIA: Ancora fuori Marks, lo staff medico farà di tutto per recuperarlo per gara 2 Martedì 16 Maggio

QUI VERONA (a cura di Jacopo Burati)

SITUAZIONE: Due sconfitte consecutive al Biella Forum non hanno scalfito le certezze di Verona, che era partita senza i favori del pronostico contro l’Angelico. Leggerezza mentale, niente da perdere, voglia di stupire: l’unione di questi ingredienti alla capacità di lottare e “sporcarsi le mani” ha prodotto un risultato sorprendente, che definire impresa non è esagerato. La situazione recita infatti tre vittorie di fila, entusiasmo alle stelle, un turno difficile ma non impossibile contro Ravenna: sognare è lecito per gli uomini di Dalmonte. L’energia di Frazier e Portannese sono fari imprescindibili, cui tutto il gruppo si aggrapperà per andare più lontano possibile.
I NUMERI. Michael Frazier ha chiuso la serie con Biella a 18 punti di media e 7/14 totale da tre, con l’apice dei 32 punti di gara-5, frutto di un sontuoso 13/20 al tiro. Marco Portannese lo ha seguito a quota 14.4 punti di media, 10/19 da tre totale e 13 recuperi nelle ultime 4 gare della serie (3.25 di media). Sono loro i condottieri offensivi del gruppo. Il cambio di rotta soprattutto difensivo di Dawan Robinson e i dardi di Andrea Amato arrivati al momento giusto (3/5 in gara-5, 1/12 nelle precedenti quattro), hanno contribuito a girare la serie fino a quel momento dominata da Ferguson e Hall. Rimane il problema relativo a rimbalzo: Verona ha sofferto, ne ha concessi 23 offensivi in gara-5 e in generale ha prodotto un secco differenziale totale di -5. Diliegro (4.0 di media), Pini (3.0), Brkic (3.0) e Totè (2.8) devono fare di più, anche se la difesa veronese, impegnata a cambiare su ogni possesso, spesso portava i lunghi lontani da canestro e i piccoli vicino, creando importanti mismatch.
PRECEDENTI: Nel precedente in trasferta (vittoria ravennate 78-70), proprio Frazier e Portannese furono limitati a 14 punti in coppia con un pessimo 5/14 al tiro combinato. Dalla panchina, Boscagin e Brkic ebbero un impatto notevole (22 punti totali), anche se dalla rotazione mancava la faccia tosta di Amato, il cui posto era occupato allora da Nicolò Basile. Al ritorno invece la gara filò a senso unico, con l’Orasì travolta dalla verve veronese e dalla coppia Portannese-Frazier autori stavolta di 40 punti totali con 6/10 da tre.
INFERMERIA: Qualche problemino fisico c’è: Dane Diliegro ha chiuso la serie con Biella con acciacchi vari, prima di tutti il problema muscolare che lo ha tenuto fuori da gara-4. Il resto della squadra sta bene, ma ha speso energie fisiche consistenti.

2° est vs 6° est

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA-VISITROSETO.IT ROSETO

QUI BOLOGNA (a cura di Matteo Capelli)

