Mantova, Amici saluta i tifosi: “Esperienza indimenticabile. Critiche iniziali fondamentali per crescere”

Mantova, Amici saluta i tifosi: “Esperienza indimenticabile. Critiche iniziali fondamentali per crescere”

L’ala pesarese ha firmato con la Fortitudo Bologna dopo due anni con gli Stings: “Fortitudo? Società senza pari in Italia. Boniciolli? Persona schietta”

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Per Alessandro Amici e la Dinamica Generale Mantova è giunto il momento di separare i propri destini. Dopo due stagioni in biancorosso, l’ala pesarese lascia gli Stings per accasarsi alla Fortitudo Bologna di coach Matteo Boniciolli. Amici, passato dall’essere contestato al giorno della sua presentazione all’essere uno dei giocatori più amati in pochi mesi, cambia casacca dopo aver stabilito due importanti record per un giocatore della Dinamica: maggior numero di presenze in A2 (75) e maggior numero di punti segnati in A2 (875).

Prima di tuffarsi nella nuova avventura, l’ex giocatore di Pesaro e Ferrara ha voluto però ricapitolare questi due anni a Mantova.

Ale, due stagioni così importanti per la Dinamica e per te non si possono dimenticare…

“Si chiudono due anni molto positivi, in cui siamo arrivati per due anni consecutivi ai playoff, che non era assolutamente scontato soprattutto per una nuova realtà come Mantova. Dispiace non aver fatto molta strada nella post-season, ma c’è comunque la soddisfazione di aver centrato due playoff e due partecipazioni alla Coppa Italia. La vittoria più importante per me è stata passare dal ‘non essere il giocatore più amato’ ad andarmene lasciando comunque, spero, un buon ricordo di me.

Dal punto di vista personale sono state due stagioni importanti, la prima mi ha aiutato a calarmi meglio nella realtà dell’A2 e la seconda mi ha fatto crescere tanto. Al di là delle statistiche migliori nel mio secondo anno agli Stings, sono dell’idea che senza la prima stagione non avrei avuto questo tipo di crescita”.

Per quale stagione c’è il maggior rammarico?

“Direi soprattutto per la prima stagione. Avevamo una squadra in grado di gestire situazioni complicate visto che in roster c’era gente capace come Ndoja che ha appena vinto il campionato con la Virtus, Gergati che ha nel proprio palmares tante promozioni e Di Bella che ha fatto benissimo in Serie A e con la Nazionale. Avevamo poi tanti giovani talentuosi che avrebbero potuto fare molto meglio del primo turno di playoff”.

La maggior soddisfazione è forse quella di essere riuscito a far ricredere molti su di te. Dalle contestazioni del primo giorno si è passati ai cori e alle prese di posizione dei tifosi in tuo favore nel corso dei primi mesi…

“Sono d’accordo, il calore delle persone nei miei confronti, soprattutto nell’ultima stagione, è stato qualcosa di fantastico che forse non mi sarei mai aspettato. Affermarmi come giocatore e come persona per questo pubblico è l’aspetto che mi fa più felice di questi due anni”.

Dopo una stagione come quella appena conclusa ti aspettavi una chiamata da qualche club di Serie A?

“Sono una persona a cui piace molto giocare, a prescindere dalla categoria. Non nascondo che la Serie A fosse un obiettivo di quest’anno e che mi siano arrivate anche alcune offerte, ma non c’erano le condizioni e il contesto giusto. Non sono il giocatore adatto a giocare appena 10 minuti a partita oppure non giocare affatto. Non voglio essere uno dei tanti, ma ritagliarmi un mio spazio e, soprattutto, avere continuità. Preferisco quindi rimanere in A2, in una squadra comunque di altissimo livello, dove posso dire la mia”.

Come ti vedi alla Fortitudo? E come ti vedi con coach Boniciolli?

“Società pari alla Fortitudo, contando anche quelle di Serie A, praticamente non ce ne sono. Storia, tradizione e pubblico parlano da sé. Credo sia il sogno di qualsiasi cestista passare dalla Fortitudo e affermarsi come un giocatore importante. Parlando con molte persone in questi giorni mi è stato detto che con Boniciolli o nascerà una grande storia d’amore oppure finiremo a picchiarci dopo tre giorni…Dal canto mio posso dire che parlandoci ha una qualità che a me piace moltissimo che è la schiettezza, sia che le cose vadano bene sia che vadano male. Con questo tipo di persone mi sono sempre trovato bene, poi starà ovviamente a me dimostrare che sono adatto a questo allenatore e a questa squadra”.

Un ultimo saluto a Mantova?

“Ringrazio tutto lo staff tecnico e medico e tutta la dirigenza della società. Ringrazio tutti i tifosi, soprattutto quelli che all’inizio mi hanno voluto male perché sono stati loro a darmi la spinta per fare questi due anni in questo modo a Mantova. Grazie alla mia famiglia e alla mia morosa che mi sono sempre stati vicino, così come il gruppo SB di tifosi di Pesaro che, quando ha potuto, è sempre venuto a darmi un grande sostegno. Mi mancherà tanto Lollo (Gergati, ndr) con cui ho passato questi due anni a stretto contatto. Soprattutto quest’anno, che eravamo vicini d’appartamento, abbiamo sempre condiviso tutto per il basket e per la vita privata. E’ sicuramente la persona che mi mancherà di più al termine di quest’avventura”.

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