Ravenna e Forlì si contendono il futuro della Piero Manetti. Il punto.

Ravenna e Forlì si contendono il futuro della Piero Manetti. Il punto.

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E adesso nella telenovela sul futuro della Piero Manetti Ravenna è entrata in scena la politica. Situazione inevitabile visti gli interessi non solo sportivi legati alla vicenda. Da una parte c’è l’Amministrazione comunale di Ravenna e dell’altra quella di Forlì, ma il problema è che la sfortunata delle due che perderà il ballottaggio subirà un contraccolpo pesantissimo a livello di immagine e affosserebbe ancora di più lo sport cittadino. Gli ultimi sviluppi parlano di un ingresso in scena del sindaco bizantino Fabrizio Matteucci (nella foto) e dell’Assessore allo sport Guido Guerrieri che, dopo aver perso il volley emigrato proprio a Forlì e deciso a restarci anche nella prossima stagione, non vogliono salutare anche la prima realtà cestistica cittadina. I due si sono resi conto che il nuovo Team Romagna sarebbe ravennate solo di facciata pur avendo la dirigenza giallorossa, ma sarebbe forlivese a tutti gli effetti a cominciare dai colori sociali. Vista la gravità della situazione e dopo la conferenza stampa tenuta dal presidente RobertoVianello e dal dirigente Giorgio Bottaro venerdì scorso hanno preso in mano la situazione cercando risorse che evitino la fuga se il misterioso sponsor non ravennate non darà la copertura richiesta: il verdetto arriverà a metà aprile. Inoltre nel 2016 i cittadini ravennati ritorneranno alle urne per eleggere il sindaco e in questi casi le elezioni amministrative fanno miracoli anche in ambito sportivo…

Passando a Forlì, il sindaco Davide Drei e l’Assessore allo sport Sara Samoli sono ben consci che se dovesse saltare il passaggio della Piero Manetti all’ombra di San Mercuriale sarebbe una catastrofe sportiva, perché la pallacanestro cittadina dovrebbe per forza ripartire dalla serie B (il titolo di A2 è difficilmente reperibile e costa parecchio) e molti degli imprenditori coinvolti nel progetto potrebbero uscire di scena, senza contare la delusione dei tifosi. Entrambi sono allarmati dalla possibilità di veder sfumare una trattativa condotta da mesi con la benedizione del presidente della Lega Nazionale Pallacanestro, Pietro Bastiano. Come se non bastasse le due tifoserie sono già sul piede di guerra, perché non vogliono neanche sentir parlare di un trapianto di Ravenna a Forlì che porterebbe ad una sicura “crisi di rigetto” nella creazione di una società ibrida che sarebbe seguita (almeno nei primi tempi) da pochi tifosi. L’unico vincitore di questa querelle sarà Vianello che ha il coltello dalla parte del manico, ovvero il titolo di A2, e potrà disporne a proprio piacimento senza venderlo come ha affermato lui stesso e non sottostando a nessuna regola imposta da altri. Al momento ci sono infatti ancora alcuni ostacoli con imprenditori di Forlì (Riccardo Pinza?) che bloccano la trattativa. Quale sarà l’epilogo? Di certo il peso politico degli sponsor forlivesi è pesante, ma Vianello non ha intenzione di privare i ravennati della loro squadra se non sarà costretto dalla mancanza di copertura finanziaria. Comunque vada una tra Ravenna e Forlì ne uscirà nel peggiore dei modi.

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