Roseto, il punto: dietro i grandi risultati…la società chiede aiuto al Comune

Roseto, il punto: dietro i grandi risultati…la società chiede aiuto al Comune

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Siccome si avvicina la fine del campionato e anche quest’anno non ci sembra che sia evitabile l’ennesima (stucchevole?) estate calda circa il futuro del Roseto Sharks, venerdì 20 marzo 2015 abbiamo pubblicato il progetto “Otesor”: la nostra proposta (gratuita) al Comune di fare qualcosa di tangibile, duraturo e strategico per il basket (ma anche per lo sport in generale e per la cultura, lavorandoci un po’ sopra), mediante la creazione di una tassa di soggiorno di entità assolutamente trascurabile per le tasche dei turisti. Una tassa che possa anche fungere da sprone per l’allestimento di un sito e di una conseguente offerta turistica complessiva cittadina degna di questo nome. Il link del progetto è in calce a questo articolo.

Gli spifferi che arrivano dal Municipio dicono che il Consigliere delegato al Turismo, Antonio Norante, è fermamente contrario all’idea della tassa di soggiorno. La cosa non stupisce: “Tony” è politico di mestiere e carriera e oggi si trova dalla parte della barricata in cui deve dire no (gli è capitato di trovarsi, ai tempi della Serie A, anche dall’altra parte). Anche perché a Roseto fra un anno si vota e “Il baffo” tiene alla sua conferma a Palazzo di Città.

Peccato, perché noi ci ricordavamo il Norante Consigliere regionale abruzzese (e potentissimo presidente della Commissione Bilancio) che propose lo stanziamento di contributi poderosi – sotto forma di accordi pubblicitari – alle maggiori società sportive regionali (fra le quali il Roseto) per promuovere l’Abruzzo in Italia. Era il Roseto di Serie A e Tony aveva un debole per quella squadra e molti amici nella compagine societaria, al punto da diventarne poi l’ultimo presidente.

Ma così va il mondo. Un’idea, quando ci si mette la politica di mezzo, quasi mai è buona o cattiva in sé, ma lo è a seconda di chi la propone. Speriamo bene, ma la vediamo male. Andiamo avanti.

Ieri il presidente del Roseto, Ettore Cianchetti, e il vice Daniele Cimorosi hanno incontrato in Municipio il sindaco, Enio Pavone e l’assessore allo Sport, Mirco Vannucci. I dirigenti sportivi hanno rappresentato a quelli cittadini le difficoltà ad andare avanti, con riferimento al prossimo campionato di Serie A2 unica 2015/2016.

Questa, di seguito in grassetto, è la nota integrale diffusa oggi pomeriggio dal Comune, in merito all’incontro.

IL SINDACO PAVONE E L’ASSESSORE VANNUCCI INCONTRANO I VERTICI DEGLI SHARKS
Nella giornata di ieri, giovedì 2 aprile, il Sindaco di Roseto degli Abruzzi, Enio Pavone, e l’Assessore allo Sport, Mirco Vannucci, hanno ricevuto, su loro richiesta, il Presidente del Roseto Sharks, Ettore Cianchetti, ed il Vice-Presidente, Daniele Cimorosi, che hanno rappresentato al primo cittadino ed all’assessore una serie di difficoltà a proseguire con l’attività sportiva, in vista del prossimo campionato, stante le oggettive criticità nel far fronte alla gestione della squadra con il solo, prezioso supporto dell’Industriale Sud e dei pochi imprenditori che storicamente e con passione sostengono la società.
Il Sindaco Pavone e l’Assessore Vannucci hanno preso atto della situazione e hanno confermato il proprio impegno, e quello dell’amministrazione, nel sollecitare il tessuto imprenditoriale locale e non affinché si riesca a trovare una soluzione che permetta di sostenere il basket a Roseto degli Abruzzi.

Apprezzabile la posizione dell’Amministrazione comunale ma, sinceramente, poca roba finché la “moral suasion” (vera o presunta) non produrrà effetti in termini di sponsor trovati.

Inutile dire che sarebbe un vero e proprio assassinio sportivo far sparire ancora il basket rosetano (morto già 3 volte in 3 anni solari, dal 2006 al 2009), soprattutto dopo che gli Sharks si sono salvati sul campo e che un bel clima è rinato intorno alla squadra (che sarebbe da confermare in larga parte, guardando già intelligentemente al futuro).

