L’Aurora Jesi tra bilanci e progetti

L’Aurora Jesi tra bilanci e progetti

Il bilancio di un’annata al di sopra delle aspettative per l’Aurora, data per spacciata prima ancora di esordire in campo, con il punto di vista di Bowers, Maganza e coach Cagnazzo.

di Elisa Ortolani, @elifencer

Un’annata al di sopra delle aspettative per Jesi. Partita senza main sponsor e con unico obiettivo il mantenimento nella serie, all’apparenza sembra trattarsi di una squadra mediocre, senza troppe aspirazioni, molto giovane -anche se meno inesperta rispetto all’Aurora delle ultime stagioni-, data quindi per spacciata prima ancora di scendere in campo. E invece a medio corso la Termoforgia subentra come sponsor e gli USA, anche quest’anno nuovi nel roster arancioblù, confermano un costante contributo che si rende fondamentale, andando a unirsi al lavoro del neocapitano Maganza e di coach Cagnazzo. La salvezza è stata quindi abbondantemente raggiunta con 24 punti, gli ultimi dei quali guadagnati contro Roseto nella penultima casalinga, tanto che si cercava di compiere astrusi calcoli per tentare addirittura l’impresa playoff. È Cagnazzo a ridimensionare a stagione chiusa le utopiche pretese: “Vedendo che Udine con 16 vittorie non ha centrato i playoff credo che aspirare alla postseason fosse poco realistico da parte nostra, considerando anche le squadre che ne sono rimaste fuori e le squadre invischiate nella lotta per non retrocedere credo che dobbiamo essere soddisfatti della nostra stagione.”

Ancora il coach sintetizza così i motivi di successo dell’Aurora: “I punti di forza della squadra sono stati la consapevolezza e la voglia di competere sempre: la consapevolezza di chi eravamo e dei nostri obiettivi ci ha permesso di avere in poco tempo la giusta attitudine al lavoro quotidiano e la voglia di competere sempre ci ha consentito di lottare su ogni pallone per tutto il campionato, aspetti determinanti nella nostra stagione. Il clima in squadra è sempre stato un mix di serenità e serietà, sia nei momenti positivi che nelle difficoltà. Il problema fisico peggiore che abbiamo avuto è stato l’infortunio di Battisti, ci ha privato di un giocatore di energia ed intelligenza per 5 partite, ma tutti in quel periodo hanno fatto un passo in più e abbiamo sopperito abbastanza bene alla sua assenza, per il resto il lavoro del preparatore e dello staff è stato encomiabile e non abbiamo dovuto fronteggiare emergenze particolari”.

La società arancioblù ha una storia lunga più di mezzo secolo di cui un ventennio in A2 che ha portato Jesi ad amare la sua tradizione cestistica. È solo negli ultimi periodi però –in particolare dalla scorsa annata- che il tifo si è riacceso e ha dato finalmente riprova dell’attaccamento della città alla maglia, con un entusiasmo che sembrava affievolito nel corso delle ultime stagioni a causa di un rimpianto troppo grande per i vecchi tempi, quelli in cui playoff erano poco meno che una certezza. Conferma Bowers (USA d’esperienza –a differenza di quanto spesso accade tra le mura jesine, dove passano molti rookies in cerca di un trampolino di lancio- che ha concluso l’annata registrando 17.8 punti, 6.1 assist e 1.9 palle recuperate in 36.4 minuti medi): “Jesi è un bel posto, una città piccola e tranquilla ma per me va bene. Tutti mi hanno accolto e mi hanno permesso di sentirmi davvero parte della comunità, il che è sempre positivo. I tifosi sono stati fantastici, hanno affrontato tante trasferte per dimostrare il loro amore per la squadra e non potremo mai ringraziarli abbastanza. Speriamo di aver risanato l’amore per il basket in questa città e che il prossimo anno ci sia ancora più supporto.”

Abbiamo fatto analizzare la stagione appena conclusa dall’interno, con uno sguardo anche alla propria carriera personale, a Marco Maganza, giovane capitano dei leoncelli, e a Bowers.

Maganza“È stata una grande stagione, l’obiettivo primario è stato da sempre la salvezza, eppure per tutto il campionato siamo riusciti a stare in zona playoff fino a qualche giornata dal termine. Credo che sia un ottimo risultato, considerando che ce la siamo giocata con tutti fino alla fine e soprattutto che la società non è mai andata sul mercato, a differenza della maggior parte delle squadre.

Essere il capitano è un grande onore, è stata la mia prima esperienza in questo ruolo e ho cercato di farlo al meglio. Ho trovato un gruppo super che mi ha sempre sostenuto e dal quale ho imparato molto. La nostra forza è stata da sempre riuscire a stare uniti anche nei momenti di difficoltà, lavorando duramente e aiutandoci a vicenda. Lo spogliatoio ha avuto un ruolo fondamentale per questa stagione, ognuno di noi ha portato il proprio contributo sacrificando qualcosa per la squadra. Sia fuori che dentro il campo abbiamo instaurato un bellissimo ambiente.

A livello personale devo migliorare in tantissimi aspetti del gioco, per questo cerco sempre di lavorare duro, non accontentandomi mai. Ho ancora tanta strada da fare, considerato anche che Jesi ha una grande tradizione per i lunghi, cosa che costituisce uno stimolo in più. Aspiro ad arrivare al livello più alto possibile, e guardandomi indietro nella carriera non ho rimpianti. Credo che fare considerazioni con il senno di poi non abbia un gran senso.”

Bowers“Era la prima volta che giocavo con un gruppo così giovane. Tutti hanno lavorato molto duramente perché facessimo una buona stagione, credo che abbiamo sorpreso molti con quello che abbiamo ottenuto. Gli allenatori hanno fatto un grande lavoro preparando la squadra a ogni partita, che a volte è davvero difficile quando hai una squadra così giovane. Tutto questo dimostra con che tipo di ragazzi abbiamo a che fare, ognuno ha creduto in ciò che gli allenatori volevano fare.

Per quanto riguarda il futuro non so ancora, mi piace prendere le cose giorno per giorno e vedere cosa succede. Ovviamente spero di poter giocare ma è una questione di opportunità e diversi altri fattori. Non c’è niente che rimpiango nella vita, faccio quello che posso e convivo con relative ricompense e conseguenze. Penso ci sia sempre qualcosa da imparare, nel basket e nella vita. Si cerca sempre di scoprire cose nuove per aggiungerle al proprio gioco e migliorare, anche quando si tratta di qualcosa solamente mentale e non fisico. Il mio gioco cambia in relazione a ciò che la squadra vuole da me. Sono sempre riuscito a fare cose tra loro diverse sul campo, quindi cerco semplicemente di adattarmi di conseguenza. Ovviamente il passare degli anni limita quello che puoi fare fisicamente talvolta, ma è lì che uso l’esperienza e la testa come vantaggio.”

Per quanto riguarda le sorti dei giocatori nella prossima stagione, non si sono sbilanciati né Maganza né Bowers, che hanno entrambi sottolineato il loro trovarsi bene nell’ambiente jesino e l’importanza di godersi la salvezza ottenuta, ma non si sono effettivamente espressi sulle sorti dei loro contratti. Ragionevolmente, i volti su cui è più realistico sperare sono Alessandri, Benevelli e Battisti.

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