Inside the A2 Playoff – La preview della finale a cura di Basketinside.com

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Tutte le ultime dai vari campi con analisi della situazione, numeri ed infermeria a cura dei nostri inviati per la finale fra Trieste e la Virtus Bologna.

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Ad ottobre erano partite in 32, ora ne sono rimaste solo 2 che si disputeranno la tanto ambita promozione in A1. Virtus Bologna ed Alma Trieste, dopo un campionato e dei play-off da assolute protagoniste, inizieranno da martedì ad incrociare le armi per conquistarsi il paradiso della massima serie. Tutte le ultime dai campi, la situazione ed i numeri delle finaliste.

2° est vs 3° est VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA vs ALMA TRIESTE

 

QUI BOLOGNA (a cura di Matteo Capelli)

LA SITUAZIONE: Poco più di 13 mesi dopo la clamorosa retrocessione dalla serie A, la Virtus Bologna ha l’occasione di tornare subito nell’Olimpo del basket italiano. Indubbiamente, le Vunere hanno ottenuto finora un risultato al di fuori di ogni più ottimistica aspettativa, visto che l’obiettivo dichiarato dello scorso agosto era aiutare i tifosi a ritrovare un senso di appartenenza, duramente compromesso dopo la notte incubo di Reggio Emilia. Dopo una vera e propria cavalcata nella post season – 9 vittorie e 2 sconfitte (5/5 lontano da Bologna) -, l’ultimo ostacolo per i bianconeri è la finale con l’Alma Trieste. Ancora una volta, la formazione di Ramagli potrà contare sul fattore Paladozza, diventato fondamentale dopo un inzio alterno nelle serie contro Casale e Roseto.

I NUMERI: Dalla sconfitta shock in gara 1 con Roseto, la Virtus non si è più fermata: con la vittoria a Forlì ai danni di Ravenna, si è arrivati a sei successi filati. Di certo, i giallorossi guidati da Martino non sono sembrati un avversario irresistibile, anche a causa di rotazioni molto limitate che nei playoff possono essere un probelma. In ogni caso, i bolognesi hanno dimostrato ancora una volta di sapersi adattare agli avversari e, dopo una serie a più di 90 punti segnati con Roseto, hanno tenuto la Orasì a soli 62,6, grazie ad una difesa fisica che ha concesso solo briciole dentro l’area (46% da due). Per quanto riguarda i singoli, l’uomo in più è stato Kenny Lawson (22 pt e 10,6 rim): il californiano ha dimostrato che, se marcato da centri bonsai, come Smith, può dominare in attacco. Questa situazione potrebbe riproporsi anche con Trieste, che probabilmente userà un altro undersize come Parks per provare a contenerlo. La vera e propria forza della Virtus sembra però essere il gruppo di italiani: Ndoja e Rosselli aggiungono esperienza, mentre la coppia di playmaker Gentile – Spissu sembra essere in ottima sintonia dopo un comprensibile inizio faticoso nella serie con Casale.

I PRECEDENTI: Sono stati tre i precedenti tra la Virtus e Trieste in questa stagione. Due di questi sono stati disputati all’Unipol Arena: dopo la netta vittoria bianconera in campionato (76 – 63), Bologna si è imposta anche in semifinale di Coppa Italia (86 – 74), nonostante enormi sofferenze e grazie ad un Lawson superlativo (25 punti con 7/8 da tre). Nel ritorno di campionato all’ex Palarubini, netto successo per i biancorossi con un bugiardo 71 a 65, reso limitato nello scarto grazie ad un late effort dei bolognesi. Dai precedenti stagionali, si evince quanto possa essere importante in questa serie il fattore campo.

L’INFERMERIA: Dovrebbero essere tutti a disposizione per la Virtus, che arriverà a gara 1 di finale (palla a due martedì ore 20.30) dopo ben undici giorni di riposo, che potrebbero anche aver fatto perdere un minimo di ritmo partita.