Anche perché sembra che il pugno di ferro della signora Gabriella Giovannelli, consorte del patron Peppe Di Sante, da gennaio ad oggi abbia ripianato la situazione debitoria pregressa. I giocatori non si sono accorti di nulla, visto che gli stipendi sono puntualissimi. Sembrerebbe restare scoperta solo qualche pendenza con l’Erario. E allora, fatti questi sforzi, perché non provare ad andare avanti?

La ricetta – al di là del progetto Otesor – la proponiamo da anni: dotarsi di una figura capace nell’ambito del marketing, perché non è possibile che i soldi li porti sempre e solo la famiglia di Peppe Di Sante e pochissimi altri sostenitori, cominciando dalla famiglia Cimorosi.

Già trovando un primo sponsor da 150mila euro, o un pool di sponsor minori, si potrebbe fare molto per li futuro del Roseto. E se arrivassero soldi freschi fuori dal solito (e con gli anni usurato) circuito “Industrialesud – Mec-Energy” siamo convinti che anche l’attuale patron Di Sante potrebbe rinnovare il suo impegno, ricalibrandolo, portando avanti il progetto.

La famiglia Di Sante è alla quarta stagione piena di gestione della squadra (2 in Serie B e 2 in A2 Silver), senza contare la parte di stagione di C1 in cui fece il primo passo, tirando fuori i soldi per l’ingaggio di Manuel Del Brocco, fuoriclasse per la categoria che consentì il rush finale che portò il Roseto al secondo posto finale dietro al Pescara, con ripescaggio in Serie B.

I conti precisi non li sappiamo, ma se la famiglia di Peppe ci ha messo – in var modi – 250mila euro a stagione, stiamo parlando di 1 milione di euro in 4 campionati. Va bene la rosetanità, va bene l’affetto, va bene tutto… ma alla fine, perché devono continuare a sostenere un simile sforzo, anche se le loro aziende vanno bene?

E allora c’è bisogno o di approvare il progetto Otesor, oppure del combinato disposto di più cose, come tagliare i costi inutili (a cosa è servito il Campionato Under 19 DNG, oltre che prendere batoste?) e mettersi sul mercato a trovare sponsor e nuovi sostenitori.

Un lavoro sinergico, che deve iniziare dal Roseto Sharks; società che ha di certo bisogno di affiancare un manager giovane e competente al veterano Vittorio Fossataro, che il prossimo campionato festeggerà i 50 anni di basket come dirigente. Poi deve muoversi il Comune, invitando le forze sane e produttive del circondario a sostenere l’unico vero patrimonio cittadino culturalmente condiviso. Infine, i deputati cittadini Ginoble (ex giocatore) e Sottanelli (che sembra stia provando a coinvolgere aziende provenienti da fuori Abruzzo considerando, come “Piano B”, anche un possibile intervento in prima persona con la “sua” Banca del Vomano).

Insomma, il campionato sta per finire e – mentre a Chieti già parlano di rifare la squadra e del coach confermato (sono poi così tanto più geni dei loro omologhi rosetani?) – a Roseto si inizia a brancolare nel buio.

Per favore, no. Per pietà, basta! “Padroni del vapore”, agite. Fatelo, se non per altro, per non farvi prendere per il culo dai cugini teatini e dall’Italia intera che ogni estate ride del rosetanissimo tiramolla tra vita e morte sportiva.

Società, Comune, Deputati e altra gente di buona volontà: unitevi nel nome del basket rosetano, sentite sulle vostre spalle la responsabilità che governare un territorio (a vario titolo) comporta e mettete mano a questa cosa, risolvendola. Non bisogna essere dei premi Nobel per trovare la quadra in un giochino che, rispetto alla Serie A morta nel 2006, costa meno della metà.

Noi ci speriamo e facciamo il tifo per tutti quelli che, invece di scrollare il capo e abbassare lo sguardo, sorrideranno avendo individuato una strada percorribile e risolveranno il problema.

Anche perché una classe dirigente all’altezza si distingue per come fa crescere un territorio (a tutti i livelli), distogliendo così l’attenzione dall’alto stipendio percepito e dai privilegi di cui gode.

Al solito, vediamo che succede.

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