Napoli Basketball:uno sguardo sui fatti dal “calisangolo”

Napoli Basketball:uno sguardo sui fatti dal “calisangolo”

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Fra queste,dalla metà dello scorso marzo,l’idea della Rinascita Cestistica con l’annesso progetto Napoli Basketball,tante volte sviscerata sulle colonne di questo sito,e divenuta da due mesi a questa parte il centro del dibtattito della Napoli cestistica.

Una Napoli che,tra utopie facili e rassegnazione,si interroga se,dopo due anni di fallimenti maturati in modi repentini quanto drammatici,si possa finalmente normalizzare una realtà cestistica senza il timore per cui in un giorno o in qualche settimana tutto possa disperdersi e vanificarsi.Senza dunque quel lancinante timore di precarietà per cui la pallacanestro non sia più l’espressione naturale e passionale di una città dotata della cultura e della tradizione giuste,non sia più l’emblema di un vero e proprio “diritto allo sport” che ogni comunità,anche con la cooperazione di forze piccole e medie,di individui e di imprese,può e deve garantirsi, bensì un’impresa sempre poderosa e titanica, possibile soltanto con il paternalismo speculativo di qualche magnate di passaggio o come risultante di convenienze politiche contingenti.

 Questa la scommessa che Calise insieme ai suoi collaboratori ha lanciato circa due mesi fa e continuerà a coltivare fino all’8 luglio (data di assegnazione delle wild card per il Campionato di Sviluppo 2011-2012),con basso profilo e senza sensazionalismi,incurante di ciò che accadrà a 15 km di distanza nelle vicende dell’AD Sant’Antimo,e con in testa il solo proposito di “tornare a fare la pallacanestro”.Anche e soprattutto partendo da una comunicazione diversa e più stretta con tifosi e appassionati,di cui quest’intervista vuole esserne un segno tangibile.

DU: Salvatore,ti ringrazio a nome di Basketinside e della nostra redazione per la disponibilità che ci hai accordato.Attraverso poche domande,alle quali premettiamo sempre le difficoltà procedurali e le ipoteticità connesse ad un’inziativa che parte dalle fondamenta,vogliamo però focalizzare l’attenzione sugli aspetti più suggestivi e controversi del progetto Napoli Basketball che sembra sempre meno utopico e sempre più fattibile con lo scorrere delle settimane.

Procediamo dunque con la prima domanda.Immaginando che vi siano al momento almeno 4-500 potenziali aderenti,il passaggio alla campagna di adesione con versamento è determinato anche da sponsor singificativi in arrivo? Riguardo inoltre il ruolo dei soci fondatori:quale sarà la loro posizione specifica nella fase di transizione e quale la loro funzione una volta avviata l’amministrazione ordinaria?

SC:Lunedì 6 giugno si apre ufficialmente la campagna di adesione. I passaggi burocratici sono stati compiuti con l’individuazione di tre “volontari” che senza ricevere alcun compenso si occuperanno dello sviluppo del club fino alla prima assemblea, dove i soci decideranno collegialmente le cariche operative compresa quella del rappreentante nel direttivo della società. Come è noto le somma di 100 euro che da diritto all’abbonamento annuale nel settore dedicato in esclusiva al club e a tutti i benefit che riusciremo a garantire grazie all’azione della società, del club stesso e degli sponsor, non sarà utlizzata fino alla assegnazione ufficiale della wild card. E’ stato chiaro fin dalla prima conferenza stampa che il numero di adesioni possibili è al massimo di 1000, questo anche in relazione alla capienza della tribuna destinata ad ospitare i soci. Se dovessimo raggiungere questo numero prima dell’ufficializzazione degli accordi commerciali e tecnici ne saremmo felicissimi, ma comprendo che in tanti giustamente, pur manifestando grande attenzione al progetto, stiano attendendo l’evoluzione delle cose prima di aderire.

DU:Riguardo il potenziale ruolo di Carpisa nella futura compagine societaria,quale è secondo te la giusta interpretazione:interessamento concreto o voce di corridoio fine a sè stessa?

SC:L’incontro con gli amici della Carpisa è stato veramente eccezionale. Ci siamo lasciati con grande affetto ripromettendoci di incontrarci nuovamente appena possibile per presentare nel dettaglio il nostro programma e verificare se e quali formule di collaborazione potranno essere avviate. Ma è evidente che avere al nostro fianco persone per bene, competenti ed entusiaste sia importantissimo per l’evoluzione futura del progetto.

DU:Domanda critica:non pensi che con un solo rappresente dei tifosi nel consiglio direttivo della societò ci sia quantomeno un peso minore dei tifosi,qualora il numero raggiunga quello atteso di 1000 aderenti?

SC:Chissà cosa dovrebbero pensare i tifosi di tutta Italia che non sono affatto presenti nella vita delle società, se non al momento di pagare il biglietto! A parte la battuta il direttivo sarà composto da cinque elementi, uno in rappresentanza dei tifosi, uno degli sponsor, tre della società. Mi sempra un peso importantissimo, così come credo che la nostra vocazione alla condivisione sia stata evidentissima fin dal primo momento. Sono certo, perchè ne ho riscontro quotidiano, che questo sia uno degli elementi che ci porta maggiori consensi.

DU:Altra domanda da avvocato del diavolo:qualcheduno che nella prima ora ha espresso incondizionata adesione al progetto potrebbe indietreggiare , sia alla luce delle numero di adesioni ancora al di sotto delle aspettative, sia in virtù di un  ruolo sempre più influente degli sponsor nei futuri destini della nuova realtà.Cos’è dunque il Napoli Basketball:l’applicazione letterale di un modello di azionariato popolare o un modello ibrido tra  novità e realismo?

SC:Ma io sono stato chiarissimo fin dalla presentazione ufficiale del progetto che è certamente ancora consultabile sul sito e sulla pagina fb. Da subito ho parlato di iniziativa popolare e non di azionariato popolare. Cioè di un movimento che partendo dalla base potesse attrarre un congruo numero di sponsor in grado di assicurare uno sviluppo importante del progetto. Ho sempre evidenziato come le quote versate dal Club avrebbero costituito al massimo 1/6 del budget necessario. Questa proporzione sarà conservata anche in futuro, garantendo uno sviluppo costante del progetto, più pubblico, più incassi, più sponsor, più budget da investire. Abbiamo i piedi ben piantati al suolo, ma abbiamo obiettivi importanti da raggiungere con un programma al massimo quadriennale. Ovvio se avremo visto giusto e fatto meno errori possibile. Non credo quindi che ci possa essere preoccupazione tra i tifosi nel vedere crescere gli investimenti degli sponsor, il numero dei rappresentanti nel direttivo resterà sempre identico sia per i tifosi che per gli sponsor e il calore e la maggiore presenza dei tifosi alimenterà ulteriori investimenti pubblicitari. Anzi forse qualche scettico che vedeva questa iniziativa troppo “povera” per raggiungere traguardi importanti dovrà ricredersi.

DU:Grazie infinite per il contributo e buona domenica.

SC:Grazie a te.

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