LA SITUAZIONE: Dopo quasi 10 anni, la Virtus Bologna è tornata a vincere una serie playoff. L’ultima volta era successo nella stagione 2006/07, quando le Vunere, con in campo gli appena battuti Di Bella e Blizzard, sconfissero per 3 a 1 l’Olimpia Milano di Danilo Gallinari, volando in finale scudetto. La vittoria, sempre per 3 a 1, negli ottavi di A2 contro la Junior Casale Monferrato non può essere paragonata per prestigio a quella con Milano del 2007, ma non è stata affatto facile. Dopo una clamorosa e meritata sconfitta casalinga in gara 2, i ragazzi di coach Ramagli si sono presentati in Piemonte sull’1 a 1 e, con le spalle al muro, hanno reagito da grande squadra conquistando due pesantissime vittorie in trasferta. Nei quarti, l’avversario sarà la Visitroseto.it Roseto, una squadra con più talento offensivo rispetto ai piemontesi che ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà i bianconeri.
I NUMERI: La Virtus ha pagato e non poco l’impatto con la sua nuova (vecchia) casa, il Paladozza: nelle gare giocate al Madison di Piazza Azzarita i bianconeri, tenuti lontano dall’area, hanno segnato solo 66,5 su 40 minuti (all’Unipol Arena si era sopra gli 82 di media). Inoltre, l’altro dato negativo è quello legato ai rimbalzi: nella sconfitta in gara 2, la Junior ha catturato 21 rimbalzi offensivi e tirato ben 18 volte in più dal campo (74 a 56). Per fortuna della Virtus, in Piemonte è cambiato tutto: una maggiore decisione nelle penetrazioni (soprattutto grazie a Gentile, Ndoja e Rosselli) ha permesso una migliore circolazione della palla e un più facile accesso al pitturato. Per quanto riguarda i singoli, oltre a Lawson (miglior marcatore con 17 punti di media), il migliore della Virtus è stato sicuramente Klaudio Ndoja, vera arma più per Ramagli in questo finale di stagione, decisivo nelle gare 1 e 4. Determinanti anche Umeh e Gentile, match winner in gara 3, la partita a più alta tensione della serie.
I PRECEDENTI: Roseto, i cui tifosi sono gemellati con la Fossa dei Leoni della Fortitudo, è l’unica squadra tra le qualificate ai playoff dal girone Est, con cui la Virtus ha vinto entrambe le sfide di regular season: 81 a 90 in Abruzzo ed un poco indicativo 76 a 53 all’Unipol Arena, nell’ultima giornata di campionato.
L’INFERMERIA: Smaltiti gli infortuni di Spizzichini e Spissu, coach Ramagli dovrebbe aver tutti a disposizione.

QUI ROSETO (a cura di Piergiorgio Stacchiotti)

SITUAZIONE: Continua la cavalcata della Visitoroseto.it, giunta clamorosamente tra le prime otte della classe dopo che alla vigilia della stagione era data dai più fra le retrocesse. I biancazzurri però, guidati tra l’altro da un tecnico all’esordio assoluto da head coach, hanno smentito tutti ed ora non vogliono fermarsi sul più bello. Dopo aver eliminato lo scoglio Legnano, ora se ne presenta uno assai più duro. Gli Sharks però non hanno nulla da perdere, avendo già raggiunto ampiamente gli obiettivi stagionali, con la pressione che sarà tutta addosso alle blasonate ed ambiziose V nere. La serie vinta contro i ragazzi di Ferrari è stata caratterizzata dall’equilibrio e dalla difficoltà da parte di entrambe le squadre a trovare la via del canestro. Al contrario però si può dire che l’intensità in fase difensiva non è affatto mancata, nonostante le forze venissero meno da ambo le parti. Fondamentale la vittoria esterna ottenuta dai rosetani in Gara 1 ed i due successi ottenuti al foto finish nelle due gare casalinghe a causa delle pessime scelte ( fallo in attacco ed infrazione di cinque secondi) degli avversari o, per qualcuno, degli arbitri.
I NUMERI: Permangono le difficoltà, riscontrate nel finale di stagione regolare, in fase realizzativa. I biancazzurri sono tornati a giocare a tratti un basket spumeggiante ma quanto di buono viene costruito spesso è vanificato dalla poca lucidità al momento della conclusione. I ragazzi di Di Paolantonio hanno invece ritrovato la giusta intensità difensiva. Considerando i punteggi bassi della serie con Legnano, era ampiamente prevedibile che i numeri individuali degli Sharks potessero peggiorare, soprattutto sotto la voce ‘punti fatti’ e ‘percentuali al tiro’. Chi sembra averne risentito meno degli altri sono Fultz e Amoroso, a conferma che tendono ad esaltarsi più che mai quando il gioco si fa duro, soprattutto l’ala-pivot campana.
I PRECEDENTI: 08/01/2006 Vidivici Bologna – BT Roseto 75-70 07/05/2006 BT Roseto – Vidivici Bologna 83-79 29/12/2016 21:00 Visitroseto.it Roseto Virtus Segafredo Bologna 81 – 90 22/04/2017 20:30 Virtus Segafredo Bologna Visitroseto.it Roseto 76 – 53
INFERMERIA: Stanchi, quasi stremati, ma non ancora domi. Seppur lievemente acciaccati, Di Paolantonio avrà a disposizione gli otto giocatori che abitualmente impiega nel corso dei match. Quella con Legnano non è stata la serie della rinascita di Todor Radonijc, poco impiegato e sempre all’interno di quel tunnel negativo che ha imboccato da qualche tempo e dal quale non è ancora riuscito ad uscire. Quanto meno l’italo-montegrino nelle ultime gara ha palesato tutta la buona volontà possibile per tornare a rendersi utile come nella prima parte della stagione.

