Pozzecco lancia la Fortitudo: “C’è entusiasmo e grande lavoro, merita la A”

L’ex play, divagando tra ricordi e aneddoti degli anni trascorsi a Bologna, fa trasparire fiducia verso il gruppo di Boniciolli.

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L’estate fortitudina 2016 è, a quanto pare, accompagnata sempre più da quella vena nostalgica che sta facendo metaforicamente da transito tra la passata stagione e quella che sta per cominciare: dal grande ritorno di Stefano Mancinelli, alle voci di un possibile ritorno di Carlos Delfino, alle parole dei grandi ex che sono passati sotto le due torri. Non poteva perciò essere da meno Gianmarco Pozzecco, intervistato quest’oggi da Giorgio Burreddu per Stadio.

L’ex play, divagando tra ricordi e aneddoti degli anni trascorsi a Bologna, fa trasparire fiducia verso il gruppo di Boniciolli: “Stanno facendo tutti un grande lavoro, Matteo in primis, poi la città, la squadra, tutti quanti meritano di tornare in A. Per Bologna non può esserci qualcosa di diverso. L’entusiasmo è quello vero, sì, e non solo della Fossa che non ha mollato mai, c’è l’entusiasmo dei miei tempi e di quelli prima ancora. Adesso è la Fortitudo vera. Bello.”.

Sul ritorno di Mancinelli e sull’interessamento per Delfino invece replica così:  “Lui (Mancinelli ndr) è uno a cui non puoi non voler bene. E’ il numero uno, e secondo me e lo è ancora. Avrebbe potuto giocare in NBA. Per capirci, è allo stesso livello di Bargnani, Belinelli, Datome. Era già scritto che sarebbe tornato. Lui sta da dio a Bologna. Mi auguro anche questo: che la Fortitudo torni su e che il Mancio finisca la carriera lì. (Su Delfino ndr)  L’ho sentito per messaggio la settimana scorsa. Al di là dei numeri che sono espliciti, qui si parla di un fenomeno vero. Se non fosse la Fortitudo, sarebbe difficile vederlo in A2. La Effe compensa con la sua storia all’epoca Carlos era una delle nostre stelle. E penso possa dare moltissimo anche oggi. Poi è un ragazzo straordinario”.

Inevitabile la domanda sul derby:Io ne ho giocati due, li ho vinti entrambi. Il primo è stato clamorosamente emozionante. Giocarlo in A2, è logico, fa differenza. Ma il fascino rimane pure se dovessero giocarlo in Promozione, io mi auguro che la Fortitudo, ma anche la Virtus, Siena, Treviso, tutte queste piazze qui, riescano a fare un campionato importante e che tornino su, ne varrebbe anche per la salvaguardia della storia sportiva.”

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