Poderosa, intervista al GM Bolognesi

Poderosa, intervista al GM Bolognesi

Le parole del General Manager di Montegranaro.

di La Redazione

Alessandro Bolognesi

Quello che va in archivio oggi è stato sicuramente un ottobre da ricordare in casa Poderosa. Ne abbiamo parlato con uno degli artefici “nell’ombra” di questo nuovo miracolo gialloblu: il general manager Alessandro Bolognesi.
Un calendario tutto in salita, cinque partite, cinque vittorie. Lo avresti detto un mese fa?
«Ovviamente no, soprattutto per il tipo di calendario che avevamo davanti. Iniziare con il derby casalingo con Jesi non era facile e non lo è stato. Poi avevamo trasferte molto insidiose con squadre di livello come Ravenna e soprattutto Udine e Forlì, che credo lotteranno fino in fondo per i primi quattro posti. Ed infine il match contro una Ferrara che si è dimostrata rivelazione di questo primo scorcio di stagione, con tanti giovani di talento e due americani di assoluto valore».
Con quale spirito state vivendo questo momento?
«Dentro la società ovviamente si respira entusiasmo. I ragazzi, invece, li vedo molto tranquilli, ma anche consapevoli di ciò che stanno facendo. Sintomo di una sicurezza che lo staff tecnico è stato bravo a trasmettere loro. Anche se siamo consapevoli del nostro valore, quello che abbiamo fatto finora è assolutamente straordinario. D’altronde se fosse stato semplice non ci saremmo solo noi e Bologna imbattute dopo cinque partite. Dobbiamo vivere questo momento come un sogno, non può essere scontato come lo è per una Fortitudo: ogni vittoria deve darci uno sprint in più, una gioia in più».
Cambiano gli obiettivi alla luce di questi risultati?
«No. Mi spiego: abbiamo piena fiducia in questa squadra ma alzare il tiro dopo un mese sarebbe presuntuoso da parte nostra. Invece vorrei che la vivessimo partita dopo partita, continuando sulla strada tracciata sia sotto il profilo tecnico che morale. Perché quello che fa la differenza è la coesione con la quale tutta la squadra sta affrontando questa situazione».
Cosa pensano i Bigioni al riguardo?
«Con Riccardo e Ronny il confronto è quotidiano e siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Loro e tutta la famiglia Bigioni sono la certezza che ha la Poderosa e l’entusiasmo che trasmettono a tutto l’ambiente è contagioso. Un entusiasmo che si convoglia anche nelle forme di una giusta pressione: quella che hanno per il loro essere imprenditori e che è necessaria anche nello sport per ambire a fare sempre il massimo possibile».
Parlare di singoli è scomodo in un momento del genere, nel quale tutti stanno dando il loro contributo. C’è qualcuno che ti ha sorpreso in modo particolare?
«Sorpreso no, perché se non avessimo creduto dall’inizio in tutti questi ragazzi non li avremo presi. Ma voglio citare due esempi. Palermo è stato fondamentale perché ha dato ordine, lucidità e solidità alle prestazioni della squadra in questo filotto. E poi Treier, perché dalla panchina sta dando un contributo incredibile, sfruttando a pieno la fiducia che gli sta dando il coach. Su Kaspar abbiamo creduto con un progetto pluriennale proprio perché eravamo sicuri che avrebbe avuto questo processo di crescita. Ha qualità incredibili e per questo con il coach questa estate abbiamo voluto prendere un centro vero come Simmons per non intasare ulteriormente il ruolo di ala forte. Ha bisogno di spazio, ma soprattutto ha bisogno di poter sbagliare con tranquillità. E poi voglio citare capitan Amoroso. Lo stiamo vedendo in una veste meno usuale, che sta dando un contributo incredibile non solo in attacco ma anche in difesa: il lavoro su Lawson è stato super e non dimentichiamoci i canestri decisivi segnati sia con Ferrara che a Forlì».
Quanto è stato importante coach Pancotto in questo grande avvio?
«Cesare dà una serenità incredibile alla squadra e ne abbiamo avuto l’ulteriore riprova domenica a Forlì: nonostante un approccio negativo, finendo sotto di 11, è riuscito a trasmettere la sua calma alla squadra. Sembrava quasi che sapessimo già che l’avremmo ripresa. Ma non era per nulla scontato su un campo come l’Unieuro Arena e contro una squadra forte come Forlì. Ma similmente era successo anche a Udine. Con Cesare abbiamo scelto di fare investimenti su giocatori che avessero forte voglia di rivalsa dopo una stagione magari sfortunata e condizionata dagli infortuni e questa fiducia, questa serenità che lui sa dare si sta dimostrando un valore aggiunto imprescindibile».
Novembre ha lo sguardo puntato sulla doppietta casalinga contro Bologna e Treviso del 18 e 25 novembre. Ma prima ci sono Piacenza e Roseto. Come inquadri le due sfide?
«Quest’anno tutte le partite sono insidiose perché tutte le formazioni hanno almeno 3-4 giocatori di livello alto. Pensiamo alla Bakery che affrontiamo domenica: è neopromossa ma ha in roster uno dei migliori lunghi italiani, Crosariol, e uno dei migliori americani del campionato, Marques Green. Che siano nella parte bassa del classifica è indicativo del livello di questo campionato. E poi ora che abbiamo i galloni della capolista tutti metteranno qualcosa in più per provare a batterci. La settimana prossima, invece, andremo a Roseto per sfidare una squadra che abbiamo affrontato due volte in amichevole e che, come abbiamo visto, ci metterà in difficoltà coi suoi ritmi alti ed il suo basket fisico. Poi arriveranno Bologna e Treviso una dietro l’altra… Ma non guardiamo troppo in là. Sarà il mese che ci dirà davvero chi siamo e dove potremo arrivare».

Ufficio stampa Poderosa Pallacanestro Montegranaro

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