1° est vs 5° est

DE’ LONGHI TREVISO-FORTITUDO KONTATTO BOLOGNA

QUI TREVISO (a cura di Gianmarco Tonetto)

Si va in replica, ma quest’anno con un turno di anticipo. Siamo appena al secondo round di quelli che in molti hanno definito i playoff di A2 più belli di sempre, senz’altro sono quelli con più “blasone”, e già siamo di fronte ad una grande classica del basket: Treviso vs Fortitudo Bologna. Leggi i nomi delle due squadre ed è subito deja-vù, non soltanto per gli scontri degli anni ’90 e 2000 (con Treviso targata Benetton), ma anche per la storia recente e le otto partite giocate in meno di due anni.
LA SITUAZIONE: la De’ Longhi si affaccia a questi quarti di finale dopo aver battuto 3-0 la Lighthouse Trapani di Renzi, unica delle otto ad aver fatto percorso netto. Si è rivista finalmente la vera Treviso, in un certo senso la si è vista per la prima volta, in quanto finalmente il roster al completo permette a coach Pillastrini tatticismi e rotazioni che durante la regular season gli sono stati impediti da infortuni e ambientamenti più o meno rallentati. “Sono consapevole che per le cose viste in stagione sia emersa l’impressione che siamo una squadra a cui non piace correre, ma non è così. Certamente non ci piace forzare la transizione, ma vogliamo correre in ogni occasione possibile” queste le dichiarazioni del coach romagnolo. Treviso infatti ha corso, può e deve farlo avendo giocatori come Fantinelli, Moretti, Negri e Perl, ma deve farlo con testa perché le palle perse contro la formazione di Boniciolli le paghi a caro prezzo e questo dato, seppur in diminuzione rispetto alla stagione, non è ancora migliorato abbastanza. Altro aspetto che fa ben sperare è il salto di qualità che hanno fatto due giocatori in particolare: Tommaso Rinaldi e Zoltan Perl. Se dal primo tutto sommato ce lo aspettavamo data la sua enorme esperienza, il secondo è una piacevole sorpresa a così alto livello, visto anche che la carta d’identità dice 1995. Ancora sottotono, invece, Matteo Negri; il numero 16 si sta allenando bene e con costanza ma in partita fatica ancora a trovare il ritmo e la via del canestro, mentre in difesa è il solito mastino, ma siamo certi che da ex virtussino saprà far valere il suo primo passo in penetrazione contro la difesa fortitudina.
I NUMERI: il fatturato della De’ Longhi è decisamente aumentato nei playoff e, come spesso accade quando si parla di Treviso, è molto difficile capire dove finiscano i miglioramenti a livello collettivo e dove inizino quelli individuali. Per comodità e semplicità analizziamo questi ultimi. Partiamo dal giocatore che forse è stato l’MVP della serie contro Trapani e cioè Zoltan Perl, parliamoci chiaro, il potenziale c’era tutto e il ragazzo la campana l’aveva suonata, ma passare dagli 11.1 punti con 1.6 assist ai 14.7 punti e 3 assist è decisamente un bel miglioramento. Oltre al numero 25 anche Tommaso Rinaldi ha visto le sue cifre aumentare sensibilmente; il centro riminese in stagione non arrivava ai 7 punti segnati, catturando 4.4 rimbalzi mentre ora il suo tabellino dice 11.3 punti e 6 rimbalzi, oltre al consueto spirito gladiatorio. Anche Moretti e Perry, i principali terminali offensivi della stagione regolare, hanno fatto registrare dei miglioramenti individuali ed insieme contribuiscono per oltre 28 punti al fatturato offensivo dei biancoblu. Andando ad analizzare il collettivo si nota come due aspetti che vanno a braccetto sono migliorati sensibilmente: la percentuale da 3 è aumentata del 5% arrivando a sfiorare il 40% e gli assist, simbolo della circolazione di palla e del gioco corale sono saliti a 18.7, quasi quattro in più rispetto al girone.
