Trieste, il punto: enigmistica biancorossa, trova l’errore…

Trieste, il punto: enigmistica biancorossa, trova l’errore…

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Come un colloquio fra l’insegnante e il genitore di uno dei più bravi della classe: un sorriso, una mano sulla spalla e un rasserenante “signora, ma cosa è venuta a fare qua, suo figlio va benissimo”.

Ecco, la Pallacanestro Trieste 2004 di pre-season non dico essere la prima della classe, ma poco ci manca. Applicata sui dettami del coach, fluida nel giocare a pallacanestro, sufficientemente coesa in fase difensiva, equilibrata nei quintetti espressi sul parquet. Come la mettiamo se manca ancora quasi un mese all’inizio della stagione? I pessimisti (o scaramantici) temono il classico effetto boomerang da sbornia da successi in precampionato, i più ottimisti inquadrano il tutto in un potenziale importante per il girone EST di A2.

Effettivamente le perplessità sono sorte anche al sottoscritto: già dopo qualche settimana, vedere un gruppo nuovo così gradevole e produttivo sui 28 metri, non è coerente con un percorso che dovrebbe essere fisiologicamente ad ostacoli; vero è anche che, come sostiene coach Dalmasson, in questo organico c’è nettamente più conoscenza della materia rispetto a quello dell’anno scorso. Giocatori come Zahariev, Pecile, ma anche lo stesso Parks, aiutano a coniugare bene il verbo cestistico. Aspettati al varco dell’ultima amichevole, contro un KK Domzale credibile, il nuovo passo avanti nel processo di crescita.

Squadra per nulla disunita dal primo break subito, quintetti diversi che hanno tenuto il campo discretamente bene, prestazioni sempre ben oltre la sufficienza degli osservati speciali numeri uno, Zahariev e Parks. Mettiamoci poi che Landi sta ritrovando la miglior pallacanestro offensiva (alternata a qualche dormitina difensiva ndr.), che Pecile sta settando il suo fisico per l’inizio della stagione (avvicinandosi pian pianino alla sua pallacanestro), che Prandin è roba da antidoping…allora il quadro è “sinistramente” paradisiaco.

“Dica qualcosa di sinistra” era un vecchio adagio della televisione anni ’80, riadattata oggi come “troviamo un cono d’ombra, un lato oscuro” di questo ricamo baskettaro. Dunque… forse, la questione rimbalzi rimane come preponderante: diverse carambole concesse agli avversari per dimenticanze (tagliafuori inesistenti) o per accoppiamenti errati, problema però che sembrava materializzarsi lo scorso anno senza i “cagnacci” d’area, risolto con Holloway e l’arte di arrangiarsi con gli esterni (vedi Coronica, Tonut, ecc.). Arte che necessità di una cattiveria notevole, esattamente quella dovrà essere imprescindibile per Canavesi e soci. Altrimenti, l’area pitturata giuliana sarà terra di conquista.

Ah, al di là di non gradire una simil forma propedeutica, ci sarebbe da augurarsi che questa pre-season presenti anche una “legnata” salutare, per vedere anche lo spirito di reazione di fronte ad un momento di difficoltà. Con l’inizio del calendario che si prospetta, credetemi che potrebbe risultare un ottimo…allenamento.

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