La DNA che verrà – La Conference Sud

La DNA che verrà – La Conference Sud

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Gettando un primissimo sguardo d’insieme, a nostro avviso la Conference Sud si presenta più difficile e complessa di quella settentrionale, soprattutto se constatiamo che una delle sue due Division (in particolare quella con Anagni, Capo d’Orlando,Ferentino,Latina,Napoli e Matera) presenta un lotto di squadre che sono destinate a trovare posto ai piani alti di questo raggruppamento, se non a cercare con legittimità la promozione.

Analizzando invece più nel dettaglio le 12 partecipanti, andiamo a tracciare quattro terzetti.

Primo Gruppo

La prima posizione spetta senza dubbio a Matera. Dopo un settimo posto ottenuto nell’ultima stagione, Matera ha operato davvero egregiamente sul mercato. Dopo aver confermato sia l’asse play-pivot Vico-Grappasonni, sia l’ala piccola Lagioia, la dirigenza, una volta perso Gilardi, lo ha ottimamente rimpiazzato con Cantagalli, ed ha messo a segno il colpaccio con l’inserimento di Pilotti nello spot di ala grande. Matera ha poi messo su una linea verde ben assortita. Infatti accanto a giocatori come Aprea, Tardito e Martone, che hanno già esperienza in questo campionato, ci sono giovani come Castoro e Centrone, che provengono da buone stagioni ma in categorie inferiori e che affrontano quindi quest’anno come un momento di prova.

Sul collo di Matera soffia però il fiato di Ferentino. La compagine laziale, nonostante il buon quinto posto dell’anno scorso, ha rivoluzionato quasi del tutto il roster con un mercato da 10 in pagella. Le poche conferme riguardano soprattutto la linea under. Si tratta infatti di Pongetti, Parillo e Iannuzzi, con questi ultimi due che offrono già delle garanzie. Il comparto giovani è poi completato da De Francesco e dal buon acquisto di Panzini. Ma il 10 in pagella Ferentino lo merita soprattutto per il quintetto base. Oltre alla conferma di Carrizo, sono stati messi a segno tre colpi di altissimo livello: Guarino,Bonfiglio e Ihedioha. L’acquisto di Ianes merita poi un discorso a parte: il centro ex San Severo è sicuramente un giocatore che vanta presenze in club importanti di categoria superiore, tuttavia non si è mai ritagliato grandi spazi, e bisognerà vedere quindi quest’anno come si comporterà occupando un ruolo che si prospetta di primo piano.

Chiude questo primo gruppo Capo d’Orlando, leggermente indietro rispetto alle due compagini prima citate. Ma credo comunque che neanche il più ottimista dei tifosi dell’Orlandina poteva aspettarsi al primo anno in DNA un mercato cosi. I siciliani infatti, a differenza di altre neo promosse, hanno capito che c’era bisogno di rivoluzionare quasi totalmente il roster per affrontare da protagonisti questo campionato. Ad eccezione dunque di Albertinazzi, che ha avuto un ruolo fondamentale nella promozione e Zampolli, destinato a un ruolo più marginale, il roster ha optato per numerose sostituzioni, e non di semplice rimpiazzo. Già gli acquisti di De Min e Benevelli(uno dei pochi centri a tirare davvero bene i liberi) rappresentano delle grandi aggiunte per lo starting five orlandino, ma il vero colpaccio corrisponde al nome di Zanelli, che di fatto si appresta a giocare piu di 30 min a partita visto il contributo relativo che potrà fornire Zampolli. L’azzardo dell’Orlandina lo troviamo nello spot di ala affidata al giovane Crown, il quale deve provare a consacrarsi nella prossima stagione. La linea verde d’altronde è tutta una scommessa: infatti bisognerà vedere come Pellegrino, Casati e Damiani affronteranno il salto di categoria.

Secondo gruppo

Qui troviamo il cosiddetto terzetto delle outsider. Si tratta di tre formazioni che cercheranno di guadagnarsi posizioni importanti pur partendo leggermente indietro rispetto alle prime.

Apre il gruppo la nuova Napoli.Infatti, dopo l’ennesima avventura conclusasi troppo in fretta l’anno scorso in B dilettanti, la Napoli del basket è risorta nuovamente ed è  pronta ad affrontare questa nuova sfida. Trattandosi di una nuova società, la dirigenza partenopea ha dovuto lavorare sodo per costruire interamente il roster. Ciononostante i dirigenti partenopei hanno lavorato veramente bene formando uno starting five che almeno per 3/5 offre garanzie assolute. Queste garanzie sono rappresentate da Musso, Rizzitiello e Gatti. Inoltre l’innesto di Lenardon è da ritenersi in linea con gli obiettivi della squadra, mentre per Iannilli vale lo stesso discorso fatto per Ianes a Ferentino: si tratta di un giocatore che ha militato in categorie superiori, ma che solo quest’anno avrà un ruolo da protagonista. La linea verde però oltre al talentuosissimo Sabbatino e a Rotondo è tutta da testare.

 

Avendo già disputato questo campionato l’anno scorso, e accedendo tra l’altro ai play off, Ruvo invece non è dovuta partire da zero, pur confermando solo i giovani Merletto e Bonacini, con quest’ultimo che quest’anno verrà lanciato nello starting five. Il roster della squadra pugliese nel complesso offre alcune certezze, ma presenta anche numerose scommesse. Infatti se gli acquisti di Tommasiello (cercato anche dalla stessa Napoli) e Villani rappresentano le certezze, il reparto dei lunghi sembra quello in cui Ruvo ha scommesso maggiormente. Da valutare infine i restanti giovani.

