Lucca-Mirandola: un match importante, tra passato e futuro

Lucca-Mirandola: un match importante, tra passato e futuro

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Dopo Castelletto Ticino, anche la partita contro Treviglio ha seguito l’ormai collaudato copione del seguire la scia degli avversari stando sotto, ma tenendo d’occhio il tabellone per poi esplodere sul finale e strappare i due punti. Quando Santarossa e Parente hanno preso la via della panchina per raggiunto limite di falli nell’ultimo minuto dei regolamentari, in pochi avrebbero scommesso su una vittoria dell’Arcanthea. Invece è uscito tutto il cuore, la compattezza, la maturità di un gruppo che nel corso degli ultimi mesi è salito clamorosamente di colpo, dimostrando di essere un collettivo unito e pronto per disputare questa DNA così competitiva.

Ora le partite rimanenti sono 4 ed è inutile sottolineare l’importanza di ciascuna di esse: a prescindere però da come andrà a finire, questa è stata la stagione in cui l’Arcanthea ha dimostrato di avere le carte in regola per appartenere al basket che conta. In questi due anni si è seminato tantissimo, con sacrifici e tra tante difficoltà, per creare un tessuto connettivo tra la pallacanestro e la città ed è gratificante vedere il pubblico che si esalta per una rimonta fatta da giocatori che stanno dimostrando di “tenere davvero alla maglia”, come si dice spesso abusando nello sport. Tutto ciò dimostra che la strada intrapresa è quella giusta.

Ora sotto con Mirandola, in uno scontro che evoca battaglie sportive dal finale dolcissimo per i lucchesi; anche stavolta sarà durissima perché entambe le squadre hanno motivazioni a mille e giocare contro Mirandola ha sempre un sapore particolare per almeno due motivi: il primo, facile, è perché, come già detto, fa tornare alla mente la splendida serie di finale che ci ha portato in DNA, il secondo è che escono sempre belle partite, intense, spettacolari, ad alto punteggio e spesso con il contorno di overtime, proprio come all’andata quando Arcanthea espugnò Ferrara (allora la Dinamica giocava lì).

Il roster a disposizione di coach Tinti è pieno di talento, ma un tantino sbilanciato tra quintetto e panchina; solitamente nello starting five partono l’estroso Losi (13 punti e 6 assist, ma anche 5 palle perse a serata) in play, il fromboliere Venturelli (15 punti a serata con 6 falli subiti) in guardia ed il solido Pilotti come numero tre. Vicino alle plance si divertono Pignatti e Mancin (fatturato comune 20 punti e 14 rimbalzi), bravi anche a colpire dagli angoli, ma qui il discorso si ferma; la panchina non produce mediamente più di 13 punti a partita, con Mantovani a cambiare il play, il talentino Sgobba (adesso infortunato) a cambiare le ali ed il giovane Piunti (buon match all’andata) che completa le rotazioni dei lunghi.

Mirandola segna e fa segnare tanto, corre e lascia correre, ma non sarà facile, la storia ce lo insegna …

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