Mantova al PalaVerde tra incroci del destino e ricerca di conferme

Mantova al PalaVerde tra incroci del destino e ricerca di conferme

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Che strano il destino a volte. Undici anni fa, nel 2004, nasceva la Pallacanestro Mantovana (all’epoca Pallacanestro Primavera Mirandola) dalla collaborazione tra la società cestistica mirandolese, paese modenese con poco più di ventimila abitanti e quella di Poggio Rusco, un piccolo comune in provincia di Mantova distante neanche dieci chilometri da Mirandola. In quello stesso anno l’allora Benetton Treviso conquistava la sua sesta Coppa Italia e  duellava in Serie A con la Montepaschi Siena per aggiudicarsi lo Scudetto oltre ad essere stabilmente tra i top team in Eurolega. La Benetton del 2004 aveva in roster gente del calibro di Riccardo Pittis, Massimo Bulleri e un futuro pivot NBA Andrea Bargnani. Poi le carte hanno cominciato a mischiarsi; agli anni più bui della pallacanestro trevigiana corrispondeva l’ascesa nel basket che conta della Dinamica Generale Mantova, dal palasport di Poggio Rusco al PalaBam, dalla C2 del 2005 alla DNB, alla DNA, poi la Silver e la Gold, fino ai playoff sfiorati della scorsa stagione. Treviso ripartiva dalla Promozione nel 2012 assumendo una nuova denominazione sociale per poi scavalcare  anno dopo anno i campionati fino ad arrivare ad acquisire il titolo sportivo del Basket Nord Barese nel 2014 e tornando quindi in Silver. Due strade completamente diverse quelle di Mantova e Treviso destinate ad incrociarsi questa domenica alle 14,15 in un PalaVerde che si preannuncia, come al solito, tutto esaurito.

Cenni storici e sentimentalismi a parte, l’emozione di tutti gli addetti ai lavori che seguono gli Stings sin dalla loro nascita lascerà spazio alla tensione per la partita non appena la sfera verrà lanciata in aria da uno degli arbitri sul parquet trevigiano. Per la Dinamica sarà la partita che chiuderà la serie di big match (con tutto il rispetto per Ravenna e Recanati, prossime avversarie dei biancorossi prima della fine del girone d’andata), dalla quale gli uomini di Martelossi sono usciti con tre sconfitte e una vittoria. E che vittoria. Quella di domenica scorsa contro Imola ha interrotto la preoccupante emorragia di punti e di bel gioco dei biancorossi a seguito dei tre KO consecutivi nei tre nefasti derby con Verona, Ferrara e Brescia. Proprio dagli ultimi 12-13 minuti di Brescia, e dal post-partita con annesso rimprovero di Martelossi, sembra essere partita una seconda fase degli Stings, apparsi contro Imola decisamente in palla e più solidi a livello mentale. Contro i romagnoli non era facile per diversi motivi: alle tre sconfitte di Mantova corrispondevano altrettante vittorie dell’Andrea Costa, Karvel Anderson alla vigilia era (ed è tuttora) una delle principali minacce offensive del campionato e i biancorossi si presentavano alla partita senza Di Bella e Alviti (quest’ultimo, a dir la verità, non molto impiegato in campionato, ma sicuramente indispensabile durante gli allenamenti per mantenere il giusto livello di intensità). Nonostante ciò gli Stings ne sono usciti alla grande con una grande prova di coesione, fisicità e concretezza (Martelossi docet). Ndoja e Gergati trascinatori per carisma e per punti (bellissimo l’abbraccio proprio tra Moraschini e l’ex giocatore di Torino al centro del parquet a pochi secondi dalla fine con la partita ormai conquistata) e un Hurtt ritrovato, sono state le armi vincenti dei biancorossi nella gara contro Imola e c’è da credere che rappresenteranno un bel grattacapo per coach Stefano Pillastrini di Treviso.

Treviso, d’altro canto, si presenta alla partita di domenica con due sconfitte consecutive sul groppone e un evento destabilizzante per l’umore dello spogliatoio come la rescissione di Corbett a seguito della positività alla cannabis. Dopo le sei vittorie consecutive in avvio di campionato, sono arrivate quattro sconfitte, le ultime contro Legnano, 69-63 al PalaVerde, e contro la Scaligera per 67-57. Ovviamente guai a sottovalutare l’avversario e a giudicarlo solo per le ultime infelici uscite. Treviso rappresenterà sicuramente un cliente scomodo per gli Stings in virtù, prima di tutto, del fattore palazzetto: 5000 persone che sostengono il tuo avversario non è cosa da poco. Poi c’è da considerare il talento e la fisicità di Powell e Ancellotti con Treviso che è la seconda squadra del campionato per rimbalzi catturati a partita (37,9 dietro solo a Roseto). C’è Matteo Fantinelli, miglior assistman del campionato con quasi 6 assist a gara e una doppia doppia punti-assist nella partita contro Jesi (16 punti e 10 assist nell’occasione). Infine, c’è un certo Ty Abbott, arrivato in sostituzione di Lamarshal Corbett, che la Dinamica conosce bene, avendolo affrontato poco più di un mese fa con la maglia di Chieti e ricordiamo che in quella partita l’americano ex Forlì ne fece 32. Paradossalmente, anche qui per uno strano gioco del destino, l’ultima partita con la Proger l’ha disputata proprio contro i trevigiani.

