Jesi, ora o mai più contro una Verona acciaccata e vulnerabile

Jesi, ora o mai più contro una Verona acciaccata e vulnerabile

Commenta per primo!

Jesi. L’Aurora Jesi vive un momento generalmente negativo: penultimo posto in classifica e la miseria di una vittoria nelle ultime otto partite. Ma il lavoro di Maurizio Lasi ha trovato soddisfazione nel successo del 20 dicembre contro Trieste e lottando 40’ a Brescia una settimana dopo. Il periodo nero può quindi essere messo alle spalle contro una Verona afflitta da infortuni e per questo vulnerabile. Un’occasione d’oro, quindi, per una squadra cui non sono bastate finora la stagione della consacrazione per Marco Santiangeli (17.2 punti di media) e la presenza di due americani di buona affidabilità come Neiko Hunter (12.6 punti e 8.3 rimbalzi di media in stagione) e Josh Greene (15.6 punti, 45% da tre). La rotazione è corta, la panchina poco affidabile (l’ex di giornata Ousmane Gueye l’unico a riuscire a fornire un contributo in doppia cifra, 10.6 punti, alzandosi dalla panca), e il coach le ha provate tutte per dare un senso agli allenamenti della settimana. “In questi ultimi tempi abbiamo cercato di rendere la squadra più equilibrata, dando fiducia a Picarelli e Battisti, lasciando più spazio alle iniziative di Greene e cercando di mettere in ritmo i tiratori. Abbiamo una squadra composta prettamente di attaccanti, che se non trovano fiducia e ritmo offensivo non danno il loro pieno contributo in difesa. Questa è la chiave per essere competitivi”.

Verona. Quando sembrava che gli scossoni di assestamento di inizio stagione stessero lasciando spazio alla squadra quadrata, cinica ed efficace sognata da Marco Crespi, gli infortuni hanno colpito duramente Verona. Prima la caviglia di Marco Spanghero (9.8 punti, 3.0 assist in stagione), ceduta nel finale di gara di Recanati (l’ex Trento non ha mai saltato una partita, ma ha compilato zero punti totali contro Treviso e Chieti); poi il ginocchio di Matteo Da Ros (6.6 punti, 5.3 rimbalzi), assente a Chieti e contro Imola; infine la caviglia di Rayvonte Rice (uomo da 15.2 punti di media, tanti nel sistema-Crespi), infortunatosi in allenamento a Natale. La Tezenis si presenta così a Jesi priva di due membri del quintetto base, lasciando la squadra corta e con una rotazione ridotta. Le note positive vengono da Vitalis Chikoko (18 punti e 12 rimbalzi nella sconfitta in volata con Imola), al netto dell’atteggiamento che deve essere sempre positivo e concentrato, e dalla crescita di Giampaolo Ricci (8.3 punti e il 50% da tre nelle ultime tre gare) e di Giorgio Boscagin (12.5 punti di media nelle ultime sei partite, pur se le percentuali al tiro restano basse). “Jesi attacca con aggressività in transizione e fa circolare bene la palla”, ha commentato coach Crespi. “Greene e Santiangeli sono le prime punte di un quintetto temibile. La partita con Imola ci ha dimostrato che sempre dobbiamo giocare di squadra in attacco e in difesa, con cinque giocatori aggressivi, senza mai fermare il pallone e senza perdere lucidità in troppi palleggi”.   

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy