Treviso-Piacenza: la sala stampa. Le parole di coach Menetti e Ceccarelli

Treviso-Piacenza: la sala stampa. Le parole di coach Menetti e Ceccarelli

Amareggiato per la sconfitta il coach dei trevigiani che indica nell’errato approccio difensivo una delle cause dello stop dei veneti a cui le emiliane non vanno proprio giù. Grande soddisfazione in casa piacentina, invece, per due punti difficilmente pronosticabili alla vigilia, ma ottenuti con caparbietà e sacrificio.

di Marco Novello

Massimiliano Menetti (coach De’ Longhi Treviso): “Secondo me sapete già la mia analisi e quello che andrò a dirvi, oggettivamente per il lavoro fatto negli ultimi due mesi dopo la sconfitta subita a Cento la lettura di questo match è molto facile. Prima di passare ad analizzare cosa è andato e cosa no faccio i complimenti a Piacenza, hanno giocato una gran partita di personalità sbagliando veramente poco e punendo ogni nostra distrazione nella ripresa. Detto questo, noi abbiamo giocato una partita notevolmente al di sotto dei nostri standard sia come singoli che come squadra e per certi versi molto simile all’ultima sconfitta di oltre due mesi fa. Quando subisci 93 punti in casa tua, ma anche in trasferta, difficilmente porti a casa il match; è una lezione che ci deve servire quindi significa che ci sarà da lavorare in palestra su certi aspetti più di quanto non stessimo facendo prima. E’ stata una partita in cui non abbiamo preso il ritmo che volevamo, ognuno di noi non è riuscito a portare quel solito mattoncino. Abbiamo avuto piccoli sprazzi individuali, ma non abbiamo saputo dare continuità come squadra; l’unico momento in cui siamo riusciti a dare continuità al nostro gioco siamo andati sul +8 e time-out loro per fermare il nostro ritmo, noi ci siamo seduti e abbiamo preso un 14 a 0 di parziale. C’è poco altro da aggiungere, Piacenza ha meritato ampiamente e noi dobbiamo tornare a lavorare sodo in palestra perché già la prossima partita ad Udine sarà uno scontro decisivo. Sarò sincero avrei preferito perderla in altra maniera con un punteggio diverso come un 51 a 53 per i miei gusti, però è andata così ed il campo ha detto che dovremo rimetterci sotto col lavoro in difesa. Da dove deriva la grande fiducia che loro hanno avuto stasera? Per prima cosa noi abbiamo iniziato contratti dopo averlo detto ai ragazzi ed aver lavorato in settimana su questo; seconda è che abbiamo preso tre volte lo stesso canestro quel pick ‘n pop centrale tra i loro piccoli ed Ogide che son tre cose che non devono esistere per il basket che ci siamo prefissati; passi per il primo, il secondo un po’ meno, ma il terzo non devi prenderlo mai perché significa che non ci sei con la testa ed è la cosa più grave di tutte. Se si vogliono vincere partite come queste poi non puoi concedere 30 punti agli avversari l’ultimo quarto, vero alcuni di questi sono figli dell’ultimo minuto in cui preoccupati più dal recupero che dal non prendere punti banali abbiamo lasciato fare a loro un canestro quasi in contropiede da rimessa ed abbiamo concesso tre falli per mandarli in lunetta, ma oltre a questo quarto qui quello precedente ne abbiamo lasciati 26 per un totale di 56 punti nella sola ripresa. Paradossale poi il terzo quarto noi prendiamo ritmo e fiducia troviamo certe nostre giocate, ma prendiamo 20 punti in 7′ di gioco di cui le tre bombe in fotocopia di Ogide. Di partite come queste in casa nostra, da quella che è la mia esperienza, ne capitano mediamente tre all’anno, partite in cui a te va tutto storto mentre agli avversari nel bene o nel male invece va tutto bene; era una partita difficile e lo si sapeva ma era una sfida che avremo dovuto vincere di un punto giocandoci il tutto per tutto all’ultimo possesso ma siamo stati troppo frettolosi nell’esecuzione dei giochi. Altro dato che non va dimenticato, loro hanno preso 9 rimbalzi in attacco di cui la metà (4 ndr) nel solo ultimo periodo molti dei quali se non tutti dopo nostre ottime difese anche a livello di cambi sui blocchi; eppure oggi i nostri esterni hanno perso, a rimbalzo, tutti i duelli individuali, cosa che non ci capitava da un po’.”

