Napoli Basketball Marathon: una staffetta tra ricordi e prospettive

Napoli Basketball Marathon: una staffetta tra ricordi e prospettive

Commenta per primo!

 

Ad esempio quelli delle diverse decine di giovani di ogni età che quest’oggi,con o senza una squadra di appartenenza,muniti di tutto punto, e soprattutto carichi di passione e resistenza al calore di questo torrido luglio, hanno animato il parquet di Viale dei Giochi del Mediterraneo per circa 6 ore. Fino alle ore 20,dove si è tenuta la passerella conclusiva delle vecchie glorie guidate in panchina da Maurizio Bartocci e Sandro Di Falco.

Innanzitutto, a partire dalle ore 14, dando spazio ai più piccoli dei vivai napoletani più radicati nel territorio (Collana, Partenope, Dike Basket Napoli (già Gymnasium), Vis Basket San Gennaro Vesuviano, Progetto Pianura, Sporting Club Pianura, Solfatara Basket Pozzuoli), nell’ambito dei Trofei BP Med e Radio Kiss Kiss Napoli.

alt

In seguito, a partire dalle ore 16, per i giovani dai 16 anni in su, attraverso l’organizzazione di un mini torneo 5 contro 5 a tutto campo, realizzatosi  grazie all’instancabile coordinamento dell’addetto stampa Vittorio Marotta, e intervallato da piccole gare dalla lunetta o dal perimetro condotte dallo speaker della manifestazione e voce di Radio Kiss Kiss Napoli Max Giannini.

Per nulla trascurabile poi il contorno che addensava il nocciolato rovente di Fuorigrotta:diverse centinaia di spettatori sono difatti affluite nell’impianto nel corso della maratona cestistica, o per curiosare seguendo i diversi mini match in scaletta, o per documentarsi in dettaglio sui futuri progetti della neonata società, o per procedere finalmente all’adesione tangibile al Club dei Tifosi, presso il tavolo allestito in Tribuna Stampa, e tramite l’apporto dei soci fondatori Daniela Esposito e Antonio Precchia.

alt

Tra i sottoscrittori in data odierna annoveriamo anche Amedeo Salerno, già storico Presidente della Partenope Basket e attuale Presidente del CONI napoletano, intervenuto verso le 18 circa per accomodarsi al tavolo iscrizioni. Uno dei circa 400 che affolla l’elenco di promesse in mano alla società guidata da Salvatore Calise, nella speranza che al più presto tale elenco non solo si possa concretizzare compiutamente, ma persino rinfoltirsi, tramite versamenti su apposito conto bancario (il codice IBAN sarà comunicato al più presto mediante comunicato stampa).

La speranza che abbiamo richiamato dovrà però,d’ora in avanti, nutrirsi di due elementi già in parte rimarcati in questo resoconto:la consapevolezza del migliore passato e la necessità di un futuro meglio programmato e più credibile.

Segni rassicuranti su questi fronti sembrano essere trapelati dalla manifestazione di oggi.

alt

Innanzitutto, sul primo versante, rileva in primis il momento forse più toccante per gli appassionati presenti quest’oggi: la esposizione dal vivo della Coppa Italia conquistata nelle Final Eight di Forlì nel 2006, grazie alla concessione di Roberto Carlino, proprietario di Kuvera e del brand Carpisa, nonchè partecipante al momento forse culiminante dell’evento, scandito dal conciso quanto incisivo discorso del Presidente: “Con Carpisa c’è un rapporto di grande amicizia e collaborazione, e soprattutto ci sono tutti i presupposti perchè questo si confermi e si consolidi nel futuro. Non c’è nulla di ufficiale e di formale, ma va sottolineata l’importanza simbolica e pratica della presenza di oggi: quella di un appassionato e di un amico che sono convinto potrà affiancarci nel miglior modo possibile in questa avventura così esaltante per tutti noi.”

alt

Nello stesso tempo , sul medesimo fronte, e a conclusione della fase pomeridiana della maratona, il roboante quanto emozionante ingresso nel palazzo dei gruppi ultras organizzati, al ritmo prolungato dei cori più intimamente sentiti e toccanti.

Presenti in realtà fin dalle prime ore, e reduci da un incontro di circa mezz’ora con il Presidente che sembra abbia prodotto risposte rassicuranti dal loro esigente punto di vista, gli ultras hanno poi diffuso tra il pubblico un volantino di cui riportiamo alcuni stralci significativi: “Finalmente possiamo esultare, finalmente possiamo gridarlo: il basket è tornato a Napoli, con un progetto che ci vedrà protagonisti […] Che sia un progetto serio e duraturo questo sarà il tempo a dirlo, ma per il momento, noi ragazzi della curva, quelli di sempre, possiamo solo sperare che questa sia la volta buona, non potendo fare a meno di cogliere i numerosi segnali positivi lanciati dalla società in questi mesi […] Il nostro desiderio è sempre stato quello di avere una squadra, di poter ammirare 5 canotte azzurre lottare sui parquet di tutta Italia, di sostenere nuovamente una squadra di Basket a Napoli […] Garantiamo il sostegno di sempre, più forti e grintosi che mai, caonsapevoli che la strada da fare è lunga e pinea di ostacoli, ma con tanta voglia di tornare ai livelli che questà città e questa curva meritano”.

Guardando al futuro, infine, assistiamo a due ufficializzazioni di rilievo differenziato a nostro giudizio.

Innanzitutto l’opportuno e appropriato accordo con la Pallacanestro Partenope, che sarà società satellite del Napoli Basketball nel settore giovanile, nel quadro di un valido progetto biennale che, risultati soddisfacenti alla mano, potrebbe persino preludere ad un incorporazione della società satellite nella casa madre, in base alle dichiarazioni del Presidente della stessa Partenope Giuseppe Gallo.
In seconda battuta l’annuncio della partnership con la Lakers Fly Tech di Maurizio Balbi, realtà imprenditoriale di origine napoletana, con sedi in Campania e Lombardia, e operante nei settori dell’industria civile aeronautica.

Si afferma insomma quest’oggi una mesce di stimoli e di suggerimenti più o meno intensi , e che all’alba della stagione 2011/2012, non possono trovare sintesi migliore in due immagini oggi di grande impatto per il nostro sguardo, forse un pò ingenuo ma mai indifferente.

alt

La prima corrisponde alla foto ufficiale dell’evento, includente anche l’assessore comunale allo Sport, Pina Tommasielli, accanto al GM Antonio Ambrosino,il coach Maurizio Bartocci, e un drappello dei numerosi giovani oggi in campo.

La seconda quella ritraente il coach partnopeo intento a condividere per qualche istante la Coppa Italia del 2006 con alcuni ultras organizzati,in questo grande gesto simbolico che produce una morale importante per il tempo che verrà:la pallacanestro ritorna in città perchè forse la città torna ad essere in grado di ritrovare sè stessa.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy