Roseto, il punto: ci si prepara per un mercoledì “da leoni”

Roseto, il punto: ci si prepara per un mercoledì “da leoni”

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Domani, mercoledì 27 maggio 2015, sono previsti almeno due summit importanti, legati al ritorno dagli Stati Uniti, dov’è per lavoro, dell’amministratore delegato della Industriale Sud, che è anche la consorte di Peppe Di Sante (all’estero per ulteriori impegni lavorativi).

Il primo incontro è previsto in Municipio e intorno ad un tavolo dovrebbero sedere la Proprietà del Roseto Sharks e il Comune, in persona del sindaco Enio Pavone. Il sodalizio cestistico rosetano vuole capire bene il contenuto della delibera, definita da Di Sante “da valutare”. Il documento, infatti, stanzia 40mila euro “veri”, mentre per il restante (110mila euro) fa generici riferimenti a partnership sovracomunali da attivare e a coinvolgimenti di imprenditori locali, adoperando la cosiddetta “moral suasion” di cui dispongono i politici, sempre se non devono chiederli per le loro campagne elettorali, i soldi…

Inoltre, gli Sharks vogliono capire anche perché Pd e Abruzzo Civico si sono astenuti sulla risoluzione urgente relativa alla squadra di basket, passata nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale con i soli voti della maggioranza e del consigliere Ezio Vannucci. Vogliono cioè capire quali sono le reali intenzioni, in relazione a supporti e moral suasion, dei due partiti. Per Abruzzo Civico non ci dovrebbero essere problemi (il mancato voto è una questione meramente pre-elettorale), visto che Giulio Sottanelli, deputato e patron locale del partito, è da sempre stretto sodale di Di Sante e contribuisce in proprio con (cifra da verificare) circa 15mila euro annui in qualità di sponsor (è pur vero che le aziende del patron sono assicurate dall’iperattivo Giulio). Più complicato capire come può dare una mano il Pd e cioè – fuor di metafora – cos’ha in mente Tommaso Ginoble (ras del partito a livello rosetano), che è stato tra i protagonisti della sponsorizzazione Modus FM nella passata stagione.

Fatto l’incontro in Comune, la Proprietà degli Sharks deciderà se contattare Michele Martinelli per vendergli la Società. Miguelon, dopo essere venuto a Roseto quando il Comune lo ha chiamato, non ha più detto nulla (giustamente), visto che gli Sharks si sono riservati di contattarlo se del caso. Il ritorno dell’ex tutto è, forse per la prima volta dopo tanti anni, molto gradito in città fra gli appassionati. Prova ne sia il sondaggio lanciato da ROSETO.com, che ha fatto registrare ben 774 votanti in pochi giorni, con addirittura l’81,8% di favorevoli al ritorno del dirigente sportivo che a Roseto ha scritto le pagine più belle della sua altrimenti tormentata carriera (in altri luoghi non ha messo in mostra i colpi di classe sfoggiati nel Lido delle Rose).

Dunque, la Società si trova davanti a un trivio.
La prima strada porta alla conferma dell’attuale compagine societaria, che ripartirebbe quindi per la Serie A2 2015/2016.
La seconda porta alla cessione a Michele Martinelli. Sempre che Miguelon confermi il suo interesse dopo eventuale “due diligence” (modo più dolce di dire “analisi dei conti”).
La terza porta alla cessione a Udine, la cui dirigenza è stata messa in attesa fino a giovedì 28 maggio 2015. E, anche in questo caso, bisognerà vedere se l’interesse dei friulani permane anche dopo aver preso atto della situazione debitoria/creditoria della Società, che a detta del Presidente Cianchetti è fra le più sane d’Italia. Noi, fino a prova contraria, gli crediamo, anche se va detto che qualche numero “dal sen fuggito” non dipinge tutta questa paradisiaca situazione.

TASSA DI SOGGIORNO – Purtroppo, il Comune non ha preso in considerazione l’istituzione di una tassa di soggiorno – come da progetto OTESOR proposto su ROSETO.com – e l’avvio di un più complesso e complessivo processo di ammodernamento della macchina pubblica, in relazione alla gestione strategica dell’industria dell’accoglienza.

Grazie al sindaco Enio Pavone, che in una intervista ha addirittura detto di essere d’accordo con la tassa di soggiorno (purché imposta in contemporanea da tutte le città della costa teramana, meglio se abruzzese). Ma i complimenti qui servono a poco. Ci vogliono i soldi. Per questo riteniamo che siano maturi i tempi per insistere.

Insistere affinché la classe dirigente di questo paese che vive di turismo prenda atto che una decisione in tal senso è indifferibile e abbia le palle – anzi, visto che si parla di basket, i palloni – per imporla, legata ovviamente ad un più ampio e articolato progetto che noi abbiamo solo accennato sul sito (e, d’altronde, il progetto è gratis… se i politici non fanno niente e dobbiamo fare tutto noi è finita davvero).

Un progetto che oltre alla tassa di soggiorno prevede un sito fatto come si deve per incrementare la visibilità di Roseto nel mondo e attrarre nuovi turisti. Poi un ente strumentale che possa avere la gestione dei soldi ricavati dalla tassa sul turismo e quindi confezionare il contratto di sponsorizzazione con il Roseto Sharks che a sua volta dovrebbe, come ripetiamo ormai da mesi, impegnarsi a offrire la squadra come testimonial e altre cose ancora.

Insomma, cari governanti, fate muovere il culo a dirigenti comunali e avvocati per trovare la soluzione. Non è che possiamo fare tutto noi, che per vivere dobbiamo lavorare oltre a darvi consigli gratis per farvi fare bella figura. E magari parlare inglese per voi quando accogliete gente che parla la lingua della perfida Albione. E voi rispondete con ampi sorrisi inadeguati, perché non sapete che cavolo dire!

