Martelossi saluta Ferrara: “Me ne vado a malincuore”

Martelossi saluta Ferrara: “Me ne vado a malincuore”

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Nel torrido clima che in questi giorni avvolge la Pallacanestro Ferrara, come dimostra lo striscione di contestazione nei confronti del presidente Bulgarelli, si leva la voce pacata ma estremamente risoluta dell’ormai ex allenatore biancoazzurro che suo malgrado si trova a dover abbandonare una realtà nella quale si è trovato splendidamente. L’allenatore friulano ha messo paletti chiari e ben definiti rispetto a quelle che sono state le ultime settimane, paletti che vanno anche a cozzare con le dichiarazioni del presidente Bulgarelli proprio nei riguardi di Martelossi. E proprio “Martello” esordisce in sala stampa riassumendo gli eventi degli ultimi giorni: “le trattative vere e proprie sono iniziate Lunedì quando il mio procuratore ha ascoltato la proposta del club, da lì abbiamo iniziato un dialogo per apportare alcuni normali correttivi, tanto che già Mercoledì ci saremmo dovuti incontrare assieme alla dirigenza per definire il tutto. Il giorno successivo però  – prosegue Martelossi – sono sorti grossi ostacoli, mi è stato riferito che le condizioni da parte della società sono state cambiate due-tre volte nel corso della giornata e la situazione si è compromessa. Da parte mia c’è sempre stata disponibilità ad un incontro risolutivo che però non mi è stato mai concesso”.

Nelle recenti dichiarazioni a mezzo stampa di Bulgarelli, con le quali lo stesso ignaro Martelossi ha appreso di non essere più persona gradita, il coach friulano è stato velatamente tacciato di aver tenuto un comportamento da mercenario, ma lui smentisce categoricamente: “il fattore economico non è mai stato da parte mia un problema, non ho mai avuto intenzione di scatenare aste su di me e i contatti che avrei avuto con altre società, si riducono ad una telefonata fatta a persone che conosco da tantissimo. Ovviamente dopo la rottura delle trattative ho informato John (Ebeling ndr) che mi ritenevo libero di discutere con altre società. Ribadisco però che con un incontro si sarebbe potuto risolvere tutto visto che Ferrara è una situazione meravigliosa per me, ma alle parole che mi erano state dette non sono seguiti i fatti.” Lo stesso discorso può essere applicato alle richieste che l’allenatore aveva fatto per quanto riguarda lo staff e la programmazione, richieste ritenute esose dalla proprietà: “il campionato che verrà sarà molto impegnativo e ho una mia veduta sul come affrontarlo, visto gli obiettivi importanti che la società si era prefissata ritenevo essenziale avere certezze di un lavoro pluriennale durante il quale le aspettative da dare a chi ci segue con tanta passione sarebbero dovute essere realistiche e non false”.

Un’altra situazione che ha tenuto banco negli ultimi giorni è stata quella di capitan Ferri, allontanato dopo quattro fantastici anni in modalità fin troppo simili a quelle di Martelossi. Su di lui il coach si esprime così: “Michele aveva accettato la mia proposta di farlo partire dalla panchina il prossimo anno, gli avremmo dovuto affiancare un giocatore giovane da far crescere, pensavo che questa fosse la soluzione tecnica più giusta”. In questo discorso si aggiunge la parte più importante del Martelossi-pensiero: “è evidente che se tu, società, vuoi trattenere il capitano che hai da quattro anni agisci in maniera differente, così come nella mia situazione devi dimostrare veramente di voler proseguire il rapporto. Invece in entrambi i casi sembrava che ogni volta che si stesse per raggiungere un accordo, dall’altra parte cambiassero le carte in tavola. Pensavo che, visto che molti giocatori sarebbero stati molto contenti di proseguire il lavoro con me, questo avrebbe portato una accelerazione delle trattative per il rinnovo, ma pare che l’effetto sia stato il contrario”.

Ora la Pallacanestro Ferrara si ritrova con un nuovo allenatore (Seravalli ndr) da annunciare ed un altro sotto contratto anche per il prossimo anno. “Se darò le dimissioni? Beh se non riuscirò a trovare altre sistemazioni – spiega Martelossi – per forza di cose rimarrò qui, altrimenti le nostre strade si separeranno, tenterò comunque un ultimo contatto con la dirigenza ma non credo che ci siano più i presupposti per continuare assieme”.

Il coach riserva la chiusura per un’ultima considerazione sull’ambiente estense: “Ferrara sarà sempre considerata un’ottima piazza per fare pallacanestro, dispiace che ci siano certe problematiche ma credo che sia giunto il momento per tutti di tirare una riga e guardare avanti. Invito tutti a cercare di non disperare perché comunque la squadra si farà e potrà riservare delle belle sorprese. Ringrazio infine tutti gli splendidi collaboratori che ho avuto in questi mesi che rappresentano la vera forza di questo club, che grazie al suo seguito e alla passione che trasmette, entra per forza nel cuore.”

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