 

QUI TRIESTE (a cura di Marco Novello)

LA SITUAZIONE: Ad inizio stagione le ambizioni, che coach e dirigenza si erano prefissati, erano quelle di disputare un buon campionato, raggiungere il prima possibile la salvezza e poi magari cercare di migliorare il risultato dell’annata precedente. Oggi, a nove mesi di distanza, i traguardi stabiliti ad ottobre sono stati tutti abbondantemente superati; Trieste dopo 20 anni, infatti, tornerà a giocarsi la promozione per la massima serie, che in città manca dalla lontana stagione 2003-2004, quella della retrocessione in A2 e del successivo fallimento dell’allora Coop Nordest. La voglia della squadra, ma soprattutto della città, di riconquistarsi il palcoscenico della massima serie è tanta e questa sana follia sta contagiando davvero tutti nel capoluogo giuliano. All’Alma Arena ormai si stanno registrando numeri sempre più impressionanti e da record per la categoria, tanto che, in questa post season, la media di pubblico si aggira attorno alle 5,645 anime assiepate sui seggiolini dell’impianto di Valmaura che incitano e sostengono per tutti i 40′ di gioco i proprio beniamini. Tutto questo fervore ha portato, sino ad ora e scaramanticamente parlando, ad un record casalingo difficilmente migliorabile nelle annate a venire visto che lo score attuale recita 22 W ed 1 L tra le mura amiche, con l’unico referto giallo raccolto la prima giornata contro Treviso. Per tornare tra i grandi, però, mancano solo tre gradini da salire ed uno di questi dovrà essere, per forza di cose, scalato nella bolgia del PalaDozza mantenendo ancora una volta inviolata la propria casa. Il valore dell’avversario è noto, ma fermarsi ora quando si è così vicini alla meta sarebbe un vero peccato.

I NUMERI: Trieste non ha singole individualità che fanno la differenza, si certo ci sono giocatori più determinanti di altri, ma ogni elemento dei 12 a disposizione di Dalmasson entra in campo sapendo che il contributo che darà alla squadra sarà fondamentale nel conseguire la vittoria. Basti pensare ai giocatori che si alzano dalla panchina come Prandin (6 ppg), Baldasso (8 ppg), Bossi (3,6 ppg), Corinica, Cittadini (2,4 ppg e 4 rpg), Pecile (3,4 ppg) o Simioni sanno già cosa serve alla squadra e che contributo vincente possono fornire ad essa, sia che si tratti di punti in momenti chiave del match sia che si tratti di gettarsi a terra per recuperare un pallone. Difficile quindi prendere dei migliori in assoluto vedendo la serie giocata contro la Fortitudo Bologna, basandosi solo sulle cifrestatistiche, gli apporti di Parks e Green, indubbiamente, sono stati fondamentali. L’ala di Staten Island nelle 3 vittorie casalinghe ha mantenuto una media punti di 18,7 ppg a cui ha aggiunto 8 rpg, mentre nelle due sconfitte esterne i numeri si abbassano notevolmente a 11 ppg e 5,5 rpg; certo è difficile mantenere medie elevate giocando la pallacanestro richiesta dall’allenatore veneto, ma se l’Alma potrà dire la sua anche contro le Vunere, molte chance passeranno dalle mani del #2 sia in attacco che in difesa. Per quanto riguarda la guardia natia della Virginia percorso più lineare con il carrier high nei play-off registrato nella decisiva gara 5. 15,2 ppg, 4 rpg ed i 2 recuperi medi a match non risaltano molto, però, l’impatto decisivo, spesso uscendo dalla panca, che ha avuto Green nella serie. Non produrrà giocate da highlights ad alta quota come i due atleti citati qui sopra, ma le prestazioni di Matteo Da Ros sono egualmente importanti per le sorti della Pallacanestro Trieste. 10,8 ppg (con 7/10 dalla lunga distanza non proprio la specialità della casa), 5 rpg, ma soprattutto i 4,6 apg che il lungo milanese ha prodotto nella serie contro i felsinei sono risultati importantissimi nell’economia giuliana. Chiudiamo con il “mulo” di casa, Daniele Cavaliero, che sta disputando dei PO davvero di sostanza risolvendo spesso e volentieri le situazioni intricate in cui la squadra alabardata si caccia. 11 ppg e 2,4 apg sono state le certezze che il play ha portato alla causa triestina contro la Effe scudata.

I PRECEDENTI: I precedenti stagionali tra le due formazioni sono 3, due a favore Virtus ed uno favore Alma. In terra emiliana la squadra allenata da coach Ramagli ha vinto prima in campionato con un 76-63 privo di repliche e poi in Coppa Italia per 86-74 in una partita decisa solo nel finale dalle triple di Lawson che annullarono di fatto la prestazione monster di Green (37 punti per lui in quell’incontro). In terra alabardata invece i ragazzi di Dalmasson strapparono finalmente il foglio rosa grazie al successo per 71 a 65.

INFERMERIA: I giocatori stanno tutti bene e sono a disposizione del coach mestrino.

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