Treviso & Fortitudo, la grande sfida – Capitolo 3, la rinascita

Chiudiamo il nostro racconto in tre puntate sulla storia che, dalla polvere dell’oblio, riporta Treviso e Fortitudo a un passo dalla Finale per la A, in uno scontro tra passato e futuro.

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TREVISO, IO CI SONO! (A cura di Gianmarco Tonetto)

Ci eravamo lasciati con la rinuncia a giochi ormai già fatti da parte dell’imprenditore Bruno Zago. Poteva finire tutto lì invece la concretezza che aveva preso l’idea che tutto fosse giunto al termine permise la nascita dell’iniziativa “Treviso Io Ci Sono!” divenuto sloga, hashtag e simbolo della futura rinascita.

Una frase che andava al di là di quelle quattro semplici parole, una frase che non voleva essere pura retorica ma un modo reale per impegnarsi a mantenere la pallacanestro professionistica a Treviso. Il primo a pronunciarlo fu il capitano di mille battaglie Riccardo Pittis nella convention del 24 marzo 2012, data in cui nacque il consorzio UniVerso Treviso, l’insieme di aziende che avrebbe affiancato Zago per la nascita della nuova società.

Il consorzio, nonostante tutto, decise di non venire meno al suo impegno e all’urlo di Pittis fecero seguito molti altri campioni e bandiere della Benetton Basket e della vecchia Liberti come Pero Skansi, Toni Kukoc e Vinny Del Negro protagonisti del primo storico scudetto, TyusEdney, Ettore Messina e ancora David Blatt, Zisis, Garbajosa, Obradovic, Mike D’Antoni e molti altri. Solo a leggere i nomi vengono i brividi, il video poi è facilmente reperibile su YouTube. La mobilitazione di questi campioni smosse ancor più profondamente gli animi dei tifosi e al primo storico video ne fecero seguito moltissimi altri di gente qualunque che voleva manifestare la propria vicinanza alla Pallacanestro Treviso.

Come sappiamo la stagione si concluse senza risultati né in campo né, cosa più importante, a livello societario in quanto nessun imprenditore si fece avanti. L’intero mese di giugno fu all’insegna dei flash mob in piazza dei Signori, delle mobilitazioni sui social network e della viralità dello slogan “Treviso Io Ci Sono!”.

Si cerca in tutti i modi di rilevare il titolo sportivo della Pallacanestro Treviso ma da Verde Sport, nonostante le belle parole di qualche mese prima, la risposta è negativa. Viene dunque abbandonata questa prima opzione e si arriva così al fatidico 4 luglio 2012, data in cui, nell’ufficio di Montebelluna del notaio Contento, nasce la nuova società Treviso Basket srl. I soci fondatori furono Stefano Bordini, Stefano Bottari, i fratelli Matteo e Marco Fabbrini e GianantonioTramet affiancati da un consorzio inizialmente formato da 18 aziende della Marca e da 700 cittadini che parteciparono all’azionariato. Presidente di questa neonata società fu nominato Paolo Vazzoler, determinato come vent’anni prima lo era sul campo da gioco.

La prima opzione vagliata da Treviso Basket fu quella di avvalersi dell’articolo 128 per potersi iscrivere al campionato di serie A per la stagione successiva e confidare nel buon senso della FIP. Purtroppo la Federazione, nella figura del presidente Dino Meneghin, diede risposta negativa a Vazzoler e soci che però non si arresero e fecero ricorso in ogni grado di giudizio. La risposta non cambiò, d’altronde la discrezionalità insita nell’articolo 128 dava potere alla FIP di rigettare la richiesta di iscrizione. La giustificazione fu che la priorità per la stagione 2012/2013 era quella di riportare il campionato a 16 squadre dopo che, per il ricorso della Reyer Venezia si era giocato in 17. Tra i presidenti delle società si erse la voce di Ferdinando Minucci, allora presidente della Monte Paschi Siena, il quale più volte affermò che non era il caso di sottoporre le squadre agli stessi disagi avuti la stagione precedente con un campionato a 17 formazioni e che già in partenza si era deciso di tornare a 16. A quanto pare questi disagi avevano un’importanza maggiore rispetto a quanto la città di Treviso diede al basket negli anni e la Federazione quindi si oppose all’ammissione di TVB.

Dopo i vari ricorsi si arriva al 22 agosto, giorno in cui Treviso Basket comunica la propria rinuncia a continuare a percorrere questa strada, affermando però di rimanere pronta se la situazione dovesse rivelare ulteriori risvolti.

Poteva essere il colpo di grazia, la fine dopo che era rinata la speranza.