I PRECEDENTI: di scontri nel recente passato ce sono stati ben otto, come detto precedentemente. Nella scorsa stagione la sfida ha sancito una perfetta parità, con la De’ Longhi vincente al Palaverde e la Fortitudo al Paladozza con la differenza canestri a zero. Quello che veramente ha lasciato una ferita aperta nella formazione di Pillastrini, ma ancor di più nei tifosi trevigiani, è la serie di semifinale degli scorsi playoff con la formazione di Boniciolli vincente per 3-1 e corsara al Palaverde in Gara 1 in quella che ad oggi è l’unica vittoria in trasferta di questa sfida. Anche quest’anno infatti la situazione è di parità con il rispetto del “fattore campo”, ma la differenza canestri vede stra vincere Bologna con un +18 grazie alla vittoria per 83-53 del girone di ritorno. Nella sfida di andata si sono messi in evidenza i due golden boy trevigiani, cioè Matteo Fantinelli e Davide Moretti, i quali hanno rispettivamente prodotto una doppia doppia da 16 punti e 11 assist dando l’impressione di essere sempre in controllo di sé e della squadra, e 20 punti con 7 falli subiti avendo la freddezza di un veterano a diciotto anni. Lo scontro di andata in casa trevigiana è passato alla memoria anche per l’infortunio alla spalla di Matteo Negri, che ha costretto la guardia ad uno stop forzato di due mesi per recuperare a pieno. Per quanto riguarda la sfida del girone di ritorno c’è ben poco da salvare in casa De’ Longhi, forse solo Perry e Saccaggi entrambi a referto con 11 punti, ma è una partita che può insegnare molto sul potenziale a disposizione dei Bolognesi che, anche se quinti ad est sono tutt’altro che una squadra da sottovalutare. Fondamentale sarà la difesa degli esterni su giocatori del calibro di Legion e Cinciarini ed è assolutamente vietato sottovalutare Montano che, seppur abbia visto il suo minutaggio diminuire a causa dei recenti innesti, resta un giocatore fondamentale anche pensando alla serie dell’anno scorso. Se poi Ancellotti riuscirà a fare il salto di qualità sperato, così da limitare i lunghi fortitudini e nella fattispecie Knox, le chance di Treviso subiranno un concreto aumento.
L’INFERMERIA: “nessuna nuova, buona nuova” recita un detto e forse la notizia migliore dopo la serie contro la Lighthouse è proprio che non ci sono stati intoppi fisici di nessuna entità. Coach Pillastrini potrà dunque fare affidamento su tutti i suoi uomini, con un Andrea Saccaggi non ancora al cento per cento ma in un crescendo di forma. Vedremo se con tutti i giocatori in salute deciderà di sacrificare nuovamente Andrea La Torre per puntare sui suoi uomini di fiducia, certo è che se Perl dovesse essere lo stesso visto nelle ultime tre partite, le scelte di Pillastrini saranno molto più facili e scontate.