La rifondazione è invece più che giustificata a Recanati, dopo l’ultima stagione fatta più di ombre che di luci, ed è proprio per questo che le conferme di Fossati e Gurini lasciano qualche dubbio. D’altro canto oltre alla conferma di Pierini, Recanati ha acquistato giocatori veramente importanti. Gilardi e Evangelisti su tutti. Bene anche Chiariello che porta un buon bagaglio di esperienza. La linea verde è da testare, anche se un nome interessante che potrebbe uscire dalla panchina under potrebbe essere quello di Ceron.

Terzo gruppo

Questo terzetto è invece composte da quelle squadre che al momento partono nel limbo, ma che indovinando o perdendo alcune scommesse fatte possono o ritrovarsi nei piani alti o farsi trascinare nei bassifondi della classifica.

Apre il gruppetto Latina che, dopo una stagione anonima nonostante le iniziali ambizioni, ha rifondato la propria squadra. Questa rifondazione però si basa su tante scommesse, in quanto si punta forte sui giovani, addirittura più di quanto richiesto dalle stesse regole della DNA. Nello starting five infatti i lunghi saranno il giovane Micevic e il giovanissimo Quarisa, il quale però sembra fornire, nostante l’età, qualche sicurezza in più in confronto al suo compagno ala grande. Il rischio però è grosso: infatti dietro Micevic troviamo un altro giovanissimo, e come cambio di Quarisa c’è Plumari che praticamente l’anno scorso non ha quasi mai giocato con Ostuni. Le scommesse sono state fatte però anche nella scelta dei senior. Infatti il play Serena, per quanto esperto,proviene da stagioni in categorie inferiori. Dietro di lui parte Milani, che dunque nell’arco della stagione potrebbe arrivare a giocarsi il posto da play titolare. A queste tante scommesse però sono stati  aggiunti due tasselli di gran esperienza come Plateo e Romano. Insomma tante scommesse,  scommesse che però se indovinate, possono condurre Latina nel gruppo delle outsider.

Dopo la retrocessione anche San Severo ha rifondato. Anche qui tante scommesse, sebbene rispetto a Latina gli under non dovrebbero godere di spazi nel quintetto base. Quintetto base tuttavia che presenta dubbi e certezze. Se Scarponi e Candido(pessimo ai liberi però) rappresentano le certezze, i dubbi sorgono su Valentini e in particolare sul play Salamina, che torna a San Severo dopo aver disputato l’ultima stagione in C Dilettanti con Massafra. La linea under che si è andata a costruire non è una totale scommessa, si tratta infatti di giocatori o che hanno già affrontato questo campionato ma con ruolo marginale come Marzoli, o di giocatori come Serpentino che hanno fatto bene in categorie inferiori e che quest’anno cercheranno il salto di qualità: Anche qui queste scommesse saranno determinanti per poter fare un salto in avanti.

È  poi interessante, anche se tutta da valutare la giovanissima panchina di Anagni, che vede in Zanelli ,ex settore giovanile Benetton, una possibile scommessa ben riuscita.I bianco-rossi si sono poi impegnati nell’allestire una panchina di giovanissimi, bilanciando cosi un quintetto più di esperienza. Dopo il sesto posto dell’anno scorso sono stati confermati però i soli Santolamazza e Benedusi, mentre nello spot di guardia è stato inserito l’esperto Malamov, accanto al quale dal primo minuto dovrebbe poi comparire la coppia di lunghi Pozzi e Corral, entrambi in arrivo da Molfetta.

I laziali tuttavia, rispetto alle due formazioni già richiamate in questo gruppo, sono coloro che, sulla carta, dovranno mostrare più conferme per non essere risucchiati nelle zone basse della classifica.

Quarto gruppo

Questo è il terzetto delle cosiddette squadre in pericolo, squadre che a mio avviso sono accomunate dal non essersi rafforzate adeguatamente dopo il salto di categoria.

Chieti infatti ha confermato 3/5 del quintetto base della stagione della promozione. E pur trattandosi di nomi comunque importanti come quelli di Gialloreto, ma soprattutto Rajola e Feliciangeli, queste conferme, anche per l’età dei giocatori in questione, non sembrano offrire garanzie assolute. Gli innesti poi di Raschi e Rossi, per quanto blasonati, certamente non aiutano cambiare la situazione. Qualche bella sorpresa potrebbe però uscire dalla linea under, o dai confermati Diomede e Magrini, oppure dal giovane scuola Teramo Martelli.

Stesso discorso per Fabriano. Le conferme di Stanic e Usberti sono dei rischi, bene invece la conferma del giovane Sgobba che potrebbe essere un buon tassello di una reparto under per il resto da testare. Dopo gli acquisti di Iardella e Trapella, si attende a breve l’ala piccola.

Ancora peggio Bari. Infatti se Chieti e Fabriano hanno la scusante della promozione Bari non l’ha. La compagine barese infatti si trova in DNA grazie alla wild card, e l’hanno scorso ha disputato una pessima stagione in B dilettanti. Se dunque la conferma di Barozzi può trovare spiegazione dal fatto che si tratta di un under, quella di Ciocca appare ben più rischiosa. L’acquisto di Morena poi, vista l’età, rappresenta comunque una scelta azzardata, visto che dietro di lui c’è Deguara del quale, al di la dell’impressionante altezza, si hanno poche referenze. Confusione anche nel settore piccoli: sembra infatti che la società stia pensando di tornare sul mercato nonostante gli acquisti di Lazovic, Mian, e Ruggiero. Resta infine da acquistare un’altra ala da affiancare a Cardillo.

In conclusione, essendo ormai a un mese dall’inizio del campionato, con roster ormai fatti se non per piccoli dettagli, vi ricordo che ci ritroveremo per la prima di campionato, per commentare le prime battute di questa DNA che si preannuncia lunga e intensa.

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