Vazzoler, Pittis e il GM Coldebella non desistono e dopo aver rilevato dalla Benetton le squadre Under 17 e 19 le iscrive, non soltanto ai relativi campionati nazionali di categoria, ma con i “senior” decide di ripartire dalla base e giocare il campionato di Promozione provinciale. Si ritorna al Natatorio, lo storico impianto delle piscine che fu la casa della Liberti, e al biancoblu, i colori della città abbandonando il verde del vecchio sponsor. Ai ragazzi furono sistematicamente affiancate vecchie glorie come Pittis, Iacopini, Marconato, lo stesso presidente Vazzoler e molti altri, tutto ciò per mantenere viva la passione della gente la quale rispose con un’affluenza media di 1000 spettatori e l’invasione delle palestre in trasferta. Una stagione fantastica, ricca di emozioni che si concluse con la vittoria del campionato contro la Polisportiva San Giorgio di Quinto.

Nel frattempo fuori dal parquet il consorzio aumentava il suo pool di aziende e nell’estate 2013 la società, che aveva cambiato nome in Treviso Basket 2012 per ordine della FIP, provò la strada di una wild card per la serie A2, preferibilmente Gold ma anche Silver. La federazione rispose con la possibilità di iscrizione al campionato DNB (la vecchia B2), pur non soddisfatta la società accettò quest’opzione che era comunque meglio di giocare in serie D.

Ora bisogna quindi allestire una squadra perché il campionato non poteva essere certo affrontato dagli Under 19. Si Partì da GoranBjedov allenatore degli under e ci si mosse all’insegna della “territorialità” cercando di comporre un gruppo di giocatori esperti aventi un legame con Treviso e la sua pallacanestro. La nuova casa fu il PalaCicogna di Ponzano e anche qui il pubblico non mancò di esserci con le sue 800 presenze di media. La stagione si concluse tra alti e bassi, pensiamo all’esonero di Bjedov, con il quarto posto e l’eliminazione al primo turno di playoff per mano di Udine. Il difetto di quella squadra fu forse la mancanza di amalgama, la buona volontà è certamente innegabile sia sul lavoro della società che dei giocatori, ma più che una squadra sembrava un insieme di personalità certamente talentuose per la categoria ma che mai si videro davvero unite.

Il progetto quindi andava rivisto e si prospettava un’estate 2014 all’insegna di una nuova rivoluzione, il primo passo fu fatto ancora a stagione in corso, Andrea Gracis fu nominato responsabile di tutta l’area tecnica. Le buone notizie arrivavano da fuori infatti il consorzio continuava a crescere e aveva superato le 50 aziende.

Fu questa, forse, la spinta definitiva che portò Vazzoler, Pittis e soci ad acquisire la società BNB Basket Corato, squadra pugliese militante in A2 Silver, alla fine di giugno.

Un aneddoto molto simpatico a proposito è che la sera prima di andare giù a Bari per un confronto con i vertici societari di Corato, Pittis e Vazzoler erano ad un torneo di basket 3on3 a fare da cerimonieri, a testimonianza di quanto siano attaccati al proprio territorio per nascita (Paolo) o per adozione (Riccardo).

Con questa acquisizione e il conseguente arrivo in A2 viene rinnovata la società che prende il nome di UniVerso Treviso Basket proprietà al cento per cento del consorzio UniVerso Treviso che trova la sua figura di riferimento nel presidente Giuseppe Ramanzini.

Viene lanciata la nuova campagna abbonamenti all’insegna del grido “riapriamo il Palaverde”, il presidente Vazzoler continuava a ripetere “2000 abbonati e ritiriamo su le serrande!”. Nel frattempo dietro le quinte Gracis lavorava per creare la nuova squadra, il primo colpo del mercato estivo fa l’arrivo di Stefano Pillastini come coach e insieme i due lavorarono in completa sinergia per la scelta del roster. Non si puntò più sulla territorialità ma la chiave era portare a Treviso dei giovani che avrebbero entusiasmato il pubblico e con ampio potenziale di crescita. Si ripartì dagli under Busetto, Malbasa e Vedovato e a breve a loro si aggiunse AgustinFabi che aveva chiuso la stagione con la Viola Reggio Calabria. A breve arrivarono tutti gli altri, Negri, Fantinelli, Cefarelli, gli esperti Rinaldi e Pinton e anche i primi due americani della storia di TVB Powell e Williams. La cittadinanza accolse l’appello del presidente e gli abbonati raggiunsero quota 2000, il Palaverde poteva essere riaperto.

