Treviso-Ravenna, la sala stampa: le parole di Menetti e Mazzon

Treviso-Ravenna, la sala stampa: le parole di Menetti e Mazzon

L’ex coach di Reggio Emilia sottolinea i meriti difensivi degli avversari, ma elogia pure i suoi ragazzi per non essere usciti dal piano partita studiato. Il collega ravennate, invece, indica nella disparità fisica una delle chiavi della sconfitta dei suoi elogiando comunque il lavoro lungimirante fatto sino ad ora dalla società veneta.

di Marco Novello

Massimiliano Menetti (coach De’ Longhi Treviso): “Lo dico da un po’ di tempo, qualche capello bianco comincio a perderlo pure io e sapevo sarebbe stata una partita dura. Immaginavo fosse così perché è da 15 giorni che accusiamo acciacchi, da Imbrò a Uglietti fino a Burnett, la squadra comunque è venuta fuori durante la partita sulla lunga distanza. Abbiamo sofferto e non poco nel primo quarto non solo per nostri demeriti, ma Ravenna ci ha sorpresi con una grande aggressività sui nostri esterni. Abbiamo impiegato diversi minuti prima di trovare il ritmo partita, ma in questo periodo siamo stati bravi a non scomporci e perseguire il nostro piano che avevamo in mente. Il secondo quarto ci ha dato il là poi per rimontare e fare nostre le redini dell’incontro. Resta sempre il fatto che da un lato alterniamo buone cose a momenti dove facciamo molta fatica a tenere un ritmo costante nella metà campo offensiva, in difesa invece manteniamo una buona intensità nonostante i problemi fisici che abbiamo. Ci sono partite in cui si vince facilmente in altre devi soffrire per arrivare alla vittoria, la squadra oggi lo ha fatto; nel primo quarto abbiamo segnato solo 10 punti, ma i nostri avversari 16 quindi siamo riusciti a limitarli ed impedire di segnare canestri facili. Due punti importanti, voluti, sudati e potrei pure azzardare meritati per come è stata tutta la partita. La sorpresa del canovaccio tattico di Ravenna ci ha portato a perdere quei 7 palloni iniziali di cui tre per violazione dei 24″. Ai ragazzi comunque dico sempre piuttosto che tentare un tiro fuori equilibrio o azzardare un passaggio rischioso meglio morire con la palla in mano così possiamo riorganizzare la difesa e non concedere agli avversari tiri facili. Il numero di palle parse perciò è influenzato da questi sette palloni buttati nel primo quarto dove c’è stato un tema tattico diverso dalle altre partite disputate; merito, ribadisco, di Ravenna che usciva ad aggredire molto alto sui nostri pick ‘n roll, cosa che prima non aveva mai fatto in stagione ed era difficile da prevedere. Bisognerà migliorare comunque nell’arco della stagione perché potremo trovare difese così aggressive anche lontano da casa nostra”

Andrea Mazzon (coach OraSì Ravenna): “Credo che sia stata una delle partite più fisiche affrontate in stagione, dobbiamo abituarci a questi contatti che possiamo trovare in partita perché son differenti rispetto a quelli che usiamo in allenamento. Per noi, in certi momenti come stasera, emerge l’inesperienza dettata da molti interpreti giovani e da quelle lacune fisiche che magari in allenamento non si notano, chiaro che quando ti alleni con cinque under è difficile mettere la stessa intensità nei contatti come invece questa sera hanno messo i vari Uglietti, o Alviti o lo stesso Tessitori. Sono molto orgoglioso comunque della risposta che i ragazzi mi hanno fornito questa sera per 30′, oggi la nostra precisione al tiro è stata a dir poco scarsa con un solo canestro su dodici tentativi da 3, nonostante questo a fine del terzo quarto eravamo sotto di 10. Alla fine i nodi son venuti al pettine, caricati di falli, prestanza atletica degli avversari e noi non siamo più riusciti a tenere botta. I ragazzi hanno disputato un eccellente primo tempo, nessun canestro da 3 nei primi due quarti ed essere sotto solo di sei a Treviso vuol dire essere ancora in partita. E’ una sconfitta simile a quella contro Verona, due squadre molto forti con un roster certamente migliore e profondo e sono l’esempio di due società che stanno programmando da anni la risalita per tornare ai vertici del basket italiano. Verona e treviso sono come dei fari fari, indicano la via da seguire e bisogna prendere esempio da loro.”

Le Pagelle del match

De Longhi Treviso

Amedeo TESSITORI: 8. Il solito totem in mezzo al pitturato, una certezza ormai alla voce punti e rimbalzi sfiora pure in questa occasione la doppia doppia (18 punti ed 8 rimbalzi). Chiude con una valutazione di 26, la migliore nelle fila dei padroni di casa.

Dominez BURNETT: 6,5. Acciaccato come sottolineato da Menetti in sala stampa, l’americano sforna comunque una prestazione molto buona a livello offensivo (15 punti per lui), ma risulta essere troppo falloso sugli esterni ravennati a cui si aggiunge pure una non lucida regia con 3 palle perse.

