Roseto tra raduno e mercato: sfumati Barry e Crosariol ritorna Bryan?

Roseto tra raduno e mercato: sfumati Barry e Crosariol ritorna Bryan?

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Per ultimo arriva Francesco Papa, senza portantini. Gli chiediamo una benedizione laica, lui sorride e la impartisce.

La cosa umanamente più impattante del raduno del Roseto Sharks 2015/2016 è lui. Che si chiama come il sommo pontefice e che su Facebook è costretto a chiamarsi “Francesco Papay”, perché gli scagnozzi di Mark Zuckerberg non gli consentono di chiamarsi come il Papa, impedendogli quindi di essere se stesso. Ce ne sarebbe abbastanza per una protesta civile, con i rosetani in marcia verso la Silicon Valley. Ma una volta che arrivi lì poi, che non fanno manco gli arrosticini buoni, che gli dici all’ex nerd oggi miliardario in dollari?

Meglio allora fare una chiacchiera con Francesco, che due stagioni fa ha rischiato di morire in un letto di ospedale per una complicazione post operatoria. E che non solo è stato più forte della malasanità, ma anche del destino, perché è tornato a giocare arrivando a guadagnarsi la maglia dell’Italia Under 20. E lui, bravo ragazzo riccioluto, ringrazia il Giulianova e coach Ernesto Francani per lo spazio cadetto che gli hanno concesso. Torna a Roseto per vedere se riesce a fare di questo gioco un mestiere. Io ci spero, e non per essere nominato gentiluomo di sua santità… che poi mi ritroverei insieme a Gianni Letta… bensì per quante ne ha passate il ragazzo pescarese.

Altro motivo che vale la sfida all’acquazzone estivo, per vedere le facce nuove al Liberty (manca il solo Bryon Allen e i due ancora da ingaggiare), è l’ironia appena accennata dell’amministratore delegato Daniele Cimorosi. Tutti in posa per la foto e Danielito prorompe: “Ammazza che squadra. Con questi non vinciamo una partita!”.

Nessuno ride. Momento criogenico.

Provo io a sparare una cazzata/lanciafiamme, soprattutto per scongelare i visi tirati dei nuovi, che non conoscono lo humor inglese del nuovo boss, dicendo: “Si sente che Daniele ha fatto un corso di PNL questa estate”. Piovono sorrisi vaghi, insieme alle gocce che aumentano di intensità.

Daniele Cimorosi è sereno e predica calma, anche se vicino a lui il coach e direttore sportivo Tony Trullo sembra provato dall’inseguimento di Faye, Lupusor, Trapani, Callahan, Hall, Thomas, Barry e (ultimissimo) Crosariol… senza ghermire una sola presa. “Double T” è un ghepardo spompato ma non domo, e punta a fare il più presto possibile per completare la squadra, forte della dichiarazione di Cimorosi: “Inizieremo il campionato con questi di oggi, Allen e altri due ingaggi, tranquilli”.

E se il francese Barry e l’italiano Crosariol sembrano svaniti, a Roseto potrebbe ricicciare Sylvere Bryan, che a Roma si è trovato la strada sbarrata da quel Craig Callahan trattato dagli Sharks. pare che il dominicense passaportato italiano stia bene a tutti o quasi. Un consiglio della dirigenza scioglierà i dubbi, prima di provare a riportare in biancoblù il capitano della scorsa stagione, oltre a un’ala straniera.

Al solito, staremo a vedere chi arriverà a Roseto per completare l’organico.

Intanto, io completo il giro dei saluti, con il bentornato ai vecchi e il benvenuto ai nuovi.

Yankiel Moreno esprime moderato ottimismo sulla riapertura dell’ambasciata statunitense a Cuba, Jacopo Borra sa che dovrà sudarsi il posto da titolare ma l’ha presa alla lontana, presentandosi tirato a lucido dopo un’estate di fatiche in palestra.

Pierpaolo Marini mi saluta con un “M’irtruvate…”, perché – si sa – “Obama” non ama parlare (che squadra ‘sto Roseto, fra Papa e Potus!), mentre Ferraro abbraccia con saggezza il tempo che passa interpretando – anche grazie agli occhialoni – il ruolo del vecchio saggio.

Marulli e Izzo dispensano sorrisi e si dicono pronti e impavidi, mentre desiderosi di crescere e imparare sono i giovani Trevisan e Mariani (altro rosetano) e il giovanissimo D’Emilio (rosetano e figlio d’arte dell’oggi dentista Carlo, che è stato play preciso e puntuale come il trapano che oggi usa. Io me lo ricordo, perché ero in squadra con lui ai tempi delle scuole medie e di coach Sandro De Simone. Oddio, in squadra… diciamo saldamente bullonato alla panchina per scarsezza acuta.

L’addetto stampa, promosso anche team manager, Alex Petrilli (non c’è niente di meglio della guerra per fare di un caporale un generale), protetto da un paio di occhiali old style chiama tutti a raccolta: è tempo di mangiare, per poi andare a Pescara per le visite mediche.

Da giovedì 20 si inizia a sudare, sotto la guida del professor Domenico Faragalli.

In bocca al lupo agli Squali 2015/2016.

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