Napoli Basketball: oggi primi assaggi di DNA al Palabarbuto

Napoli Basketball: oggi primi assaggi di DNA al Palabarbuto

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Quando si analizza una sfida amichevole, e accogliendo dunque tutte le raccomandazioni riduttive che giocatori e allenatori presentano data la natura informale dell’impegno, è innegabile che questo contesto in sè produca sempre tante attenutanti rispetto al rendimento di due squadre a sua volta ancora immerse nel pieno della propria preparazione. Eppure si tratterà di un test di prestigio quello che impegnerà la Napoli Basketball questo pomeriggio al Palabarbuto, senza i servigi Nelson Rizzitiello (ancora attanagliato da un residuo affaticamento muscolare), e precisamente alle ore 18,30, sancendo la riapertura ufficiale della città alla pallacanestro maschile di carattere nazionale.
Dalla nostra ottica non si poteva scegliere miglior avversario tra coloro che presto, insieme ai partenopei di coach Maurizio Bartocci, si misureranno, sui 24 campi della DNA 2011/2012.
Perchè se c’è qualcuno che da Sud potrà rivaleggiare a pieno titolo con Omegna,Perugia e Torino per la conquista dei due posti messi in palio per la prossima Legadue, tra queste figura senz’altro l’Associazione Basket Ferentino, dal 2008-2009 targata FMC, ma con ormai due stagioni consecutive concluse alle soglie dei play-off: due bocconi amari da digerire, soprattutto se questi ti toccano sistematicamente al termine della regular season, e ancor di più se, come accaduto lo scorso anno, lo devi consumare e digerire per via dei cugini anagnini.
Ma la dirigenza  di Via Aldo Moro non ha dubitato sulla fattibilità di un percorso che ormai da anni prevede la direzione di un’ascesa progressiva. La società gigliata infatti, giunta ormai al trentaquattresimo anno di vita, non è affatto arretrata dai propri obiettivi abituali, da sempre rispondenti ad un alto profilo, ma ha piuttosto rilanciato, optando per un roster ulteriormente arricchito nelle sue individualità e dotato di una  maggiore profondità della panchina. Le premesse di questo rafforzamento sono state senz’altro le conferme di coach Franco Gramenzi, già vincente in Legadue con Teramo e Scafati, e della robusta guardia/ala oriunda Manuel Carrizo, lo scorso anno estremamente prolifico con il 42% da 3 e l’88% dai liberi, ma già consumato mattatore in categoria con le maglie di Montecatini e Veroli.
Su questo binomio si fonda quindi la pregevole campagna acquisti bianco-rossa,i cui i primi tasselli sono corrisposti ad un inedito asse play/pivot formato dalla leggenda dilettantistica Francesco Guarino, playmaker 32enne con assist, fisicità, ma soprattutto la rassicurante credenziale di 3 promozioni nelle ultime 3 stagioni (Latina,Barcellona e Trapani), e l’ex San Severo e Firenze Luca Ianes, accostato più volte da radiomercato a Napoli nel mese giugno, cavallo di ritorno in Ciociaria (dove ha giocato dal 2007 al 2009) nonché costante doppio-doppista a cui si legano insospettabili doti perimetrali: in questo senso potrebbe essere utile il confronto con Andrea Iannilli, rendendolo così una delle potenziali chiavi di lettura di questo scrimmage.
Ma se con gli estremi del quintetto si intende proseguire su una linea vincente, le vere punte di diamante del mercato segnano il passo rispetto a un passato in cui spesso si lamentava l’assenza di talenti vogliosi di emergere. Infatti il quintetto ospite potrà contare da oggi su due giovani il cui avvenire potrebbe travalicare i confini della DNA.
Ci riferiamo quindi al play/guardia classe ’88 Simone Bonfiglio, ottimo assist-man, scaltro in difesa e punitivo in penetrazione, così come all’ala venticinquenne Francesco Ihedioha,  dalle forme tornite e potenzialmente esplosive, ma fino ad oggi limitata tanto da una tecnica al tiro rivedibile quanto da una espressività sotto le plance non ancora del tutto manifesta.
Entrambi provengono da Ruvo di Puglia, piazza che come Ferentino ha sempre anelato negli ultimi anni a prestigiosi piazzamenti play-off, e saranno senz’altro chiamati ad una ulteriore maturazione per garantire concrete speranze di vertice ad una tifoseria soddisfatta anche dalle permanenze in regia di Salvatore Parrillo, baby casertano che, arrivato a gennaio, è subito salito in cattedra a dispetto dei suoi soli diciannove anni (6,6 punti in 26′ con il 50% da 2 accanto a 2,9 rimbalzi), e di Lorenzo Panzini, classe ’90 di mano delicata (4,1 punti con 62% da 2 e l’87% dalla lunetta),ma in cerca di nuovi stimoli a seguito dell’opaca stagione offerta in terra pontina.Di contorno poi, oltre all’acquisizione del giovane anagnino ma di formazione locale Stefano di Francesco (lo scorso anno ha giocato nel campionato regionale di Promozione con il Basket Anagni conquistando la serie D) , da appurare gli aggiuntivi rinnovi di Luca Pongetti e del fattivo 5 Antonio Iannuzzi (la scorsa stagione 6,6 punti + 4,7 rimbalzi in poco più di 14′),
Completando dunque l’analisi di un roster apparentmente senza crepe, proviamo a evidenziare alcune ipotetiche zone d’ombra che, pur relative, potrebbero magari infittirsi in corso d’opera, anche se non certo quest’oggi.
Innanzitutto l’aver ingaggiato Guarino senza che al suo fianco venisse scelto l’ormai fido Luca Bisconti, destinato dopo anni di fortunata colleganza a Perugia, e dando così vita ad un nuovo binomio con Ianes, su cui si possono spendere diverse ipotesi. La speranza ma anche la carta può promettere miglior resa, ma la pratica e l’esperienza sottolinea comunque l’azzardo di questa soluzione, considerando peraltro che il centro di Merano non proviene da stagioni del tutto navigate in termini di minutaggio.
Altri due rischi poi attengono al quintetto. Il primo lo riscontriamo nella suggestiva combine di esterni Bonfiglio – Guarino, che se da un lato potrebbe incentivare la concorrenza interna al roster, dall’altro comporterrà tutti i contraccolpi connessi alla convivenza di due giocatori che per rendere al meglio necessiterebbero del maggiore spazio possibile.
Infine, sempre nel quintetto rileviamo, un palese gap generazionale tra senatori desiderosi di minuti e under intesi ad emergere, che se da un lato potrebbe produrre una pià che saggia miscela tra esperienza e vitalità, dall’altro porrebbe il rischio che questo gruppo diventi un groviglio inestricabile di individualità, con gravi ripercussioni sul rendimento di squadra, di cui oggi raccoglieremo non certo sicuri riscontri, ma quantomeno alcune impressioni concrete.

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