La stagione 2014/2015, la prima in serie A2, è da record con 8 vittorie di fila ad inizio campionato, il rientro al Palaverde contro Reggio Calabria vede subito oltre 3800 spettatori, a fine campionato la media dirà più di 4500 presenze a gara. Il girone d’andata si chiude al secondo posto con la conquista delle Final 6 di coppa Italia a Rimini e la sconfitta contro Ferentino, terza in Gold, solo nel finale di gara pur giocando senza williams. Il girone di ritorno è un trionfo e si conclude con la vittoria della Silver e la conquista dei Playoff che vede TVB contrapposta alla più esperta e attrezzata Agrigento, ottava di Gold. Treviso ingaggia una lotta senza respiro che la vede soccombere dopo tre gare mozzafiato, ma Pillastrini e i suoi possono uscire a testa alta con l’approdo in quella che sarà la serie A2 unificata.

L’ultima estate, la 2015, è caratterizzata dalla riconferma del nucleo di italiani reduci dalla recente vittoria del campionato, salutano soltanto Williams, Cefarelli e Pinton, con il giovane Vedovato che viene mandato in prestito a Chieti per fare esperienza. Gli innesti ragionati a tavolino tra Graci e il coach sono minimi ma essenziali, proprio da Chieti arriva Ancellotti, si punta poi su altri giovanissimi come Moretti classe ’98, De Zardo classe ’99 affiancato alla prima squadra e Vadi classe ’97 che però per problemi fisici abbandonerà la squadra dopo poche giornate di campionato. Il sostituto di Williams è Corbett, un’atletica e spumeggiante guardia del 1988. Tutti gli altri, compreso Powell, sono riconfermati. Il campionato è decisamente più competitivo della Silver e il presidente Vazzoler vuole che i ragazzi si pongano come guastafeste non avendo paura di nessuno.

Come si sa non si può contraddire un presidenti e l’inizio di stagione di Treviso Basket è tutto bollicine, arrivano 6 vittorie in altrettante giornate compresa quella contro la corrazzata Brescia. Nel frattempo il seguito sia di tifosi che di aziende aumenta, gli abbonati di quest’anno superano i 2500 e il consorzio continua a crescere sfondando quota 80. Tutto rose e fiori non può essere però e arriva la doccia fredda del “caso Corbett”, l’atleta infatti, sottoposto al test antidoping dopo la partita a Brescia, viene trovato positivo alla cannabis. La società lo sospende e dopo poco arriva anche la sospensione da parte della FIP. A sostituirlo a gennaio arriva Ty Abbott, altro giocatore proveniente da Chieti. La stagione prosegue e il girone d’andata si chiude con la conquista, per il secondo anno consecutivo delle Final 4 di coppa Italia a Rimini. Anche questa volta dopo aver condotto il match per più di 30 minuti arriva l’eliminazione al primo turno per mano di Scafati (futura vincitrice). Si giunge così verso la fine del girone di ritorno e ancora una volta la Treviso in vetta primeggiando tra girone Est ed Ovest. Il pubblico, se possibile, si è anche superato rispetto ai record della scorsa stagione con il Palaverde tutto esaurito contro la rivale storica Fortitudo e spesso e volentieri sopra i 5000, la media infatti supera i 4800.

I playoff di quest’anno significano serie A e sono state eliminate prima Casale Monferrato e poi Ferentino, ora c’è una storica rivale in semifinale, la Fortitudo Bologna da giocare.

Nemmeno 4 anni da quel 4 luglio 2012 eppure tanti traguardi sono stati raggiunti, Treviso nel palcoscenico del basket c’è ancora, la passione sopita è rinata e dobbiamo solo ringraziare coloro che erano presenti alla Loggia dei 300 a cominciare da Paolo Vazzoler.

Se sarà già serie A non ci è dato saperlo, ma il presente è roseo e il futuro tutto da scrivere.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL (A cura di Matteo Airoldi)