Gabriele Ceccarelli (coach Assigeco Piacenza): “Sono contento per i due punti che dedichiamo al nostro presidente che rappresenta la nostra società quindi questa vittoria indubbiamente è per lui ma anche per tutta quanta la società Assigeco. Sono contento per i miei ragazzi che credo ora avranno qualcosa da raccontare un giorno ai loro figli o ai loro nipoti; non vi nascondo che sono un po’ scosso perché in un momento così delicato della nostra stagione venire qui a Treviso e fare una prestazione del genere dopo una settimana in cui ci si è allenato poco per via di acciacchi vari non era semplice. A livello emotivo son semplici queste sfide, le prepari con tranquillità non hai nulla da perdere perché sai che devi andare a giocare al PalaVerde misurarti contro una grandissima squadra come Treviso e messa in campo ottimamente dallo staff tecnico. Le motivazioni perciò sono facili da dare ai giocatori, il vero problema sta nel mettere in campo queste motivazioni ed oggi questi ragazzi lo hanno fatto dal primo all’ultimo giocatore che è sceso in campo quindi non posso che essere orgoglioso di loro come penso anche la società lo sia. Abbiamo fatto una partita con gli attributi, non posso dirlo che così anche se ci sarebbero molti modi per esprimere la voglia messa in campo dai ragazzi oggi; perché ribadisco in un momento così delicato della stagione venire al PalaVerde di fronte a questa squadra ed a questo pubblico e fare una partita del genere vuol dire che questa squadra qualcosa, come nelle partite precedenti, lo aveva dimostrato di avere, ma oggi si è davvero superata. Sono contento che per te il 21/28 ai liberi rappresenti una buona percentuale, ma per la mole di lavoro che facciamo in palestra ogni giorno su questo fondamentale per me non lo è, sbagliare sette tiri liberi è ancora troppo dovremo perciò ancora migliorare. Sul nostro momento di appannamento devo darti ragione, soprattutto non son contento di una cosa, ad inizio terzo quarto tu fai 12 punti segnando quattro triple in fila ma i tuoi avversari segnano comunque otto punti rimanendoti in scia ed è una cosa che non può succederti quando cerchi di dare uno strappo o cominciare al meglio la ripresa, quindi quando capiterà di nuovo di segnare dodici punti in fila con quattro triple voglio vedere sul tabellone che gli avversari abbiano segnato 4 punti, allora in quel caso potrò dirmi parzialmente soddisfatto. Il piano partita che abbiamo interpretato, o almeno per buona parte del match, è quello da te esposto anche perché ti cito un dato, Treviso prima di oggi tirava col 60% da due quindi dovevamo intasare l’area per non lasciare conclusioni facili a Tessitori, Lombardi, Antonutti ed ai loro esterni che penetravano il pitturato; perciò più che sfidare Treviso al tiro da tre punti è stato proprio un riempire l’area per non concedere facili canestri ai veneti; lo abbiamo eseguito spesso ma qualche volta arrivavamo tardi in aiuto dal lato debole quindi pure questo, il tempismo dell’aiuto, sarà una cosa da sistemare per il futuro.”

PAGELLE

De’ Longhi Treviso

Amedeo TESSITORI: 7. Come al solito il totem dell’area trevigiana risponde presente, si carica per diversi minuti il peso dell’attacco dei padroni di casa sulle spalle in quanto alcune bocche da fuoco avevano le polveri bagnate; ma chiude anche ottimamente l’area piazzando almeno 2 stoppate di gran livello. Unica pecca il 50% ai liberi ma chiedergli di più dei 20 punti e 6 rimbalzi in 25′ pare forse anche esagerato.

Dominez BURNETT: 5. Contro Piacenza si è vista la brutta copia dell’americano apprezzato e lodato in altre occasioni. Primo tempo chiuso a quota 0 punti segnati con solo due tentativi dal campo, si rifà nella ripresa chiudendo il match in doppia cifra, ma sul groppone pesano i 4 falli fatti oltre che una difesa molto sulle gambe e costantemente battuta dal diretto avversario.

Davide ALVITI: 5. Poco concentrato sul match, la giornata storta d’altronde può capitare a tutti. Non riesce a trovare mai il ritmo anche a causa di un problema di falli che si palesa sin dall’inizio. Chiuderà soltanto con due punti all’attivo.

Maalik WAYNS: 5. Chiude con 11 punti è vero, ma con ben 14 tentativi al suo attivo. Meglio da due che da tre dove spara molte conclusioni che sono delle vere e proprie forzature; non riesce ad accendersi come invece gli era capitato in altre occasioni.

