Tortona, il punto: Garri e Simoncelli saranno le stelle, ma la squadra è tutta un cantiere

Tortona, il punto: Garri e Simoncelli saranno le stelle, ma la squadra è tutta un cantiere

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Al Derthona Basket il nuovo corso è in fase di preparazione, ben lungi dall’essere completato, e comunque già ci sono novità, fra conferme e addii. Tutto questo nonostante i contratti scadano a fine giugno e la Federazione non abbia diramato le modalità di disputa della regular season. Le novità L’astigiano Garrì e il condottiero della scorsa stagione in A2 Silver, Simoncelli sono i primi tasselli del nuovo roster targato Cavina-D’Orta. Il primo non ha quasi bisogno di presentazioni, argento ad Atene 2004 e oro ai giochi del Mediterraneo, centro di 206 cm: si affiancherà al play – guardia protagonista della salvezza e con ancora un anno di contratto. Del nocciolo duro della scorsa sta- gione sembra che soltanto lui sia in odore di riconferma: Valenti aveva soltanto un’opzione sul rinnovo, con clausola di reciproca rescissione in caso non fosse più rientrato nei piani della società; più complicata la situazione Venuto con cui il Derthona Basket sembrerebbe in procinto di trovare un accordo sulla rescissione consensuale. Prudenza in società Niente Losi, Rotondo o Tavernari. «In merito a possibili nuovi arrivi, circolano tanti nomi, ma non mi sembra corretto parlare in questo momento – commenta il ds D’Orta -. Siamo in una fase interlocutoria e i contratti scadono comunque fra diversi giorni. Sulle riconferme non ci sbilanciamo. La stagione è ancora agli albori, ma stiamo lavorando a una squadra con diverse opzioni sul tavolo». Garrì attualmente in forza al Barcellona Pozzo di Gotto si avvicinerebbe a casa, ma prima di accettare i colori bianconeri ha ancora pendenze con il suo ex sodalizio, sempre per colpa di una crisi che non ha risparmiato lo sport e sta colpendo in particolare diverse società storiche della palla a spicchi. Si prefigura quindi la possibilità di ricreare quasi da zero un gruppo, con lo staff tecnico però conscio di aver imparato a gestire problemi fisici e della necessità di trovare giovani talenti a cui concedere buoni minutaggi e che possano fare la differenza. In questo senso si spera possa essere stato utile lo stage di alcune settimane fa: promesse di grandi club che possano permettere quella che in gergo si chiama panchina lunga.

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