Napoli Basketball : Bartocci e tutti gli uomini del “Presidente”

Napoli Basketball : Bartocci e tutti gli uomini del “Presidente”

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Il clima che si é respirato,soprattutto grazie alla presenza del coach casertano (già assistente alla S.S. Basket Napoli tra il 2001 e il 2008,e coach solo “de iure” nella stagione 2008-2009),si è arricchito di momenti in cui nessuno,anche con qualche applauso,e anche nella stampa,ha nascosto l’adesione e la consapevolezza di una scelta più che mai ritenuta fondata e ragionevole.Innanzitutto sul piano simbolico-affettivo:è stato l’ultima figura tecnica di spicco nella storia recente della pallacanestro partenopea,e dunque la prima che sarebbe dovuta essere contattata,sua disponibilità permettendo.Ma in secondo luogo sul versante tecnico e qualitativo:un allenatore come Bartocci,proveniente da un triennio in categoria superiore e capace,anche in questi lidi (nel 2004-2005 con l’avvicendarsi di Mazzon e Caja),di poter compattare anche i gruppi più disomogenei,si può rivelare benefico e  vantaggioso in una categoria che,stando alle dichiarazioni dei principali interlocutori,dovrà fare dei giovani e della coralità gli emblemi portanti del proprio discorso sportivo e culturale.

Bartocci,su cui non si contano gli elogi di Calise e Ambrosino,si presenta con grande sobrietà e modestia:ogni sua parola è estremamente bilanciata e misurata,e nessuna frase vuole essere fuori posto.” Vedo tante belle facce,alcune é ovvio non bellissime…..”,esoridsce ironicamente.Ma subito i toni si stemperano:”Sono contento che Salvatore abbia pensato a me per questo progetto,”ha poi proseguito, “perchè 3 anni fa avevamo altri progetti,saltati poi 2 mesi dopo.Quegli eventi mi hanno fatto molto male,ma la vita professionale impone di ricominciare,fino a quando,già da fine ottobre,la mia strada si è reincrociata con quella di Napoli.Ho immediatamente approvato la mentalità con cui si voleva partire,l’idea fondante.E’ evidente che sono numerose le difficoltà,perchè non c’è nulla di preesistente da puntellare,nulla di pregresso a cui affidarsi.Ma bisogna ragionare per tappe e con pazienza:dobbiamo anzitutto puntare ad uno staff tecnico valido,poi alla costruzione di un gruppo più o meno competitivo,in base a quelle che saranno le nostre possibilità.”

A dominare la scena odierna,oltre al nuovo coach,non può che essere Salvatore Calise,promotore del progetto e Presidente della neonata società.Il giornalista e speaker radiofonico,data la precedenza al breve saluto del delegato regionale allo sport Schifone,interviene a tutto campo,sui più disparati argomenti,soprattutto per dissipare qualsiasi equivoco su un processo che,pur avanzando,desta per la sua novità più di una perplessità.

Un processo che,d’ora in avanti,rispetto al già presente e solo oggi ufficiale GM Antonio Ambrosino (il cui binomio con Bartocci è considerato da Calise “favoloso”),dovrà avvalersi di nuovi attori e di nuovi decisori,ognuno nel proprio ramo.

Anzitutto il Dott.Antonio Minopoli,che assumerà il ruolo di Amministratore Delegato della Società,curando più squisitamente i profili economici e di gestione del bilancio;l’Avv. Paolo Calcagno,che tratterà invece i discorsi più strettamente inerenti al campo legale;il Dott. Enzo La Capa,Vicepresidente della Banca Popolare del Mediterraneo,e rappresentante provvisorio dello “sponsorship side”,ancora in via di definizione con trattative da concludersi nei prossimi giorni;Antonio Mirenghi,che si attiverà in qualità di team manager;infine Luciano Cotena,già responsabile della S.a.S. “Comunicamente”,attiva nel ramo dell’event-planning e nella comunicazione di marketing,e da oggi responsabile di tali materie nello specifico contesto societario,confermando già oggi l’intenzione di un programma a lungo termine che non si limiti alla classica visibilità pubblicitaria,ma sfrutti tutte le opportunità di clienti che,con le loro origini campane e il loro respiro nazionale,non solo chiedono spazi,ma vivano e incidano su ciò che li pubblicizzerà.

