ROAD TO A2 F8 2018 – Alma Pallacanestro Trieste

ROAD TO A2 F8 2018 – Alma Pallacanestro Trieste

I giuliani hanno chiuso in testa il girone d’andata con un cammino a dir poco da record fatto da 13 vittorie, di cui 11 consecutive, e sole due sconfitte ed ora, nonostante i numerosi acciacchi, si appresterà ad affrontare la temibile Tortona per provare a tornare in semifinale e migliorare il risultato della passata edizione.

di Marco Novello

Seconda partecipazione consecutiva con l’obiettivo di provare a migliorare il risultato dello scorso anno, questo è il mantra che riecheggia negli ultimi giorni nel capoluogo giuliano. L’Alma Trieste, infatti, si presenta alla kermesse jesina come una delle squadre con i favori del pronostico per la conquista del trofeo. Pensare però che fino a non troppo tempo addietro gli alabardati lottavano prima per la permanenza nella categoria poi per evitare il fallimento societario denota quanto e come sia cambiata l’aria all’ombra di San Giusto. Nell’arco di tre anni si è passati da una squadra allestita scommettendo sui giovani di talento a giocatori che nel campionato hanno un peso specifico notevole. A riprova di ciò l’ultimo mercato estivo ha portato sia delle conferme importanti, Javonte Green su tutti, sia innesti di qualità; nella città alabardata sono giunti il play argentino Juan Fernandez, uno dei principali fautori della promozione della Leonessa Brescia un paio di stagioni or sono, ed uno dei migliori lunghi americani visto all’opera la scorsa stagione con la canotta di Ferrara, alias Laurence Bowers. L’avvio di stagione poi è stato a dir poco esaltante, Supercoppa di categoria vinta di fronte al pubblico amico battendo Ravenna prima e Treviso poi; e filotto di 11 vittorie consecutive, tra cui indubbiamente spiccano quelle ottenute contro Fortitudo Bologna e TVB, che hanno consentito ai giuliani di guardare tutti dall’alto al basso al giro di boa. Questa partenza sprint purtroppo si sta ritorcendo ora sulla forma fisica dei triestini falcidiati da numerosi problemi che hanno considerevolmente le rotazioni a disposizione di coach Dalmasson, causando non pochi grattacapi all’allenatore veneto. Senza Da Ros e con Bowers a mezzo servizio, l’allenatore mestrino si è trovato spesso a dover far fronte alla mancanza di un reparto intero potendo ruotare solo due lunghi veri e dovendo ricorrere a scelte forzate adattando giocatori al ruolo di 4. Nonostante ciò Trieste è rimasta ancorata alla posizione di vetta e, dopo la Coppa Italia, preparerà il rush finale per poter affrontare i Play-Off con un ruolo da protagonista. Nel frattempo però c’è da onorare il prossimo impegno in cui i biancorossi si giocheranno l’accesso alle semifinali contro una Orsi Tortona rinforzatasi col colpo Alibegovic e squadra tradizionalmente ostica per i giuliani in quanto gli scontri nei play off degli ultimi due anni presentano un saldo in parità.

LA STELLA

Non ce ne vogliano gli altri giocatori alabardati, ma se dovessimo fare un nome all’interno del roster biancorosso ci viene naturale e spontaneo indicare quello di Javonte Green. L’americano risulta essere, infatti, il faro offensivo in casa triestina; ad inizio stagione quando la squadra soffriva di pesanti lacune ha cantato e portato la croce sfornando prestazioni a dir poco fenomenali e mantenendo una media di 19.7 ppg nella striscia record di 11 vittorie. Queste performance hanno aiutato il nativo di Petersburg a conquistarsi la chiamata con la nazionale del Montenegro, allenata da una vecchia conoscenza del basket triestino ed italiano, Bogdan Tanjevic, per disputare i match di qualificazione validi per i prossimi mondiali in Cina, ampliando così il bagaglio tecnico a sua disposizione. Dopo ventitré giornate, seppur leggermente ridimensionate, le medie del numero cinque giuliano rimangono di tutto rispetto e parlano di 18 ppg oltre da 6.7 rpg, ma accompagnati al contempo un vistoso aumento nella percentuale di liberi segnati col giocatore che in un solo anno è passato da un modesto 67% della scorsa stagione all’ottimo 85% attuale; quasi una sentenza a gioco fermo. Una nota stonata nelle sue prestazioni sono, però, le pause che, talvolta, l’ala statunitense accusa all’interno della partita estraniandosi dal gioco triestino più del dovuto, pecca su cui dovrà lavorare in futuro.

CHI SALE

Migliorato sensibilmente sotto ogni voce statistica, impiegato da Dalmasson come sesto uomo con licenza di uccidere con le sue bombe mortifere; Lorenzo Baldasso è senza alcun dubbio il giocatore che ha avuto i più tangibili miglioramenti rispetto al passato campionato. I numeri, che nel basket non mentono mai, ci dicono quanto l’undici alabardato si sia applicato nel lavoro in palestra passando dal 37% al 51% da due e dal 36% al 47% da tre punti; offrendo quasi un assist a serata ed infine concedendo agli avversari meno di una palla a match. La guardia di Collegno è senza ombra di dubbio un giocatore totalmente diverso e più maturo da quello giunto tre anni fa in Venezia-Giulia; più sicuro del suo tiro, calatosi meglio pure nella fase di playmaker di scorta, difensore ostico per molti pari ruolo insomma un jolly a cui l’allenatore difficilmente rinuncia.

CHI SCENDE

Difficile trovare qualcuno che abbia avuto un rendimento inferiore al preventivato. Due però sono i punti dolenti emersi sino a questo momento della stagione; l’elevato numero di infortuni che ha privato il coach di giocatori dal minutaggio importante ed il conseguente calo di rendimento nei match disputati al di fuori delle mura amiche, consentendo così il recupero in classifica da parte delle più dirette inseguitrici.

I NUMERI E I PROTAGONISTI

Trieste

FONTE: Eurobasket.com

 

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