Una tassa di soggiorno, un sito, un ente strumentale e tanti soldi da gestire in modo onesto e trasparente, per migliorare Roseto anno dopo anno. Così chiudiamo la bocca anche a quella fetta di parlatori di professione che emettono comunicati chilometrici senza aver capito nulla o ai sempre vivi e vegeti adoratori del biglietto omaggio, che ti spiegano articoli, commi e codicilli per cui non si può fare una cosa, ma che se devono proporre qualcosa per il bene della città, senza guadagnarci niente, gli piglia il deserto dei tartari delle idee.

Pensate, Rosetane e Rosetani (le maiuscole non sono casuali), se oggi fossimo nel 2018 e se la tassa di soggiorno fosse attiva da 3 anni. Avremmo potuto investire sul territorio rosetano una cifra prossima magari ai 2 milioni di euro, facendo lavori di manutenzione e abbellimento, organizzando serate indimenticabili per nobilitare l’estate con un cartellone di eventi importanti e avendo pure garantito un contratto pluriennale al Roseto, che così non dovrebbe ogni anno divincolarsi fra la vita e la morte. E tutto questo lo avrebbero pagato i turisti!

E il Roseto, con il suo tour nelle città italiane durante il campionato, avrebbe portato in città nuovi contatti e nuovi turisti.

Perché non dobbiamo dimenticare che se l’industria turistica rosetana funziona da circa 15 anni anche in ambito destagionalizzato (e cioè da aprile a giugno), è anche e soprattutto perché il basket ha fatto di Roseto una città nota a livello italiano. E una classe politica avveduta ha negli anni dotato la città di una zona sportiva eccellente, con il più grande palasport coperto d’Abruzzo. Questo significa finali nazionali, kermesse, meeting ogni fine settimana o quasi (e si può crescere ancora nei mesi freddi) di sport e cimenti vari. E questo significa ristoranti e alberghi che lavorano, pizzerie con più gente, bar e altri esercizi commerciali più frequentati.

Ecco perché crediamo in un progetto turistico complesso e complessivo che, nato con la tassa di soggiorno, si dipani in modo intelligente e strategico portando nuova economia buona a Roseto.

Solo che per capire queste cose c’è bisogno di capire di turismo, di essere qualificati, di leggere e di studiare. Non pretendiamo l’inglese, come detto, ma almeno di coniugare. No, non il congiuntivo, ma almeno i dati e le azioni.

Se invece si tira tardi ai night e ci si alza dopo mezzogiorno – sono ovviamente metafore che aiutano a inquadrare una vita errabonda e priva di amore per la propria città e non c’è nessun riferimento personale a nessun rosetano – come si può pretendere di fare gli interessi di un luogo e di tutta la sua comunità?

IL CALIFFO & DAVIDINO – Noi, che quando andiamo a letto tardi è perché scriviamo articoli e lavoriamo il doppio e non perché andiamo a troie o a sniffare coca, siamo dalla parte di Roseto degli Abruzzi e del Roseto Sharks. E non molliamo.

Così, in attesa che un innocuo fulmine si abbatta sulle teste dei più ottusi e le apra (sempre in senso metaforico), in modo che Sant’Ascanio arrivi e vi inserisca la necessaria intelligenza, proviamo a dare altre due idee a chi speriamo gestirà il Roseto Sharks 2015/2016 a Roseto.

IL CALIFFO – La prima è legata al ritorno, a luglio a Roseto, di Mahmoud Abdul-Rauf. Il Califfo del Lido delle Rose nel suo primo ritorno dopo 10 anni, lo scorso febbraio, fu letteralmente stregato dall’affetto dei rosetani e così, per la sua amica Ilaria Cimorosi (figlia di Daniele, attuale Vice Presidente degli Sharks), ha deciso di tornare ancora per un camp estivo.

E allora, visto che nel frattempo si è separato dalla moglie, perché non proporgli una stagione di lavoro come uomo immagine e assistente allenatore degli Sharks? Assistente esperto, con delega speciale agli americani e ai giochi d’attacco. Quanto porterebbe Rauf in termini di popolarità e sponsor e simpatia? Metta World Peace a Cantù si è “pagato da solo” (alcuni sponsor lo hanno pagato). Possibile che noi, che abbiamo questo tesoro “in casa”, non riusciamo a costruirci sopra un progetto di marketing e comunicazione, oltre che di supporto quotidiano a basket?

È fattibile? Non lo sappiamo finché qualcuno non lo chiede al Califfo.

DAVIDINO – La seconda è legata a Davide Moretti, figlio di Paolo che da qualche anno è cittadino rosetano con la sua famiglia. Riflessione: se Pierpaolo Marini fosse ingaggiato da Capo d’Orlando (12.500 euro di parametro a Roseto) e Francesco Papa dal Ravenna, perché non provare a parlare con Paolo per farsi prestare un anno il figlio, facendogli fare esperienza in A2 partendo dalla panchina?

Davide è molto giovane (1998), è vero, ma ha già due stagioni toste alle spalle (Serie B con la Stella Azzurra, poi Pistoia in A facendo gruppo e DNG ad alti livelli), oltre ad avere casa e cuore a Roseto. Perché non provare quest’altra operazione che, oltre a scommettere su un giovane di belle speranze, dà una bella pennellata di immagine e romanticismo alla nostra città dal punto di vista cestistico?

Mamma Mariolina e papà Paolo sono d’accordo? A Davide piacerebbe? Non lo so. Anche qui, a occhio e croce, basta chiedere.

E anche per oggi la nostra quotidiana razione di idee e riflessioni l’abbiamo gettata nel mare rosetano. Speriamo che qualcuno, prima o poi, tiri a bordo le reti.

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