Completano poi il tutto figure già presenti nella storia recente del basket napoletano,anche se da posizioni poste soprattutto di fronte al palconscenico cestistico e non già nel suo dietro le quinte:Giuseppe Cacciapuoti,che assumerà l’incarico di Segretario Generale;Lucio Pengue,giornalista con il mandato di Responsabile Organizzativo Interno;Marco Caiazzo e Vittorio Marotta,che opereranno nell’Ufficio Stampa;Daniela Esposito,già curatrice del sito web Basketime.it e da oggi attiva per l’allestimento e la manutenzione del portale societario www.napolibasketball.it : sito internet che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Calise,dovrà essere un forum di interazione e di coinvolgimento totale,riguardando anche chi,per ragioni geografiche,non possa essere fisicamente vicino alla vita della società.

Società che, disponendo degli uomini (su alcuni dei quali Calise rimarca lo slancio tutto passionale e amorevole), deve confrontarsi sui 2 ordini di problemi che hanno animato l’incontro,durato circa un’ora e un quarto.

Sul capitolo tutto tecnico-sportivo,Ambrosino e Bartocci sposano una linea ancora ragionevolmente vaga,guardinga e generica,non soltanto perchè la collaborazione è ufficiale da oggi e i contatti reciproci sono ancora di superficie,ma anche perchè,come sostiene il neo-coach:”Il mercato è fatto dalle squadre e dalle categorie in cui militano.Se non si conosce la loro posizione,è anche difficile abbozzare una strategia precisa.”
In questo quadro ancora enigmatico è però certa una stella polare che andrà rispettata:l’investimento sui giovani (le squadre dovranno disporre di almeno 9 italiani eleggibili per la nazionale,di cui 3 “Under 23” e 2 “Under 21”,ndr),su cui secondo Bartocci si instaurerà una concorrenza serrata,e su cui sia Ambrosino che Calise offrono delle interessanti informazioni.Il primo sostiene che si dovrà cercare una squadra con linea verde,ma anche con forte identità territoriale:il nucleo dunque del futuro roster dovrà essere locale,anche con giocatori di origini campane ma attivi altrove di recente.Calise è più dettagliato sulle strategie societarie: “Per questa stagione sarà impossibile costituire un settore giovanile del Napoli Basketball.Su questo terreno potremo muoverci soltanto dalla prossima stagione,molto probabilmente consorziando un buon numero di realtà pre-esistenti sotto il cappello di una società satellite”.Calise poi conclude: “In futuro nessun giovane dovrà giocare a Napoli contro questa società,che in materia dovrà essere un solido punto di riferimento”.

Il secondo capitolo,forse quello più rilevante,è quello degli strumenti legali ed economici che legittimano allo stato attuale la nascita del Napoli Basketball e che ne permetteranno la sopravvivenza in questo biennio che Calise etichetta come “strategico”.
Le considerazioni da lui espresse e condivise da Minopoli sono cariche di speranza e di ottimismo: “Con gli amici dell’APD Pontano si è svolta una trattativo lunga ma logica”,sostiene il Presidente,”Una trattativa che è maturata nella consapevolezza del loro ruolo storico,e nella necessità determinante del loro supporto,sia per la richiesta della wild-card,sia per la prospettiva di collaborazione con l’affidamento del proprio vivaio.Ci hanno sempre dimostrato in questo percorso grande elasticità mentale ed entusiasmo”.

Sul piano più squisitamente procedurale ha aggiunto:”Ci prefiggiamo,sotto tutti i profili,un percorso biennale (che Ambrosino ritiene fortemente appoggiato dalla F.I.P. e dal C.O.N.I.):il primo anno sarà di assestamento,di comoda permanenza nella categoria,rispettando dei criteri di rigore finanziario,e semmai di risparmio lì dove sarà possibile;il secondo anno prevederà l’allestimento di una rosa più competitiva,con obiettivi di possibile conquista del vertice.”.

