La Fortitudo sfida il pericolo Verona: l’ex Gandini suona la carica

La Fortitudo sfida il pericolo Verona: l’ex Gandini suona la carica

Gandini parla della sfida contro Bologna.

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Fortitudo Bologna. La partita contro Chieti è stato un primo passo importante in un percorso sicuramente pieno d’insidie, ma che ha come obiettivo finale l’accesso alla serie A. Talento, capacità tecniche e cuore: ingredienti che non sono mancati nella prima trasferta stagionale e nonostante i problemi fisici della squadra. La Kontatto rimane comunque oggettivamente in difficoltà. A Chieti, erano fuori Michele Ruzzier (infrazione al perone destro), Nazzareno Italiano (problema muscolare) e Stefano Mancinelli (stiramento), tre elementi importanti di una rotazione ad alto tasso qualitativo. Particolare impressione hanno destato i due americani, Justin Knox (18 punti, 5 rimbalzi) e Chris Roberts (24 punti, 3/5 da tre), i due principali osservati speciali dalla difesa di Verona, avversario di buon talento e quindi pericoloso. Ma all’esordio casalingo, l’appuntamento con la vittoria non può mancare. Il solo recuperato sarà Mancinelli, che ha ripreso gli allenamenti martedì scorso. La settimana dell’ex di turno Luca Gandini invece è stata leggermente tormentata da un problema alla schiena, ma il lungo, a riposo nella sua Verona nella mattinata di giovedì, ci sarà sicuramente: “La pressione si sente e si percepisce nell’aria“, ha sottolineato al giornale L’Arena. “Chi ha scelto di firmare per la Fortitudo quest’estate era consapevole del tipo di impegno che si stava assumendo. Siamo pronti, carichi e vogliamo raggiungere l’obiettivo. Nessun ostacolo ci dovrà spaventare“.

Verona. La Tezenis ha subito il contraccolpo all’esordio contro Roseto, da squadra nuova, giovane e anche acciaccata in qualche elemento. Il talento è importante, ma la chimica è ancora lontana e psicologicamente gli uomini di Fabrizio Frates non hanno saputo reggere alla strepitosa accelerazione degli Sharks nel primo tempo, chiuso a -23. Da lì Verona ha fatto vedere margini importanti, specie a livello offensivo, pagando però dazio nella gestione delle energie e proponendo un rendimento difensivo generalmente modesto se non in qualche breve tratto. Ma la novità rispetto alle ultime stagioni è che tra pubblico, società e squadra si sono create una bella sinergia e un’ottima unità d’intenti. Nessuna pressione particolare, pazienza nel veder crescere il gruppo e la sensazione diffusa che alla fine il talento verrà fuori, grazie al lavoro di Frates e l’applicazione dei giocatori. Indicazioni dalla sconfitta con Roseto: Dane DiLiegro si è presentato con un ottimo bottino (23 e 11 rimbalzi) ma deve migliorare fisicamente e nella mobilità difensiva; Dawan Robinson (9 punti) ha grande esperienza ma in pochi giorni non può certo inventarsi leader maximo; Michael Frazier (0/6 da tre) sembrava atterrato in un mondo sconosciuto ma lungo la gara è cresciuto (16 punti); Leonardo Totè (2/2 al tiro) deve lavorare sul suo gioco e accettare minutaggi ondivaghi. L’esame Fortitudo è difficile, ma da affrontare a mente sgombra.

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