Trieste, lettera del presidente Mauro ai tifosi

Trieste, lettera del presidente Mauro ai tifosi

Le parole del patron dell’Alma.

di La Redazione

“Ho atteso alcune ore prima di scrivervi, anche se avrei voluto farlo immediatamente, dopo la partita contro Tortona, nel primo turno di Coppa Italia. Avrei voluto subito scusarmi con voi, i tifosi che anche con la neve e anche in un giorno feriale hanno lasciato impegni e lavoro, famiglie e amici per arrivare a Jesi a sostenere la nostra squadra, e a quelli che – rimanendo a Trieste – hanno interrotto la propria giornata per seguirci in diretta.

E’ a voi che rivolgo, a nome della società, le nostre scuse: non certo per aver perso – perché le sconfitte sono l’altra faccia della vittoria e indicano, nello sport come nella vita, che un obiettivo non è stato raggiunto – ma per aver perso con la sfacciataggine di chi non considera proprio compito primario quello di onorare il proprio lavoro, il proprio pubblico e il proprio impegno.

Ciò che mi ha ferito profondamente non è la sconfitta, ma il modo in cui è giunta. Non è l’eliminazione, ma il modo in cui abbiamo svilito il nostro compito. Ho letto molte cose sui media, nei social, e molte persone mi hanno chiamato per darmi l’interpretazione e la lettura dei fatti, e anche le potenziali soluzioni. Ritengo tuttavia che la società – i nostri tecnici, i dirigenti, gli allenatori e i giocatori stessi – sapranno dare una spiegazione di quanto accaduto, poiché è loro impegno, loro lavoro e loro compito farlo.

Il mio compito ora è invece rivolgermi a voi, affinché l’affetto che avete per questa squadra, la fiducia che riponete nell’Alma Pallacanestro Trieste e l’entusiasmo che avete mostrato fin qui non vengano meno.

Il mio compito è anche garantire che nulla verrà tralasciato e tutto verrà valutato, con il buon senso del padre di famiglia che so di essere, con lo spirito imprenditoriale che mi rappresenta e che tutela i nostri sponsor, con l’affetto che mi lega a questa città, che ci ha accolto e che abbiamo fatto sognare. I sogni, tuttavia, non bastano. Giunti a un certo livello, è necessario dimostrare di essere forti e sufficientemente maturi da raggiungere gli obiettivi. Sono convinto che le sconfitte siano terapeutiche: rialzarsi e ripartire è il compito primario, subito dopo aver chiesto scusa. A volte bisogna toccare il fondo prima di rialzarsi da soli, altre è invece necessario agire immediatamente, e porre dei correttivi.

Lasciateci, caro pubblico, il tempo per valutare la situazione, analizzarla, comprenderne tutte le sfumature. Date il tempo a chi ha il compito di trovare la soluzione di portare la miglior soluzione possibile. Non passiamo il tempo, invece, a fare congetture e ipotesi, non costruiamo scenari che avrebbero l’unico obiettivo di portarci lontano dalla realtà. In questi giorni, la nostra squadra dovrà riflettere su quanto accaduto e ritrovare la concentrazione. Dovranno allenarsi e lavorare, ricreare quella fiducia necessaria a tornare ad essere vincenti sempre, o comunque efficaci sempre, entusiasti e consci che giocare a basket è uno dei mestieri più belli del mondo, ed è richiesta serietà, onestà, costanza, impegno, grinta e, soprattutto, spirito di squadra. Servono anche simboli, servono anche buoni esempi. Il mio buon esempio è questo: la società è pronta a risarcire i costi di trasferta al pubblico che ci ha seguito a Jesi. E’ un gesto che ha un significato molto semplice: il pubblico per noi conta tanto e vale moltissimo. Chi ha fatto tanta strada non si meritava la partita che ha visto. L’affetto si ripaga con il rispetto.”

 

Gianluca Mauro

Uff.Stampa Pallacanestro Trieste 2004

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