Minopoli è perfettamente allienato: “L’obiettivo di questa società,così come di una qualsiasi società responsabile,è quella di uniformarsi a uno standard di buona amministrazione.Ci sarà dunque un budget che cercheremo di rispettare il più possibile,sulla cui entità non posso ancora esprimermi per ragioni di work in progress,ma che, con la crescità di adesioni (Calise afferma un raggiungimento di quota 600 dopo l’annuncio di Bartocci) e di contatti a cui stiamo assistendo, è senz’altro accettabile per la piazza e la categoria.”.Su questo versante Calise offre qualche considerazione integrativa: “Vorrei ricordare che nell’Assemblea di Lega a cui abbiamo partecipato senza diritto di voto,è stato adottato un accordo quadro,in base al quale le spese minime di categoria dovrebbero aggirarsi sui 500mila euro lordi senza computare il settore tecnico.Alcune società hanno dissentito su questo in funzione di una norma che istituisse il salary cap:noi non ci siamo schierati ma è evidente che si dovrà prima o poi procedere in quella direzione.”,ha poi concluso.

Sull’entità del bilancio minimo richiesto si concetrano comunque successive domande della stampa,non dirette sul tema ma che in ogni caso lo investivano.Come ad esempio la possibilità nel breve-medio periodo di farsi carica della gestione del Palabarbuto.
A rispondere è Calise: “Noi vogliamo fare il nostro dovere, e ci siamo preparati per questo.Tuttavia,immaginando un programma economico stagionale che miri ad una soglia di sicurezza di 800mila euro (1/8 proveniente dal Club dei Tifosi,ndr),la sola idea di destinarne un 5-10% per la gestione dell’impianto è impensabile.Pertanto questo obiettivo non risponde all’assolvimento di un’esigenza primaria,ma in futuro potremo senz’altro lavorare sul tema,con una maggiore disponibilità operativa e un serio confronto con le istituzioni.”

Sul piano legale è sempre Calise ad esprimersi,sia con riguardo agli obiettivi tecnico-sportivi,sia in riferimento alla conestualizzazione di questi obiettivi in rapporto ad un processo di ristrutturazione dei principali campionati nazionali (nel cui novero va senz’altro inserito il prossimo Campionato di Sviluppo). “Già per chi esisteva è tutto nuovo,”, sostiene Calise, “per noi è tutto rivoluzionario,considerando anche che noi dobbiamo partire da zero,con un settore giovanile tutto da costruire,ma soprattutto con un percorso da scandire secondo canoni di crescita intelligente e soluzioni mirate” .”La prospettiva che ci si affaccia è quella per cui sembra che le cose su questo terreno siano sempre sul punto di cambiare.Noi dobbiamo seguire attentmanete quest’evoluzione,che è sempre più tesa a penalizzare la Legadue (per cui l’AD Sant’Antimo ha fatto richiesta,e che dalla prospettiva Napoli Basketball si potrebbe raggiungere anche con acquisizioni di titoli di realtà sportive in declino,ndr).”

E sui rapporti con la polisportiva di Aniello Cesaro si tocca il nervo sostanzialmente più scoperto.Benché l’aplomb diplomatico di Calise su questo versante sia esemplare:”L’ipotesi di una futura presenza congiunta in Legadue con Sant’Antimo non é scartabile:la società di patron Cesaro,con cui ho contatti cordiali e amichevoli,merita solo di progredire in virtù del suo impegno e dei suoi investimenti.Ma per il momento sembra alquanto ardua qualsiasi ipotesi di sinergia.”.

Concludiamo con breve riepilogo della vertenza:al momento non c’è nessun margine di insidia per il progetto Napoli Basketball,sia che Sant’Antimo ottenga la Legadue (per poi disputarla con il suo nome), sia che la stessa Polisportiva permanga nel Campionato di Sviluppo.Ma non può sfuggirci un’ipotesi fattibile per quanto apparentmente bizzarra:un cambio di nome conseguente al trasferimento del campo da gioco.

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