QUI BOLOGNA (a cura di Matteo Airoldi)

SITUAZIONE SQUADRA: Il passaggio del turno ha dato ulteriori certezze ad un gruppo che si affacciava ai playoff con qualche incognita dovuta al rendimento un po’ altalenante durante la stagione regolare. La sfida con Treviso obbliga però il gruppo ad alzare necessariamente in maniera importante la soglia della concentrazione all’interno del match. In questo l’apporto, sotto il profilo della grinta e dell’esperienza, che potrà dare Cinciarini – che si è subito inserito alla perfezione nel gruppo e negli schemi di coach Boniciolli – sarà molto importante. Il resto lo faranno le enormi motivazioni che una sfida di questo genere porta con sé. Per i biancoblu felsinei gara 1 e gara contro Agrigento sono i due punti cardine da cui ripartire per capire cosa è necessario fare per affrontare al meglio Treviso e cosa invece è importante evitare per non capitolare. Particolare attenzione infine lo merita la sfida nella sfida tra i due giovani prospetti da sicuro avvenire Davide Moretti Leonardo Candi, rispettivamente supportati da due altri giovani da tenere d’occhio come Matteo Fantinelli (per lui un passato nelle giovanili della Effe) e Luca Campogrande, vera rivelazione della serie contro Agrigento.
I NUMERI: La difesa è stato il vero fulcro delle vittorie della Effe contro la Moncada Agrigento. Se i 100 punti concessi in gara 1 sembravano il preludio di una serie tutta in salita per i bolognesi, nelle tre gare successive i ragazzi di Boniciolli sono riusciti a mantenere i siciliani a soli 52 punti di media segnati e conquistarsi così con relativa facilità l’accesso ai quarti. Per quanto riguarda le prestazioni dei singoli citiamo Cinciarini che, nonostante fosse l’ultimo arrivato sotto la Torre degli Asinelli, è stato un fattore fondamentale in uscita dalla panchina portando in dote 10,75 punti di media nelle quattro gare. Knox, spesso criticato per buona parte della RS, ha alzato il suo livello di gioco in questa post season risultando spesso un fattore determinante sotto le plance e chiudendo la serie con cifre di tutto rispetto. 11,25 ppg ed oltre 6 rimbalzi di media sono il fatturato del lungo made in USA. “The last but not the least”, ultimo ma non meno importante è indubbiamente Stefano Mancinelli. Il “Mancio” quando conta risponde sempre presente e nelle 4 partite disputate in questa serie tiene una media di 11,5 punti a partita conditi anche da 5,5 carambole a match.
PRECEDENTI: La serie tra Fortitudo e Treviso riporta alla mente epiche sfide che a cavallo tra fine anni ’90 e primi anni 2000 mettevano in palio scudetti e coppe, anche se, ad onor del vero, si trattava di due società differenti a livello federale. Tutto questo, unito alla grande rivalità che c’è tra le due tifoserie, ha contribuito a creare un alone di straordinario fascino che avvolge queste due squadre e aggiunge sempre quel giusto pizzico di pepe alla contesa. Lo scorso questo scontro valse ai biancoblu bolognesi l’accesso in finale con un secco 3-1, mentre in stagione il bilancio degli scontri diretti è in perfetta parità: la De Longhi si è infatti aggiudicata il match di andata 75-63, mentre al PalaDozza la Fortitudo si è vendicata infliggendo ai trevigiani un sonoro +30 (83-53).
SITUAZIONE INFORTUNI: Durante la serie contro Agrigento non ci sono stati infortuni per l’Aquila che si presenta all’appuntamento contro Treviso con il roster al completo e in condizione atletica crescente. Ancora una volta il giocatore sacrificato nelle rotazioni dovrebbe essere Marchetti.