Alvise SARTO: s.v. Difficile dare un voto al giovane del vivaio, troppo pochi i minuti che Menetti questa volta ha voluto concedergli.

Davide ALVITI: 6. A fasi alterne come la squadra. Avvio sonnolento, ripresa decisamente migliore! Chiuderà la partita con 7 punti e 3 rimbalzi, a cui si aggiungono 3 falli subiti ma anche 3 fatti.

Maalik WAYNS: 7,5. Se non ci fosse il solito Tessitori, oggi le copertine per la prima pagina sarebbero sue. Trascina TVB nel momento del bisogno mettendo triple dall’alto peso specifico, si apprezza pure la sua regia con 3 assist finali, il migliore tra i veneti sotto questa voce. Il referto comunque finale parla di 18 punti e 15 di valutazione, giocatore ritrovato.

Michele ANTONUTTI: 6. Prova con luci ed ombre per il capitano che talvolta si intestardisce troppo nel cercare alcune penetrazioni a difesa schierata e perdendo banalmente il pallone. Chiude comunque con 4 punti e 7 rimbalzi.

Matteo IMBRO’: 6,5. Rientrava da un infortunio delicato vero, ma quelle due palle perse sanguinose ad inizio partita macchiano un po’ il suo voto. Il giocatore ormai si è fatto maturo e riesce a gestire meglio la pressione rispetto al passato e chiude lo stesso la partita come uno dei migliori in campo per Treviso. Nota a margine, ormai la fine di ogni quarto può tranquillamente essere chiamata “zona Imbrò”, i suoi buzzer a fine quarto sono diventati appuntamento fisso per i tifosi trevigiani. Chiude la partita con 9 punti e 10 di valutazione

Manuel SALADINI: s.v. Solo una ventina di secondi in campo per l’altro under a referto.

Matteo CHILLO: 6. Solito guerriero sotto le plance, contro Ravenna però le polveri sono un po’ più bagnate. Matteo comunque porta a casa la pagnotta e gli applausi del PalaVerde.

Lorenzo UGLIETTI: 6. Il giocatore di rottura a disposizione di Menetti, segna il facile appoggio da sotto, ma ha il merito di mettere la museruola a qualunque esterno avversario gli capiti sotto mano. Un mastino.

Eric LOMBARDI: 6.5. Solita dose di atletismo ed energia per il lungo piemontese, segna otto punti cattura 5 rimbalzi, normale serata in ufficio.

OraSì Ravenna

Lorenzo Tartamella: n.e.

Josh HAIRSTON: 6,5. Uno dei pochi a tenere in piedi Ravenna. Sotto deve vedersela con uno dei migliori centri italiani della categoria, esce comunque dal parquet con 13 punti segnati a cui aggiunge 4 rimbalzi e 6 falli subiti. Buona prestazione.

Adam SMITH: 4.5. Abulico. Non lo si vede minimamente per il campo e l’OraSì senza la sua bocca da fuoco principale è costretta ad alzare bandiera bianca. 2/12 dal campo, i numeri parlano da sé.

Matteo MONTANO: 7. Uno dei pochi a crederci fino a che il tempo rimasto lo permetteva. Giocatore maturato, che gestisce in maniera saggia la cabina di regia; 14 punti, 4 falli subiti, 2 assist il suo score finale partendo dalla panchina.

Mikk JURKATAMM: 6. Uno dei più giovani a scendere in campo e in certi tratti lo si vede; ma comunque si fa valere sul parquet negli 11 minuti di impiego. Non segna ma si sbatte sotto le plance e si sbuccia le ginocchia per recuperare qualche pallone.

Marco CARDILLO: 5,5. 4 punti con tiri aperti sbagliati; la sensazione che potesse fare qualcosa in più per aiutare i suoi compagni resta, ma come Ravenna si spegne nell’ultimo quarto.

Stefano MASCIADRI: 5. Un altro assente nella battaglia del PalaVerde. Il capitano ci prova a dar la scossa ai suoi, ma rimane impreciso e trova la via del canestro col contagocce.

Michele RUBBINI: s.v.: Un minuto e venti in campo, senza infamia e senza lode ma troppo poco per giudicare.

Fadilou SECK: s.v.: Entra quando ormai la partita è persa, pure lui come il compagno di cui sopra gioca troppo poco per dare una valutazione.

Luca GANDINI: 5. Subisce la fisicità di Lombardi da ambo le parti del campo. Chiude con 2 punti e 3 rimbalzi, troppo poco per l’ex Fortitudo.

Marco LAGANA’: 7.5. Il migliore per i suoi; seppur giovanissimo ha la sfrontatezza e la malizia da giocatore ormai navigato. E’ l’altro, insieme a Montano e Hairston, a tenere in piedi Ravenna per tre quarti ma non gli si può chiedere sempre di cantare e portare la croce.

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