Per Treviso sarà “solo” un big match; in palio ci saranno i due punti e la possibilità di avvicinarsi a Brescia, almeno per qualche ora, oltre a continuare a sperare nella qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Per la Dinamica si potrebbe dire che sarà uno degli incontri più suggestivi di questo più che decennio, cominciato tra i palazzetti di Poggio Rusco e Mirandola e terminato nella bolgia infernale del PalaVerde, con Martelossi e Pillastrini, due dei migliori allenatori della categoria, seduti in panchina, pardon, in piedi e urlanti per tutti i quaranta minuti.  In attesa che il futuro, e il destino, riservi sfide ancora più importanti…

Le parole del play biancorosso Lorenzo Gergati ai  microfoni di Speak & Roll, la trasmissione radiofonica di www.radio5punto9.it dedicata agli Stings, in merito al ritorno alla vittoria della squadra mantovana e riguardo alla prossima gara contro la De Longhi Treviso.

Su Imola: “Arrivavamo da tre brutte sconfitte e affrontavamo una squadra ostica. Abbiamo fatto una settimana di allenamenti molto intensi, sapevamo che era una partita da vincere assolutamente. Siamo rimasti sempre attaccati alla partita e siamo riusciti a portare a casa due punti che spero riusciranno a cambiare il trend delle ultime giornate. Le tre sconfitte probabilmente sono dovute a tanti fattori, ma l’importante adesso è pensare di migliorarci partita dopo partita. I tanti falli fatti dimostrano la nostra voglia di cambiare atteggiamento, di attaccare l’avversario, come ci aveva detto il coach. In questa gara abbiamo subito meno e ‘picchiato’ di più. Sono il secondo giocatore più anziano e gioco in un ruolo molto importante per la squadra quindi devo avere qualche responsabilità in più in questo roster, vista anche la momentanea assenza di Di Bella. Sono riuscito a mettere in ritmo tutti, in tanti hanno segnato contro Imola, e io ho cercato di dare ciò di cui aveva bisogno la Dinamica in questo momento. Hurtt è un giocatore di grande talento e tecnica, ma è molto emotivo. Ha bisogno di entrare in partita e di ricevere la fiducia del team per rendere al meglio, ma è un giocatore di assoluto valore e in questa gara ha fatto tutto ciò che doveva fare, compresa la schiacciata che è stata la ciliegina sulla torta. La nostra difesa è stata molto brava a limitare ottimi giocatori come Maggioli e Anderson.”

Su Treviso: “E’ la prima volta personalmente che gioco alle 14,15. Ci si prepara con degli allenamenti e un’alimentazione ad orari diversi e specifici, in modo da arrivare belli carichi per le 14, orario in cui scenderemo abitualmente sul parquet in questi giorni. L’addio di Corbett potrebbe aver inciso molto a livello di spogliatoio. Avevano trovato un equilibrio prima del suo addio, poi sono arrivate due sconfitte consecutive. Corbett era un ottimo giocatore che garantiva sempre tanti punti alla squadra, come nella gara di Brescia, a cui avevo assistito personalmente. Nonostante ciò, sono una squadra di grande qualità, allenata benissimo e giocano al PalaVerde, un palazzetto caldissimo. Dovremo replicare la nostra prova difensiva vista contro Imola e mettere grande aggressività. E’ una partita che ci servirà per capire se quelle tre sconfitte consecutive sono davvero una cosa lontana da noi, e ci servirà per continuare a sperare nella Coppa Italia. Ci servirà, inoltre, per capire se siamo una squadra di primo livello, cosa che tutti noi crediamo. Sarà una sorta di prova della verità. Ci può stare anche perderla, ma si deve perdere con un altro atteggiamento. Tuttavia, cercheremo di vincerla per farci un bel regalo di Natale.”

Diretta video su LNP TV Pass. Diretta radiofonica, per la parte trevigiana, su Radio Veneto Uno (97.5 mhz) e www.venetouno.it e, per la parte mantovana, su Radio 5.9 (www.radio5punto9.it e FM 94.8 per Modena, Bologna e basso mantovano).

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