2° ovest vs 3° est

ORSI TORTONA-ALMA TRIESTE

QUI TORTONA (a cura di Matteo Armana)

Grande entusiasmo e massima soddisfazione in casa Orsi Tortona per la vittoria, in una sofferta gara 5, contro la Dinamica Generale Mantova che è valsa ai ragazzi di coach Cavina l’accesso ai quarti di finale dei Play Off, dove incroceranno le armi con la Alma Trieste. In un primo turno di post season che ha visto passare ai quarti 7 squadre provenienti dal Girone Est della Serie A2, la Orsi Tortona rimane l’unica compagine a rappresentare il girone Ovest. La sere con Mantova è stata lunga e combattuta ed i bianconeri hanno avuto la meglio sugli Stings solo al termine di una gara 5 finita al cardiopalma, con gli ospiti che hanno sbagliato il tiro del potenziale pareggio. Ma in questa serie Tortona ha dato a tutti, pubblico ed addetti ai lavori, ulteriore prova di solidità e compattezza sia tattica che emotiva.
SITUAZIONE: Inizialmente vista come la debuttante al Gran Ballo della Croce Rossa, oggi tutte le squadre del tabellone guardano Tortona come la mina vagante dei play off, la squadra che ha nomi non altisonanti, che non ha giocatori navigati in categoria ne tanto meno illustri e blasonati professionisti scesi in A2 per la post season ma, se gli si dovesse attribuire un titolo sarebbe perfetto “la classe operaia va in paradiso”. Sorretta in regia dal play Glen Cosey, vero leader della squadra, la forza dei bianconeri in questo primo turno di play off è stata nel collettivo. Coach Cavina ha saputo conferire a Garri e compagni la sua filosofia di gioco, fondato sul talento individuale posto al servizio del collettivo. Gli Americani, Greene e Cosey, benché realizzatori seriali, non forzano praticamente mai nulla, non collezionano 40 punti di media in due sottraendo tiri ed opportunità ai compagni, ma annegano la loro produzione offensiva nel gioco di squadra. Il recupero di Ricci e di Cucci ha ridato ai bianconeri freschezza e fisicità sotto le plance al fianco dell’esperienza di Garri. Ottimi spunti sono venuti anche da Sanna, conferme da Alviti che sembra aver trovato l’anno della effettiva consacrazione e da Mascherpa che ben ha figurato in gara 5 nel ruolo di playmaker con Greene e Cosey in missione point guard.
NUMERI: La coppia Greene – Cosey ha una produzione di punti da capogiro. Viaggiano a circa 40 di media (in coppia) anche nei play off e costituisce l’arma in più dei bianconeri. Ma non si dica, però, che gli altri sono comprimari. La forza del gioco di Cavina è stata proprio quella di far in modo che tutti gli attori della partita, al momento più opportuno, diventassero i principali riferimenti offensivi della squadra, sfruttando ed adeguando l’attacco alle difese avversarie.
PRECEDENTI: la sfida Tortona – Trieste riporta agli ottavi di play off stagione 2016. I Bianconeri alla loro prima esperienza in post season di serie A2 compirono l’impresa eliminando la ben più blasonata Trieste in cinque combattutissime gare. Quest’anno la Alma ha disputato un ottimo campionato nel girone Est e soprattutto si è ulteriormente rinforzata, in previsione play off, con l’acquisto di Cavalliero da Varese. Certo Cavina ed i suoi ragazzi hanno il vantaggio di poter giocare ben più a cuor leggero rispetto ai triestini, non avendo pressochè nulla da perdere e, come spesso succede in queste gare, la serenità e la consapevolezza sono armi che non si acquistano al mercato di riparazione.
INFERMERIA: Per la gara 1 di lunedì 15 p.v. sarà disponibile anche Alviti (assente in gara 5 contro Mantova per attacco influenzale), pertanto Cavina avrà a disposizione l’intero roster.