La luce in fondo al tunnel degli “anni bui” si intravede il 9 Maggio 2013 quando Giulio Romagnoli patron di Biancoblu Basket, il progetto nato nel 2011 con il benestare di SG Fortitudo Casa Madre e grazie all’acquisto del titolo sportivo di Ferrara, annuncia la vendita del diritto sportivo di BBB a Napoli, per agevolare dall’anno seguente la ridiscesa in campo della Fortitudo. “A nome mio e di tutti i soci annuncio con piacere che F 2011 – annuncia una nota diffusa dall’imprenditore dell’agroalimentare –  ha avviato tutte le iniziative che, tramite la iscrizione a un campionato senior e con l’obiettivo prioritario della riunificazione del tifo in una unica realtà sportiva, porteranno alla rinascita e alla ridiscesa in campo della storica Fortitudo Pallacanestro a partire dalla prossima stagione 2013-2014”. Il sogno di rivedere l’Aquila una, unica e riunita, cercando di mettere da parte gli aspri dissapori in seno al tifo, si concretizza definitivamente il 18 Giugno 2013 quando viene costituita il 18 Giugno dello stesso anno Fortitudo Pallacanestro Bologna 103, società detenuta all’85% da Fortitudo 2011, holding che controllava la Biancoblù, e al 15% dalla cooperativa di tifosi Orgoglio Biancoblu . L’ex giocatore Dante Anconetani è il primo presidente del nuovo corso, la Casa Madre annuncia il suo appoggio al progetto, mentre Marco Calamai svolge un importante ruolo di garanzia provando ad agevolare la ricostruzione dei rapporti tra tifosi. Inizia un periodo di lunghe negoziazioni anche con la Federazione per ottenere la categoria più alta possibile, che si rivelerà poi essere la Serie B. La squadra viene affidata a coach Antonio Tinti, che ben aveva figurato con gli Stings di Mantova, e arrivano giocatori che sulla carta hanno un ottimo valore per la categoria. Il tifo riunito – oltre 3000 abbonati e record di categoria –  ed un PalaDozza sempre pieno sono senza dubbio una delle note più positive di una stagione che dal punto di vista prettamente sportivo non offre particolari soddisfazioni: la chimica di gioco e la continuità stentano ad arrivare e a farne le spese è il coach che viene sostituito dal vice Federico Politi. Il cambio di panchina non sortisce però subito gli effetti sperati perchè arriva l’eliminazione in Coppa Italia dopo il doppio confronto con Legnano che vince per soli tre punti di differenza canestri. Il roster viene puntellato con gli arrivi di prestigio dell’ex Gennaro Sorrentino e di Aristide Landi che contribuiscono in maniera importante per agguantare i playoff. L’avversaria e la Benedetto XIV Cento che elimina i biancoblu con un secco due a zero. L’estate è contraddistinta dalle tante voci di un possibile cambio di proprietà e di un interessamento di una società americana, legata all’ex pivot fortitudino Starks, ma l’affare non si concretizza. Si arriva così al 12 Settembre quando Fortitudo 2011 cede ad una cordata di sei imprenditori del bolognese “ Bologna 1932”.

Sul campo intanto vengono tolti i veli alla nuova squadra sponsorizzata Eternedile, azienda di Bologna attiva nella distribuzione di materiali edili, il cui presidente Franco Nessi è stato patron della Libertas Basket Bologna.  Coach di quella squadra è Claudio Vandoni, che però non riesce a dare il giusto propellente per attaccare le posizioni di vertice. In questo senso un’altra data chiave della rinascita è il 18 febbraio 2015, quando la panchina passa, anzi ritorna a Matteo Boniciolli,  già in biancoblù dopo la parentesi della stagione 2001-02 e parte di quella 2002-03. Gli effetti arrivano presto, al termine della stagione regolare la squadra sale al terzo posto, collocazione che le permette di accedere ai play-off, e il ruolo è forse quello che le si abbina meglio, quello dell’outsider di lusso. Pressioni inevitabili ma aspettative che crescono serie dopo serie, con il pubblico del PalaDozza che si galvanizza e galvanizza, risultato 9 vittorie consecutive, con la promozione in serie A2 al termine della finale disputatasi contro un’altra nobile decaduta della pallacanestro, la Mens Sana Siena, a Forli il 13 giugno. Teatro del trionfo è quello del PalaFiera, che se cinque anni prima aveva segnato il passaggio dal declino al baratro, stavolta certifica l’apertura di un nuovo capitolo. Quello stesso capitolo che la Effe sta vivendo, con una squadra molto simile allo scorso anno (fatti salvi gli innesti d’oltreoceano), chissà che le coincidenze non portino allo stesso risultato: il ritorno in Serie A. I passi un po’ avanti e un po’ indietro della stagione regolare, contrassegnata da alti e bassi, non hanno trovato traccia nei playoff, stroncando senza respiro le resistenze della cenerentola Agropoli e di Agrigento. Forse la consapevolezza di avere alle spalle un pubblico tra i più caldi d’Italia e d’Europa, forse la mano di un allenatore a cui l’A2 non può stare che stretta, forse anche una squadra che da alcune settimane fa la differenza con giocatori italiani, dai senatori Carraretto e Amoroso ai pulzelli Candì e Montano. Per molti però, comunque vada questa serie, occorre che ci sia un altro tipo di stabilità: quella societaria. Mancando quella è iniziato il declino diventato baratro, è questo il vero ingrediente per una vera, sana rinascita.

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