Matera matematicamente retrocessa in B, coach Ponticiello: “Ho combattuto, ho perso, ma non mi sono mai arreso”

Matera matematicamente retrocessa in B, coach Ponticiello: “Ho combattuto, ho perso, ma non mi sono mai arreso”

Primo verdetto in Serie A2 Citroën nel girone Est: il successo del Basket Recanati per 80-70 sulla Proger Chieti e la contestuale sconfitta della Bawer Matera, 67-96 a Verona in casa della Tezenis rendono aritmetica la retrocessione della squadra lucana in Serie B.

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Primo verdetto in Serie A2 Citroën nel girone Est: il successo del Basket Recanati per 80-70 sulla Proger Chieti e la contestuale sconfitta della Bawer Matera, 67-96 a Verona in casa della Tezenis rendono aritmetica la retrocessione della squadra lucana in Serie B. Infatti Matera, ultima a 6 punti, ha 8 lunghezze di ritardo da Recanati, penultima a 14, con 4 giornate dal termine della stagione regolare, contando anche lo 0-2 negli scontri diretti con la formazione marchigiana.

Ricordiamo che retrocedono direttamente in Serie B due squadre, le ultime classificate in ognuno dei due gironi. Terzultima e penultima di ogni raggruppamento avranno accesso ai playout incrociati, che al termine dei due turni previsti determineranno la terza squadra retrocessa. Le retrocessioni totali in Serie B sono quindi tre.

Questo il commento di coach Ciccio Ponticiello, pubblicato qualche ora fa sulla sua bacheca Facebook: “Quando a metà febbraio avevo assunto la guida tecnica della Bawer Matera ero perfettamente consapevole del fatto che, per la complessità della situazione, la durezza del calendario, riuscire a fare ciò che mi era già riuscito a Potenza nel 99, a Capo D’Orlando nel 2004, a Matera nel 2009, ed a dispetto di una condizione emotiva forse anche peggiore, a Reggio Calabria nel 2012, non sarebbe stato per niente facile. Perché non sempre riesci a riannodare i fili di una stagione, in larga misura già compromessa, perché era una sfida innanzitutto con me stesso, con il lascito maligno della incomprensibile modalità con cui si era conclusa la mia esperienza reggina e tutto quello che ne era scaturito in seguito, dal luglio all’ottobre del 2014 – e le sfide possono esser vinte, ma anche, inesorabilmente, perse. Resta però la consapevolezza, per certi versi l’orgoglio, di aver combattuto, innanzitutto contro ogni negatività, l’arrendevolezza, tutto ciò che è lontano anni luci dal mio modo di intendere il basket, la competizione, la vita. Ho combattuto, ma ho perso – come recitavano i versi, urlati, di uno dei principali punti di riferimento della mia formazione, Joe Strummer, “I fought the law, and the law won”: ho combattuto, ho perso, ma non mi sono mai arreso. Mai”.

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