QUI TRIESTE (a cura di Marco Novello)

SITUAZIONE: Nemmeno a 24 ore da una gara 5 vinta con le unghie e con i denti che Trieste torna già al lavoro per preparare la sfida dei quarti di finale. Questo traguardo mancava in terra giuliana da due anni quando, in quell’edizione dei Play-Off, a porre fine alla corsa di Dalmasson & soci fu la Leonessa Brescia. Rispetto a quell’edizione la squadra, ma anche la società sono cambiate e molto; basti pensare, infatti, che solo due giocatori facente parte di quel roster sono ancora oggi in campo a difendere i colori biancorossi e rispondono ai nomi di Andrea Coronica, oggi capitano della formazione alabardata, e Roberto “Bobo” Prandin. La strada per raggiungere la finale, sogno non tanto più segreto dei tifosi, ora si fa più impervia e le possibilità di errore si riducono quasi allo 0. La serie incomincerà col fattore campo sfavorevole ed i ragazzi triestini per continuare il loro percorso dovranno espugnare almeno una volta, senza però perdere in casa, il PalaOltrepò di Voghera; casa degli Orsi Tortona. Avversari indubbiamente temibili ed affrontati nell’ultima edizione di post season, ma la scarica di adrenalina provata in gara 5 e la voglia di rivincita animeranno, senza alcun dubbio, l’Alma che andrà a giocarsi le sue carte in terra lombarda.
NUMERI: I giuliani, nella serie giocata contro Treviglio, hanno segnato 84 punti di media alzando quello che era il dato della regular season (78,5 ppg); di contro sono lievitati anche i punti concessi agli avversari in questi Play-Off passando da 71,3 ppg a 76,4. Protagonista della serie è stato Jordan Parks, leader silenzioso della squadra di Dalmasson e rebus quasi irrisolvibile per la difesa avversaria. Il lungo di Staten Island ha viaggiato a 20,4 punti ad allacciata di scarpe a cui ha abbinato anche 9 carambole di media recuperate vicino ai tabelloni; il vero fattore che ha spostato gli equilibri della serie. Dietro il giocatore USA, troviamo Matteo Da Ros, il metronomo dell’attacco alabardato. L’ex Tezenis è andato per quattro volte in doppia cifra a livello di punti segnati mantenendo una media di 14,4 ppg, smazzando poi 3,6 assistenze vincenti e, giusto per non farsi mancare nulla, catturato 6,2 rimbalzi a partita. Completa il podio dei migliori tre Cavaliero che, oltre ad essere stato l’MVP della decisiva gara 5, ha aiutato i compagni nei momenti di difficoltà. Il “mulon” di casa porta alla causa triestina 9 punti conditi da 3,2 assist per partita indubbiamente utili nei momenti caldi. Segnaliamo inoltre il calo di Javonte Green, non ancora abituato forse a tale livello di intensità, che si porta in dote più di 13 punti di media, ma non è mai stato in grado di dare lo stesso apporto da giocatore totale come nella regular season appena conclusasi.
PRECEDENTI: Il precedente più recente tra le due formazioni risale al 12 maggio 2016 al PalaFerraris con Tortona che riuscì a piegare Trieste per 80 a 72 e chiudendo quella serie di Play-Off sul 3-2. Le altre partite furono: gara1 Orsi Tortona 75-70 Alma Trieste; gara2 Orsi Tortona 75-81 Alma Trieste, gara3 Alma Trieste 74-79 Orsi Tortona; gara4 Alma Trieste 85-64 Orsi Tortona.
INFERMERIA: Se la post season era incominciata senza nessun problema ora l’infermeria incomincia a riempirsi. Cittadini ha accusato un problema alla schiena che lo ha tenuto fuori nella ripresa di gara 5 e l’impiego per la prima partita della serie è ancora in dubbio. Per quanto riguarda invece Coronica e Bossi si è dovuti ricorrere a dei punti per suturare le ferite al sopracciglio per il capitano ed alla testa per il play.

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