Verona, la “prima” di Michelori: “Io e Crespi siamo molto simili, vogliamo lavorare e vincere”

Verona, la “prima” di Michelori: “Io e Crespi siamo molto simili, vogliamo lavorare e vincere”

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La Tezenis Verona che si rinnova, cambia ancora pelle e si rialza pian piano dalla cocente delusione dello scorso campionato (eliminazione al primo turno contro Agrigento dopo aver dominato la Regula Season), aggiunge un tassello fondamentale sotto canestro grazie all’esperienza sconfinata di Andrea Michelori, classe ’78, che “retrocede” in serie A-2 per la prima volta in carriera. Spiega il responsabile dell’area tecnica Giorgio Pedrollo: “Volevamo fortemente portarlo qui già lo scorso marzo, ma a Caserta non l’hanno voluto liberare. Ora ce l‘abbiamo fatta. Siamo convinti che un giocatore così, con 19 anni d’esperienza in serie A e tanti trofei vinti con la maglia di Siena, possa aiutarci a vincere”.

Michelori si presenta a Verona in modalità “da battaglia”, con ancora dentro tanta passione e voglia di giocare. Non vuol sentir parlare di gestione del suo fisico: a 37 anni è un cultore del lavoro settimanale, e con Marco Crespi in panchina troverà terreno fertile. “Sono stato allenato per la prima volta da Crespi nelle giovanili, quando avevo 15-16 anni” spiega il centro milanese. “E’ in grado di motivare al massimo il gruppo, prepara al meglio le partite, vive le gare in maniera emotiva e tiene alta la concentrazione di tutti. Tecnicamente e tatticamente lo ritengo il miglior coach che mi abbia mai allenato”.

Tanta esperienza, i ricordi delle battaglie con Milano contro la Scaligera di Sandro Boni (che gli ha aperto la faccia con una gomitata fortuita), Bullock e Iuzzolino, passando per gli anni d’oro con Cantù e la nazionale (con cui ha sfidato gli Usa al mondiale 2006 e litigato con Lebron James per una palla vagante), il bel periodo di Bologna (ottima l’asse con Di Bella), le vittorie con Siena e le difficoltà dell’ultimo periodo a Caserta. Uno così, che ha attraversato ere di pallacanestro così diverse ma che ha sempre fatto della professionalità e della dedizione il suoi punti di forza, a Verona non può che essere utile per tutti. “Non sono venuto per svernare” conclude Michelori, “ma per continuare a fare con passione ciò che amo, essere d’esempio per i più giovani e dare il mio contributo. La cosa certa è che non sono pronto per il ritiro, ho ancora grande energia e mi piacciono il lavoro in palestra e l’adrenalina della partita”.

Il reparto lunghi di Verona, che oltre a Michelori può contare su Giampaolo Ricci (da Casalpiusterlengo), sta per essere completato. Vicina la firma dell’ex centro di Reggio Emilia Vitalis Chikoko, mentre l’altro obiettivo, il ritorno di Matteo Da Ros da Barcellona, ha ancora bisogno di tempo per poter essere perfezionato. Già praticamente completato invece il reparto esterni, con le firme di Spanghero (proveniente da Trento), Saccaggi (Casalpusterlengo), Cortese (Avellino), l’americano Rayvonte Rice e la conferma, unica rispetto alla scorsa stagione, di Boscagin. Ancora da individuare l’unico under che completerà il roster a disposizione di Crespi.

 

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