Michele ANTONUTTI: 7. Sgrava Tessitori del lavoro offensivo affiancandosi egregiamente al lungo pisano. Con astuzia ed esperienza carica di falli la difesa ospite andando in lunetta per ben undici volte e segnando tutti i liberi. Chiude con 19 punti ed il 50% dal campo a cui si aggiungono 5 rimbalzi di cui 3 in attacco.

Matteo IMBRO’: 6. Non è serata al tiro per la De’ Longhi e pure per Matteo oggi la mira scarseggia; eppure non si perde d’animo illuminando la scena con la sua regia. Se l’anno scorso rappresentava un punto debole del suo gioco, ad oggi il siculo è migliorato tantissimo in questo fondamentale prova ne sia i 9 assist distribuiti ai suoi compagni.

Matteo CHILLO: 6.5. 5 punti, 5 rimbalzi e 2 stoppate, come al solito l’ala bolognese si esalta quando bisogna fare a sportellate sotto canestro; è uno dei pochi a non cadere nella trappola del pick ‘n pop centrale di Ogide marcando il diretto avversario anche ben oltre l’arco.

Lorenzo UGLIETTI: 5.5. Più nervoso del solito; Uglio ci mette tanta difesa a cui questa volta unisce pure pericolosità offensiva, ma si fa condizionare troppo da alcuni fischi della terna che lo mandano fuori giri.

Eric LOMBARDI: 5.5. Inizio sotto tono per poi uscire nel momento migliore di TVB che coincide col +8 sul tabellone firmato grazie ad un suo parziale di 7 a 0 in solitaria. Purtroppo è l’unica fiammata della sua partita in cui non eccelle per continuità sia da una parte che dall’altra del campo.

Alvise SARTO: N.E.

Andrea EPIFANI: N.E.

Assigeco Piacenza

Modou DIOUF: 6. Uno dei tanti under buttati nella mischia da Ceccarelli che però svolge egregiamente il suo compito. 2 punti derivanti da un rimbalzo offensivo nel momento caldo della partita; non gli si poteva chiedere di più.

Andy OGIDE: 8. 20 punti e 10 rimbalzi, doppia doppia di grandissima sostanza per il lungo in forza agli emiliani che si segnala tra le altre cose per l’ottima % dalla lunga distanza tirando con 4/7 da tre punti. Il tifo trevigiano si ricorderà per un po’ quelle tre triple consecutive sparate ad inizio terzo quarto.

Matteo FORMENTI: 7. Partita a tutto tondo quella del capitano che da leader si carica la squadra sulle spalle nel momento del bisogno mettendo a segno punti importanti oltre che decisivi per la vittoria finale di Piacenza.

Michele ANTELLI: 5.5. Paga dazio con la sua giovane età; il play rischia di riaprire la partita nel finale per un gioco da tre punti che Burnett però non converte, disattenzione che poteva costare realmente caro.

Matteo PICCOLI: 6.5. Il voto non rappresenta in toto l’efficienza che l’esterno ha avuto in questo match. La tripla quasi allo scadere dei 24″ con la mano in faccia del difensore che dà il là alla vittoria piacentina è stata l’highlights del suo match. Chiuderà con 7 punti in 14 minuti scarsi di impiego

Francesco Ike IHEDIOHA: 7. Sembrerebbe esserci una legge non scritta per l’annata piacentina; quando l’ala col numero 15 segna tre triple in trasferta in un campo ostico e di fronte ad una delle candidate alla promozione Piacenza vince. Lo ha fatto a Verona, lo ha fatto ieri a Treviso, un caso? Lo sapremo solo più avanti.

Tourè MURRY: 7. Molto impreciso al tiro, ma è il go to guy della squadra che si affida a lui quando il pallone scotta e la guardia trova sempre o quasi la giocata giusta. 14 punti 3 rimbalzi e 3 assist prova più che positiva.

Gherardo SABATINI: 9. Guardando il tabellino accanto al suo nome leggiamo 19 punti, 10 assist, 9 rimbalzi 10 falli subiti e 36 di valutazione. Basterebbe solo questo per capire l’impatto devastante che ha l’ex di turno nel match, ma la fredda lucidità con cui va a cercarsi il fallo o la grinta messa nell’andare a rimbalzo poche volte si erano viste al PalaVerde lo scorso anno. E a proposito di ex, quest’anno Gherardo non è il primo a punire Treviso con numeri così altisonanti; sembra che per i veneti questa legge non scritta si paghi a caro prezzo.

Nikolay VANGELOV: 6.5. Sta in campo i minuti necessari per far rifiatare Ogide, nel frattempo mette a segno pure un gioco da tre punti con Treviso in rimonta nel quarto quarto.

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