Ravenna, il saluto di capitan Amoni: “Ho tanti ricordi belli, ma vedo un grande futuro”

Ravenna, il saluto di capitan Amoni: “Ho tanti ricordi belli, ma vedo un grande futuro”

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Il capitano saluta Ravenna dopo quattro anni. Francesco Amoni lascia la Piero Manetti tra gli applausi e con la certezza di essere diventao uno dei giocatori più decisivi nella storia giallorossa. Arrivata in terra bizantina nell’estate 2011, l’ala ha fatto le prove generali di promozione nel suo primo anno uscendo in semifinale play off, ottenendo poi il bottino grosso nella stagione successiva con il salto in DNB e la vittoria della Coppa Italia, chiudendo poi con due annate stupende in A2 Silver.
“E’ difficile pensare al momento più bello vissuto con questa maglia – spiega Amoni -, perchè ce ne sono stati davvero tanti. Dalla mia tripla decisiva segnata nei play off contro Rimini alla vittoria della DNB fino all’A2 Silver sono sempre state annate uniche, dove ho conosciuto tante persone speciali. La nostra forza è stato il gruppo, confermato in tutti i campionati. Ora è arrivato il momento di provare una nuova avventura dopo quattro anni in questo club: mi sono separato da Ravenna di comune accordo e con la massima serenità”. Con tutta probabilità il prossimo anno rivedremo Amoni in Romagna con la canotta della nuova Forlì in serie B (coach Garelli lo ha messo al primo posto nella sua lista dei desideri), anche se l’ala coltiva un grandissimo sogno.
“Da tifoso mi piacerebbe andare alla Fortitudo Bologna, anche perchè giocherei nella città in cui vivo non dovendo fare più duecento chilometri al giorno per andare ad allenarmi come è accaduto in questi anni. Mi rendo conto che questa idea difficilmente si realizzerà, ma io ci spero. Chiaramente vorrei restare in serie A2 e magari affrontare da avversario Ravenna, perchè sarebbe una grande emozione, ma non scarto una B ambiziosa, come del resto feci quattro anni fa quando scesi da Scafati in A2 per andare nell’allora B2. Di sicuro sceglierò una squadra che sia vicina a Bologna dove vivo con la mia famiglia”. Da Cento alle tante romagnole avrà soltanto l’imbarazzo della scelta.

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