Mantova, il punto di Candussi: “Con Jesi smania di chiudere la partita. A Treviso per giocare a viso aperto”

Mantova, il punto di Candussi: “Con Jesi smania di chiudere la partita. A Treviso per giocare a viso aperto”

Ospite a Web Radio 5.9, il centro biancorosso analizza le gare con Jesi e Treviso e parla degli inizi della sua carriera

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Intervenuto ai microfoni di Speak & Roll, il programma radiofonico settimanale dedicato alle vicende degli Stings, il centro biancorosso Francesco Candussi ha analizzato la gara con Jesi e discusso sul prossimo impegno di campionato contro Treviso. Oltre a ciò, il lungo originario di Palmanova ha parlato dei suoi esordi come cestista e delle sue passioni.

Su Jesi: “Il nostro precampionato è stato costellato di alti e bassi, anche all’interno della stessa partita. Domenica non siamo stati in grado di esprimere il nostro miglior basket contro una squadra che è arrivata al PalaBam motivata, convinta e sicura. Un po’ di rammarico per la sconfitta c’è perché non siamo riusciti a concretizzare quanto di buono siamo riusciti a fare durante la gara. C’è stata smania di chiudere subito la partita, abbiamo affrettato diverse soluzioni senza ragionare troppo e questo ci è costato l’incontro. Le nostre percentuali al tiro sono state pessime e questo ci ha mandato in confusione, con effetti anche sulla tranquillità della nostra difesa. Giachetti e Daniels sono due innesti di gran valore. Jacopo è un gran professionista che sa inserirsi subito e alla grande nel gruppo e sa come coinvolgere i compagni. DeAndre ha bisogno ancora di tempo per recuperare la forma fisica e tattica migliore, ma ha imboccato la strada giusta. Con la Supercoppa abbiamo avuto difficoltà a creare occasioni, mentre adesso con Giachetti abbiamo un’alternativa in più a Gergati per il playmaking. Inoltre l’innesto di Jacopo è fondamentale per creare la giusta amalgama all’interno dello spogliatoio. Jesi se continuerà a giocare con la stessa mentalità di domenica saprà sicuramente togliersi delle soddisfazioni nel campionato e probabilmente mieterà altre vittime illustri”.

Su Treviso: “Non bisogna dare troppo peso ai nostri due precedenti confronti al Torneo di Pordenone e nella finalina della Supercoppa. E’ una squadra molto forte, costruita con roster profondo, lungo e di talento che può contare su un aiuto incredibile da parte del pubblico. Sarà una partita bella e importante per entrambe le squadre che noi dovremo giocare a viso aperto. Se faremo questo, allora, vittoria o sconfitta che sia, riceveremo la giusta iniezione di fiducia in vista dei prossimi incontri. I tanti big match che avremo nelle prossime giornate non ci devono preoccupare. Siamo una squadra molto concentrata contro le grandi. Perry e DeCosey sono due americani di gran livello per la categoria. DeCosey ha avuto difficoltà all’inizio, ma già dalla Supercoppa ha dimostrato di essersi aggregato molto bene. Perry è una macchina da doppia doppia che conosce il campionato. Treviso ha però il valore aggiunto di non aver cambiato tanto il roster dall’anno scorso, mantenendo un ottimo gruppo di italiani”.

Sulla sua carriera e le sue passioni: “Ho cominciato a giocare a basket quasi per gioco e addirittura in sandali. Ho affiancato la passione per il basket a quella per il pianoforte per un certo periodo e a 12-13 anni ho cominciato a puntare di più sul primo viste le prime convocazioni nelle nazionali giovanili.  I due anni a Trieste sono stati fondamentali, è stata un’esperienza molto bella, iniziata con un migliaio di tifosi al palazzetto e terminata con quasi 8000 tifosi in gara 4 ai quarti dei playoff due anni fa. Devo ringraziare tutto lo staff tecnico e tutte le persone che ho conosciuto nel mio periodo a Trieste. Penso che nel futuro ci sarà sempre una porta aperta per loro. A Pesaro ho voluto provare un’esperienza diversa, sperando di guadagnarmi qualche minuto in campo. Purtroppo per problemi relativi alla nostra posizione in classifica, non c’è stata la possibilità di inserire un giovane come me, considerando anche il pubblico esigente. Mi ha fatto migliorare nel carattere e in alcuni aspetti tecnici. Da adolescente andavo a vedere Udine e Monfalcone, la squadra in cui ho iniziato a giocare. Da piccolo giocavo a calcio con gli amici, mentre adesso d’estate al mare mi diletto con gli amici col beach volley. Guardo molto in tv il tennis di alto livello, quest’anno voglio cimentarmi nel golf, accettando l’invito del Golf Club di Mantova”.

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