Per l’Andrea Costa Imola una stagione positiva e tanta voglia di migliorarsi

Per l’Andrea Costa Imola una stagione positiva e tanta voglia di migliorarsi

Si lavora per alcune riconferme, a partire da coach Cavina, e se anche il bilancio non desta più allarme, restano aperte la questione palasport e uno sponsor di peso

di Alberto Dalmonte

La stagione 2017-18 si è conclusa con la ‘Regular Season’ ed in casa Andrea Costa hanno già parlato il capo tecnico, coach Demis Cavina, e il ‘capo dei capi’, l’amministratore delegato G.Piero Domenicali. Entrambi si sono dichiarati ampiamente soddisfatti dei 30 punti conquistati, delle 13 vittorie su 15 in casa, dove la squadra ha spesso galvanizzato i fans anche contro le corazzate del girone est. Per Cavina i motivi di soddisfazione vanno oltre, contandovi anche la bontà del lavoro svolto, il miglioramento dei giocatori e l’aver centrato con sufficiente serenità l’obiettivo salvezza. Per Domenicali è da sottolineare anche la grande simbiosi raggiunta tra squadra, coach e pubblico, con un entusiasmo paragonabile alla seconda stagione di Ticchi qui a Imola (2015-16) quando si raggiunsero i play off e si arrivò ai quarti di finale. Grande contentezza nell’ambiente anche per come sono state vinte le scommesse di inizio stagione: confermare i due ‘vecchietti’ Prato e Maggioli, puntare forte su giovanotti di belle speranze – Alviti, Penna, Simioni, Toffali, Rossi – e, come ogni anno, non potersi permettere di ‘sbagliare’ gli americani. E qui si apre forse l’unico argomento controverso dell’annata scorsa: se, per quanto riguarda J.Wilson non ci possono che essere note positive, David Bell è stato ed è tutt’ora argomento che divide i tifosi. Se alle prime uscite tutti si aspettavano il cecchino micidiale, abituato a palcoscenici ben più impegnativi, insomma il ‘go to guy’ che ti avrebbe risolto le situazioni più delicate, ci si è dovuti ricredere velocemente, e bravo è stato Cavina a disegnargli un nuovo ruolo, togliendogli pressione e lanciandolo dalla panca a partita avviata. Insomma, più un giocatore di sistema, dotato di buona visione di gioco, gran passatore, attento in difesa; inoltre, un serio professionista in campo e fuori.
Domenicali stesso ha elogiato entrambi gli USA per essersi messi al servizio della squadra, e ne hanno tratto sicuramente beneficio tutti gli altri.
Penna aveva già calcato la A2 l’anno prima con la Virtus Bologna, ma lo spazio – doppio minutaggio – e la scuola che ha avuto all’Andrea Costa quest’anno gli hanno permesso di fare un vero salto di qualità, e il giovane classe ’98 ha ripagato egregiamente, imparando anche a superare i black out in cui cadeva ad inizio stagione. Tutti a Imola si augurano di rivederlo a inizio settembre in bianco-rosso.
Stesso augurio vale per Gasparin, un giocatore apparso piuttosto impacciato all’inizio, poi sempre più in fiducia e capace di esprimersi anche come tiratore dall’arco, punendo spesso duramente le difese che lo ‘battezzavano’.
Nei ruoli di guardia-ala piccola, oltre a Bell, si alternavano Toffali, Prato e Alviti, tutti bravi, se non di più, a dare quello che veniva loro chiesto. Se il milanese ha trovato poco spazio – di più quando Prato era indisponibile – sono altresì pochi i dubbi sul suo talento, e lui stesso potrebbe cercare altrove maggiori chances.
Per il capitano non ci sono più attibuti, se non la conferma che lui ne ha di enormi, e nessuno qua vorrebbe più vederlo smettere. Chissà che ancora un anno di qualità si riesca a strapparglielo.
Alviti Davide, classe ’96, dalla Ciociaria, è stato la vera star dell’A.Costa targata Cavina 2017-18: un ragazzo serissimo, con una gran passione per il lavoro, e una fiducia totale nel coach. Cavina l’ha voluto portare da Tortona, per continuare il lavoro di trasformazione in ala piccola, ruolo in cui sta mostrando un talento invidiabile per questa A2.
Detto di Wilson, un ‘4’ esperto e affidabile, anche Simioni non può che essere contento della stagione in Romagna, dopo le prime esperienze Reyer e Alma Trieste: tanti minuti, tanta pratica nei due ruoli interni, con Maggioli e Cavina a fargli assaggiare ‘bastone e carota’ a volontà. Per Tommaso Rossi un’esperienza coi ‘grandi’ che non può che fargli bene.
Per il ‘Maggiolone’ vale quanto detto per Prato: classe ed esperienze di lusso per l’A2, un finale col fiato corto, dopo una stagione di alti e bassi ma sempre dimostrando grande professionalità.
Insomma, si spera in parecchie conferme, prima fra tutte quella del coach, per proseguire sulla strada che, oltre al campo, ha dato buoni risultati anche a livello di risanamento societario. Per questo Domenicali si aspetta un segnale da chi governerà la città – elezioni a giugno – in ottica palasport, e – uno tira l’altro – rilancia la ricerca di uno sponsor di peso, grazie al quale poter fissare i paletti giusti per la prossima stagione e spostare l’asticella ancora più su.

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