Mantova, il bilancio di Prandi: “Epilogo triste, ma stagione positiva. Nei prossimi giorni decideremo sul futuro”

Mantova, il bilancio di Prandi: “Epilogo triste, ma stagione positiva. Nei prossimi giorni decideremo sul futuro”

Il numero 1 biancorosso analizza il campionato degli Stings: “Agrigento gira come un orologio. Futuro? Ne parleremo, ma personalmente non ripartirei da zero”

Commenta per primo!

Si è conclusa domenica la stagione di Mantova con la sconfitta in gara 4 con Agrigento. Sebbene sia stata oggettivamente la miglior stagione della storia della società, le ambizioni per il post-season erano piuttosto elevate e l’eliminazione agli ottavi di finale ha lasciato comunque un senso di amarezza sia ai giocatori che alla dirigenza, passando per lo staff tecnico (leggi l’intervista a coach Martelossi).

Ad esprimere il suo rammarico e a tracciare un bilancio sul campionato appena concluso è il presidente biancorosso Marco Prandi: “Abbiamo avuto la ‘sfortuna’ di incontrare una squadra così bene allenata, ma ora dobbiamo assorbire questa delusione e guardare avanti su come proseguire la nostra avventura. E’ stato un epilogo triste e inaspettato, ma è stata comunque una stagione positiva. Quando ci siamo trovati nelle prime piazze abbiamo visto che erano raggiungibili obiettivi ancora più alti abbiamo preso delle decisioni che ci permettessero di rafforzarci”.

Queste decisioni sono state l’innesto dei nuovi americani Jazzmarr Ferguson, che aveva chiuso la stagione regolare come miglior marcatore di tutta la Serie A all’Angelico Biella, e Ike Udanoh, ala/centro ex Ferrara. A farne le spese sono stati Kenneth Simms, relegato a terzo americano di “riserva”, e Justin Hurtt ceduto a Treviso dopo un girone di ritorno piuttosto negativo: “Siamo arrivati alla fine della regular season cotti dopo aver lottato per arrivare ai primi posti della graduatoria. Hurtt si era integrato benissimo col gruppo, ancora prima che con la squadra, ma gli abbiamo sempre chiesto di prendersi qualche responsabilità in più. Per di più, oltre a qualche problema fisico che si è palesato ancora di più a Treviso, aveva manifestato una preoccupante involuzione dal punto di vista dell’approccio alla partita. L’idea di sostituirlo c’era già da un po’ di tempo, ma non c’era disponibilità di mercato. La scelta di Ike è stata diversa, volevamo dare più dinamismo e qualche soluzione tecnica in più anche se Kenneth ha sempre dimostrato una buona solidità difensiva. E’ chiaro che da Jazz ci aspettavamo di più, ha faticato ad inserirsi nel nostro nuovo sistema di gioco. Se avesse messo qualche tripla in più, che sono sicuramente tra i suoi colpi migliori, forse sarebbe andata diversamente. Ad ogni modo, personalmente rifarei una scelta simile”.

A condannare Mantova è stata comunque quella stessa Agrigento che lo scorso anno era arrivata a 40 minuti da una clamorosa promozione in Serie A: “Agrigento è una squadra che gira come un orologio e che si è presentata ai playoff con una falsa classifica considerando che negli scorsi mesi ha pagato l’assenza di uno dei suoi protagonisti indiscussi, cioè Alessandro Piazza. Nel momento in cui è tornato a disposizione, la Moncada si è dimostrata una squadra forte e solida che penso andrà molto avanti in questa post-season, anche se forse potrebbe pagare il roster un po’ corto”.

In ogni caso, c’è soddisfazione per il piazzamento dei biancorossi ottenuto in regular season: “L’obiettivo minimo del quarto posto è stato raggiunto mostrando anche un bel gioco. Non dimentichiamoci che siamo nuovi come società a questo campionato, quindi la possibilità di accreditarsi tra le prime squadre a livello sportivo e per crescita sul territorio è stato sicuramente positivo”.

Il numero 1 virgiliano è soddisfatto anche della crescita costante del pubblico mantovano: “E’ chiaro che non possiamo inventarci dall’oggi al domani una tradizione di tifo con annesso calore, coreografie e numeri come Treviso o la Fortitudo. Tuttavia quest’anno ho visto con piacere sempre più gente al PalaBam che forse prima non sapeva neanche cosa fosse il basket. Questa stagione è stato un importante passo avanti da questo punto di vista”.

Per quanto riguarda il settore giovanile, che Mantova porta avanti coi progetti Tea Energia MN Basket Generation e MBE Teen Team, si chiude un anno positivo: “Il progetto di costruzione del settore giovanile è proseguito bene in questa stagione. Ormai sono 18 i centri che collaborano con la struttura tecnica degli Stings e l’obiettivo è di espandere e consolidare ancora di più la nostra influenza, magari coinvolgendo di più l’Alto Mantovano nel futuro. Il settore giovanile è una delle priorità perché è in grado di produrre dei talenti e soprattutto può formare una base importante di tifosi per la prima squadra”.

Sulla Dinamica che verrà Prandi non si sbilancia: “Al momento non riesco a dare indicazioni al riguardo, anche perché le reazioni ad un’eliminazione così precoce sono state molto forti da parte di qualche consigliere (Stefano Berni che ha annunciato di voler lasciare il mondo della pallacanestro a seguito della controversa chiamata arbitrale nell’ultima azione di gara 4 con Agrigento come riportato da La Voce di Mantova il 10/5/16, ndr). E’ opportuno che adesso ci sia un momento di riflessione, poi nei prossimi giorni ci confronteremo in consiglio per definire budget e futuri obiettivi.  Personalmente quest’anno ho visto un nucleo di giocatori e staff tecnico che ha ben lavorato. A mio avviso ripartire ancora una volta da zero mi sembrerebbe una perdita, ma è chiaro che dipende anche da altri fattori quali il budget e la disponibilità dei giocatori, la quale credo comunque ci sia perché li ho visti contenti del gruppo che si è creato”.

Qui l’intervista video realizzata da IlMostardino.it.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy